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Monasterio de la Cartuja - Certosa di Granada
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Il Monastero di Nostra
Signora dell'Assunzione, meglio conosciuta come la Certosa di Granada (Cartuja)
è un monastero che ospitava una comunità di monaci certosini dalla sua
costruzione fino al 1835. La comunità certosina di El Paular, decise
nel 1459 di voler fondare una nuova certosa. Dopo varie
traversie, si decise di edificare il nuovo convento presso
Granada ove una donazione aveva reso disponibile nel 1513, dei
terreni idonei alla edificazione. Anche se cresciuto nel corso
del tempo, mescolando vari stili, rappresenta uno dei punti più
alti dell'architettura barocca spagnola.
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Costruito tra il XVI e il
XVIII secolo dai monaci certosini, questo monastero ha un esterno imponente
in pietra color sabbia, ma è la sontuosa chiesa conventuale barocca
che la gente viene a vedere, soprattutto il Sagrario (santuario) dietro
l'altare principale, rosso, nero, bianco e marmo grigio-blu, con colonne e
capitelli dorati, una profusione di sculture e una bella cupola affrescata.
La certosa di
Granada, dopo la sua costruzione divenne ben presto una fra le
più belle della Castiglia. A sinistra dell'altare maggiore si trova la
sacrestia, considerata anch'essa la massima espressione del tardo Barocco
spagnolo. Nel 1835, la comunità monastica dei certosini fu espulsa dalla
certosa definitivamente. La struttura fu spogliata di parte delle sue
ricchezze, per poi passare nel 1891
ai Gesuiti, i quali non poterono
impedirne la parziale distruzione avvenuta nel 1943. Attualmente è possibile
ammirare solo una parte degli ambienti monastici, opportunamente restaurati
e che dal 1931 erano stati dichiarati facenti parte di un Monumento
Nazionale. San Bruno, fondatore dell'ordine certosino, può essere
visto ovunque e alcune delle sue ossa sono incorporati nel dorato e
specchiato altare.
Dopo
varie vicissitudini tra
Gonzalo Fernández de Córdoba ( pilastro militare dei re cattolici che conquistò Granada ai
mori e che fu anche viceré di
Napoli), patrocinatore del progetto della
certosa e gli stessi monaci dell'ordine certosino, si cominciò a costruire
il monastero nel 1517, e dopo enormi dilazioni, per questioni economiche e
per la dipendenza della Certosa dalla casa madre, l'edificio monastico fu
terminato nelle sue parti più spettacolari: la sagrestia ed il Sancta
Sanctorum. I lavori furono affidati a Francesco Hurtado Izquierdo,
di cui dice una nota dei monaci che "tutto quello che disegnava nel
progetto lo plasmava nella decorazione".
Il monastero,
attualmente, è formato da un bellissimo chiostro intorno al quale sono
situati il refettorio, la sala di capitalo e le due
cappelle. La chiesa è a una sola navata, e la separazione fra i luoghi
destinati ai fedeli, ai novizi e ai monaci e superiori fu ottenuta con
inferiate, porte e cristalli. Una merlatura di pietra ricopre la maggior
parte della navata fino a quello che in teoria potrebbe essere il transetto,
per arrivare all'altare, dove un barocco pieno di oro si predispone alla
vista della più insigne produzione che in quest'arte si sia realizzata in
Spagna.
Una porta laterale sulla
sinistra, fatta con un prezioso lavoro ad incrostazioni, ci introduce nella
sacrestia. Qui attira l'attenzione un mondo di stucchi e di bianchi
lavori in gesso, che contrastano con gli sconosciuti marmi granadini di
Lanjaron ed i cassoni della sacrestia pazientemente realizzati dal fratello
di quest'ordine, Frate Vázquez. San Bruno, il fondatore, occupa
l'altare maggiore di questa sacrestia ed anche uno piccolo sulla sinistra,
eccellente opera in legno policromato di Giuseppe di Mora. Rifinisce
questo annesso una cupola ellittica, dipinta da un'altra
frate Tommaso
Ferrer, con colori notevolmente più scuri, ma concepita all'origine con
colori molto più tenui. Dietro l'altare maggiore, separato da un cancello di
cristallo e veneziano, si trova il Sancta-Sanctorum, il luogo sacro
che accoglieva il Santissimo Sacramento. Un tempietto in marmo di
Cordova ospita un sacrario di legno di sandalo ed olivo,
che sostituisce un primitivo fatto in cristallo di roccia ed argento,
sparito, come tante opere d'arte in seguito agli eventi
storici. Quest'ultimo ricevendo direttamente la luce dell'unica
finestra di
quella stanza, diffondeva scintillii e fulgori visibili in linea retta fin
dall'entrata della chiesa, Un effetto di luce sensazionale e celestiale per i fedeli e per il clero.
Negli angoli vediamo
quattro state: María Maddalena, Sandro, San Giovanni, San Giuseppe, opere di
Mora, Risueno e Duca Cornejo. La cupola realizzata dal
cordovano Palomino, risplende serenità ed è forse una delle
opere migliori, con seta, una gamma imponente di fogliame, con volute,
capitelli e fronzoli dorati proprio di questo stile
barocco.
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