GRANADA

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Granada fu l'ultima capitale araba in Europa a essere riconquistata dai cristiani dopo le grandi invasioni e l'occupazione musulmana durata alcuni secoli. Arrivando in questi luoghi si ha una visione d'insieme meravigliosa, una zona particolare dell'Andalusia, una fertile pianura ai piedi delle ripide montagne, spesso innevate, della Sierra Nevada, poi l'immagine della città che si innalza davanti e le torri dell'Alhambra.

 

Granada - panoramaIl maggiore monumento dell'architettura e dell'arte araba forse oggi esistente al mondo, in assoluto è l'Alhambra di Granada, una reggia fortificata su una collina alta 150 metri che domina la città, dove vissero gli ultimi principi Nasridi, dinastia di conquistatori venuti dalla penisola Arabica. Quando i re cattolici, Isabella e Ferdinando di Castiglia videro l'Alhambra rimasero senza parole al cospetto di quella bellezza. Nulla di simile esisteva in quel momento in nessuna capitale europea.

Con Cordoba e Siviglia, Granada fu uno dei centri della splendida cultura letteraria e scientifica diffusa dagli arabi nella penisola iberica, la stessa che contribuì, molti se lo dimenticano, anche  a tramandarci fondamentali (per la cultura occidentale) memorie greche e latine che altrimenti sarebbero andate perdute per sempre

Granada - ManufattiCapoluogo dell'omonima provincia dell'Andalusia, Granada sorge alle falde della Sierra Nevada lungo il fiume Darro ed ha una popolazione di circa 300,000 abitanti. Di vocazione ispanico-musulmana, fu la perla della civiltà nazarì, preziosa e decadente.  Vi sono in città numerose industrie di vario genere ma l'industria turistica è forse la maggiore per la bellezza e il fascino di questa città, che è anche importante centro culturale essendo sede universitaria dal 1526. Sulle colline si trovano i quartieri vecchi, Albacìn e la Alhambra, con vie strette e angoli dalle prospettive stupefacenti. Un tuffo in un passato multiculturale e mistico.

Granada come molte città della Spagna fu colonia romana con il nome di Elvira, anche se era conosciuta fin dal V secolo a.C. con il nome di Elybirge. Successivamente fu conquistata dagli arabi nell'711, divenne emirato autonomo nel XI secolo e nel 1232 divenne capitale del regno indipendente dei nasridi, che comprendeva anche Malaga e Almeria. Conquistata dagli spagnoli nel 1492, entrò a far parte del regno di Castiglia. Nonostante le garanzie accordate ai musulmani, le tracce della loro dominazione furono fatte scomparire con una serie di persecuzioni culminate col decreto di espulsione degli arabi nel 1609 (leggetevi se ne avete la possibilità il romanzo di Ildelfonso Falcones, La mano di Fatima, su quel periodo). Alcuni sostengono che il grande poeta di Granada, Federico Garcia Lorca, fu ucciso, durante la guerra civile spagnola, per avere affermato tra le altre cose, che fu una disgrazia per la città la conquista dei re cattolici. Queste le sue parole: "La caduta di Granada fu un avvenimento disgraziato della storia...Andarono perdute una civiltà mirabile, una poesia, una architettura e una delicatezza uniche al mondo, per far posto a una città povera, avvilità e a una terra desolata, dove oggi si aggira la peggiore borghesia di tutta la Spagna." Garcia Lorca ad ogni modo amava la sua città. Era impressionato dal coro delle campane delle varie chiese della città, sopratutto della magnifica cattedrale. Anche l'animazione di Plaza Bibarramba, in pieno centro, lo colpiva. Fu lì che Federico imagino che si svolgesse il suo dramma Mariana Pineda. Un ambiente ideale per sedersi a un bar, veder scorrere le persone, riflettere e intingere "churros" nel caffè.

 

Quando spunta la luna | tacciono le campane | e i sentieri sembrano | impenetrabili.
Quando spunta la luna | il mare copre la terra | e il cuore diventa | isola nell'infinito.

 

Granada - panoramaE' probabilmente nel vecchi quartiere moro di Albaracin, da secoli diventato il rione dei "gitanos", che si trova lo spirito della vecchia Granada, anche quella di Garcia Lorca. Queste stradine furono infatti l'ispirazione di Bailate Gitane. Il posto è rimasto pressoché lo stesso, con le sue piccole case bianche e i vicoli stretti, Ancora si sentono note di flamenco nell'aria ed è bellissimo. Garcia Lorca amava la musica andalusa, così anche il suo gruppo di amici. Andavano a cantare, suonare e bere alla Taberna Polinario dell'Alhambra, ospiti di un certo Barrios, famoso chitarrista. L'edificio oggi è la Casa Museo Algel Barrios, con documenti, fotografie, oggetti e memorie del tempo.

 

Dall'altra parte della strada c'è ancora un bar ristorante Polinario che offre tapas e spuntini. Nel gruppo di giovani frequentato da Garcia Lorca a volta capitava anche il grande musicista Manuel de Falla, che allora viveva a Granada in cerca di ispirazione. Anche la sua casa all'ombra dell'Alhambra è oggi diventata un museo, il Museo de Falla, con una bella collezione di ceramiche antiche. Insime Lorca e De Falla diedero vita nel 1922 al Concurso de Cante Jondo, (letteralmente Concorso sul canto Profondo) un festival sulle stile vocale inconfondibile del flamenco, "Musica della notte, che si può suonare soltanto sotto le stelle," diceca Garcia Lorca.

La Alhambra e il Generalife costituiscono la meta della passeggiata che dal centro della città va verso la collina rossa, nella quale si trova appunto la Alhambra. Quest'ultimo è il più bel complesso d'arte ispanico-araba della cultura nazarita, costituito da un complesso fortificato, una volta residenza reale, posto sull'altura principale che domina la città.  Il  Generalife, eretto nel XIII secolo come residenza estiva dei sultani arabi, è famoso soprattutto per i suoi giardini incantati.

Per l'Alhambra bisogna salire lungo la Cuesta de Gomèrez, la Porta delle Melagrane, costruita nel 1536 possiede tre archi. Attraversata questa, si arriva al pioppeto dell'Alhambra, dove nascono tre sentieri scoscesi. Seguendo quello di destra si giunge alle Torri Vermiglie, la fortezza più vecchia di Granada. Il sentiero al centro conduce al Generalife e quello di sinistra davanti a una bella fonte chiamata Pilar di Carlo V. Accanto al Pilar, la Porta della Giustizia, entrata principale dell'Alhambra nel lato meridionale. Una volta attraversata la porta, ci si trova davanti al Palazzo di Carlo V, edificio massiccio nel più sobrio stile rinascimentale. Oggi è sede del Museo dell'Alhambra e del Museo delle Belle Arti. La Porta del Vino è quella che dava accesso alla parte alta dell'Alhambra, l'arco a sesto acuto della sua facciata principale è rivolto verso l'Alcazaba, o Cittadella.

Alcazaba - GranadaL'Alcazaba è, insieme alle Torri Vermiglie, la costruzione più antica del complesso dell'Alhambra. Qui sorgono diverse torri, la più famosa è la Torre della Vela, che misura 16 metri di lato e 25 d'altezza, le cui campane indicavano i turni di irrigazione della fertile pianura circostante. Nella parte interna della cittadella c'è la piazza delle armi, e a sinistra si trova un giardino del XVII secolo denominato Jardìn de los Adarves. Uscendo dalla porta del Vino, e attraversando il giardino che si trova davanti al Palazzo di Carlo V, si scendono alcuni gradini e si arriva ai Palazzi Reali Nazariti che occupano la parte più bassa della collina. Si tratta di tre nuclei, ognuno dei quali svolgeva una funzione specifica nella vita di corte. C'è il Mexuar, o Stanza Dorata, destinata all'amministrazione del regno. Il Serrallo o Curato de Comares, destinato a residenza ufficiale del re. Nell'Harèm, il terzo nucleo, si trovavano le dimore private. L'angolo più interessante dell'Harèm è il Mirador de Daraxa, perché la volta che lo copre permette di trasmettere i suoni. Al centro si trova il Cortile dei Mirti, dalle forme armoniose, con uno stagno. Dal vicino giardino di Doraxa, si accede ai Giardini del Portal e da lì alla Torre delle Dame, nonché alla torre conosciuta con il nome di Mezquita de El Portal.

Plaza Carmen GranadaDa non perdere sono l'Ayuntamento, la Plaza del Carmen, il Corral del Carbòn, l'antico mercato arabo del 1200 in cui risalta il frontespizio decorato. E poi ancora la Real Chancillerìa, costruita nel 1530, la cui facciata è interamente decorata a mano.

Dalla Calle dei Re cattolici, all'altezza della Plaza del Carmen, si prende la Calle del Principe in direzione della Piazza di Bib-Rambla, che è una deliziosa piazzetta dove si tiene il mercato di fiori; qui incominciano le viuzze che formano parte dell'Antigua Alcaicerìa y Zacatin, mercato della seta e zona di artigiani al tempo dei musulmani, dove oggi si concentra un commercio variopinto. La Cattedrale di Granada è in stile gotico però la maggior parte delle sue opere sono rinascimentali. All'interno spicca la Cappella Maggiore.

Nella Calle de los Oficios si trova la Cappella Reale che ospita i sepolcri dei Re Cattolici. La Chiesa del Sacrario, forma parte degli edifici a ridosso della Cattedrale e della Cappella Reale.

Plaza Nueva GranadaLa passeggiata che collega il Sacromonte e l'Albacìn incomincia nella Plaza Nueva e continua attraverso la Piazza Santa Anna, dove è ubicata la chiesa omonima, edificio d'influsso mudèjar. Il fiume Darro scorre qui parallelo alla via e gli edifici della destra sprofondano lungo la sua sponda. Dal lato destro si sale al quartiere de la Almanzora, ai piedi dell'Alhambra. Al principio de la Carrera del Darro, in un piccolo vicolo, si trova la Casa dei Pisa, che ospita una ricca e variegata collezione di opere artistiche. Di fronte al primo tra i ponti, quello della Cabrera, c'è una stradicciola che porta al bell'angolo in cui si trova il Convento di Santa Ines, fondato nel XVI secolo. Di fronte al secondo ponte, chiamato il Ponte de la Espinosa, ci sono i bagni arabi conosciuti col nome di El Bañuelo risalenti all'XI secolo. Poco più avanti si trova il Convento di Santa Catalina de Zafra, con annessi una casa araba e un bel cortile del XVI secolo.

Huerta San Vincente a GranadaD'estate Granada è ancora più bella, come molti luoghi del resto. Ma qui le  cosidette "Huertas" danno aggiungono alla bella stagione qualcosa di più. Le heurtas sono gli innumerevoli orti e giardini che circondano Granada. Anche la famiglia di Garcia Lorca ne aveva una, nella frazione di Fuente Vaqueros, la Huerta San Vincente, e qui si trasferivano nellla stagione calda. Oggi quella villetta modesta è divenuta la Casa Museo Garcia Lorca con la stanza di Federico e la sua scrivania, ancora macchiata d'inchiostro sulla quale studiava da ragazzo e sulla quale compose i suoi primi capolavori. Due cipressi piantati dal poeta e dal fratello sono ancora lì a fianco alla casetta. La città ha piano piano inglobato tutte le huertas, compresa questa.

Alhambra - GranadaDi nuovo nella Carrera del Darro, al numero 41, ecco il Museo Archeologico posto in un palazzo conosciuto come Casa Castril. Da menzionare al suo interno la scalinata e il cortile. Davanti c'è la chiesa di San Pedro, il cui chiostro si affaccia sul fiume. Per salire verso il Sacromonte e l'Albacìn bisogna prendere la Cuesta Chapiz. Alla sua destra si erge il Palazzo dei Cordoba. Nelle vicinanze si trovano Alhambra Esterni - Granadale case del Chapiz, quartiere popolare abitato tradizionalmente dai gitani. Sono case scavate nella montagna e in alcune di queste grotte hanno luogo spettacoli di danza e canto conosciuti come 'zambras'. Il sentiero continua verso l'alto, lungo il pendio della collina di Valparaìso, e termina con l'Abbazia del Sacromonte.  Granada, grazie alle sue dimensioni, è una città fatta per passeggiare. L'arte monumentale delle sue strade e delle sue piazze, la bellezza delle sue fontane, dei parchi e delle case rimarrà negli occhi di chi la visita per molto.

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