Storia di Vitoria Gasteiz

Storia di Vitoria Gasteiz

Per iniziare a parlare della storia di Vitoria Gasteiz, città capoluogo situata nel cuore della regione autonoma dei Paesi Baschi, nel nord della Spagna, è sufficiente anche solo chiedersi il perché il suo centro storico, così grazioso e ordinato, ha così tante e importanti testimonianze medievali, che vanno ad includere non una, bensì due cattedrali.

Una città molto piccola, con un centro dalla caratteristica forma di guscio a mandorla (la Almendra Medieval, come viene chiamato), dove praticamente andare da una parte all'altra vuol dire farsi una bella passeggiata a piedi, magari pure di qualche ora, considerate le fermate che uno obbligatoriamente fa, vuoi per osservare i suoi monumenti o i suoi bei parchi.

La città, oggi con circa 249mila abitanti, venne probabilmente già fondata dal re visigoto Leovigildo, con il nome Victoriacum nel 581. L'occasione era quella di celebrare la vittoria sulle popolazioni di quei luoghi (i Vascones, i Baschi una tribù preromana, il cui territorio si estendeva dall'alto corso del fiume Ebro ai Pirenei occidentali), a quei tempi posizionati in una zona marginale, a confine tra i domini Visigoti (a sud) e Franchi (a nord). Alcuni storici, tuttavia, non concordano su questa versione delle origini di Vitoria Gasteiz e spostano di molto in avanti l'effettiva nascita del nucleo dal quale si sarebbe originata l'attuale città.

Sarebbe stato solo nel XII secolo, il re di Navarra Sancho VI il saggio concesse il riconoscimento ad un piccolo villaggio che andava formandosi attorno ad una piccola chiesa (oggi Catedral Vieja, Cattedrale di Santa Maria), sorta nel 1180 in cima ad una collina e corrispondente alla parte più antica dell'odierna città. Un santuario ben più antico era già presente a 8 km dell'attuale centro storico, quello di Nuestra Señora di Estibaliz, situato nella città di Argandoña, e risalente all'XI secolo. Il piccolo nucleo urbano era chiamato "Gasteiz" e venne riconosciuto dal re con il nome di "Nueva Victoria", probabilmente in onore a quel piccolo avamposto militare creato dal re visigoto, già da tempo scomparso dalle pagine della storia e di cui nel mondo odierno non vi è alcuna traccia. Gli studiosi ritengono che l'antica città visigota in effetti potesse corrispondere all'antico oppidum di Iruña, la Veleia de Ptolomeo, un complesso romano di grande importanza situato a 11 km da Vitoria. Non esistono molte testimonianze archeologiche di questo periodo, anche perché a confondere le poche certezze sull'esistenza in zona di una città Visigota, sono i ritrovamenti di reperti che danno man forte alla presenza, di contro, di insediamenti Franchi.

Ancora oggi, il doppio nome della città si riflette nelle consuetudini linguistiche. Non solo in città si parlano due lingue, lo spagnolo castigliano e il basco, ma anche gli abitanti vengono chiamati o vitorianos o gasteiztarrak. Dai rivali venivano un po' spregiativamente soprannominati babazorros (che in lingua basca sta a significare niente meno che "sacchi di fagioli").

Sul finire del XII secolo andò prendendo forma un significativo avamposto difensivo, strategicamente posizionato tra i territori della Castiglia e il resto dell'Europa più settentrionale, costituendo una pedina importante nei giochi di potere del regno di Navarra. L'avamposto non tardò a dotarsi di una cinta muraria, che tuttavia non ostacolò l'avanzata e la conquista dei castigliani di Alfonso VIII nel 1199, al termine di nove mesi d'assedio. L'anno dopo la città venne incorporata nel regno di Castiglia. Ancora oggi rimangono tratti di mura medievali e di porte interne, intervallate da edifici e dimore urbane.

La cinta muraria medievale di Vitoria-Gasteiz in effetti fu costruita un secolo prima della fondazione vera e propria della città, perché la stessa nasceva innanzi tutto come avamposto difensivo. Quel che è concesso vedere al visitatore è il risultato di un intenso lavoro di un equipe di professionisti, tra archeologi e ricercatori, grazie ai quali è stato possibile portare alla luce i resti di un tratto di mura che in origine erano lunghe quasi un chilometro e includevano 22 torri alte anche fino a 15 metri. I resti furono trovati sottostanti la cattedrale di Santa Maria, la più antica delle due cattedrali della città (l'altra, la Cattedrale di María Inmaculada, è del 1907).

Sotto il regno di Castiglia la città fu caratterizzata da una fiorente economia. Tra il 1200 ed il 1250, i lavori della prima cattedrale erano a buon punto: l'originaria muratura romanica in pietra venne demolita e la nuova chiesa consacrata. Nel 1256 Alfonso X il Saggio estese la città verso est con nuove strade, mentre nel tempo andava affermandosi la vocazione artigianale della popolazione. Nel 1290 la città di Vitoria contava una popolazione di circa 300 ebrei, la cui attività principale era la riscossione delle tasse e la medicina. Nel 1296 Vitoria entro a far parte di due confraternite, le cosiddette ‘Hermandades', una con città sulla costa cantabrica, chiamata Hermandad de las Villas de la Marina de Castilla con Vitoria; l'altra con i villaggi dell'entroterra a lei più vicini. Gli storici concordano nel confermare quanto l'aspetto commerciale guidasse la buona stella economica di Vitoria: nel XIII secolo erano già presenti ben tre mercati settimanali. Tra il 1368 e il 1371 Vitoria sarebbe tornata per un breve periodo in mano navarrese. I trattati del 1371, compreso un arbitrato papale, l'avrebbe restituita ad Enrico II di Castiglia. Nel 1399, Enrico III concesse alla città due fiere franche annuali, ambedue di grande afflusso di mercanti forestieri. Nel 1431 le venne concesso ufficialmente il titolo di città e nel 1463 divenne parte delle cinque ‘villas' fondatrici della Confraternita di ?lava (di cui oggi rimane capoluogo di provincia). Nel frattempo, il quartiere ebraico, già cresciuto in importanza, fu svuotato per via del cosiddetto Decreto dell'Alhambra voluto dai Re Cattolici, un editto che aveva previsto lespulsione degli ebrei Spagna nel 1492. In quell'anno gli ebrei di Vitoria si rifugiarono a Bayonne, oltre il confine francese, dove, ancora oggi, vivono i discendenti. La traccia più significativa della presenza ebraica è l'antico cimitero ebraico di Vitoria (lo Judizmendi, la montagna degli ebrei), diventato un parco memoriale negli anni '50 del secolo scorso. Intanto Vitoria veniva frequentata non solo dai mercanti, ma anche dai pellegrini diretti a Santiago di Compostela, divenendo una delle tappe del famoso cammino.

Nel 1522 Adriano di Utrecht, che a quel tempo risiedeva presso la Casa del Cordón di Vitoria, venne eletto nuovo papa con il nome di Adriano VI. Già diversi anni prima venne nominato precettore dell'imperatore Carlo V, quando questi aveva solo sette anni, e quindi, nel 1516, inquisitore generale d'Aragona. Nel 1520 venne nominato dallo stesso Carlo V, reggente di Spagna e con questo ruolo preparò la Navarra alla difesa dell'invasione francese. Nel frattempo, continuarono i lavori di ampliamento della cattedrale, con nuove cappelle, le volte del portico, la sagrestia e il campanile (tuttavia si intravidero subito i primi problemi strutturali, che iniziarono a manifestarsi in questo periodo). Oggi, accanto alla Cattedrale, le torri delle chiese di San Miguel, San Vicente e San Pedro danno vita all'orizzonte urbano simbolo della città; mentre le strade mantengono ancora i nomi dei mestieri artigianali che un tempo si svolgevano, quali fabbro, calzolaio, coltelliere. Queste strade ospitano gli edifici più antichi di Vitoria Gasteiz, tra cui i palazzo Bendaña e palazzo Escoriaza-Esquivel, due eccellenti esempi di architettura rinascimentale a Vitoria-Gasteiz.

Nel 1722 Bartolomé Riego portò a Vitoria la prima macchina da stampa. L'anno successivo, le truppe francesi occuparono la Navarra e i Paesi Baschi durante la Guerra dei Pirenei (1793 – 1795), anche nota come Guerra del Rossiglione, fino a quando la Pace di Basilea, pose fine al conflitto. Nel 1808 i francesi occuparono ancora il territorio di Vitoria Gasteiz durante le guerre napoleoniche. Tra il 5 e il 9 novembre, Napoleone trascorse la notte in Casa Etxezarra, diretto a Madrid per insediare suo fratello, Giuseppe, sul trono di Spagna.

Il 21 giugno del 1813, lungo il fiume Zadorra, ebbe luogo la Battaglia di Vitoria, nell'ambito della Guerra d'indipendenza spagnola, il più lungo conflitto delle guerre napoleoniche, che vide l'esercito degli alleati spagnoli, britannici e portoghesi guidati dal duca di Wellington insieme al generale ?lava sconfiggere i francesi. L'opera 91 Wellingtons Sieg (anche nota come Die Schlacht bei Vitoria o anche Siegessymphonie) di Beethoven, ricorda questo evento. Il 16 marzo 1834 durante le Guerre Carliste la città fu assediata dai carlisti di Tomás de Zumalacárregui; la città rimase fedele alla parte elisabettiana, venne liberata poco dopo. (*movimento conservatore cattolico-tradizionalista favorevole ai discendenti d Carlo di Borbone (Don Carlos) come unici eredi al trono di Spagna).

Nell'Ottocento vennero fondati numerosi istituti accademici, tra cui l'Istituto di Istruzione Secondaria, importante testimone culturale della città. Nel 1868 fu la volta della Libera Università di Vitoria, soppressa solo dopo un quinquennio, sempre a causa della Guerra carlista (la seconda). Ciò nonostante, la città divenne rinomata per i suoi corsi accademici, tanto che le valse il soprannome di 'Atenas del Norte'.

 

Vitoria venne subito catturata dai nazionalisti durante la Guerra civile spagnola (19 luglio 1936). Nel 1937 si contavano la presenza di 80 aerei tedeschi di base a Vitoria, che già dava dimora alla Legione Condor, volontari nazisti in supporto delle forze nazionaliste del generale Franco, e passata alla storia per aver partecipato ai principali eventi bellici della guerra civile spagnola, tra cui il tristemente noto bombardamento di Guernica, così ben ricordato nel famoso dipinto di Pablo Picasso. Con la guerra civile i territori basco e navarrese furono divisi e questo portò ad una conseguente società profondamente divisa. Crescita economica e attività clandestine di resistenza alla dittatura caratterizzarono gli anni del franchismo, sfociate dalla fine degli anni '50 in organizzazioni terroristiche come l'ETA.

La forte industrializzazione seguita nel periodo dell'abbondanza economica generale, trasformò la città in tutti i suoi aspetti, urbani e sociali, portando ad una forte crescita demografica, ma anche a malumori tra i lavoratori, che chiedevano più diritti e sicurezza all'interno delle fabbriche. Durante una pacifica assemblea sindacale, il 3 marzo 1976, pochi mesi dopo la morte del dittatore Francisco Franco e nel pieno della cosiddetta Transición alla democrazia in Spagna, vi fu una sparatoria della polizia che provocò 5 vittime e un centinaio di feriti; fatto che influenzò notevolmente gli avvenimenti di quel periodo storico nella nazione intera.

Nel 1980 Vitoria-Gasteiz viene dichiarata capitale della regione autonoma del Paesi Baschi, con ulteriore stimolo all'economia, aprendosi alle numerose aziende straniere e alle industrie manifatturiere, così come a quelle di produzioni più diversificate, dalle biciclette, ai mobili, alla barbabietola da zucchero, alle carte da gioco.

Nel 2012 Vitoria è stata proclamata Capitale Verde Europea. Oggi, è uno dei punti focali traino di una economia progresso ecosostenibile, attenta all'ambiente e ai giovani. Negli ultimi anni, la città risulta costantemente ai primi posti in Spagna per tenore e qualità della vita.

 

Copyright © Informagiovani-italia.com. La riproduzione totale o parziale, in qualunque forma, su qualsiasi supporto e con qualunque mezzo è proibita senza autorizzazione scritta.

 

Se questa pagina ti è piaciuta e ti è stata utile, per favore prenota con noi un hotel o un ostello ai link che trovi in questa pagina, è un servizio di Booking, non spenderai un euro in più, ma ci aiuterai ad andare avanti, per quanto possiamo e a scrivere e offrire la prossima guida gratuitamente. Oppure se vuoi puoi offrirci un caffè (ma non ci offendiamo se ci offri una pizza :) ) con una piccola donazione:.:  Paypal

 

 

Torna su

 

 

Ostelli Vitoria Gasteiz   Ostelli Spagna

Carte d'Espagne  Karte von Spanien   Mapa de España Map of Spain

Carte de Vitoria Gasteiz Karte von Vitoria Gasteiz   Mapa Vitoria Gasteiz Map of Vitoria Gasteiz

 
FacebookYoutubeScrivi a Informagiovani Italia