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L'Associazione Bancaria Italiana (ABI appunto) rappresenta e raggruppa tutti gli operatori finanziari e bancari presenti in Italia. Si pone nel contesto diversi obiettivi di sviluppo, stabilità ed efficienza di settore, in ambito nazionale ed europeo. Ha la sua sede principale a Roma a Palazzo Altieri in Piazza del Gesù n. 49.

 

L'ABI è stata fondata a Milano il 13 aprile 1919. Il primo presidente fu, fino al 1926, il banchiere privato Luigi Della Torre, gerente della casa bancaria milanese Zaccaria Pisa. Con gli anni, la caratteristica di rappresentanza di sistema si è andata rafforzando, allargandosi all'intero mondo finanziario. Oggi l'ABI  rappresentanza di tutti gli operatori bancari e finanziari.[1]

Dal 1997, l'ABI ha anche assunto la rappresentanza sindacale diretta delle aziende del settore bancario. Alla assiciazione è stata anche riconosciuta la competenza nella defizione delle linee unitarie relative ai rapporti di lavoro, alle politiche dell'occupazione, ai rapporti con le organizzazioni sindacali dei lavoratori di tutto il sistema, tranne che i contratti collettivi di lavoro stipulati dalla Federazione italiana delle banche di credito cooperativo.

Nel febbraio 2012, in seguito all'approvazione in Senato del decreto sulle liberalizzazioni del governo Monti, il comitato di presidenza, guidato da Giuseppe Mussari, si è dimesso per protesta. L’oggetto del contendere è stata l'imposizione dell'azzeramento delle commissioni in base al reddito del cliente.

Dal 2010 è stata presieduta da Giuseppe Mussari, riconfermato nel 2012 e dimessosi il 22 gennaio 2013 a seguito dello scandalo Monte dei Paschi di Siena, di cui era stato Presidente. Dal 31 gennaio 2013 è presieduta da Antonio Patuelli, presidente della Cassa di Risparmio di Ravenna.

  

 

 

 

 

 
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