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Cattedrale di Palermo
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Da
via Vittorio Emanuele si arriva al simbolo dello
stile arabo-normanno di Palermo, da subito
visibile con il suo bel portico del Quattrocento,
in stile gotico-catalano e il campanile che
pare intarsiato dalle mani di Dio: è la
Cattedrale di Palermo, dedicata alla Vergine
Maria Assunta in Cielo, e dal 2015 Patrimonio
UNESCO. Fondata nel tardo XII secolo su un sito
a ridosso delle antiche mura punico-romane e più
volte rimaneggiata tra il XVI ed il XVII secolo, si
posiziona oggi su un piazzale lastricato (il Piano
o Cassaro alto, come è anche noto), chiuso su via
Vittorio Emanuele e da secoli considerato come
spazio ideale di aggregazione sociale.
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Notevole la testimonianza storica, oltre che
architettonica, a
Palermo
e in tutta la Sicilia. Al suo
interno sono presenti le cappelle delle tombe reali, inclusi quelli
normanni e svevi, la tomba di Federico II e di Costanza d’Aragona,
più altri regnanti incluso Ruggero II di Sicilia, Guglielmo
d’Aragona, Federico III d’Aragona, e tra gli altri anche
Vittorio Amedeo II di Savoia e Carlo III di Borbone.
L’edificio odierno si caratterizza per i
differenti stili architettonici, dovuti ad una serie di restauri protrattisi
nel tempo. Fu trasformata in moschea e poi nuovamente convertita al
culto cristiano nel 1072 dai regnanti normanni, e poi ricostruita nel 1170
per opera dell’arcivescovo Gualtiero Offamiglio (nome italianizzato
probabilmente dall’inglese), un’importante figura storica della Palermo
antica, già precettore dei figli di Guglielmo I di Sicilia e di
Margherita di Navarra, e consigliere di Guglielmo II.
Esternamente,
la grande chiesa si riconosce per una serie di elementi distintivi, tra cui
spiccano la cupola, il campanile (o meglio, i campanili)
d’ispirazione araba e simili a dei minareti, la possente facciata
principale infittita di passaggi e cunicoli segreti un tempo necessari in
caso di attacchi esterni, le sculture marmoree dei santi di stampo
barocco, lo splendido intarsio dell’absidiola di Santa Rosalia, e non
ultimo nella fiancata laterale, l'ampio portico in stile gotico-catalano
eretto intorno al 1465. Le torri campanarie in stile neogotico, di
cui i due torrioni nord-occidentali realizzati tra il 1840 e il 1844, e il
maggiore del 1845 su progetto di Emanuele Palazzotto, in stile
neogotico e con in cima dal 1954 la Madonna della Conca d’oro,
realizzata da Nino Geraci. I campanili delimitano lateralmente la
facciata della struttura unita dai due grande arcoponti sopra la via
Bonello, a collegare la serie di edifici, le navate della cattedrale con
quello che ospita la Curia Arcivescovile e il Museo Diocesano di
Palermo. Nel complesso il sistema decorativo di gusto islamico, che
ricopre le pareti esterne dell’edificio e le absidi, risale in buona parte
al XII secolo. Da non perdere è anche l’esperienza del camminamento
panoramico sui tetti della Cattedrale, che consente uno sguardo più
approfondito ai dettagli stilistici dell’edificio, oltre che al bel panorama
cittadino. Su una colonna all'ingresso della cattedrale è riportato un
versetto del Corano, memoria di un tempo, quando la chiesa venne
costruita sopra una moschea a sua volta ricavata da una precedente basilica
cristiana. Alle pareti del portico si evidenziano le statue di Vittorio
Amedeo II di Savoia e Carlo III di Borbone.
L’interno
è riccamente decorato da splendidi affreschi e da mosaici risalenti al XII e
XIII secolo. Sono presenti numerose sculture, tra cui quelle del Gagini
e del Villareale, un famoso dipinto del Velasquez (Assunzione),
più altri dipinti di artisti sconosciuti. A Santa Rosalia de' Sinibaldi,
patrona della città di Palermo, è dedicata la cappella meridionale
dell'abside minore del transetto destro, di cui si ammira anche l’esterna
absidiola riccamente decorata. La cripta contiene 21 tombe appartenenti agli
arcivescovi di Palermo, più il famoso ‘Tabularium’, un
archivio storico di importanti documenti in latino, greco e arabo. Di
notevole valore sono anche i vestiti ecclesiastici e alcuni strumenti di
rito cattolico, nonché la corona di Costanza di Sicilia, custodita
sin dal 1491; parte del Tesoro della Cattedrale di Palermo,
costituisce un’importante testimonianza di gioielleria medievale.
Le opere d’arte presenti all’interno sono
numerose, tra dipinti e sculture: opere di Pietro Novelli (Vergine
con Sant’Ignazio di Loyola e San Francesco Saverio, 1634), e
Antonio Manno (Beato Pietro Geremia, del 1785). Si presti
attenzione particolare alla Cappella di san Pietro e sant'Agata, con
l'altare in lapislazzuli impreziosito da bassorilievi in legno dorato, e
alla pala d'altare di Pietro Martorana (XVIII secolo), ai contributi
nell'altare maggiore di Antonio Mongitore (nel Settecento),
Antonello Gagini, Mariano Rossi; non si manchi in più di ammirare
la splendida Absidiola del Santissimo Sacramento.
Cattedrale di Palermo
Via Vittorio Emanuele
90134 Palermo PA
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