Chiesa di Santa Maria Maggiore

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Chiesa di Santa Maria Maggiore

La Chiesa di Santa Maria Maggiore è l'antica Cattedrale di Assisi, risalente ai primi secoli del Cristianesimo, costruita a ridosso delle mura romane, secondo la tradizione dal vescovo Savinio nel IV, conserva una cripta ad aula del IX secolo. Il suo passato è testimoniato dal fatto che sorge sopra i resti di un edificio romano che, sempre secondo la tradizione, sarebbe stata la casa del poeta Properzio, l'autore delle Elegie, amico dei poeti Cornelio Gallo e Virgilio che, con loro, aveva come patrono Mecenate, il promotore degli artisti originario di Arezzo e, attraverso Mecenate, l'imperatore Augusto.  

 

 

Chiesa di Santa Maria MaggioreLa villa di Properzio sarebbe poi stata trasformata in un tempio pagano dedicato a Giano, l'antico dio degli inizi, una delle più antiche divinità romane; secondo la leggenda il mitico sovrano dell'età dell'oro, portatore della civiltà e delle leggi fra i popoli. Una conferma sulle preesistenze archeologiche alla chiesa è avvenuta attraverso gli scavi effettuati nel 1864 e nel 1954 col ritrovamento sotto le navate dei resti di una domus romana risalente al I sec. d.C. Gli scavi hanno riportato alla luce anche un sarcofago risalente al VIII secolo, che ora si trova in fondo alla navata sud.

 

La chiesa di San Rufino sostituì Santa Maria Maggiore come duomo nel 1035 circa. La chiesa attuale venne ricostruita nel 1163 da Giovanni da Gubbio (lo stesso architetto che costruì la Cattedrale di San Rufino) e fu ultimata nel 1216 al tempo di San Francesco e del vescovo Guido, come testimonia una iscrizione all’esterno dell’abside.

 

Chiesa di Santa Maria MaggioreSan Francesco, secondo la tradizione venne battezzato in questa chiesa, fu più volte ospite del vescovo Guido nell’attiguo Palazzo Vescovile (che nonostante il trasferimento della sede della cattedrale è sempre rimasto al suo posto), davanti al quale si spogliò delle vesti, nutrendo sempre uno speciale legame con la chiesa di Santa Maria Maggiore.  Al "Poverello", Guido fu particolarmente vicino nel periodo della sua conversione avvenuta nel 1206 e per questo ne favorì la visita al papa Innocenzo III (1210), grazie alla sua familiarità con il pontefice.

 

L’edificio subì notevoli danni nel terremoto del 1832; il soffitto della navata centrale e di quella destra andarono distrutti, così come molti dei suoi affreschi e delle sue vetrate. Tuttavia, sopravvivono alcuni affreschi interessanti. L'interno è a pianta basilicale a tre navate, separate da pilastri. Alle pareti sono conservati resti di affreschi e dipinti del XIV-XV secolo, tra cui una Pietà attribuita a Tiberio d'Assisi e opere di Pace di Bartolo. È probabile come già accennato, anzi è quasi certo, che le pareti fossero in origine interamente affrescate e che siano andate distrutte nel citato terremoto del 1832. Interessante anche una tavola con la Madonna col Bambino della scuola del Pinturicchio.

 

Cripta della Chiesa di Santa Maria MaggioreAttraverso la cripta si accede ad un ambiente sotterraneo di epoca romana, composto da tre stanze ornate da mosaici pavimentali ed encausti parietali (un'antica tecnica pittorica applicata su muro, marmo, legno, terracotta, avorio e a volte anche sulla tela) con episodi mitologici, nel quale si è voluta riconoscere la casa del poeta latino Properzio per i distici greci e i graffiti sulle pareti. 

 

Con decreto del 25 dicembre 2016 il vescovo Domenico Sorrentino, d'accordo con Papa Bergoglio, ha eretto la chiesa a Santuario della Spogliazione, a perpetuo ricordo della celebre, eclatante, sovversiva e rivoluzionaria, azione di San Francesco, che si tolse le vesti e si "spoglio" dei suoi averi per indossare definitivamente il saio dei poveri. La sala della "Spoliazione di San Francesco", nel vescovado di Assisi, è adiacente alla chiesa di Santa Maria Maggiore. Non è chiaro se l'episodio, immortalata anche da Giotto, nel ciclo di affreschi sulla vita del santo, avvenne davanti alla chiesa o all’interno del vescovado, dove si trova proprio la sala della Spogliazione, o addirittura nel chiostro del palazzo.

 

Indirizzo: Piazza del Vescovado, 2A, 06081 Assisi

 

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