Cosa vedere a Spoleto

Cosa vedere a Spoleto

Spoleto è una piccola cittadina nel cuore dell'Umbria che, quasi sorprendentemente, non ha quasi mai avuto problemi a trovare il suo posto sulla scena nazionale o addirittura internazionale. La città ancora oggi continua a brillare. Già nel I secolo a.C. Cicerone aveva fatto la scelta di viverci, ancor prima che diventasse una delle città più prospere delle colonie. Questa splendida città, di origine umbra, fu fondata tra il IV e il III secolo a.C., al riparo dei rilievi appenninici.

La sua storia, piena di tumulti e avvenimenti e può essere letta passeggiando per le vie della città. Dopo la caduta del Regno di Longobardo, l'ascesa al potere dei Franchi, e il successivo scioglimento dell'Impero carolingio, i duchi di Spoleto cercarono addirittura di conquistare la corona imperiale. Il progetto fallì a causa dell'intervento di Federico Barbarossa, che venne in Italia per incontrare il Papa e distrusse la città nel 1155. Contesa tra l'Impero e la Chiesa, Spoleto fu ammessa allo Stato della Chiesa nel 1247. Dopo molti anni di lotte tra Guelfi e Ghibellini, la città fu pacificata dal cardinale Albornoz e divenne un centro di attività relativamente importante. Sotto l'occupazione francese, la città divenne la capitale del dipartimento del Trasimeno, superando Perugia per importanza. Dopo la Restaurazione, Spoleto divenne sede della delegazione papale fino al 17 settembre 1860, quando fu ammessa a far parte dell'Italia unita.

Dalla ricchezza del suo passato, Spoleto trae probabilmente l'energia che le permette di affermarsi oggi come una delle città più attive culturalmente nell'Italia centrale. Va detto che il municipio ha una cornice eccezionale che si adatta perfettamente al suo festival dei Due Mondi, di fama internazionale. Spoleto è anche un ottimo punto di partenza per escursioni in Valnerina, Norcia e Cascia. A sud, una scappatella al lago di Piediluco e alla cascata delle Marmore può essere un'ottima idea per una passeggiata. Di seguito un elenco dei luoghi da visitare più importanti della città.
 

Cattedrale di Santa Maria Assunta

La Cattedrale di Santa Maria Assunta, si erge maestosamente alla fine di un'ampia scalinata in Piazza del Duomo edificio romanico, fu iniziato intorno al 1175. E' essenzialmente un esempio di architettura romanica, a tre navate attraversate da un transetto, anche se fu successivamente modificata. Fu costruita dopo che la città venne devastata dalle truppe di Federico Barbarossa, su un'area dove prima sorgeva una precedente cattedrale Santa Maria del Vescovato, dell’VIII – IX secolo, che a sua volta era stata eretta sull'area di un primitiva chiesa dedicata al martire San Primiano.

Un notevole portico esterno e il campanile furono aggiunti rispettivamente nel XV e XVI secolo. Il suo recente restauro permette di apprezzare meglio i toni bianchi e rosa del marmo. La sua luminosa facciata, traforata da otto rosoni e dominata dall'imponente mosaico di Solsterno (XIII secolo), in stile bizantino con Cristo benedicente in trono fra la Madonna e San Giovanni Evangelista, preceduto da un portico e da un campanile in pietra dalle chiare linee rinascimentali.

La facciata  terminata nel 1200 è divisa in tre fasce. Quella inferiore ha una bella porta architravata con stipiti scolpiti. Su ogni lato del portico si trovano due pulpiti. Le fasce superiori sono separate da rosoni e archi ogivali. Il campanile, che riutilizzò elementi romani e altomedievali, è del XII secolo, il porticato fu invece aggiunto agli inizi del 1500. Numerose sculture di età romana ornano il portico e l'interno della Cattedrale. L’utilizzo di materiali come le pietre bianca e rosata dei monti intorno Spoleto rende ogni volta univa la vista della cattedrale e fa cogliere a pieno l’effetto chiaroscurale e la minuzia decorativa dei rilievi eseguiti da maestranze lombarde esperte in questo tipo di arte.

L'interno della chiesa a tre navate attraversate da un transetto. Il portico romanico originale fu sostituito nel XV secolo da un portico in stile rinascimentale dalle suggestive arcate realizzato nel 1491 da Ambrogio Barocci, celebre maestro che aveva lavorato nella splendida residenza ducale di Urbino al fianco di Francesco di Giorgio Martini.  L'interno fu interamente modificato nel XVII secolo da Papa Urbano VIII, già vescovo di Spoleto, e da suo nipote Francesco Barberini che fu a sua volta vescovo di Spoleto. Le modifiche finali sono state infine apportate nel XVIII secolo donandole l'aspetto barocco che possiamo trovare oggi.

Sono romanici il pavimento a mosaici della navata centrale e l'abside centrale. Entrando, sulla destra si apre subito la Cappella Eroli, con un pregevole affresco con Madonna e Santi del Pinturicchio (1497) e un busto del Bernini. Alla fine della navata destra si può ammirare la Croce dipinta di Alberto Sotio (1187), nell’iconografia del Cristo vivo (triumphans) che si sviluppò nell'Italia centrale nel XII secolo. Nell'abside centrale si trova lo stupendo ciclo di affreschi di Filippo Lippi (qui sepolto nel transetto destro la cui tomba è stata progettata dal figlio Filippino.) e discepoli (1467-69), raffiguranti scene della vita della Madonna: "l'Annunciazione", la "Morte della Vergine" e "l'Incoronazione della Vergine". Recentemente restaurato, è un ciclo di grande bellezza per l'uso dei colori e per le raffigurazioni dei volti dei personaggi.

Tra i punti salienti della cattedrale da non perdere la Cripta di San Primiano, del IX secolo, un importante monumento altomedioevale, unico elemento rimasto dell’antica sistemazione degli edifici della precedente cattedrale, a cui si accede dalla canonica. La cripta conserva affreschi dello stesso periodo che potrebbero illustrare Storie di San Benedetto e Santa Scolastica, e presenta una copertura con volta a botte.

Nella Cappella della Sante Icone, nel transetto destro, si trova la preziosa tavoletta donata nel 1185 dall’imperatore Federico Barbarossa alla città, in segno di pace (dopo averla distrutta). Nella Cappella delle Reliquie, al termine della navata di sinistra è conservata la lettera autografa di San Francesco a fra Leone. Dopo le sacre spoglie, custodite in Assisi, le reliquie più preziose di Francesco sono le sue lettere. Ne esistono soltanto due ed una è, appunto, quella di Spoleto: un piccolo foglietto rettangolare di pergamena, tratta da pelle di capra, che misura cm 13×6, formato da diciannove righe e perfettamente conservato. L’altro è la cosiddetta chartula, scritto dopo il miracolo delle stimmate sul monte Verna (1224), conservato nella Basilica di Assisi.

 

Rocca Albonoziana e Ponte delle Torri

La Rocca Albonoziana è visibile sulla parte più alta di Spoleto, stituata ad un'altitudine di 453 sulla sommità del Colle Sant'Elia, domina l'intera città di Spoleto. Fu costruita dall'anno 1359 dal cardinale Albornoz, per conto di Papa Innocenzo VI che aspettava di tornare ad Avignone. Progettata sia come presidio militare che come residenza papale, la "Rocca" è un edificio possente edificio romanico, perfettamente conservato, con 6 torri e 2 cortili interni che permettevano di sorvegliare l'intera valle. Lucrezia Borgia è stata una delle sue illustri ospiti, prima che la fortezza diventasse prigione fino al 1982; in questa veste fu luogo di detenzione di alcuni di molti criminali famosi, tra cui mafiosi e Mehmet Ali Agça, il tuco che nel 1981 cercò di uccidere Papa Giovanni Paolo II .

Interessanti da vistare sono il Salone delle Feste e la Camera Picta, affrescata nel '400 con scene di argomento profano. Nei pressi della Rocca, il Ponte delle Torri, una spettacolare costruzione romanica del 1200, lungo 236 metri ed alto 90, che fungeva da acquedotto e da via di collegamento con il Monteluco.


La fortezza albornoziana ospita oggi il Museo nazionale del ducato di Spoleto, che illustra la storia del ducato di Spoleto dalla sua creazione nel 570 fino alla sua scomparsa nel XVII secolo.

Informazioni e orari
Da aprile a ottobre, tutti i giorni dalle 9:30 alle 19:30 (18:30 e chiuso il lunedì in inverno). 7,50 €

Ponte delle Torri

Un maestoso edificio medievale del XIV secolo che affascinava Goethe, probabilmente costruito sui resti di un vecchio ponte romano. Lungo 230 m, alto 80 m e con dieci grandi archi gotici, questo magnifico acquedotto è accessibile solo a piedi. Collega la rocca Albornoziana, la fortezza che domina Spoleto di cui abbiamo appena parlato, a Monteluco e alla Chiesa di San Pietro, attraversando il torrente Tessino.

 

 

Chiesa di San Gregoria Maggiore

In Piazza Garibaldi, nella parte bassa della città, troviamo la Chiesa di San Gregorio Maggiore, una costruzione romanica della fine del secolo XI, intitolata a San Gregorio, antico martire spoletino. La facciata è a due spioventi, con una trifora e tre nicchie ogivali. Spiccano il bel portale e il massiccio campanile. L'interno, con pareti decorate da affreschi del '400, conserva l’aspetto romanico a tre navate con presbiterio sopraelevato e una interessante cripta nel sotterraneo. Non lontano da San Gregorio, ora solo parzialmente visibile ed in via di recupero, si trovano l'Anfiteatro Romano, edificio del II sec. d.C. composto da 10 arcate aperte a volte, e il Ponte Sanguinario, antico ponte romano del I sec. a.C. della Flaminia che attraversava il torrente Tessino.

Chiesa di San Nicolò

Costruita nel 1304 dagli Agostiniani,  la Chiesa di San Nicolò, costituisce, con la sottostante Chiesa di Santa Maria della Misericordia e con il convento omonimo, uno dei più interessanti complessi monumentali della città. La pianta, è ad una sola, ampia navata che termina con un abside verticale e poligonale. Delle antiche decorazioni della facciata resta il portale gotico. L’interno ci appare oggi nel disegno originale, arricchito nella sua semplicità dall’unico e prezioso motivo architettonico della tribuna. Il complesso è stato adibito oggi a centro congressi e spettacoli.

Mura Ciclopiche

Non lontano dalla Chiesa di San Nicolò, si può vedere l'antica Cinta Urbica Umbro-Romana, della quale la parte inferiore è costituita di grandi blocchi poligonali del VI sec. a.C. mentre lo strato successivo, romano, in quadrilateri, risale al 241 a.C.: tale cinta muraria è bene visibile anche in via delle Felici.

Chiesa di San Pietro

La Chiesa di San Pietro e un edificio romanico che sorge tra Monteluco e il Colle Sant'Elia, lungo l'antica Via Flaminia in cima ad una ripida scalinata seicentesca ed è una delle più antiche e interessanti chiese di Spoleto. La primitiva costruzione risale al V secolo e fu ampliata dal XII-XIII. La facciata, con tre portali e tre rosoni, è assai ricca di sculture simboliche: ai lati degli stipiti e dell’architrave, sono scolpiti portichetti alternati a bassorilievi figurati, appartenenti al XII secolo: a questi si accostano due file di bassorilievi, opera di marmorai umbri. L’interno ricostruito nel Seicento è a pianta basilicata a tre navate absidale.

Basilica di San Salvatore

La chiesa più antica di Spoleto e la più importante testimonianza paleocristiana dell'Umbria è la Basilica di San Salvatore, risalente al IV secolo e sita oggi all'interno dell'attuale cimitero. La facciata è caratterizzata da tre eleganti portali, mentre l'interno ha tre navate divise da colonne doriche e un presbiterio con colonne corinzie che sostengono una cupola.

Chiesa di San Ponziano

Poco distante dalla Basilica di San Salvatore si trova la Chiesa di San Ponziano, con l'annesso monastero, che fu eretta in età romanica in onore del giovane martire spoletino protettore della città, qui sepolto forse nel 175 d.C.: i due ordini della facciata sono sormontati da un timpano di insolite dimensioni appartenente ad una successiva fase di costruzione. Il campanile è originale almeno fino all’altezza della seconda cornice. Motivi scultorei arricchiscono il bel portale. L'interno è stato completamente rifatto nel 1788: da ricordare alcuni affreschi del XIV e XV secolo e la sottostante cripta divisa in tre navate.

Piazza del Mercato
In piazza del Mercato, già foro e centro di scambi e commercio in epoca romana e oggi cuore del centro storico di Spoleto, si trova una bella fontana di epoca barocca, opera dell'architetto romano Costantino Fiaschetti (1746). Il sovrastante monumento celebrativo di Urbano VIII e della famiglia Barberini fu invece eseguito a Roma nel 1626 su disegno di Carlo Maderno.

Chiesa di San Filippo Neri

La Chiesa di San Filippo Neri, edificio barocco, costruito su disegno dell'architetto spoletino Loreto Scelli tra il 1640 e il 1671, presenta tre navate a croce latina con profonda abside. All'interno numerosi affreschi di vari autori e la sagrestia particolarmente ricca nei decori: arredi di noce intagliati e quadri, oltre a un busto marmoreo di San Filippo Neri dello scultore Alessandro Algardi (1650).

Chiesa di San Domenico

Costruita verso la fine del XII secolo, in pietre conce, distribuite, con accentuato effetto cromatico, a larghe fasce di selci bianche e rosse. La solida imponenza del campanile, chiuso in alto da una loggia cinquecentesca, non contrasta con gli accenti moderatamente gotici dell'architettura della chiesa. Nella parte orientale si apre un magnifico portale. L'interno, a croce egizia, tetto a capriate scoperte e una sola ampia navata, conserva notevoli opere d'arte; la croce d'altare del XIV secolo, gli affreschi umbri dello stesso periodo e una pala di Giovanni Lanfranco.

Anfiteatro romano

Oggi i resti dell'Anfiteatro Romano di Spoleto si trovano nell'omonima strada incastonata tra una casa colonica da cui spiccano alcuni archi, ma se guardiamo una cartina possiamo intuire rapidamente il posto che occupava. Fu eretto, come di consueto nelle città romane, fuori dalle mura (prima che le mura fosse ampliato) nel II secolo d.C. San Gregorio di Spoleto fu martirizzato qui due secoli dopo. Totila, re degli ostrogoti. lo trasformò in una fortezza. In seguito le sue pietre furono utilizzate per la costruzione della Rocca Albornoziana.

Museo Archeologico e Teatro Romano

A differenza dell'anfiteatro, il Teatro Romano, è in discrete condizioni e fa parte della visita al museo archeologico, situato nell'ex monastero di Santa Agata, costruito, in parte, con materiale proveniente da questo edificio romano. Il teatro romano, databile al I sec.a.C. e in parte incorporato in edifici posteriori, ha subito un parziale smantellamento in epoca medievale. Sistematici interventi di restauro, iniziati negli anni Cinquanta, hanno permesso il recupero dell'intero complesso, ripristinando le gradinate. Il piano inferiore è comunque ben conservato, con l'ambulacro ancora percorribile. Durante le manifestazioni connesse al Festival dei Due Mondi, il teatro è utilizzato per gli spettacoli. Il complesso monumentale è costruito sulle strutture del teatro romano e ne riutilizza in parte materiali e murature.

Museo Archeologico di Spoleto

Il Museo Archeologico di Spoleto, situato nell'ex Monastero di Sant'Agata documenta la storia della città e del territorio circostante attraverso mostre a carattere permanente, grazie alle quali è possibile ricostruire tutte le fasi della storia antica di Spoleto, dal periodo del Bronzo in poi; una sezione specifica è dedicata all'età romana, con l'esposizione di ritratti in marmo e iscrizioni. Tra questi la nota "lex spoletina", risalente al III sec a.C., riportata in latino arcaico su due cippi rinvenuti nel territorio spoletino, la quale stabilisce sanzioni contro eventuali profanazioni del bosco consacrato a Giove. Il ritratto di Augusto e quello, probabile, di Giulio Cesare dal teatro romano, costituiscono altrettanti significativi esempi della scultura di epoca romana. Una documentazione fotografica illustra inoltre i vari monumenti romani presenti nella città. Reperti dell'età del Bronzo e del Ferro, provenienti dal territorio e dagli scavi effettuati sul colle della Rocca, testimoniano infine le fasi più antiche. Teatro Romanoll secondo piano del Museo è dedicato alla Valnerina, un territorio in stretta relazione culturale ed economica con Spoleto. Le fasi più antiche sono rappresentate dai rinvenimenti relativi alla necropoli protostorica di Monteleone di Spoleto in loc. Colle del Capitano. Numerosi materiali votivi, rappresentati soprattutto da bronzetti schematici, caratteristici delle aree cultuali umbre, provengono da santuari individuati a Monteleone di Spoleto e a Montefranco. Alcune terrecotte votive anatomiche sono il segno dell’influenza romana e del proseguimento del culto nei santuari, anche dopo la romanizzazione. Di età ellenistica sono i corredi funerari rinvenuti alla fine dell’Ottocento nella necropoli di Santa Scolastica di Norcia, costituiti principalmente da vasi a vernice nera. In una tomba a più camere furono rinvenuti numerosi frammenti pertinenti alla decorazione figurata di un letto funebre in osso.
In una piccola sezione è esposta la collezione Canzio Sapori, donata allo Stato nel 2001, la quale comprende numerosi e importanti reperti provenienti principalmente dalla Valnerina e dal territorio intorno a Spoleto. Tra di essi si segnalano un cinerario ad impasto con decorazione geometrica da Ponte di Cerreto e un notevole ritratto maschile tardorepubblicano da Ferentillo.


via Sant'Agata
tel. 0743-223277

Orario
tutti i giorni dalle 08.30 alle 19.30

Casa Romana

Posta su un terrazzamento nella parte superiore del foro (Piazza del Mercato), sotto all'attuale palazzo comunale, la Casa Romana, risalente al I sec. d.C., fu scavata tra il 1885 e il 1914 dall'archeologo spoletino Giuseppe Sordini; si presenta come una residenza sontuosa dell'epoca augustea, con fasi di restauro di epoca successiva.

La proprietà dell'edificio, attribuita al momento della scoperta alla madre dell'imperatore Vespasiano, Vespasia Polla, ci fa comunque intuire che la posizione ben visibile dal centro antico della città la individuava come abitazione di un personaggio bene in vista nella vita cittadina e di indubbie disponibilità economiche. Si tratta di un esempio di abitazione signorile che sfrutta la presenza di un pendio per edificare una sontuosa residenza panoramica. L'edificio antico è stato oggetto di un radicale restauro nel corso dell'ultimo decennio che ha in gran parte interessato i mosaici pavimentali e gran parte del materiale mobile proveniente dagli scavi dell'inizio del secolo ventesimo.

via Visiale nr. 9 Spoleto

tel. 0743-224656

ORARI

16 ottobre - 15 marzo
10.00 – 18.00
chiuso il martedì

16 marzo -14 ottobre
10.00 – 13.00
15.00 – 18.30

Museo Diocesano

Il Museo Diocesano si trova in una parte del palazzo Arcivescovile, già sede del palazzo Ducale Longobardo e poi monastero femminile benedettino; la sua visita comprende anche l'ingresso alla chiesa di Sant'Eufemia, interessantissimo e suggestivo monumento romanico, compreso anch'esso nel Complesso Episcopale: risalente alla prima meta del secolo XII, presenta un interno a tre navate, caratterizzato dal matroneo soprastante. Le sale del museo ospitano opere provenienti da tutto il territorio dell'Arcidiocesi, cioè dallo spoletino e dalla Valnerina. A un notevolissimo gruppo di dipinti su tavola appartenenti ai secoli XIII-XV seguono quelli del rinascimento maturo: ad esempio la Madonna con bambino e angeli del maestro della Madonna Strauss (fine XIV secolo) o quella di Filippo Lippi (1485).

via Aurelio Saffi

tel. 0743-231022/231041

ORARI

1 ottobre - 31 marzo:
10.00 - 12.30

15.00 - 18.00
chiuso il martedì

1 aprile - 31 settembre:
10.00 – 13.00
16.00 – 19.00

festivi:

10.00 - 18.00

Galleria Civica di Arte Moderna

La Galleria Civica di Arte Moderna di Spoleto è ospitata dal 2000 nel settecentesco Palazzo Collicola, grande e sfarzoso edificio di recente ristrutturato. E' costituita da tre nuclei principali:

1) le opere acquisite attraverso il Premio Spoleto (1953 -1968) di artisti Spoletini, tra i quali De Gregorio, Marignoli, Orsini, Raspi, Toscano e Ugo Rambaldi.
2) la Sezione Leoncillo Leonardi dedicata all'opera del grande scultore spoletino, al quale sono dedicate quattro sale e che costituisce il maggiore del Museo.
3) la Collezione Giovanni Carandente donata alla città di Spoleto dall'illustre storico dell'arte, frutto della sua intensa attività di critico e organizzatore internazionale e dei suoi contatti con i maggiori artisti del secolo scorso (Calder, Chadwick, Moore, Colla, Franchina, Consagra).
Oltre alla collezione permanente, la Galleria ospita spesso mostre estemporanee in appositi spazi espositivi: in particolare,

Dario Mellone - Antologia
Galleria civica d'arte moderna
piazza Collicola

tel. 0743-46434


ORARI

16 ottobre - 14 marzo:
10.30 - 13.00

14.30 - 17.00
chiuso il martedì

15 marzo - 15 ottobre:
10.00– 13.00
15.00 – 18.30

 

 

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