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Palladio
- Biografia e opere
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Andrea Palladio
è stato uno dei più grandi architetti italiani della storia.
Capace di influenzare con il suo stile e talento, l'architettura
del mondo occidentale nel tempo. La sua epoca, il
Rinascimento,
lo ha designato come uno dei massimi esperti dell'allora
Repubblica Veneta, attivo prevalentemente nella zona di
Vicenza, dove progettò un numero
considerevole di ville, così come di chiese e
palazzi.
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L'UNESCO ha riconosciuto i palazzi e
le ville palladiani della città di Vicenza come Patrimonio
Mondiale dell'Umanità. Influenzato dall'architettura
greco-romana, in particolare dalle teorie di Vitruvio,
architetto della seconda metà del I secolo a.C., Palladio
pubblicò "I quattro libri dell'architettura" (1570), un
trattato che ebbe una profonda influenza sull'architettura
occidentale di tutti i tempi. Dai lavori e teorie del
Palladio nacque un movimento destinato a durare nei secoli,
noto come 'palladianesimo'.
Andrea di Pietro della Gondola,
conosciuto con lo pseudonimo di Andrea Palladio, nacque a
Padova
il 30 novembre del 1508 da una famiglia di umili origini
(il padre, Pietro, era mugnaio e la madre, Marta, una
casalinga). Ancora poco più che adolescente iniziò a lavorare
come tagliapietre e aiuto scalpellino, per poi trasferirsi a
Vicenza con la famiglia, all'età di 16 anni, e diventare
apprendista scultore presso la bottega di Giovanni da
Porlezza e Girolamo Pittoni, costruttore uno e
scultore l'altro. Iniziò a studiare l'arte classica e la
cultura figurativa di grandi artisti sin da giovanissimo,
ancor prima di trasferirsi a Vicenza, nel 1523. Mentre nel 1524
risultava iscritto alla corporazione dei muratori. Ben
presto si fece notare per il suo talento, collaborando anche ad
importanti mansioni, come la realizzazione dell'Altare Maggiore
del
Duomo di Vicenza.
Durante un lavoro presso la villa di Cricoli, alle porte
di Vicenza, tra il 1535 ed il 1538, il giovane Andrea conobbe
Giangiorgio Trissino dal Vello d'Oro, un nobile, poeta e
umanista, studioso della
lingua italiana e architetto per diletto, nonché proprietario
della villa in cantiere; fu questo un incontrò che segnerà
l'intero destino artistico del Palladio.
Il Trissino prese il giovane
sotto la sua protezione, tanto che pare fu lui a suggerirli il
nome 'Palladio', da un personaggio di un suo poema, L'Italia
liberata dai Goti (1547), riprendendo anche un riferimento
alla mitologia greca (alcuni studiosi, come il Portoghesi,
ritengono il nome abbia un origine numerologica legata al nome
di Vitruvio, artista che influenzò notevolmente la base
teorica dell'artista). Il magnate introdusse il giovane nei
circoli culturali veneti, e più tardi in quelli romani,
incoraggiandolo ad una istruzione più approfondita delle epoche
antiche. Nel 1541 già aveva assunto a se le opere manieriste di
Michele Sanmicheli, così come quelle rinascimentali di
Jacopo Sansovino, e come pure quelle di Alvise Cornaro,
tutti tra i più importanti architetti dell'epoca, e potrebbe
anche aver incontrato un altro importante architetto manierista,
Sebastiano Serlio.
Già sposato all'età di 26 anni
con una giovane orfana di nome Allegradonna, a servizio
presso la nobildonna Angela Poiana, ottenne da
quest'ultima una piccola dote: un letto, una trapunta, delle
lenzuola, della stoffa, con la promessa di restituirle semmai la
moglie fosse morta e non avessero avuto figli; di figli
eventualmente ne ebbero cinque. Più tardi si recò a
Roma,
insieme al suo mecenate (che già conosceva artisti del calibro
di
Michelangelo
e
Raffaello),
allo scopo di apprendere il percorso artistico e architettonico
dei capolavori della sua epoca e di quelle più antiche di pianta
classica. Monumenti e capolavori colpirono lo spirito artistico
di Palladio, che rimase impressionato in particolare dalla
perfetta architettura del
Pantheon.
La memoria architettonica di questo monumento prenderà forma in
quasi tutte le opere architettoniche del Palladio. Con i
primi incarichi importanti ricevuti per alcune residenze della
nobiltà vicentina, si notò da subito lo stile armonico delle
proporzioni, gli elementi classici, tra il doppio loggiato e le
colonne, decorate da statue che sormontano la facciata. Fu così
tanto fu apprezzato dalla comunità locale e dalle istituzioni
pubbliche, che gli vennero affidati importanti lavori.
Nel frattempo, Michelangelo
aveva già dipinto la
Cappella Sistina
con Il Giudizio Universale (1541), veniva siglata la
Pace di Augusta
che regola la divisione delle fedi (1555), e a
Stratford-Upon-Avon
nasceva
William Shakespeare
(1564).
Grazie ad alcuni altri
importanti contatti, tra cui quello con il Patriarca di
Aquileia, Daniele Barbato, il Palladio poté lavorare
ad importanti opere, sia architettoniche tra Venezia e Roma, che
nell'illustrazione e trascrizione di importanti trattati, come
il 'De architectura' di Vitruvio e i famosi 'I quattro
libri dell'architettura' (1570), opera che ispirò lo stile
cosiddetto "palladianesimo". In effetti,
Palladio iniziò a scrivere il trattato a 22 anni, e man mano
venne arricchito con ulteriori edizioni. Riscosse grande
successo in tutto il mondo artistico-accademico della sua
epoca e di quelle successive, anche oltre confine, venendo
tradotto in diverse lingue e arrivando ad avere grande
influenza anche nell'America
settentrionale dal Settecento in poi. Si dedicò ben presto
in un'intensa attività di misurazione e riproduzione figurativa
di edifici antichi, che ancora restavano parzialmente
conservati, trovando in questo un suo status quo ideale. Nel
frattempo, la Repubblica veneziana andava prosperando come
un'oasi felice all'interno della congiuntura economica del
Cinquecento.
Nel
trattato 'I quattro libri
dell'architettura' si possono incontrare i punti cardine
dell'architettura palladiana e delle regole di costruzione,
con la rielaborazione di concezioni contemporanee sulla
proporzione e sulla bellezza dell'architettura. L'opera è
suddivisa in quattro libri a loro volta presentati per
argomenti: il I libro (dedicato all'amico Giacomo
Angarano) tratta la scelta dei materiale e le tecniche
costruttive, mettendo in parallelo la tradizione costruttiva con
le regole stilistiche di costruzione (vengono per esempio
illustrati in una serie di tavole, gli ordini architettonici di
tipo Tuscanico, Dorico, Ionico, Corinzio e Composito); nel II
libro vengono affrontati temi concernenti l'edilizia privata
di città e di campagna, usando come esempio i progetti di alcuni
suoi lavori, tra ville, palazzi, alcuni dei quali verranno poi
realizzati in maniera più complessa rispetto al progetto
iniziale (si noterà il modo fiero in cui si rivolge al lettore,
cosa rara in altre precedenti opere); il III libro
(dedicato a Emanuele Filiberto di Savoia), tratta di
strade e ponti, piazze e monumenti antichi, tra cui la basilica
progettata da Vitruvio a Fano e quella da lui stesso
realizzata a Vicenza; il IV libro contiene i rilievi di
edifici antichi e tardo antichi, tutti atti ad esercitare le
influenze del suo spirito creativo, senza tralasciare l'analisi
di opere come quelle di Donato Bramante come il
tempietto di San Pietro in Montorio. Il successo e la
struttura di questo trattato, tra straordinarie xilografie e
stampa, fu tale che nel Settecento venne tradotto in
numerose lingue, tra cui russo e inglese, e fu citato come "la
Bibbia dell'architettura" da Thomas Jefferson
(all'epoca terzo presidente degli Stati Uniti d'America).
L'influenza che ebbe nella cultura americana portò nel 2010 il
Congresso degli Stati Uniti d'America ha dichiarato
Palladio "Padre dell'architettura americana".
Con la sua autorevolezza fu
capace di dettare norme semplici rispetto al linguaggio meno
comprensibile dei testi antichi, come il De Architectura
vetriviano. Di lui
Goethe,
nel suo famoso
Diario di viaggio in Italia
scrisse «V'è davvero alcunché di divino nei suoi progetti, né
meno della forza del grande poeta, che dalla verità e dalla
finzione trae una terza realtà, affascinante nella sua fittizia
esistenza.»
Intanto, nel 1571 con l'Assedio
di Famagosta gli Ottomani prendevano ai veneziano
l'isola di Cipro, successivamente respinti dalle
flotte spagnole e italiane nella Battaglia di Lepanto
(vittoria memorabile, in termini propagandistici, per l'intera
Repubblica di Venezia). Qualche anno dopo, nel 1588 la
Invincibile Armata spagnola veniva sconfitta dalla flotta
inglese di Sir Francis Drake.
Dopo il 1570 la vita di
Palladio fu incentrata sulla costruzione di chiese a
Venezia,
dove, così come per tutto il Veneto, a causa di una guerra con
il papato, erano state costruite poche chiese. Il primo progetto
nella città lagunare fu la facciata della chiesa di San
Pietro di Castello (1558), quindi uno per la chiesa di
Santa Maria della Carità con il refettorio e il
chiostro di San Giorgio Maggiore, seguito dalla facciata
della chiesa di San Francesco della Vigna, sempre a
Venezia.
In poche parole, Palladio seppe
coniugare l'arte antica con lo spirito umanistico del suo
tempo. Non si soffermò solo agli studi teorici, ma riprendendo
un concetto che fu di Aristotele, asserì l'importanza
della conoscenza e del sapere a partire dalla visione autonoma e
dall'esperienza. Per questo egli osservò e misurò anche numerosi
edifici antichi, perché, come amava dire, egli era uno «che
studiano di sapere le ragioni delle cose» Questo accadde nel
caso per esempio della scelta dei materiali, e così fu per l'uso
di quel particolare tipo di pietra bianca vicentina
(proveniente da zone come i colli Berici o il
Valchiampo). Dalle sue osservazione dell'arte antica
sviluppò analisi, riflessioni e teorie e da queste fu capace di
creare una forte influenza sulle epoche successive, fino al
classicismo inglese. In effetti Palladio iniziò l'attività
pratica di architetto quando era già sulla quarantina d'anni. Le
opere da lui progettate rimangono ancora oggi dei monumenti tra
i più visitati in Italia.
Le opere architettoniche di
Palladio sono in particolare quelle del territorio
vicentino: tra queste troviamo in particolare la
Basilica Palladiana,
monumento UNESCO e monumento nazionale, già da fine '400 il
principale edificio pubblico di Vicenza (quando chiamato
Palazzo della Ragione), affacciato su Piazza dei Signori.
L'edificio venne ristrutturato nel 1549 a rappresentare la nuova
fioritura economica della città di allora. L'architetto lavorò
in particolare alla facciata, che appariva ancora medievale,
donandole un nuovo aspetto nel contesto urbano. Ancora oggi si
ammirano le aperture sulla piazza con logge a due piani dietro
arcate. Il tema per il quale il Palladio ha segnato la linea di
confine con i suoi colleghi del tempo, fu in particolare
l'originalità di identificare la vita sociale della campagna,
creando un tipo di 'villa rustica', di tipo suburbano,
alla stessa stregua delle ville dell'antica Roma; tanto
che centri di proprietà terriera, divennero i fedeli
rappresentanti di un luogo di salute, benessere, studio e
riflessione. Palladio ridisegnò così il volto di Vicenza e della
campagna veneta, attraverso le numerose ville progettate per la
nobiltà. Uno dei maggiori, e migliori, esempi di questo stile
'rustico' è rappresentato senza dubbi da
La Rotonda
(anche Villa Almerigo-Capra), sito patrimonio UNESCO,
modello perfetto di un edificio circolare, a pianta centrale e
con cupola alla sommità, lati identici e con templi aggettanti.
Qui figurano le memorie di Roma e del suo Pantheon, ma anche del
tempietto del Bramante, comunicazione ideale da un punto di
vista umanistico, che identificava il legame tra individuo e
cosmo.
Il
Teatro Olimpicopan>
nacque da un progetto di Palladio nel 1580, Patrimonio UNESCO,
ed è considerato come il primo e più antico teatro stabile
coperto dell'epoca moderna. La sua costruzione iniziò nel 1580 e
venne inaugurato il 3 marzo 1585, dopo la realizzazione delle
celebri scene fisse di Vincenzo Scamozzi. Il teatro fu
l'ultima opera del grande architetto ed è considerato uno tra i
suoi più grandi capolavori; costruito in un'arena semicircolare
per gli spettatori e uno spazio scenico di vicoli confusi in un
gioco di prospettive del solenne colonnato trabeato, sorprende
in bellezza e stucchi chiunque lo visiti.
Palladio, il maestro della
proporzione, della luce e della materia, capace di aver cambiato
per sempre la scienza e l'estetica del costruire, morì il 19
agosto 1580, per causa non specificata, nel paesino veneto
di Maser (nel trevisano).
Tra le sue opere principali
di Andrea Palladio, troviamo: Basilica Palladiana -
Basilica di San Giorgio Maggiore - Basilica di San
Pietro di Castello - Cenacolo Palladiano - Chiesa
del Santissimo Redentore - Chiesa di San Francesco della
Vigna - Chiesa di Santa Corona - Palazzo Thiene
- Ponte sul Tesina - Teatro Olimpico - Villa
Badoer - Villa Barbaro - Villa Caldogno -
Villa Cornaro - Villa Emo - Villa Forni Cerato
- Villa Foscari "La Malcontenta" - Villa Godi -
Villa Pisani – Montagnana - Villa Pisani Bonetti
- Villa Pojana - Villa Serego - "La Rotonda"
- Villa Valmarana Bressan.
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