Villa Comunale e Giardini
Pubblici
I Giardini Pubblici a Taormina si trovano in mezzo ad
una lussureggiante vegetazione mediterranea, i sentieri si
intersecano in un labirinto di siepi e aiuole, distribuiti
su 3 ettari. Qui si trova anche la Villa Comunale,
appartenuta con i giardini a Lady Florence Trevelyan Cacciola,
una nobildonna cugina della regina Vittoria, arrivata a
Taormina nel 1884 e poi unitasi in matrimonio all'allora
sindaco della città, Salvatore Cacciola. La donna,
giunta a Taormina all'età di 37 anni, contribuì non poco a
promuovere le bellezze del territorio (tra gli ospiti vi fu
quasi tutta l'aristocrazia della sua epica, tra cui lo
zar Nicola II o il kaiser Guglielmo II, ma anche
intellettuali come Oscar Wilde e Nietzsche, e
poi
Gustav Klimt, Sigmund Freud, Edmondo De Amicis,
Truman Capote, tra i tanti altri); ancora oggi è bene
ricordata dalla cittadinanza per le opere filantropiche e
per la realizzazione di questo bel giardino, a cui associò
anche la passione per l'ornitologia.
Pare avesse lasciato
l'Inghilterra per una presunta relazione con Edoardo VII,
allora principe ereditario (che infatti era già sposato con
Alessandra di Danimarca) e che soggiornò a Taormina
ospite dell’albergo Timeo, allora unico in città, con
cinque fedelissimi cani da cui non si volle mai separare. Il
giardino in tipico stile inglese si estende in vari
terrazzamenti e scalinate e si apprezza in particolare per
le piante e i fiori provenienti da tutto il mondo,
tra cui piante esotiche di rara bellezza. Sentieri e
pagode orientaleggianti all'ombra di una folta
vegetazione fan da cornice ad estrose e romantiche
sculture, come quella dei due 'angeli del nostro
tempo' o dei 'due amanti', come è meglio conosciuta,
seduti su una panchina in pietra a farsi ammirare dai
visitatori. Il giardino pubblico è anche panoramico e tra
siepi e aiuole dei quasi tre ettari di parco si può ammirare
il mare e la costa in una vista mozzafiato. Il giardino è
anche chiamato Parco Colonna e dagli anni '20 dello
scorso secolo e parte del comune di Taormina. Il giardino è
aperto tutto l'anno e l'ingresso è libero. Il
vantaggio di questo parco è che è rimasto un luogo di
incontro molto vivace. È uno dei più importanti punti
d'incontro per gli abitanti di Taormina.
Via Bagnoli Croci
98039 Taormina ME
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Chiesa di San Giuseppe
La chiesa di San Giuseppe, situata in piazza IX aprile, è una
delle chiese principali di Taormina e una delle più
belle. Ad occuparsene sin dal 1919 sono i padri salesiani.
La si ammira con la bella facciata barocca, costruita tra
fine Seicento e inizio Settecento, pure riccamente
decorata da richiami allegorici, stemmi e motti allusivi,
testimoni della presenza della 'Confraternita delle anime
del Purgatorio', che qui un tempo aveva sede. L'edificio
si pone nel lato centrale della piazze, con alle spalle il
monte e accanto al lato della Torre dell'Orologio,
che a sua volta sovrasta una delle antiche porte murarie.
Sul lato destro della chiesa sorge il campanile, che ben si
proporziona alle decorazioni della facciata esterna. La
facciata si caratterizza per la scala monumentale a
doppia rampa che porta al sagrato dell'edificio,
abbellita da una balaustra in pietra. Il portale
centrale è impreziosito da marmi dai colori differenti ad
evidenziarne le parti decorative in un delicato contrasto
cromatico. Continua...
Chiesa di San Giuseppe di Taormina.
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Duomo di Taormina
La chiesa madre di Taormina è dedicata a
San
Nicola di Bari ed è situata nelle vicinanze
di Porta Catania e Corso Umberto. Si presenta
come una costruzione a tre navate di origine medievale,
merlata, e ristrutturata nel periodo rinascimentale. Si
noteranno infatti le decorazioni esterne e i portali
laterali, mentre il portale centrale è del XVII secolo. Dato
il lungo passato storico di Taormina tuttavia, l'edificio
non poteva non presentare legami ben più antichi con la
storia di questo territorio: già in epoca bizantina in
questo stesso luogo sorgeva una prima basilica, a sua volta
probabilmente costruita sopra le fondamenta di un tempio
pagano. Davanti al portone principale, in piazza Duomo,
si ammira la bella opera scultorea conosciuta come le
Quattro Fontane, una fontana per l'appunto, in stile
barocco. Le navate interne sono suddivise da una serie di
colonne, che fanno da spartiacque alla serie di decorazioni
artistiche di pregio, tra cui si distinguono un polittico
cinquecentesco di Antonello de Saliba e una
Visitazione del '400 di Antonio Giuffrè.
Piazza Duomo
98039 Taormina ME
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Corso Umberto I Taormina
La via principale di Taormina, la via dello shopping
e delle passeggiate non solo domenicali, è strettamente
collegata alla storia della città. All'occhio attento non
sfuggono le caratteristiche architettoniche che si succedono
lungo essa e i mutamenti strutturali che molti dei palazzi
che ne dominano i lati hanno subito nel tempo. Le mura
innanzi tutto, che si collegano al castello Saraceno, sul
Monte Tauro, ancorate al tempo bizantino, e arabo e
normanno, evidente nell'attiguo quartiere Cuseni di
matrice araba. Lungo il corso si affacciano i alcuni
monumenti di Taormina, la chiesa di Santa Maria del
Piliere da Piazza Vittorio Emanuele, il seicentesco
palazzo dei Duchi di Santo Stefano, un breve tratto
della famosa Naumachia, la chiesa di Sant'Agostino
del 1486 (anche sede della biblioteca comunale), e fino ad
arrivare a Piazza IX Aprile, sede della chiesa di
San Giuseppe e della Torre dell'Orologio tra le
altre, oltre che di uno dei punti panoramici più belli
d'Italia. Il corso si anima soprattutto durante la
stagione turistica, anche se questo sembra essere vero
per tutte le stagioni dell'anno. A caratterizzarne la
vivacità contribuiscono i numerosi negozi e i laboratori
di artigianato, tra cui quelli di ferro battuto,
della ceramica e del marmo intarsiato, così
come ristoranti, caffetterie e pasticcerie
della migliore tradizione regionale.
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Porte murarie Taormina
Un tempo Taormina era circondata da mura, un sistema di
fortificazioni realizzate dagli arabi e che da nord ad est
ebbero a difenderla dalle incursioni esterne, a
testimonianza anche qui della forte impronta lasciata dalla
dominazione araba in epoca alto-medievale. Porta Messina
(o porta Ferdinandea, da re Ferdinando IV
di Borbone) venne eretta nel primo Ottocento e traccia
il confine che un tempo segnava l'accesso dall'odierno
capoluogo, posizionandosi a nord del centro storico e
all'inizio di Corso Umberto I, la via principale di
Taormina, oggi via pedonale dedicata alle passeggiate e allo
shopping. All'estremità sud dello stesso corso è invece
Porta Catania, eretta nel 1440, tracciava il
collegamento con la città di Catania ed era anche nota con
il nome di porta del Tocco, in quanto
adiacente al piazzale dove si tenevano le adunate cittadine,
per l'appunto annunciate con il rintocco delle campane.
Porta di mezzo è la porta d'accesso che vediamo nella
Torre dell'orologio, costruita intorno al XII secolo
sopra fondamenta di origine greco-bizantine e poi
ricostruita dopo l'invasione francese nel XVII secolo; porta
e torre nel complesso si riversano nella centrale piazza
IX Aprile e separano il borgo medievale dalla parte più
antica di Taormina, quella greco-romana. Esistevano un tempo
diversi ordini di mura che si collegavano alla
fortificazione del castello e in effetti le porte erano
quattro, la più antica veniva chiamata Porta Sant'Antonio,
edificata probabilmente nel periodo post normanno e di cui
oggi restano solo poche tracce, in quanto distrutta nei
bombardamenti della seconda guerra mondiale (era situata in
prossimità della strada san Vincenzo e vicino alla
chiesetta gotica di Sant'Antonio Abate).
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Naumachìa
La naumachia di Taormina è un antico muro romano in
laterizio, in C.so Umberto I, lungo 122 metri ed alto 5
metri. Venne così chiamato nel '700 da Filippo d’Orville,
uno storico olandese in viaggio in Sicilia nel 1727 e
nuovamente nel 1751: costui così la nominò a ricordo delle
grandi costruzioni un tempo usate per l'intrattenimento come
circo acquatico, e cioè degli anfiteatri con al centro dei
grandi serbatoi d'acqua usati per l'appunto per
rappresentazioni acquatiche, prime tra tutte le battaglie
navali (i bacini venivano appositamente allagati per
l'occasione, così che si potessero rievocare famose
battaglie storiche). Si trattava in effetti di spettacoli
molto costosi, con navi e materiali autentici e venivano
solitamente tenuti in grandi città come
Roma
(quella di Augusto edificata nella capitale nel II a.C.
misurava 546 x 359 metri e veniva servita da un acquedotto
creato appositamente dal lago di Martignano; pare che
al suo interno potessero venir rappresentate battaglie con
più di 30 navi e 3000 uomini). Anche i grandi anfiteatri di
Verona e
Mérida (quest'ultima in Spagna) furono per
qualche tempo capaci di funzionare come naumachie. Difficile
tuttavia che quella di Taormina servisse alla stessa
funzione, e non solo per la particolare morfologia del suo
territorio, ma anche per le testimonianze storiche arrivate.
La struttura fu realizzata probabilmente intorno al III
secolo d.C., e se oggi vediamo solo una bruna parete di
mattoni e i resti di quello che poteva essere un serbatoio,
un tempo si presentava come un complesso di pilastri,
portici e gradinate, statue di politici e atleti. Ambigua
continua ad essere oggi quindi la sua funzione,
probabilmente si trattava di un semplice gynnasium.
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Palazzo dei Duchi di
Santo Stefano
Costruito tra il XIV ed il XV secolo come parte delle mura di
taormina, si presenta come un edificio a struttura quadrata
su tre livelli, in stile gotico siciliano, a cui si
uniscono elementi caratteristici di epoca arabo-normanna.
Confuso tra la torre merlata visibile da Piazza S Antonio
Abate, accanto alla porta Catania e tra le mura e i palazzi
moderni, è così chiamato dalla famiglia spagnola De
Spuches, Duchi di Santo Stefano di Briga e Principi
di Galati. Nella struttura quadrata risaltano le
imponenti finestre bifore, in stile gotico e il fregio che
forma il bel merletto d'intarsi in pietra lavica decorato
con inserzioni romboidali. Il palazzo ospita un bel
giardino, spesso usato per funzioni ed eventi. La scala che
collega il piano terra con il primo piano venne realizzata
nel '700. All'interno trova oggi sede la Fondazione di
Giuseppe Mazzullo, artista messinese nato nel 1913.
Accanto a Porta Catania
Vico De Spuches,3
(in fondo a C.so Umberto e tra via Rizzo e Via Spuches)
98039 Taormina ME
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Torre dell'Orologio di
Taormina
Una volta arrivati in Piazza IX Aprile, se da una parte si è
rapiti dalla vista panoramica sulla costa, dall'altra si
rimane curiosi di conoscere la storia dei monumenti che la
caratterizzano. A vista si è ammirati dal piccolo scrigno di
stili architettonici, dal barocco della chiesa di San
Giuseppe, di cui abbiamo brevemente parlato sopra, a
quello ben più antico della torre che ne domina il lato alla
sua destra, più esterno: è la Torre dell'Orologio di
Taormina, una struttura merlata in pietra e con alla
base una delle antiche porte che garantivano l'accesso lungo
la cinta muraria. Si posiziona dall'altro lato lungo il
Corso Umberto, la via principale di Taormina, a separare
il borgo medievale (quello definito 'borgo
quattrocentesco') dalla Taormina greco-romana e
per questo veniva un tempo chiamata Porta di Mezzo.
La torre ha origine nel XII secolo e venne costruita sui
resti di una costruzione più antica di ben oltre un
millennio. Dopo la disfatta contro i francesi nel Seicento,
venne subito ricostruita con l'aggiunta dell'attuale
orologio. All'interno dell'arcata porta si trova una nicchia
decorata a mosaico raffigurante una Madonna in trono con
bambino, mentre nella lunetta sopra restano visibili tracce
di un affresco quattrocentesco raffigurante una Madonna
orante. La torre è munita di campane che vengono suonate a
festa in particolari occasioni, come la processione di
San Pancrazio (9 luglio) e l'elezione del sindaco.
Piazza IX Aprile
98039 Taormina ME
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Palazzo Corvaja
Il palazzo Corvaja è così chiamato dalla famiglia dei
Corvaja, che lo abitò dal 1538 al 1945. È situato in
piazza Vittorio Emanuele II, accanto a Porta Messina e alla
estremità di Corso Umberto I. All'interno dell'edificio sono
ospitati l'Ufficio di Informazioni turistiche di Taormina
e il Museo delle Arti e delle tradizioni popolari. A
pochi metri troviamo anche i resti archeologici del piccolo
Odeon romano. Il palazzo presenta una struttura di
origine araba, di cui è testimoniata una torre edificata tra
il 902 ed il 1070, e si compone di tre sezioni
architettoniche risultanti da ampliamenti avvenuti fino al
XV secolo. Durante l'occupazione araba Taormina ebbe
a che fare con un periodo di imponenti fortificazioni
urbane, con le mura difensive e con diverse altre strutture,
e questo avvenne in particolare in questa zona urbana, che
già aveva ospitato il forum e l'agorà. L'ampliamento
architettonico avrà ad inglobare infatti l'antico foro
romano e successivamente anche le fondamenta di un
antico monastero del XIV secolo. Gli interni del palazzo
sono molto interessanti da un punto di vista storico e
decorativo, si possono ammirare le sale che furono in
funzione al Parlamento siciliano durante i primi
decenni del '400, così come convocato dalla regina Bianca
di Navarra (figura storica importante, regina consorte e
reggente di Sicilia). Gli interni sono da visitare
soprattutto per il bel Salone del Quattrocento, che
presenta interessanti testimonianze culturali ed artistiche
di diverse epoche storiche del territorio (inclusa la
sezione dedicata ai carretti siciliani, ai pupi
del XIX secolo e ai presepi del XVIII e XIX secolo).
Piazza Vittorio Emanuele II
98039 Taormina ME
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Castello Saraceno
Il castello di Taormina, anche chiamato Castello di
Monte Tauro, ha origini arabo-normanne e si posiziona in
un punto del monte rialzato rispetto al centro storico del
borgo. Alle mura esterne che si innalzano per 4 metri ci si
arriva dopo aver attraversato una impervia scalinata, che
troviamo scavata nella roccia. Immaginiamo quello che un
tempo avveniva, perché poco rimane qui del passato (numerosi
gli assedi, almeno tre le invasioni saracene nel giro di un
secolo): fondamenta d'Età greco-romana, periodo nel quale
venne edificata l'acropoli inferiore di Tauromenion
(che si differenziava da quella superiore, più a nord,
l'attuale Castelmola), quindi successivamente la
struttura che man mano prende forma durante la capitolazione
dei bizantini nel 910 e la prima invasione dei Saraceni;
quel che rimane della struttura odierna ha probabilmente
origine saracena se non federiciana, in quanto passato di
mano ai normanni e al dominio di Federico II di Svevia;
vi furono poi anche agli aragonesi. Quel che rimane oggi non
è molto, le mura esterne sono a tratti in piedi, mentre
niente resta della struttura interna. Rimane la storia e la
tradizione tramandata, che parla di nobili castellani, di
conti e assedi; rimane un panorama spettacolare su tutta la
costa ionica, che da Messina arriva fino al monte Etna e
alla pianta urbana di Catania. Prima di arrivare al
castello, e punto iniziale della scalinata che ad esso
conduce, troviamo il Santuario della Madonna della Rocca,
una struttura del XII secolo con elementi restaurati nel
Seicento, e così chiamata perché costruita e scolpita nella
roccia. Nota bene: il castello non è visitabile e le scale
non sono aperte al pubblico.
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Isola bella Taormina
Isola bella è un luogo sorprendente di raffinata bellezza.
Insieme a Taormina è parte del Patrimonio UNESCO sin
dal 2006. Un luogo dove natura e architettura si fondono in
un tesoro inestimabile. Un piccolo lembo di terra alle falde
del centro storico, nella zona denominata Mazzarò, e
collegato alla terraferma da una lingua di sabbia, che
spesso viene nascosta quando la marea poco più alta. Un
tempo apparteneva a Ferdinando I di Borbone per poi
venir donata all’allora sindaco di Taormina e quindi, nel
1890, acquistata dall'inglese Florence Trevelyan, la
stessa dei Giardini pubblici, che vi fece costruire
una sua dimora. Gli edifici del primo Novecento, un
complesso di 12 strutture con piccola piscina, furono
realizzati dalla famiglia Bosurgi, proprietaria della
Sanderson, poi decaduta per debiti societari. Dagli
anni '90 dello scorso secolo l'isola divenne parte del
patrimonio regionale e quindi parte della riserva
naturale del WWF. L'isola è circondata da grotte
marine e da una piccola spiaggia molto popolare tra i
bagnanti e presenta testimonianze della presenza umana sin
dalla preistoria, oltre che essere caratterizzata da
una vegetazione spontanea. La si ammira tra brevi rampe di
scale, sentieri e piccole terrazze, immersi in una flora e
una fauna che da sempre ha affascinato visitatori e artisti
di ogni epoca. Dichiarata di rilevante interesse storico
artistico è sottoposta a tutela ed è parte del parco
archeologico dal 2010 e del Museo Naturalistico
dalla fine degli anni '80.
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Spiagge di Taormina
Taormina ospita delle spiagge molto belle e con
caratteristiche naturali invidiabili. La località balneare è
situata ai piedi del bordo, la cosiddetta marina, dopo
troviamo spiaggette e piccole cale, che vanno a soddisfare
qualsiasi tipo di esigenza turistica. Oltre alla spiaggia
di Isola Bella, riserva naturale e prevalentemente
formata da ghiaia e ciottoli, troviamo la spiaggia di
Mazzarò, un'insenatura di sabbia e mare cristallino da
dove è anche possibile arrivare alle grotte della costa,
inclusa la Grotta Azzurra. Da non perdere è anche la
spiaggia di Spisone, un misto di sabbia e piccoli
ciottoli e caratterizzata da diversi stabilimenti attrezzati
ma anche da spiaggia libera; la spiaggia di Villagonia,
roccia e ciottoli e con acque calme, facilmente
raggiungibile anche da Giardini Naxos; la spiaggia
di Mazzeo, con spazi liberi e attrezzati. Le spiagge
di Giardini Naxos sono forse le spiagge più famose di
tutta la Sicilia, tra queste troviamo quelle di
Recanati (misto tra sabbia e ciottoli), Schisò
(sabbia e caratterizzata da folta vegetazione mediterranea),
di San Giovanni (sabbia fine a ridosso dell'area
urbana) e quella del porticciolo Saja (caratterizzata
da roccia lavica).
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