Palazzo Pretorio e Fontana Pretoria a Palermo

Palazzo Pretorio e Fontana Pretoria a Palermo

Il Palazzo Pretorio di Palermo è un altro monumento d’interesse storico-della città, insieme alla piazza nel quale si affaccia, la Piazza Pretoria, impreziosita a sua volta dalla bella Fontana Pretoria. Insieme costituiscono un angolo della città di grande interesse, impossibile da non scorgere e visitare. Si posizionano accanto ad altri importanti monumenti, posti tra la piazza Quattro Canti, la chiesa di San Cataldo e la chiesa della Martorana.

Nella piazza si affacciano inoltre anche la chiesa di Santa Caterina da Siena, con annesso monastero, riconoscibile dalla facciata in stile barocco siciliano, e il Palazzo Bonocore, di prospetto neoclassico (benché inizialmente edificato nel XV secolo), nel cui interno è ospitato il Museo multimediale sul patrimonio immateriale siciliano.

Comune Palermo - Palazzo PretorioNoto anche come Palazzo delle Aquile o Palazzo di Città, il Palazzo Pretorio è uno degli edifici amministrativi principali di Palermo e attualmente sede del Comune. Venne costruito nel 1470, in epoca rinascimentale, per volere del pretore Pietro Speciale. Già nel secolo precedente esisteva però un edificio adibito ad ospitare le assemblee cittadine, edificato sotto Federico II d’Aragona. I lavori del palazzo che vediamo oggi vennero affidati a Giacomo Benfante, che nel 1470 trasformò l’edificio preesistente, completando i lavori in circa otto anni. Seguirono diversi altri rifacimenti, fino al 1875, che con vari ampliamenti e ristrutturazioni, modificarono il volto urbano di questo parte della città. Dalla metà del Cinquecento e nel Seicento, grazie anche al contributo dell’architetto manierista Mariano Smiriglio, e nel XIX secolo di Giuseppe Damiani Almeyda, si alternarono diversi stili architettonici, dal barocco al neoclassico, e in aggiunta, la costruzione dell’intero piano pretorio, prolungando la strada del Cassaro.

Fontana PretoriaL’esterno dell’edificio, su tre livelli sovrastanti il pianterreno, è riconoscibile per la forma rettangolare, con portale centrale, su cui campeggia l’aquila simbolo di Palermo, e innumerevoli finestre. Tra le varie iscrizioni, risulta anche l’epigrafe commemorativa di Giuseppe Garibaldi. Al centro della facciata è collocato un orologio e ai due lati del quadrante si riconoscono due grifoni, animali mitologici posti a guardia delle ore; in cima all'edificio, sopra l’aquila imperiale, si noterà la statua di Santa Rosalia.

L’interno attrae in particolare per lo scalone monumentale e il piano nobile, dove sono ospitate alcune sale d’importanza storico-artistica, come la Sala dei Bassorilievi, la Sala Rossa, la Sala Maggiore (anche nota come Sala delle Lapidi) e dove hanno luogo le riunioni del consiglio comunale, la Sala Antinoo, la Cappella di Santa Rosalia, la Sala Montalbo, rilevanti per ospitare preziose opere d’epoca. Posto sullo scalone del Palazzo Pretorio, si noterà anche un bel gruppo scultoreo del XV secolo, opera di Domenico Gagini e di Gabriele di Battista e noto con il nome di Palermu u Nicu, o meglio Genio di Palazzo Pretorio, e cioè una delle (otto) rappresentazioni scultoree del Genio/Nume di Palermo, protettore della città (insieme a Santa Rosalia). Otto, in quanto sette rappresentazioni sono sculture, mentre altre tre sono dipinti e mosaico.

La bella Fontana Pretoria, definita da Giorgio Vasari come "fonte stupendissima che non ha pari a Firenze o forse in Italia", con tutto il suo grande senso artistico, dona prestigio al palazzo e alla omonima piazza che la ospita. Ha origine nella metà del Cinquecento, ma non fu costruita a Palermo. Ha infatti origine a Firenze (voluta dal viceré Don Luigi di Toledo e posizionata nel giardino dove in seguito venne costruito l’attuale Palazzo di San Clemente); venne quindi smontata e trasferita a Palermo nel 1581, nella sua attuale posizione, dopo essere stata messa in vendita e acquistata dal senato palermitano per 30mila scudi. A costruirla fu Francesco Camilliani, che la completò di straordinarie dimensioni: 48 statue e una lunga pergola formata da 90 colonne di legno messe in opera sotto la sorveglianza di Bartolomeo Ammannati. Dalla tradizione popolare, si scopre che il monumento ha anche un soprannome, ‘fontana della vergogna, ma non tutti i palermitano sembrano essere d’accordo sull’origine: chi ritiene derivi dalla vergogna provata dalle suore del vicino convento nel vedere la nudità delle statue, chi invece legherebbe il nome al malcostume e alla corruzione degli amministratori locali dell’epoca, avendo speso così tanti soldi per l’acquisto (e il trasferimento) del monumento durante la grave carestia in cui versava la città in quel tempo.

Come riportano le cronache dell’epoca, la fontana giunse a Palermo il 26 maggio 1574 smontata in 644 pezzi, dei quali 112 imballati in 69 casse, e rimontata dal figlio dello scultore che la creò, Camillo Camilliani. Oggi, e dopo un restauro durato più di 20 anni, si ammira in tutta la sua bellezza, costituita da un bacino centrale, circondato da quattro ponti di scalinate e da un recinto di balaustre, attorno ad uno stelo culminante con la figura di Bacco; il tutto in un vortice molteplice di giochi d'acqua, osservato da una serie di 24 statue rappresentanti divinità o mostri mitologici.

 

Palazzo Pretorio e Fontana Pretoria

Piazza Pretoria

90133 Palermo PA

 

 

 

 

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