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Storia di Besalú
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Besalú, piccola e così affascinante, ricca di storia e
patrimonio culturale. Situata tra la
Costa Brava e i monti Pirenei, non lontano
da
Barcellona e
Girona, è uno dei siti medievali più belli della
Catalogna, e in più una città medievale con
un'interessante storia ebraica. Il nome potrebbe derivare
dal latino bisuldunum, che significa “forte in cima al
fiume?, ad indicare il castello un tempo presente nel X secolo.
Un territorio strategico, sin dai tempi più remoti e in
particolare nel Medioevo, periodo che in realtà sembra rivivere
ancora oggi. |
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Da tempi più lontani Besalú si è distinta per la posizione
strategica, capace di attirare popoli e conquistatori. Sin dal VI secolo a.C.
con Celti e Iberici, andando avanti con i Romani, i Visigoti e i Franchi, gli
Ebrei e i Francesi. Erano i tempi in cui la Catalogna risultava ancora l'ultimo
avamposto dell'impero carolingio: nel 721 con Carlo Martello e la
Battaglia di Tolosa si mise freno all'espansione musulmana verso nord
e quindi verso la Francia, mentre nel 785 fu presa la contea di Girona,
di fatto ponendo il confine con la Spagna più islamica. La contea si
caratterizzava in particolare per i piccoli borghi che man mano nascevano, fatti
di chiese austere, le stesse ancora in piedi oggi con tutta la meraviglia
romanica che le contraddistingue. Fu solo dal X secolo che le contee si
resero progressivamente indipendenti dal potere carolingio e la prima
documentazione storica dello stanziamento urbano di Besalú risale infatti al X
secolo, con la costruzione del castello a dominare le rive del fiume Fluvià.
Dalla morte di Guifré el Pilós (Goffredo I di Barcellona, anche noto come il
villoso o il peloso), conte di Barcellona e di Girona e considerato
il vero fondatore della Catalogna, il piccolo nucleo urbano iniziò a prosperare,
diventando da prima capitale di contea e di seguito parte di Barcellona. In
totale furono brevi secoli di prosperosa indipendenza feudale, confermata dalla
costruzione di importanti edifici civili e religiosi.
Una vasta parte delle antiche mura, che risalgono al XII
secolo, rimangono ad oggi intatte. Il centro storico è un affascinante labirinto
di edifici in pietra e strade acciottolate rimaste tali dal Medioevo. Il
ponte Viejo (simbolo iconico della città, immediatamente riconoscibile e
incredibilmente bello) e le chiese di Sant Vicente e Sant Pere, insieme
ai monumenti rimasti dall'eredità ebraica, costituiscono il punto più
alto d'interesse storico-culturale del territorio. Varcando la porta d'ingresso,
dopo aver oltrepassato il ponte, sembra proprio d'entrare in un altro mondo. Il
crocevia di gente non cambia, un tempo era formato di pellegrini e di mercanti,
oggi di turisti e appassionati viaggiatori. A 30 metri d'altezza e con 105 metri
di lunghezza, la bella camminata nel ponte rende quasi l'idea del quotidiano via
vai della storia, da quando nel Medioevo fu stabilito un pedaggio obbligatorio
per entrare in città e fino ai danni dinamitardi subiti durante la Guerra
Civile e alla successiva ricostruzione ad opera dell'architetto Pons
Sorolla.
Durante il Medioevo la prima comunità ebraica bene
s'integrò in una convivenza relativamente pacifica con la comunità cristiana
locale. D'altronde, la Spagna si trovava al centro del mondo ebraico
in Europa: gli ebrei erano conosciuti per le competenze in ambito
dell'agricoltura, della diplomazia, delle arti, del commercio e delle scienze.
Anche la comunità ebraica di Besalú ebbe una crescita importante fino
alla metà del XIV secolo, un processo ulteriormente amplificato
dall'immigrazione di ebrei da una parte della Spagna (quella musulmana, la
cosiddetta al-Andalus) e dalla Francia, da dove vennero espulsi nel 1306.
La popolazione dei quartieri ebraici in quel periodo fu
stimata in circa 300 persone. Nel complesso si trattava di una comunità ebraica
ben strutturata, famosa per il prestigio dei suoi medici (anche se agli ebrei fu
proibito praticare la medicina su pazienti cristiani) e per l'astuzia negli
affari (e nelle attività di prestito). Oltretutto, la comunità ebraica non fu
toccata in pieno dai pogrom del 1391 ma dopo la bolla papale del 1415
gli ebrei furono costretti a vivere separatamente dai cristiani e rifugiarsi nei
ghetti, tanto che molti iniziarono a lasciare Besalú, mentre altri si
convertirono al cristianesimo. A partire dal 1436 la presenza ebraica si ridusse
fino alla scomparsa. All'inizio degli anni '60 dello secolo scorso fu scoperto
un imponente 'Miqvé' risalente al 1264, un bagno termale ebraico
usato per il tradizionale rituale di purificazione (immersione totale del corpo
nell'acqua), ad oggi uno dei soli tre bagni di origine medievale esistenti in
Europa. Il quartiere ebraico contiene anche i resti di una sinagoga e l'accesso
che la popolazione ebraica usava all'arrivo in città.
La storia successiva di Besalú si confonde con quella della
Catalogna, dall'unione politica della contea di Barcellona con il regno
di Aragona (che andrà a formare il Principato di Catalogna dopo il XIV
secolo), alla guerra civile catalana (1462-1472), agli Asburgo e
alla guerra civile spagnola.
Attualmente, Besalú si sta sviluppando attraverso vari
progetti sociali e turistici, così come quelli che stanno portando alla luce
nuovi reperti archeologici. Grazie alla cultura e alla storia,
dalla metà del secolo scorso, l'agricoltura ha cessato d'essere l'attività
principale del territorio (in ambito agricolo a dominare restano colture quali
orzo e mais). Oggi le principali fonti di reddito di Besalú sono il turismo
e in una certa misura l'industria nel campo del tessile, del metallo e lo
sfruttamento delle cave di gesso.
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