Le torri di Bologna

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Le torri di Bologna

Bologna è la città delle torri, spesso definita, specialmente dagli stranieri, la Manhattan del medioevo. Grattacieli che dalla storia si alzano sull'orizzonte cittadino odierno e che sembrano arrivano fino fino al cielo. Quante ne esistono ad oggi? Purtroppo circa una ventina, contro il centinaio che probabilmente era presente neanche tanto tempo addietro, considerando che alcune di esse, in centro, furono abbattute nel 1917 per ragioni di ristrutturazione urbanistica.

Torri di Bologna Le più conosciute sono situate nel centro storico della città: da piazza del Nettuno si raggiunge Piazza di Porta Ravegnana e il simbolo più rappresentativo di Bologna; naso in su e con lo sguardo si raggiunge la cima dei 97 metri di altezza della Torre degli Asinelli, che prende il nome da una influente famiglia bolognese del XII secolo, di fazione ghibellina, e a cui viene attribuita la sua costruzione nel 1119. Optare di salirci su significa fare 498 gradini (in legno e con varie pendenze), non per tutti ma una volta in cima il panorama è mozzafiato: tra il rosso reticolo di antiche strade medievali si scorgono la Cattedrale di San Pietro della metropolitana e la Basilica di San Petronio, il reticolo di strade e le altre torri della città che sembrano spuntare come funghi dai rossi tetti di Bologna.

É solo necessario non lasciarsi impressionare dalla sua altezza, ne tanto meno dalla pendenza, ad oggi di 2,23 metri. La Torre degli Asinelli è affiancata alla Torre Garisenda, (a sua volta prende il nome da un'altra famiglia ghibellina dell'epoca, i Garisenda), alta 'solo' 48 metri (18 in meno di qualche secolo fa) e più pendente della prima (questa è di 3,22 metri). Ambedue furono furono costruite probabilmente a seguito della demolizione della Rocca imperiale, sede dei funzionari di Matilde di Canossa (i funzionari matildici), distrutta dai bolognesi intorno al 1115.

Percorrere tutti questi gradini non è di fatto per tutti, considerando che queste sono anche torri pendenti, e lo sono sempre state. Si ricorda Madame de Staël, una delle donne più influenti del Romanticismo europeo, disse:

"avvicinandosi a Bologna,

si è colpiti dalla vista di due torri molto alte,

una di queste è così inclinata da spaventare lo sguardo".

Nel primo XII secolo l'inclinazione della Torre Garisenda era forse poco visibile, ma già presente, come ci ricorda lo stesso Dante qualche tempo dopo nel sonetto sulla Garisenda e nel canto XXXI dell'Inferno. Oggi l'inclinazione arriva ad uno strapiombo d'asse abbastanza consistente, nonostante già nel Trecento sia stata abbassata di 12 metri per scongiurare eventuali crolli. Le funzioni di entrambe sono comunque variate nel tempo, da fortilizi, a carceri, ad alloggi per soldati, e servite poi da torri vedetta e recentemente anche da base per i ripetitori televisivi della RAI.

Le due torri, degli Asinelli e Garisenda, non sono e non erano le uniche torri presenti a Bologna. L'usanza delle città medievali era quella di munirsi di torri e case-torri simbolo di ricchezza e potere. Bologna ne possedeva di numerose, nonostante le lotte tra le famiglie cittadine portavano ad abbattere la torre o il palazzo della famiglia nemica: così accade per il palazzo della potente famiglia dei Bentivoglio, un tempo conosciuto come il 'guasto' e indicato da molti come il palazzo più bello d'Italia. In un arco di tempo compreso fra il XII e il XIII secolo si dice che in città erano presenti almeno un centinaio di alte strutture. Oggi, ne sono rimaste solo 24 e le due sopra menzionate sono tra le più antiche, probabilmente le prime ad essere state costruite.

Si cerchino le altre torri di Bologna, perché alcune di esse sembrano volersi nascondere nelle proprie pietre, mimetizzandosi tra i palazzi della città. La Torre Lapi (30 metri), per esempio, è inglobata nella struttura del Palazzo Comunale e probabilmente un tempo era parte delle mura e di una delle porte d'ingresso alla città. La Torre dell'Orologio (detta anche Torre Accursi), ancora oggi domina la Piazza Maggiore, a segnare le ore diurne sin dal 1444, e quelle notturne da qualche anno più tardi. Venne costruita probabilmente nel 1245, sopra la casa di Glosatore Accursio, di origine fiorentina, che l'abitò durante gli studi in giurisprudenza presso l'Università di Bologna (diventò poi noto giurista) e per questo ne ha portato il nome nel tempo, nonostante sia poi stata venduta nel 1287 al comune di Bologna. La Torre Prendiparte (anche detta torre Coronata), costruita nel XII secolo, è invece situata in via Sant'Alò, a circa due isolati da Piazza Maggiore, ed è tra le più riconoscibili e alte (12 piani tutti agibili); prende il nome dalla famiglia guelfa dei Prendiparte e con i suoi attuali 60 metri è la seconda torre più alta della città.

In Piazza del Nettuno svetta la Torre dell'Arengo, a sormontare il Palazzo del Podestà e munita di grande campana (il 'campanazzo'), il cui suono i bolognesi lo hanno sentito in occasione di avvenimenti cittadini di rilievo. A guardare in giù dalla sua cima sembra ancora di vedere il viavai del mercato, dei venditori e dei mendicanti, dei notai e dei 'truffatori', che ogni giorno 'accendevano' di fatto la quotidianità della città, non ultimo anche per le forche pronte a giustiziare il condannato di turno. Sin dai tempi della sua costruzione, nel 1200, non ebbe mai solide fondamenta, ma oggi dopo varie opere di consolidamento e restauro può vantarsi d'essere ancora presente.

Ci sono poi le varie Torre Azzoguidi (via Altabella), 61 metri di forma e bellezza medievale costruiti nel XII secolo; Torre Galluzzi, situata in via Corte de' Galluzzi, piccola piazza tra via D'Azeglio e piazza Galvani, e che insieme alla prima (e alla torre Prendiparte) costituisce la serie di torri guelfe di Bologna, sorte accanto ai potenti istituti religiosi della città medievale. La Torre Agresti (in piazza Galileo) è forse la torre meno visibile tra tutte, incastonata tra edifici più moderni a causa di un incendio nel XVII secolo che ha portato alla ristrutturazione del vicinato. Anche le due Torre Alberici e Torre Carrari sembrano perdersi tra le pietre degli edifici vicini, la prima è situata in via Santo Stefano e si confonde nel medievale Palazzo della Mercanzia, mentre la seconda, in via Marchesana, ha un aspetto di casatorre, dati i suoi pochi (si fa per dire) metri di altezza. Tra le altre torri di Bologna si indicano anche Torre Bertolotti-Clarissimi (in via Farini), Torre Catalani (vicolo Spirito Santo), Torre Conoscenti (presso il Museo Civico Medioevale in via Manzoni), Torre Ghisilieri (via Nazario Sauro), Torre Guidozagni (via Albiroli), Torre Lambertini (piazza Re Renzo), Torre Oseletti (Strada Maggiore), Torre Scappi (via Indipendenza), Torre Toschi (piazza Minghetti), Torre Uguzzoni (Vicolo Mandria).

Ad esse si uniscono le torri-porte della città, dette le 'torresotti', e cioè Torresotto di Castiglio (in via Castiglione), Torresotto dei Piella (in via Piella, detta anche Porta Govese), Torresotto di Porta Nuova, nella via omonima, e Torresotto di San Vitale (nella via omonima).

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