L'amico ritrovato recensione

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Libro L'amico ritrovato di Fred Uhlman

L’amico ritrovato, cos’è un amico ritrovato? Chi è l’amico ritrovato? E’ proprio questo il mistero di questo libro, all’interno del quale l’intreccio ruota intorno a questa parola "ritrovato".

Lessi questo libro per la prima volta all’età di dieci anni, quando andavo alle scuole elementari. Lo lessi perché volevo approfondire le mie conoscenze sulla seconda guerra mondiale. Effettivamente mi fece approfondire bene, lasciandomi un'idea ben precisa di cosa fosse stata la Seconda Guerra mondiale, di cosa fosse l'antisemitismo, e soprattutto chiarendomi cosa fosse, o potesse essere, l'amicizia. La storia è fondamentalmente una storia di amicizia, una bellissima amicizia nata sui banchi di una scuola tedesca nel 1933. I due amici sono Konradin, conte di Hohenfels e Hans, un giovane ragazzo di origine ebrea. Il primo appartiene ad una delle famiglie più nobili della Germania, il secondo è di estrazione sociale modesta. I due fin dal primo sguardo capiscono che sarebbero diventati amici. Si legge "Tutto ciò che sapevo, allora, era che sarebbe diventato mio amico. Non c’era niente in lui che non mi piacesse". Ecco cosa scrive Hans nel suo libro, mentre con un flashback ripercorre tutte le vicende che unirono questi due amici. Un amicizia che si arricchiva ogni giorno di complicità, di reciproca comprensione, di unione. Sullo sfondo dell'amicizia, i fatti del mondo, la politica, apparentemente lontani: "Tutto lasciava pensare che non ci fosse nulla di cui preoccuparsi. La politica riguardava gli adulti, noi avevamo già i nostri problemi". Purtroppo però questa affermazione si rivela essere fallace: quella politica che Hans e Konradin credevano così lontana dal loro mondo, così inaccessibile, finisce per stravolgere le loro vite, per sempre. Troppo diversi Hans e Konradin, o forse vissuti in un tempo che li ha resi così diversi, diversi a tal punto da far sì che questa differenza si tramuti nella storia in odio. "Mia madre non solo detesta gli ebrei, ma li teme, anche se non ne ha mai conosciuto uno. Se stesse per morire e non ci fosse nessuno, tranne tuo padre, in grado si salvarla, dubito che si deciderebbe a chiamarlo. Vedi, Hans, mia madre non accetterà mai l’idea di conoscerti. Senza contare che è gelosa di te perché tu, un ebreo, hai saputo conquistare l’affetto suo figlio. […] Mio padre si disinteressa delle persone con cui sto. Per lui un Hohenfels sarà sempre un Hohenfels, ovunque sia e chiunque frequenti" queste sono le parole che usa Konradin rivolgendosi al suo amico. Questa è la triste verità che Konradin confessa ad Hans, quella stessa verità che finirà col separarli, una consapevolezza, questa, che si insedia in loro ogni giorno di più.

E ancora: "Sapevamo che le cose erano oramai cambiate e che quell’episodio era l’inizio della fine della nostra amicizia e dell’adolescenza". Dopo un breve periodo passato in Germania, tra odio e disprezzo, i genitori decidono di mandare Hans in Germania, i due amici si salutano con una lettera, nella quale Konradin elogia il lavoro di Hitler e la sua figura, contento che Hans se ne vada per un po’ in America, con l’augurio che un giorno possa tornare nella nuova Germania, Germania che il Fuhrer, a suo parere, avrebbe fatto rinascere.

Ma le cose non vanno così. Hans studia legge in America e rimane lì. Un giorno riceve una lettera per una richiesta di fondi da parte del liceo che aveva frequentato con Konradin, con annesso un libretto con i nomi di tutti i morti della Seconda Guerra Mondiale, e, alla voce H, trova la dicitura " VON HOHENFELS, Konradin, implicato.... Giustiziato". Leggete il finale sorprendente di questo libro, non vogliamo privarvi di questo piacere.

Con la lettura del nome dell'amico nella lista dei soldati morti termina il libro. In una sola frase, il riassunto intero di un libro, parole che spiegano il significato del titolo dei libro stesso.

Questo libro è un frammento di storia, di vita, è uno dei libri che consiglio in assoluto per la formazione di ognuno di noi, perché in esso sono racchiusi insegnamenti che portano i giovani a diventare adulti, insegnamenti che, una volta acquisiti, non ti abbandonano più. "L’amico ritrovato" è un libro a cui devo molto, è un libro che ha accompagnato la mia formazione, è uno dei tanti libri che mi hanno resa quella che sono. Ciò che io vi posso dire è leggetelo, fate vostri i tanti significati che racchiude, stupitevi pagina dopo pagina. "L’amico ritrovato" racconta una pagina di storia, storia che non può e non deve essere mai dimenticata, anzi deve essere ritrovata in ognuno di noi.
 

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