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Cattedrale di Monreale a Palermo
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A
Monreale, cittadina di circa 40mila abitanti
a circa una decina di km da
Palermo,
e parte della città metropolitana, troviamo uno
storico edificio normanno celebre per i suoi
mosaici: è la Cattedrale di Monreale,
dichiarata dall’UNESCO patrimonio
dell’Umanità nel 2015 e considerata una delle chiese
più belle al mondo. Arte, storia, architettura,
riunite in uno splendido e imponente unisono, alle
pendici del monte Caputo e dominante su tutta
la Conca d’Oro palermitana e la vallata del fiume
Oreto. |
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Seimila metri quadri di mosaici, una pianta
a croce latina lunga 102 metri e larga 40, tre navate separate da due file
di nove colonne ciascuna, più cappelle e chiostri d’altri tempi: una storia
senza eguali, grazie al Regno normanno di Sicilia, che tra il XI ed
il XIII secolo unì in simbiosi elementi nordici, bizantini e islamici come
pochi nell’area del Mediterraneo. Un territorio ricco di culture, popolato
da andalusi, marocchini, nordafricani, persiani, ebrei, sudanesi, bizantini,
genovesi, magiari…
L'edificio è il fulcro di un complesso
monumentale molto vasto, che già dall’epoca normanna comprendeva oltre alla
chiesa, anche un monastero benedettino e un palazzo che fu simbolo del
potere reale. Venne costruito a partire dal 1174 per volere di Guglielmo
II d'Altavilla, detto 'il buono', re di Sicilia dal 1166
al 1189.
La leggenda racconta che nel 1172 il
re ricevete l'incarico della costruzione direttamente dalla Vergine Maria,
apparsagli in sogno mentre dormiva sotto un albero di carrubo, usato per
ristoro durante la caccia nei boschi della zona. Lo scopo di tale incarico
era quella di poter assicurare quei territori all'evangelizzazione, dato che
all'epoca erano ancora sotto influenza islamica. Per finanziare i lavori il
re si sarebbe servito delle monete d’oro nascoste tempo prima proprio sotto
l’albero dal suo stesso padre, l’avaro re Guglielmo I, detto (al
contrario) ‘il Cattivo’. La leggenda si fonde con la realtà, e racconta
della necessità da parte della corte vescovile di Palermo di abbandonare la
chiesa della Santa Vergine Assunta (l’odierna
Cattedrale di Palermo)
diventata luogo di culto musulmano, cercando rifugio per l’appunto
nell’odierna zona di Monreale.
La costruzione della Cattedrale si
porta dietro altre leggende, compresa quella che vede due fratelli
architetti in competizione, uno dettato alla costruzione della chiesa di
Monreale, l’altro della chiesa di Palermo. Anche qui, la realtà prende a se
qualche elemento di probabile rilievo, che vede protagonisti Guglielmo II e
il suo precettore, Gualtiero Offamilio, al quale venne affidato il
compito di costruire la chiesa di Palermo. Senza togliere niente a
quest’ultima, quella costruita a Monreale si prende il merito più imponente,
non fosse che si presenta quasi come una vera e propria cittadella. La
cattedrale è infatti il fulcro di un complesso monumentale più vasto,
che troviamo cinto da alte pareti come fossero bastioni e torri
indistinguibili: la facciata della chiesa è riversa su piazza Guglielmo
II, racchiusa tra due torri laterali e quadrangolari, di cui una
incompiuta; dal portico centrale, ricostruito nella seconda metà del
Settecento, si arriva alla porta dai battenti bronzei del 1186, opera di
Bonanno Pisano, di 7,80 x 3,90 metri e costituito da 46 formelle che
narrano episodi biblici; sempre all’esterno, a sinistra della facciata, nel
prospetto settentrionale e all’angolo della torre incompiuta, si trova al
bel porticato rinascimentale realizzato tra il 1546 ed il 1569 da
Domenico e Fazio Gagini, che dà su Piazza Vittorio Emanuele ed è
costituito da undici arcate a tutto sesto; qui troviamo il portale laterale,
l'odierno accesso, originario del 1179 ed opera di Barisano da Trani,
costituito da 28 formelle bronzee raffiguranti elementi evangelici, profani
e mitologici.
Nel lato opposto della piazza, troviamo la
residenza reale di Guglielmo II a Monreale, successivamente sede del
Comune (Palazzo di città) e seminario arcivescovile; al lato opposto
della cattedrale, alla destra della torre completata, è presente il bel
Chiostro colonnato dei Benedettini di Monreale, con lungi corridoio di
50 metri per lato, impreziositi da archi a sesto acuto; la struttura, nel
cui centro si trova il giardino con palme, ospita una fontana riccamente
decorata di richiamo islamico e che ricorda il fusto di una palma. Il
chiostro prelude al monastero della cattedrale di Monreale, che un
tempo si disponeva lungo il chiostro stesso; nel Settecento esso si
affiancava al nuovo convento, a sua volta rimaneggiato nei secoli
successivi, e oggi sede della Civica Galleria d’arte Moderna e
Contemporanea. Si apprezzeranno anche le decorazioni delle tre absidi
esterne, con quelle atmosfere arabeggianti degli intarsi della pietra
calcare e della pietra lavica nel fitto intreccio di archi acuti.
Ad affascinare il visitatore è senza dubbio
l’interno della Cattedrale di Monreale, che si presenta a tre navate,
separate da colonne riccamente decorate di tipo corinzio, e pareti rivestite
di mosaici su sfondo dorato del XII secolo. Dalla pavimentazione cosmatesca
nell'area presbiteriale al soffitto a capriate con travature scolpite,
dipinto e dorato nelle navate e a stalattiti islamiche nella crociera,
passando con quel che si trova in mezzo: i mosaici antichi di oltre
ottocento anni, sono definiti come tra i più importanti cicli di mosaici
del mondo medievale. Realizzati da maestranze bizantine,
raffigurano storie della Bibbia, della Creazione, da Adamo ed Eva a Caino e
Abele, a Noè, ai santi Pietro e Paolo, più immagini descrittive del percorso
del cristiano alla salvezza eterna. Si apprezzi la finezza del dettaglio,
costruito con una precisione da lasciare senza parole: in particolare sono
da ammirare le scene che descrivono la ‘costruzione della torre di Babele’,
il ‘re Guglielmo che offre la chiesa alla Vergine’, ‘l’Alleanza di Dio con
Noè’, ‘Isacco che benedice Giacobbe’, e soprattutto l’incredibile complesso
di mosaici dell’abside centrale, con la maestosa figura del ‘Cristo
Pantocratore’, circondato da angeli e santi, e dalla figura della ‘Madonna
con bambino in trono’.
Alla costruzione della Cattedrale
contribuirono nel tempo gli artisti più in vista, da Bonanno Pisano a
Barisano da Trani, a Luigi Valadier, che nella seconda metà
del Settecento creò le sei statue argentee dell’altare maggiore. Le cappelle
sono tutte riccamente decorate. Nei secoli successivi, dalla costruzione
della chiesa e del monastero, si sviluppò un feudo ecclesiastico, che si
ingrandì fino a diventare in una vero e proprio paese, arrivando a
comprendere il territorio della costa ovest di Palermo. L’arcidiocesi andò
crescendo in prestigio, ambita da prelati e famiglie bene in vista (inclusi
i Farnese e i Colonna). Alla fine del XVII secolo l'Arcivescovo di Monreale
possedeva 72 feudi.
All'interno sono custoditi il sarcofago
in porfido di Guglielmo I, il sarcofago marmoreo di Guglielmo II il
Buono, le spoglie di Margherita di Navarra e di Sicilia, moglie
di Guglielmo I, e quelle dei figli Ruggero ed Enrico, a parte dei
resti di re Luigi IX (quest'ultima custodite Cappella di San Luigi
dei Francesi). Si apprezzi anche il monumentale organo a canne del
Duomo di Monreale, del 1957, che sostituisce altri organi dalla lunga
storia (il primo del 1503 e affiancato ad un secondo organo) e poi andati
distrutti in un incendio del 1811. Il tesoro della cattedrale di Monreale
custodisce il reliquario della Sacra Spina della corona di Cristo,
custodito in una cappella di epoca barocca.
Basilica Cattedrale di Monreale
Piazza Guglielmo II, 1
90046 Monreale PA
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