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Chiesa di San Cataldo a Palermo
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La chiesa di San Cataldo, costruita
nel 1154 sui resti delle antiche mura punico-romane di
Palermo,
è un altro importante edificio di origine Normanna, dal 2015 parte
del patrimonio UNESCO. Si presenta, seppur esternamente semplice,
con un esemplare architettura e una storia
importante; una volta all’interno, rilascia
sensazioni di potenza e allo stesso tempo di calma,
in un’atmosfera tanto suggestiva quanto solenne e
misteriosa. |
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All’esterno, la
riconosciamo per la sua forma, un parallelepipedo di conci tufacei, e per
essere sormontata da tre grandi cupole intonacate di rosso, realizzate in
stile arabo a tamburo. Conosciuta anche per il bel pavimento musivo, è sede
religiosa dell’Ordine equestre del San Sepolcro’ (Cavalieri del Santo
Sepolcro), che nel 1937 apportarono un nuovo restauro (dopo quello del
Settecento) e il ripristino del culto ecclesiastico, all’indomani del lungo
periodo che la vide adibita ad una funzione meramente amministrativa, quale
ufficio della posta Regia.
L'edificio si posiziona nel centro storico,
in piazza Bellini, che condivide con la
chiesa della Martorana,
e poco distante dall'incrocio Quattro Canti. Ben riconoscibile per la
sua forma squadrata e le cupole rosse in cima, è un sicuro colpo d'occhio
ben distinto nel complesso urbano e dal vicino edificio, che esternamente
presenta una facciata in stile barocco. Venne concepito a metà del XII
secolo da maestranze islamiche e anche costruito secondo criteri
architettonici di tipo romanico, fintanto che infatti costituiva parte di un
complesso monumentale di cui oggi non esiste traccia, quale cappella di un
sontuoso palazzo. Il committente della cappella, e del palazzo, fu Majone
da Bari, Gran Cancelliere e Grande Ammiraglio di re Guglielmo I.
Verso la fine del XII secolo, la struttura fu affidata da Guglielmo II ai
monaci benedettini di Monreale, per essere utilizzata come Gancìa
(ospizio) per la cura degli infermi. I monaci vi rimasero fino al 1787,
quando l'intero edificio non venne trasformato in ufficio postale. Un secolo
dopo, nel 1882, ebbe inizio un primo restauro, grazie anche all’impegno di
personaggi di cultura come il senatore Michele Amari, e affidato
dalla Commissione delle Antichità e delle Belle Arti all’architetto
Giuseppe Patricolo, con l'intento di riportare visibile l’antica traccia
bizantina e liberarla dalle aggiunte del tempo.
L’interno
della chiesa risulta spoglio, severo, tipico di una struttura romanica ma
anche normanna, derivante dalla formazione militare dell'allora sistema
sovrano. La struttura risulta impreziosita da un pavimento riccamente
decorato, a tarsie policrome in marmo e porfido. La pianta è a tre navate
divise da colonne con capitelli di reimpiego, che sorreggono le arcate
acute, da raccordi angolari e nicchie rientranti. Nell’altare sono incisi
una croce e i simboli degli evangelisti. La struttura mostra anche
caratteristiche comuni all'architettura islamica e bizantina: forme cubiche,
archi ciechi nei muri esterni e per l’appunto, le tipiche cupole sferiche
rosse in cima. La chiesa è aperta alle visite, gestite da una associazione
culturale.
Chiesa di San Cataldo
Piazza Bellini 1
90133 Palermo
Visite gestite da Amici dei Musei
Siciliani
Tel +39 0916118168
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