Ernesto Che Guevara

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Ernesto Che Guevara

Ernesto "che" Guevara (Ernesto Rafael Guevara de la Serna) celebre leader rivoluzionario, nacque a Rosario (per caso) nella provincia di Santa Fe, in Argentina, giovedì 14 giugno 1928 in una famiglia borghese. Era il primo figlio dei cinque figli di Ernesto Guevara Linch un ingegnere di origine spagnola e irlandese e di Celia Serna y Llosa, donna colta, grande lettrice e energicamente anticlericale.

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Ernesto Che GuevaraStudente sensibile alla miseria dei più poveri,  Ernesto e il suo amico Alberto Granado intrapresero da giovani un viaggio attraverso l'America Latina che fece nascere in lui il desiderio di aiutare il popolo, combattendo l'ingiustizia sociale. Ernesto o "Teté", come presero a chiamarlo i suoi genitori, ebbe quattro fratelli e sorelle come dicevamo: Roberto, Celia, Ana Maria e Juan Martín.

I genitori si erano sposati nel 1927 per trasferirsi poi a Puerto Caraguatay, nella provincia di Misiones, dove avevano preso una fattoria. Essendo Celia incinta, per la sicurezza del parto con il marito decisero di andare a Buenos Aires in barca sul fiume Paraná. Il 14 giugno 1928, il battello doveva fare scalo nel porto di Rosario, Provincia di Santa Fe ma Celia partorì prima del previsto, e il bambino venne al mondo per una casualità nel reparto maternità dell'ospedale Centenario a Rosario. I suoi genitori lo chiamarono Ernesto Rafael. Alla fine del 1929, la famiglia si trasferì a Calle Alem, nel quartiere di San Isidro, a Buenos Aires. La sorella di Ernestito, Celia, nacque qui il 31 dicembre dello stesso anno. Nel 1930, Ernesto, che non aveva ancora due anni, si ammalò ed ebbe la sua prima crisi d'asma, asma che lo accompagnò tutta la vita anche durante le operazioni di guerriglia.

 

Ernesto Che Guevara da giovaneNel 1931, la famiglia si trasferì in un elegante sobborgo della capitale, Calle  Bustamente y Peña, dove nacque il fratello Roberto, nel 1932. A causa dei problemi di salute di Ernesto, la famiglia fu costretta a cambiare residenza più volte fino a quando un medico consigliò loro di andare ad Alta Gracia, nella provincia di Córdoba: il clima più secco di questa regione avrebbe giovato ad Ernesto. La famiglia decise così di affittare una casa a Villa Carlos Pellegrini (Colonia Carlos Pellegrini).  La casa a due piani si chiamava "Villa Chiquita", ed è lì che nacque Ana María.

I problemi di salute di Ernesto portarono sua madre Celia a farsi carico personalmente della sua istruzione primaria. Ernesto grazie all'influenza materna, fece proprie in parte le passioni materne, diventando un accanito lettore, sia nella sua lingua madre che in lingua inglese e francese. Tutta la famiglia fu costretta a spostarsi più volte per i problemi d'asma di Ernesto, fino ad arrivare a Cordoba, dove il futuro "Che" visse dai 5 ai 17 anni.

Ernesto negli studi si dimostrò molto brillante, ma sin da subito amava approfonditamente solo gli argomenti che stuzzicavano il suo interesse e la sua curiosità, evitando gli altri. Da ragazzo, costretto a stare molte ore al giorno a letto per via dell’asma, imparò a giocare a scacchi e partecipò anche ad alcuni tornei a livello locale, con buoni risultati.

A 13 anni iniziò a lavorare in un vigneto ma gli attacchi d’asma continui gli impedirono un lavoro duraturo in questi anni. Si iscrisse al liceo pubblico, dove si interessò alla psicologia , in quegli anni nonostante i problemi di salute praticò il rugby. Terminato il liceo, si iscrisse alla facoltà di ingegneria ma dopo solo qualche mese decise di cambiare e di iscriversi a medicina. Anche all'università studiava solo ciò che gli interessava. Fece i primi viaggi nel 1950, lavorò come medico e infermiere a bordo di alcuni mercantili. Grazie a questi viaggi conobbe i problemi sociali del periodo, la povertà diffusa negli stati del Sud America di quegli anni, le situazioni di potere delle semi dittature e i problemi generali delle classi sociali più deboli.
 

La famiglia Guevara de la Serna visse in Alta Gracia fino all'inizio del 1943, quando Ernesto fece conoscenza con Alberto Granado e Carlos Ferrer, con i quali sarebbe rimasto amico a lungo. Nell'estate di quell'anno, la famiglia si trasferisce ancora una volta per vivere in una casa in Calle Chile a Córdoba. Juan Martín, l'ultimo fratello, nacque qui in maggio.

Nel 1946, la famiglia si trasferì a Buenos Aires per vivere in un appartamento della nonna paterna. Quando la nonna Ana Isabel si ammalò gravemente, Ernesto la assistette per 17 giorni, e quando morì, annunciò che avrebbe studiato medicina invece degli studi di ingegneria che aveva pianificato. Ernesto fu considerato inabile al servizio militare a causa della sua malattia asmatica.

Nel 1947 iniziò i suoi studi di medicina e mostrò scarso interesse per la politica, per l'economia e anche per i movimenti di protesta studenteschi. I genitori, e in particolare sua madre, erano attivisti anti-peronisti. Tuttavia alla fine dell'anno conobbe Berta Gilda Infante, detta Tita. Quest'ultima era membro dell'associazione Giovane Comunista Argentina. Diventano presto buoni amici e Ernesto approfondisce grazie a lei testi marxisti e discutono la realtà politica dell'epoca.


Fu nell'ottobre del 1950 che Ernesto decise di fare il suo primo viaggio, attraverso l'America Latina. Cile, Perù e Colombia. In questo viaggio della maturità e della formazione fu un attento osservatore dei problemi sociali dei poveri in questi paesi. Nei suoi appunti citava la frase di José Marti: "Voglio unire il mio destino con quello dei poveri del mondo". Il 29 dicembre 1951 parte con l'amico Alberto Granados per un viaggio attraverso il continente sudamericano, con pochi soldi e una motocicletta come mezzo di trasporto. Ma la motocicletta su cui viaggiano, una Norton 500 h.c., li lasciava spesso a piedi e i due dovevano lavorare, sia in qualità di assistente medico o facendo lavori strani, per pagarsi le spese e continuare il viaggio. Ernesto tornò a Buenos Aires nell'agosto 1952 per continuare i suoi studi di medicina. Si laureò ufficialmente in Medicina e Chirurgia con un specializzazione in allergologia l'11 aprile 1953 presso l'Università di Buenos Aires.

Ormai aveva le idee chiare e, influenzato dalle teorie marxiste, e dalla miseria che aveva visto con i suoi stessi occhi nei viaggi,  da giovane adulto Guevara concluse che unicamente grazie ad una "rivoluzione" si potessero sanare le diseguaglianze sociali.
 

Il 7 luglio 1953, fece un altro viaggio attraverso l'America del Sud e Centrale. L'accompagnava l'amico Carlos Ferrer "Calica". In quella occasione osservò i cambiamenti sociali indotti dal Movimento Rivoluzionario Nazionalista salito al potere. Poi visitarono il Perù, l'Ecuador, Panamá e Costa Rica, dove incontrarono i cubani Calixto García e Severino Rosell, che avevano partecipato all'assalto alla caserma Cuartel Moncada (150 giovani, guidati dal ventisettenne Fidel Castro, assalirono la caserma per dare il via all'insurrezione nazionale contro il dittatore Fulgencio Batista e distribuire armi alla popolazione). Continuarono il viaggio e visitarono Nicaragua, Honduras e El Salvador, e finalmente arrivarono in Guatemala. Qui Ernesto continuò la sua educazione politica attraverso l'amicizia con l'economista Hilda Gadea Ontali, ex membro dell'Partito Aprist (APRA, Alianza Popular Revolucionaria Americana). In questo periodo conobbe anche Nico López, che gli dette il soprannome con cui passò alla storia "Che".  Questo soprannome è diventato una vera e propria icona di libertà,  e deriva dal fatto che Ernesto lo usava spesso come intercalare, traducibile con cioè, dunque.

Contattò il Partito laburista guatemalteco e lavorò come medico nei sindacati. Un giorno Guevara andò a far visita a María Antonia Gonzales. Fu attivamente coinvolto nel progetto della politica interna del paese per la difesa del governo democratico e rivoluzionario di Jacobo Arbenz. Ma dopo l'invasione organizzata dalla CIA, Arbenz cadde nel settembre 1954. Ernesto si informò dai gruppi rivoluzionari che aveva conosciuto sulle azioni di guerriglia intraprese e prese la ferma decisione di continuare a sua volta la lotta.

Come argentino e per la sua posizione a favore del governo di Arbenz, Ernesto Che Guevara non poteva più rimanere in Guatemala, e dopo aver chiesto asilo all'Ambasciata Argentina, decise di andare a Città del Messico, dove avrebbe lavorato come fotografo e come medico nell'Ospedale Generale. Un mese dopo venne raggiunto da Hilda Gadea e Nico López.

In Messico Guevara conobbe molti altri partecipanti all'impresa contro la Caserma Mocada e gli vennero riferiti i particolari di quell'impresa a cui avevano partecipato anche Raúl e Fidel Castro. Il gruppo di cubani che contava 150 membri ebbe 80 caduti, molti dei quali vennero uccisi a sangue freddo, e altri vennero torturati a morte. I superstiti vennero messi sotto processo. Fidel Castro, che faceva l'avvocato, si autodifese, prese 15 anni di reclusione, ma di quel processo restò famosa la sua arringa che si chiudeva così:  "Non temo la furia del miserabile tiranno che ha tolto la vita a settanta miei fratelli. Condannatemi pure, la storia mi assolverà ". I fratelli Castro vennero scarcerati grazie a un'amnistia concessa dal dittatore Batista nel 1955. Poco dopo i due fuggirono dal paese e si rifugiarono in Messico dove conobbero il giovane medico argentino.

Il Che sentì subito il fascino di Fidel, che a sua volta imparò ad apprezzarlo. Castro gli propose di partecipare, unico non cubano (ricevette la nazionalità cubana il 9 febbraio del 1959), allo sbarco a Cuba. Il suo ruolo sarebbe dovuto essere quello di medico della spedizione, ma Ernesto intanto partecipò come gli altri all'addestramento militare e divenne anche istruttore politico dei militanti, a cui insegnò i rudimenti del marxismo. Da allora divenne un combattente a tutti gli effetti e presto, insieme a Fidel e Camilo Cienfuegos, il principale comandante.

Nel 1955 Che Guevara inoltre, si sposò con Hilda Gadea, peruviana, economista, comunista e attivista, dalla quale ebbe la prima bambina, Hilda Beatrìz. Fu probabilmente Hilda a convincere definitivamente Ernesto che doveva spendersi in prima persona per la lotta proletaria. La partenza per Cuba era ormai imminente, ma una retata della polizia messicana la ritardò. Vennero catturati molti rivoluzionari, tra cui la famiglia Guevara. Venne arrestato dalla polizia messicana nella hacienda "Santa Rosa", a Popocatépetl, a 35 chilometri dalla capitale messicana. Quest'ultimo era il campo di addestramento dei rivoluzionari cubani che stavano progettando un attacco a Cuba, e che erano guidati dal Generale Alberto Bayo, ex colonnello dell'esercito repubblicano durante la guerra civile in Spagna.

 

Il 25 Novembre finalmente Guevara e Castro partirono per Cuba, insieme ad altri 80 uomini, quasi tutti cubani, sulla nave Granma.

 

 

Domenica 25 novembre 1956, dalla foce del fiume Tuxpán in Messico, Ernesto Che Guevara si imbarcò sul Granma con altri 80 uomini a bordo, su una barca con una capacità di accoglienza di solo 25 persone che Fidel Castro aveva comprato, ironia della sorte, da una compagnia nordamericana. Il viaggio fu debilitante per Guevara, che era senza inalatore antiasmatico e relegato in un piccolissimo spazio sulla nave sovraffollata. Una settimana dopo, domenica 2 dicembre, attraccarono a Los Cayelos, nella zona paludosa di Niquero, a est di Cuba. Qui le truppe di Batista erano appostate e uccisero in brevissimo tempo metà dei guerriglieri. I sopravvissuti si divisero in gruppi e Guevara si unì al gruppo comandato da Juan Almeida, che si stava ritirando sui monti della Sierra Maestra. Fin dall'inizio, il Che si distinse come combattente. Il 1 marzo 1958, venne trasmessa per la prima volta "Radio Rebelde", una stazione radio creata dal Che.

Nonostante le iniziali perdite, il numero di guerriglieri cresceva sempre di più, anche per via delle reclute contadine oppresse dal governo  Batista che si arruolavano come volontari. Guevara assunse il primo ruolo importante nella guerriglia nel luglio 1957, quando Castro lo nominò comandante della seconda colonna dell'esercito rivoluzionario. Venne iniziata contemporaneamente la stampa del giornale rivoluzionario, El Cubano Libre, su idea proprio del "Che".

 

Alla fine di aprile 1958, Ernesto venne inviato da Jibaro, nella Sierra Maestra, a capo dell'ottava colonna alla regione centrale del paese. Arrivarono nella Sierra del Escambray, provincia di Las Villas, dove allestirono un campo base. Il Che partecipò con grande entusiasmo ai combattimenti e, in particolare, alla Battaglia di Santa Clara il 1° dicembre 1958 dove si distinse particolarmente. Una battaglia decisiva in cui la colonna del Che si distinse e grazie alla quale gli alti comandi di Batista negoziarono per una pace. Il 31 Dicembre 1958 Fulgencio Batista scappò nella Repubblica Dominicana.

 

 

Il 2 gennaio, un altro degli eroi della rivoluzione cubana Camilo Cienfuegos Gorriarán (poi tragicamente scomparso in un incidente aereo lo stesso anno) entrò all'Avana, paralizzata da uno sciopero generale. Il giorno seguente le truppe del Che entrarono in città, con il favore del popolo. Domenica 8 gennaio, anche Fidel Castro entrava con successo nella capitale.
 

I genitori del Che arrivarono a Cuba il lunedì successivo, 6 anni dopo l'ultimo incontro con il figlio. Il 21 gennaio, Hilda Gadea e Hildita vennero a vivere all'Avana. In riconoscimento dei suoi servizi a Cuba, Ernesto Che Guevara venne dichiarato cittadino cubano. I ministri del nuovo governo rivoluzionario giurarono il lunedì 9 febbraio 1959.


Nel marzo 1958, Ernesto incontrò una ragazza cubana di 22 anni a Escambray, Aleida March Torres, lei era ricercata dagli uomini di Batista, lui si preparava insieme a Fidel Castro a sferrare gli ultimi colpi al dittatore. Si sposarono il 2 giugno 1959, un nuovo matrimonio, dopo il divorzio tra il Che e Hilda Gadea (da cui era da tempo separato). Non vissero molto insieme, perché lui rimase il guerrigliero che lei aveva conosciuto, occupato ad esportare la Rivoluzione nel mondo. Ebbero quattro figli: Aleidita, Camilo, Celia e Ernesto.

 

Dal 12 giugno al 5 settembre, Ernesto Che Guevara andò in missione per il governo cubano in Egitto, Sudan, India, India, Birmania, Indonesia, Ceylon, Giappone, Marocco, Jugoslavia e Spagna. Per diversi anni ricoprì cariche ufficiali nel governo cubano. Tra queste vari uffici governativi, militari ed economici, tra cui la nomina a capo delle forze armate.
 

Rivoluzionario, il 26 novembre 1959 divenne Ministro dell'industria e della riforma agraria e ricoprì anche l'incarico di Presidente della Banca Nazionale di Cuba, ruolo che secondo lui non gli si addiceva.


Il 4 marzo 1960, in un attacco organizzato dalla CIA, la nave belga "La Couvre", che portava armi a Cuba, esplose nel porto dell'Avana. Il giorno dopo, Alberto Korda scattò la famosa foto del Che in omaggio alle vittime dell'attentato, e durante la cerimonia di Fidel Castro, pronunciò una frase che passerà alla storia: "Patria o muerte. Venceremos!" (Patria o morte. Vinceremo!).
 

Il Che presiedette numerose missioni ufficiali per conto del Governo Rivoluzionario. Dal 22 ottobre al 9 dicembre, fu a capo della missione economica cubana, in visita in URSS, Cecoslovacchia, Repubblica Democratica Cinese e Repubblica popolare cinese.
 

Guevara finì di scrivere il proprio libro più famoso , "La guerra di guerriglia" nel 1960. Il 19 ottobre 1960, gli Stati Uniti decretarono l'embargo commerciale di Cuba.


Il 3 gennaio 1961, gli Stati Uniti interruppero le relazioni diplomatiche con Cuba. Il 23 febbraio 1961, il Che viene nominato ministro dell'industria e membro del Consiglio centrale di pianificazione. Tra il 1961 e il 1965 il Che divenne ministro dell'industria e dell'economia, ma i suoi ideali non gli permisero di svolgere al meglio questo genere di incarichi.

 

Il 20 maggio 1962 nasce il figlio Camilo, nome che gli gli fu dato in omaggio al compagno Camilo Cienfuegos Gorriarán,  morto tragicamente in un incidente aereo.
 

Dal 17 al 20 aprile 1961, Ernesto Che Guevara occupò il comando militare di Pinar del Río durante l'attacco mercenario sulla spiaggia di Girón, nella Baia dei Porci (Bahía de los Cochinos), durante la quale 1500 controrivoluzionari cubani tentarono di invadere l'isola con un'operazione organizzata e finanziata dalla CIA. I rivoluzionari cacciarono i mercenari in meno di 72 anni ore.

 

Il 4 agosto, il Che guidò la delegazione cubana alla Conferenza delle Americhe a Punta del Este in Uruguay. La delegazione venne ricevuta all'aeroporto nazionale di Carrasco da migliaia di persone che cantavano slogan anti-anericani e gridavano "Viva la Rivoluzione Cubana". Nell'ottobre 1962 e fino al novembre dello stesso anno, Ernesto occupò il comando militare delle truppe di Pinar del Río durante la crisi di ottobre.
 

 

Il 14 giugno 1963 nasce il quarto figlio del Che, il terzo con Aleida, Celia, così chiamata in omaggio a sua madre. Il 19 marzo 1964, nacque Omar Pérez, frutto del rapporto extraconiugale con Lidia Rosa Rosa López. Dal 20 marzo 1964 al 13 aprile, il Che guidò la delegazione cubana durante la conferenza delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo a Ginevra, in Svizzera.
 

Dal 15 al 17 aprile fu in visita in Francia, Algeria e Cecoslovacchia. Visitò l'URSS e partecipò al 47° anniversario della Rivoluzione d'Ottobre. Fu di nuovo presidente della delegazione cubana all'Assemblea generale dell'ONU a New York dal 9 al 17 novembre.

 

Nel 1964 ebbe la possibilità di parlare all'assemblea generale dell'ONU, a New York. Nello stesso anno, visitò l’Europa, L’Africa e l’Asia. Ritornò a Cuba il 14 Marzo 1965, ma da allora non fece più apparizioni in pubblico.

 

Sempre nel 1964, nel suo discorso ad Algeri, Che Guevara accusò il regime sovietico di non essere socialista (cose che mise in seria difficoltà Fidel Castro a Cuba), poi nel 1965 ripartì per l'America Latina per organizzare i guerriglieri a nuove rivoluzioni. Nel gennaio 1965 Ernesto Che Guevara si trovava nella Repubblica Popolare Cinese, poi in Mali, Congo (Brazzaville), Guinea, Ghana, Dahomey, Tanzania, Egitto, Algeria e ritornò all'Avana il 14 marzo. Il suo ultimo intervento pubblico a Cuba è stato il 15 marzo, quando riferì dei suoi viaggi all'estero davanti ai suoi dipendenti del Ministero dell'Industria.
 

Per continuare a perseguire i suoi ideali libertari, chiese alla Direzione Rivoluzionaria Cubana il suo distacco dalle responsabilità che lo legavano a Cuba, per riprendere la lotta armata in favore dei popoli oppressi del mondo.


Il 1° aprile 1965 scrisse diverse lettere d'addio ai suoi genitori, ai figli e a Fidel Castro, e partì per il Congo Congo. Fu proprio in quest'ultimo paese che apprese della morte della madre. Fidel Castro rese pubblica la lettera senza data mandatagli da Guevara, in cui il Che spiegava la necessità di andare a combattere per esportare in altri paesi i suoi ideali rivoluzionari. Per andare via da Cuba e sfuggire ai servizi segreti occidentali (in particolare alla CIA) venne fatto uscire in segreto dal paese travestito da agente di commercio.


Dopo Cuba, Guevara prima si recò in Congo, per guidare la prima azione militare cubana in Africa. Le tribù che incontrò però erano primitive ed opposte e Guevara e agli altri cubani, dopo 7 mesi di tentativi dovettero abbandonare il paese africano.

 


Guevara, per la lettera desecretata da Castro decise di non tornare a Cuba. Un anno dopo, giovedì 3 novembre 1966, Ernesto Che Guevara arrivò a La Paz, capitale della Bolivia, passando per Madrid e San Paolo. Era entrato illegalmente in Bolivia con il nome di Adolfo Mena González, funzionario pubblico peruviano dell'Organizzazione degli Stati americani e possedeva in caso di necessità , un passaporto uruguaiano a nome di Ramon Benítez Fernández.

 

In Bolivia il Che cercò di fomentare, senza successo, i contadini locali a prendere le armi contro un ordine costituito fatto di privazioni e sfruttamento. Il 7 novembre si trovava in una hacienda a Ñancahuasú dove, con un piccolo gruppo di combattenti boliviani, cubani e di altre nazionalità, aveva fondato l'Esercito di liberazione nazionale della Bolivia (Ejército de Liberación Nacional de Bolivia). Durante il suo soggiorno in Colombia, era conosciuto come "Comandante Ramón", e anche "Fernando el sacamuelas".

 

La Cia subito si mise in moto per catturarlo e dopo vari tentativi il Che fu braccato e catturato dall'esercito boliviano con l'appoggio dei servizi segreti americani, l’8 ottobre 1967. Alcune pallottole che lo avevano raggiunto nel pomeriggio di domenica 8 ottobre sulla Quebrada de Churo ma non erano stati colpi mortali, e se fosse stato trasportato in serata a Vallegrande si sarebbe quasi sicuramente salvato. Il Che non morì in un agguato, e non morì soltanto perché gli furono negate le cure necessarie, fu giustiziato dai soldati boliviani guidati da agenti della CIA, nella piccola scuola nel villaggio di La Higuera, nella provincia di Chuquisaca.


L'immagine drammatica di Ernesto Guevara con gli occhi e la bocca semiaperti, scattata poco dopo la sua morte, fa il giro del mondo. A Vallegrande, dove viene trasferito il cadavere, il maggiore Roberto Quintanilla esibisce il  nemico ucciso facendo mettere il corpo sopra un lavatoio pubblico. Ma l'effetto non è quello sperato, l'esibizione lo rende ancora più iconico. Trenta anni dopo la sua morte, nel giugno del 1997, i resti del Che vengono trovati e identificati e portati a Cuba, nel mausoleo di Santa Clara. Mancano me mani, tagliate per confrontare le impronte digitali e mai più ritrovate.

 

Il 18 ottobre 1967, in Piazza della Rivoluzione, Fidel Castro informò il mezzo milione di cubani presenti della morte del Comandante Ernesto Che Guevara: "Lui è scomparso fisicamente, ma la sua immagine e i suoi ideali rimangono e rimarranno presenti in noi, perché quelli che non potranno mai ucciderli. con i proiettili."

 

Le opere più famose del Che sono: "Diario de Bolivia", "Discurso en Argel","Discorso alla 19a Assemblea Generale delle Nazioni Unite", "El cuadro, columna vertebral de la revolución", "El Socialismo y el Hombre en Cuba", "La Guerra de Guerrillas", "Mensaje a los Mensaje a los Pueblos del mundo a través de la Tricontinental", "Pasajes de la Guerra Revolucionaria", "Reforma Universitaria y Revolución", "Sobre la construcción del Partido", "Solidaridad con Vietnam del Sur", "Táctica y Estrategia de la Revolución Latinoamericana".

 


 

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