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La Leida di Rembrandt
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Lo sappiamo, l'Olanda è ricca di mulini
a vento – simbolo nazionale per eccellenza – ma certo sorprende un po'
sapere che uno dei più grandi pittori della storia dell'arte sia nato
proprio in un mulino!
Rembrandt Harmenszoon van Zuydtbrouck, meglio noto solo con il suo
primo nome di battesimo, nacque il 15 luglio 1606, in uno dei mulini
un tempo presenti nella città di
Leida. Questo stesso luogo, a pochi isolati di distanza dal
centro della città, è oggi situato nella Rembrandtplaats, una piccola
piazzetta tra i due canali del Witte Singel e del Stille Rijn. |
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La casa in cui nacque Rembrandt venne demolita nel 1906, per far posto ad
una stamperia; oggi nell'edificio dove un tempo sorgeva il mulino c'è solo
una targa sul muro a ricordare ai visitatori il famoso residente. Al
contrario di
Vermeer, che spese tutti gli anni della sua vita a
Delft, Rembrandt si relaziona a Leida solo negli anni
dell'infanzia e della sua prima giovinezza, dal 1606 al 1631.
Tra la fine del XVI secolo e l'inizio del XVII,
Leida era una delle località più fiorenti del Secolo d'Oro olandese.
Commercio, architettura, arte e cultura, la trasformarono in una città
cosmopolita, con un alto grado di tolleranza religiosa. Il livello
demografico della città nei primi anni del Seicento arrivò ad oltre 24.000
abitanti. Nel 1589 i genitori di Rembrandt si sposarono nella
Pieterskerk, la chiesa riformata di Leida (il padre, Gerritsz van
Rijn fu l'unico membro della sua famiglia ad essersi convertito dal
cattolicesimo al protestantesimo). Le origini della famiglia erano piuttosto
modeste, ma pur con notevoli sacrifici nel 1615 i genitori riuscirono ad
iscrivere il figlio (di 9 anni) alla rinomata Scuola Latina di Leida.
Siamo nella parte più antica del centro storico, a due passi dalla
Pieterskerk, la chiesa del santo patrono di Leida, San Pietro, e
l'edificio della scuola, oggi adibito a tutt'altro uso, è ancora presente
nella Lokhorstastraat (no.16). La scuola venne costruita
dall'architetto Lievens de Key ed è così chiamata perché i suoi
insegnamenti avvenivano solo in latino. Rembrandt la frequentò fino al 1620,
per poi iscriversi all'età di 14 anni presso l'Università
di Leida, la più antica dei Paesi Bassi (vi abbiamo dedicato
un'apposita sezione, non mancatela).
Agli studi universitari furono ben presto
preferite le passioni per l'arte – prima, con un noto maestro locale,
Jacob van Swanenburgh, e poi, ad
Amsterdam, con Pieter Lastman, conosciuto per i suoi
quadri storici. Curioso notare che solo per il fatto d'essersi iscritto
all'università egli aveva diritto, da studente, all'esenzione del servizio
militare nella guardia cittadina ed anche all'esenzione delle tasse su vino
e birra! Nel suo apprendistato alla pittura Rembrandt studiò l'uso di
vari materiali e tecniche, perfezionando la conoscenza dei preparativi
necessari alla pittura stessa: imparò l'arte del disegno copiando i modelli
e gli esempi di altri maestri a penna, inchiostro e gesso; solo dopo queste
conoscenze poté considerarsi pronto alla pittura ad olio. Rientrato nella
città natale agli inizi del 1924 poté aprire un'attività di artista
indipendente, che condivise con l'amico e coetaneo Jan Lievens (altro
importante pittore olandese).
A Leida, l'artista si guadagnò presto importante
considerazione, e nonostante la sua giovane età (22 anni), il suo studio era
già frequentato da diversi allievi, tra cui Gerrit Dou, che lavorò
come apprendista di Rembrandt per circa tre anni (al
Rijksmuseum di Amsterdam si può ammirare il significativo La
madre di Rembrandt, dipinto da Dou nel 1630). Già agli inizi del
Seicento Leida vantava una scena artistica di rispetto, vi fu in particolare
Joris van Schooten, già noto ritrattista, Jan Davidszoon de Heem,
conosciuto per le sue nature morte, e poi Jan van Goyen, apprezzato
paesaggista e famoso per i dipinti fatti oltre che alla città di Leida,
anche a quelle di L'Aia,
Rotterdam,
Delft, Dordrecht, Gouda, Arnhem ed
Emmerik. Nel frattempo, Rembrandt al suo attivo aveva già opere come
La lapidazione di Santo Stefano (1925), custodito nel Museo delle Belle
Arti di
Lione, dipinto poco meno che
ventenne, ed il Palamede davanti ad Agamennone (1626), che
oggi troviamo custodito al museo municipale di Leida, il Lakenhal. I
tre Concerto di musici in costume
(1626), Autoritratto con
capelli scompigliati (1628), Geremia lamenta la distruzione di
Gerusalemme (1630), sono custoditi nel Rijksmuseum di Amsterdam.
Il famoso Lezione di anatomia del dottor Tulp, del 1632, è invece
oggi custodito nel museo Mauritshuis di L'Aia, nonostante venne
dipinto ad Amsterdam per commissione da parte della Gilda dei Medici di
quella città.
Ad Amsterdam Rembrandt si era nuovamente
trasferito nel 1631. Qui, nel 1634 sposò Saskia van Uylenburgh,
cugina di un noto mercante d'arte, con la quale andò ad abitare presso la
Jodenbreestraat, sede della
Casa di Rembrandt di Amsterdam, oggi conosciuta come
Rembrandthuis. Il matrimonio portò all'artista la possibilità di
conoscere facoltosi clienti, che ben presto iniziarono a commissionargli
diversi ritratti. Ne è un esempio il Ritratto di Nicolaes Ruts (1631,
Collezione Frick,
New York). In contrasto con la sua brillante carriera, tuttavia,
la vita della famiglia di Rembrandt fu segnata dalla sventura. Tra il 1635 e
il 1641 Saskia diede alla luce quattro figli, ma solo l'ultimo, Tito,
sopravvisse (fino all'età di 30 anni). La moglie inoltre morì, probabilmente
di tubercolosi, pochi mesi dopo aver dato alla luce il suo ultimo figlio.
Hendrickje Stoffels, la governante del figlio, divenne la sua convivente
(e modella di molti suoi quadri), ma i rapporti con lei non durarono a
lungo, nonostante la nascita di una figlia, Cornelia.
Fino al 1633, Rembrandt firmava le sue opere con 'RHL'
(Rembrandus Hermanni Leidensis) e cioè Rembrandt figlio di Hermanni da
Leida. Si noti inoltre che il suo nome originale è Rembrant,
senza la d: la lettera fu infatti aggiunta nel 1633. In questo stesso
anno l'artista era entrato in pieno nella sua nuova vita ad Amsterdam,
lasciandosi indietro i suoi anni da studente e giovane pittore di Leida.
Nonostante il successo ottenuto tuttavia, la vita di Rembrandt ad Amsterdam
venne vissuta sempre oltre le sue possibilità finanziarie. Gli acquisti
d'arte effettuati (fu anche un grande collezionista), che comprendevano
dipinti, stampe ed alcuni altri oggetti rari (sculture antiche, dipinti del
Rinascimento italiano e fiammingo, arte dell'Estremo Oriente,
armi e armature e tanto altro), lo portarono ad un accordo con il tribunale
della città per evitare la bancarotta. Questi problemi in alcun modo non
influenzarono il lavoro dell'artista, tanto che fu in questo periodo che
egli produsse i suoi dipinti più noti. Rembrandt tuttavia non fece mai
ritorno nella sua città natale, Leida, e la sua vita fini in povertà il 4
ottobre 1663, all'età di 63 anni.
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