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AMSTERDAM - INFORMAZIONI E GUIDA.
I famosi canali lunghi 100 km, sono ancora lì, eterni e
armonici, costruiti nell'Età dell'Oro, fiancheggiati dai
palazzi del XVII secolo di mattoni e finestre bianche, e percorsi ai
lati solo da qualche auto e da molte biciclette. Sono il
simbolo più famoso e riconoscibile di Amsterdam, che ha
almeno altre tre attrazioni di fama mondiale, la Casa di
Anna Frank, il museo di Van Gogh e il
Rijksmuseum con le sue
collezioni.
Una città compatta, che piace a
prima vista, gioviale, dove abitano persone di 170 diverse
nazionalità,
che vanta una selezione
impareggiabile di bar, caffetterie e ristoranti.
Amsterdam è mix di tradizione e
internazionalità, con un atteggiamento accogliente verso i
visitatori e tante offerte culturali e di intrattenimento da
proporre, dai grandi musei di livello mondiale, ai negozi vintage, fino
ai luoghi di
design dove mangiare o bere qualcosa.
  
Introduzione
Mentre
alcuni vengono per i tulipani, il formaggio e i mulini a
vento, altri sono attratti dalla reputazione, forse un po'
datata, della città per
il sesso facile, la droga e il rock 'n' roll. Qualunque cosa
vi porti in questo carismatico villaggio globale, sarete
sicuramente affascinati dai suoi scorci fiabeschi,
dall'atmosfera tollerante e dall'eredità storica che risale
al piccolo villaggio di pescatori del XIII secolo sul fiume
Amstel che sarebbe diventato una capitale internazionale.
Le origini della capitale dell'Olanda
(anche se il governo e la corte risiedono a
L'Aia)
risalgono al 1200 quando, nel punto in cui
oggi si trova Piazza Dam. Qui si raccolse una
comunità di pescatori chiamata Aemstelredamme,
nome che significa, "Diga sul fiume Amstel". Settantacinque anni dopo, il
27 Ottobre 1275, la città fu riconosciuta ufficialmente
dal
conte d'Olanda. Quando
camminerete per la prima volta nelle strade di
Amsterdam pensate che
questa città è completamente posata su palafitte!
Amsterdam, se ci si pensa, è una città che non
dovrebbe nemmeno esistere: il sito su cui sorge fu
strappato a un pantano, asciugato e forgiato nel
corso di secoli con tenacia e pazienza. Quest'ultimo esonerò i suoi abitanti dal pagare il
pedaggio per il passaggio ai ponti e alle chiuse
olandesi, ponendo le premesse per un prospero futuro
commerciale.
Da quel tempo lontano fatto di pescatori e marinai,
Amsterdam è stata, da sempre, un grande porto. Sono
tantissime le
cose da
vedere ad Amsterdam!
Agli inizi degli anni '60 del secolo scorso, divenne il "Porto
Magico" d'Europa, quando esplose il movimento degli hippy, i
figli dei fiori che dormivano nei sacchi a
pelo nel
Vondelpark e
sperimentavano un nuovo concetto di libertà e disinibizione
sociale. In quanto porto Amsterdam è da sempre un luogo aperto alle influenze esterne e alle contaminazioni
etniche, politiche, religiose e di costume. Nel corso del tempo
la città è stata definita la più anticonvenzionale
d'Europa. Vediamo le caratteristiche uniche e distintive di
Amsterdam, incluse quelle meno visibili, come la tolleranza e la creatività.
Le parole che vengono in mente nel descrivere la città sono:
canali, biciclette, case storte,
multicultura, tolleranza,
Rembrandt
e Spinoza, Anna Frank, Piazza Dam,
Mercato dei fiori,
Rijksmuseum e
Museo Van Gogh, bruin cafè, quartiere a luci rosse, solo per citarne alcune...
Canali
Canali Canali
I
Canali di Amsterdam, sono più di 100, attraversati da 600
ponti in pietra, che uniscono più di 90 isole, e fiancheggiati
da case sottili, coronate da timpani e pinnacoli, nessuno uguale
all'altro. La vita quotidiana si svolge dietro le grandi
finestre di queste case a pelo d'acqua, abitazioni private,
uffici, ristoranti, alberghi. I bambini a scuola imparano quante
palafitte ci sono volute per costruire il palazzo reale: furono
13.659, un numero che non scorderanno più. Lungo il Singel,
uno dei quattro canali
principali, il fossato di
difesa della città nel periodo medievale, ci sono le
houseboat, i barconi, le case ricavate dai
battelli ancorati sul canale, coperte di viole del pensiero e di
biancheria stesa al vento ad asciugare. Come vedete dalla
foto a lato i canali in tanti casi si ghiacciano
e diventano delle piste di pattinaggio. Prima i
canali erano molti di più, ma in tanti hanno lasciato il posto alle
strade. Per scoprire quali, basta guardare in alto, se si vede in cima
ai palazzi una trave e il gancio per le carrucole, li c'era un canale.
Perché
le case di Amsterdam sono alte, strette e inclinate?
Un'altra cosa che colpisce
della città sono le sue case lunghe, strette e
inclinate sul davanti. Rispetto alle misure a cui siamo
abituati in Italia, le stanze delle case del centro sono davvero molto
allungate e poco larghe. La casa più
sottile di Amsterdam si trova al numero 7 della via Singel,
ed è larga appena la dimensione di una finestra.
Una delle ragioni di questa
"ristrettezza" risiede nel sistema fiscale in
vigore
nel 1600, quando le tasse sugli immobili venivano calcolate in
base alla larghezza delle case, trascurandone l'altezza :) L'alta
densità della popolazione è l'altro motivo della forma delle case olandesi. Le città che avevano un
territorio limitato dalle mura o limiti naturali alla loro
espansione, come nel caso di Amsterdam, dovevano far fronte alla mancanza di spazio. Per pagare meno, gli
abitanti trovarono come unica soluzione quella di edificare case
strette, sviluppate in altezza, di almeno tre piani.

"Le strade di Amsterdam
sono belle, pulite, larghe. Vi sono ampi canali con filari di
alberi. nelle grandi strade della città, le barche arrivano
davanti alle case. Preferisco Amsterdam a Venezia: poiché ad
Amsterdam, si può avere l'acqua senza essere privati della
terra. Le case sono linde all'interno, ed armoniose all'esterno,
simili; le strade, diritte, larghe; tutto questa fa di Amsterdam
una delle più belle città del mondo." Montesquieu
Traslocare, quasi impossibile
Come conseguenza della forma alta e stretta, gli appartamenti
avevano scale
anguste e ripide, che rendevano assai difficili i traslochi!.
Per questo motivo sui tetti venne fissato un paranco con una carrucola, per
sollevare e far passare i mobili attraverso le finestre.
Per evitare che il carico urtasse e danneggiasse la facciata,
gli edifici vennero allora inclinati verso l’esterno.
La
barca dei gatti
Una curiosità: sul Singel ancora
oggi c'è un barcone dove vivono solo gatti (il
De Poezenboot), sono arrivati a essere oltre 150. Il
miagolio che rimbalza sull'acqua, all'ora della "pappa"
è immaginabile.
Il
ponte prigione
Sempre sul Singel si possono vedere
ancora oggi, a pelo d'acqua, le finestre sbarrate della cella di
una prigione costruita dentro un ponte (è uno dei ponti sotto il
quale si passa durante la gita dei canali in battello, fatevelo
indicare).
Il più
stupido di Amsterdam
Al numero 140-142, abitava Banning
Cocq, protagonista del capolavoro di Rembrandt La
Ronda di Notte, allora simpaticamente noto come "l'uomo più
stupido di Amsterdam". Ad Amsterdam trovate la
casa
di Rembrandt. Il suo quadro in
effetti si chiamava "La compagnia del capitano Frans Banning
Cocq e del tenente Willem van Ruytenburch" conosciuta
poi universalmente come "La ronda di
notte". Ora forse sarete ancora più curiosi di vedere quest'opera al Rijksmuseum,
chissà che faccia ha un uomo considerato così stupido...
Un'altra curiosità... come per gli altri ritratti di
gruppo eseguiti in quel periodo in Olanda, ogni personaggio
raffigurato ha pagato una quota all’artista. L’elenco di tutti i
soggetti ritratti è scritto nello scudo appeso ad un angolo
della grande arcata, dipinto successivamente.
Multatuli
Ubicato
a ridosso del Singel trovate un museo che ripercorre la vita
della scrittore Eduard Douwes-Dekker. Nato nel
1820 e morto nel 1887 era conosciuto come Multatuli ed è
celebre la sua massima "la missione dell'uomo è di
essere umano". Prendendo spunto dai suoi lavori letterari il
museo, che ha sede nella casa natale dello scrittore, racconta
le vicende personali e professionali dell'artista. Multatuli
divenne famoso soprattutto per il romanzo satirico Max
Havelaar (1860), in cui denunciava gli aspetti più crudeli
del colonialismo olandese nei confronti della popolazione indigena.
Amsterdam di Jacques Brel
Quasi
cinquanta anni fa, Jacques Brel condensava in una delle
sue
canzoni più famose, Amsterdam, il mito della
capitale olandese così com'era vissuto a quel tempo. La
città e
le bettole del porto dove tutto puzzava di pesce, un
puzzo che si insinuava nei vestiti; i marinai
che s'ammazzavano a forza di bere birra, e poi uscivano
barcollanti a urinare guardando le stelle; le prostitute che
facevano bere i marinai per portarseli a letto e racimolare
soldi, fino a restare gravide di bambini che sarebbero
divenuti marinai a loro volta, e avrebbero a loro volta bevuto
nel porto di Amsterdam e pianto senza saperne davvero il perché.
Tutto è cambiato ma in fondo niente cambia in una città del
genere. Oggi questo non è più il porto delle nebbie e il mito è
cambiato. L'odore delle patate fritte è rimasto e sono rimaste
le prostitute, ma oramai incarnano un altro mito, anch'esso per
fortuna già logoro, retrocesso quasi a luogo comune, quello
delle ragazze in vetrina. L'odore più forte di tutti, almeno
nell'immaginario giovanile, è quello del fumo, quel sentore di
hashish legale. Ma anche in questo caso le cose sono parecchio
cambiate.
La
tolleranza
Ripensandoci
adesso, queste storie, queste persone rappresentano le facce
diverse di un'unica eredità che questa città si porta dietro da
secoli: quella della tolleranza, senza se e senza ma. Nel
Seicento, quando questa era una delle capitali del mondo,
tolleranza ad Amsterdam voleva dire ad esempio la presenza di una comunità
ebraica capace di produrre personaggi del calibro di
Rembrandt e Spinoza, mentre nello stesso periodo
altrove gli ebrei erano confinati nei ghetti. Tolleranza era la
presenza di un'editoria che stampava tutto quello che
altrove era proibito, al punto che le opere più controverse
pubblicate a Parigi portavano sul frontespizio, per prudenza, un
falso indirizzo di Amsterdam.
Certo,
anche quella tolleranza aveva un limite: le chiese cattoliche
erano clandestine, anche se ce n'era una, e lo sapevano tutti,
perfino nell'austero recinto del beghinaggio. Ma in un paese che
per quasi cent'anni gli imperi cattolici avevano cercato di
annientare col ferro e col fuoco, quella era pura e semplice
prudenza, una qualità di cui i mercanti olandesi, a giudicare
dai loro ritratti, dovevano essere ampiamente forniti.
La
ricchezza e le colonie
E proprio
i ritratti seicenteschi che affollano il Rijksmuseum
incarnano l'altra anima storica di Amsterdam. Quella di un
capitalismo
repubblicano al tempo stesso individualista
e comunitario, dove gli enormi profitti erano anche
reinvestiti nel benessere collettivo, dove non c'era un ricco
imprenditore che non facesse parte di un comitato di assistenza
ai bisognosi
o di ordine pubblico. E pazienza se quei profitti nascevano
dallo sfruttamento di un impero coloniale nelle Indie
Occidentali, l'impero del caffé, del cacao e della gomma,
che avrebbe poi vegetato fino a quando i giapponesi non lo
avrebbero seppellito a cannonate nel 1941. Di questo passato
restano una moltitudine di ristoranti indonesiani e
qualche strepitoso calciatore. Potrebbe interessarti
l'articolo
storia di Amsterdam.
La
Casa di Anna Frank, per non dimenticare
Al 263 del canale Prinsengracht
c'è la
Casa di Anna Frank, un luogo ormai meta di
pellegrinaggio per di più di un milione di persone all'anno. Fuori
dalla casa si trova anche la sua statua, opera di Mari
Amdriessen del 1977. Chi ha letto il Diario di Anna Frank nella sua
versione integrale
sa
che Anna non era una bambina "piccola" come ci era stato fatto credere, ma
una ragazzina vivace e intelligente che sapeva già fare i conti
con il proprio corpo e con le scoperte dell'adolescenza. E' bello sapere che è stato così, nonostante
tutto l'orrore ed è comprensibile che il padre, il vecchio
Otto Frank, l'unico della famiglia che uscì vivo dalla
prigionia nazista, abbia creduto di difendere la sua Anna
occultando questo aspetto della vita della ragazzina: la
sensibilità è davvero cambiata da allora.
Proprio dietro la
casa, nella piazzetta della Westermarkt, un monumento
semplicissimo ricorda gli omosessuali sterminati dai nazisti:
tre lastre triangolari di granito rosa, come i triangoli rosa
che erano il loro contrassegno infamante nei lager. Insieme, la
casa e la piazzetta sono uno dei punti alti della memoria
europea, e li dobbiamo a una città dove la tolleranza, al
contrario di quello che si potrebbe credere superficialmente,
non ha mai significato l'annullamento delle differenze e la
rinuncia al giudizio morale.
Bruin Cafè
Amsterdam è notoriamente "gezellig", una qualità olandese
che si traduce approssimativamente come "conviviale" o
"accogliente". È una modo di fare più facile da sperimentare
che da definire. C'è la sensazione che il tempo si fermi,
un'intimità del qui ed ora che lascia i problemi alle
spalle, almeno fino a domani. Il posto più facile per
incontrare questa "sensazione" è un bruin café (caffè
marrone; locale tradizionale per bere qualcosa). Chiamati
così per i loro rivestimenti in legno e le pareti una volta
macchiate dal fumo, i bruin café hanno la
gezelligheid (intimità) alla spina, insieme alla buona
birra. Ci si può sentire così anche dopo cena in ristoranti
accoglienti, in molti casi illuminati solo dalla luce di
candela.
La
Casa di Cartesio e la Westerkerk
Al
numero 6 di Westermaekt c'è anche la casa che fu del grande
filosofo di "Cogito ergo sum", René Descartes,
ovvero Cartesio. Probabilmente quando Anna Frank guardava
dalla sua finestra fissava spesso la Westerkerk, la
grande chiesa con il campanile inconfondibile, alto 85
metri. In una nota dell'8 Ottobre 1669 del registro della chiesa si trova la dichiarazione di morte
di Rembrandt, morto in miseria. Fu sepolto qui,
ma nessuno sa esattamente in che punto. Non si poteva nemmeno
permettere una lapide col suo nome. Anche il figlio del grande
pittore, Titus, fu sepolto qui. Dalla strada si può notare che
nella torre campanaria della Westerkerk sono visibili tre "X",
colorate di rosso, blu e oro. Fanno riferimento alla corona che
Massimiliano d'Asburgo, imperatore del
Sacro Romano Impero,
donò alla città nel 1489 a memoria delle cure mediche ricevute
durante una visita. In breve la tripla X diventò uno dei simboli
della città.
Vivere in un barcone
sul fiume
Se avete sognato almeno una volta di
vivere in una barca sul fiume, potete farvi un'idea di cosa
significhi, sempre a Prisengraght, al numero 296, dove si trova
il Museo
delle case galleggianti (Houseboat Museum), il Woonbootmuseum, ospitato
proprio in un barcone.
L'unico museo al mondo di questo genere che offre l'opportunità
unica di vivere la vita a bordo di una vera e propria casa
galleggiante.
A bordo vedrete come un'autentica chiatta sia stata
trasformata in una confortevole casa galleggiante, con cuccetta a castello, ampio
soggiorno, cucina e bagno. Sarete stupiti dallo spazio e dal
comfort a bordo. si tratta di una barca
costruita nel 1914 che portava il nome di Hendrika Maria.
Il
canale Herengracht
e le sue belle case
Un altro dei principali canali di Amsterdam,
lo Herengracht, fu
il primo scavato nel periodo d'oro della città, il '600, ed attirò
sulle sue sponde i mercanti più ricchi. Per questo motivo nel
suo tratto meridionale sorgono le case più imponenti di
Amsterdam. Il Museo Willet-Holthuysen, un classico
esempio di palazzo signorile del XVII secolo, ospita una
collezione di mobili, porcellane, argenterie e libri di quel
periodo. Si trova qui anche la residenza ufficiale del sindaco
della città, al numero 502. Anche il tratto meridionale
della Keizersgraght, legato anch'esso al nome
dell'Imperatore Massimiliano D'Asburgo, è abbellito da edifici
ugualmente sontuosi risalenti anche questi al periodo d'oro. Ne
sono un esempio il
Museo van Loon e il Kattenkabinet. Il primo ospita
una collezione di arredi olandesi del XVII
secolo mentre il Kattenkabinet, il Museo del gatto,
si
vanta di essere l'unico del suo genere in tutto il mondo
esponendo dipinti, statue, manifesti e oggetti grotteschi dedicati ai
felini che riempiono le sale spaziose, sorvegliate da mici che
trascorrono il tempo, giocando, oziando e facendo le fusa ai
visitatori.
Popolazione e sviluppo
Amsterdam è la città più popolosa del paese con oltre 730 mila
abitanti. Le "ristrettezze" delle case a cui si è accennato
prima sono dovute anche al fatto che la densità di
popolazione della città, e di tutta l'Olanda, è tra le più
alte al mondo. In sintesi, ci sono molte persone e poco
territorio. In ogni caso la città è un grande centro
finanziario, un notevole polo industriale ed è anche la città
delle biciclette, che sono oltre 600.000.
Tradizionale fin dal
1660 è la lavorazione dei diamanti, cosa che ha sempre messo
Amsterdam in competizione con
Anversa. Fondamentali sono anche le attività legate al porto, il secondo
del paese dopo
Rotterdam. Il Noordzeekanaal, uno
dei 1600 canali della città, esistente fin dal 1600, fa inoltre
della città un importante snodo per le merci provenienti dalla
Ruhr e dalla Francia Orientale.
Visita
della città
Nel
cuore di Amsterdam troverete migliaia di bellissimi palazzi
costruiti nella sua epoca d'oro (tra il 1580 e il 1700 quando la
città si arricchì enormemente grazie al commercio della seta,
delle spezie e degli schiavi). Il suo centro storico è il più
esteso d'Europa.
L'impianto urbanistico
cittadino conserva ancora i caratteri del progetto urbanistico
di ampliamento della città risalente al 1612.
A'dam (il termine
abbreviato usato dagli olandesi) in fondo è una città
relativamente piccola che si può visitare grosso modo in un
week-end, ma d'altra parte si riesce a coglierne il fascino solo
soggiornandovi a lungo e scoprendo a poco a poco i
segreti che la città nascondere al turismo di massa.
Amsterdam è giovane,
spumeggiante, molto "cool". Prendete lo "storico" Jordaan,
ad esempio: una volta era il quartiere operaio, oggi è pieno di
atelier, ristoranti creativi, bar alla moda. Oppure prendete l'isola
KNSM: situata nell'area portuale abbandonata, è stata
trasformata in una zona residenziale presa d'assalto da
designer, architetti, artisti, intellettuali. O ancora
Westerpark e Westergasfabriek, un complesso di ex
fabbriche edificate nel 1885 trasformato in un centro culturale
con tanto di ristorante e club e il Café West Pacific che
organizza concerti ed eventi artistici.
La
città delle bici
Nessuna città come Amsterdam può vantare
di essere la capitale mondiale delle bici. Le piste ciclabili
sono comparse qui circa 50 anni prima rispetto alle altre città
europee. La bici è il mezzo ideale per spostarsi da
qualsiasi parte, spesso anche il più veloce. Negli anni '60 del
1900, il movimento dei Provos esaltò i
benefici ecologici e logistici di questo mezzo
mettendo
a disposizione di tutti centinaia di bici bianche da usare e
lasciare sul posto. Fin dal 2005 è disponibile una speciale
cartina, a cura del comune di Amsterdam, per l'utilizzo delle
bici in città e nei dintorni. I luoghi accessibili e
percorribili in sicurezza e velocità sono indicati in verde. I
luoghi un po' meno sicuri sono indicati in rosa. Nella capitale
circolano almeno 600.000 biciclette e sono oltre 400 i km di
piste ciclabili. Una
considerazione: i canali non vanno molto d'accordo con le
biciclette, pensate che ogni anno ne vengono ripescate 10.000, unitamente a 50 cadaveri.
I canali non vanno d'accordo nemmeno
con le automobili, ogni hanno diverse macchine ci finiscono
dentro, tanto che esiste una sezione della polizia della città,
deputata al ripescaggio chiamata Grachtenvissers,
letteralmente
pescatori dei canali.
La Festa del Re
Nella
foto a lato si vedono le celebrazioni del 27 aprile festa
nazionale, il Koningsdag, il giorno del re. Questo ha
sostituito il Koninginnedag, Festa della Regina,
nata per festeggiare il compleanno della regina Juliana,
poi della
regina Beatrice. La regina attuale è l'argintina Máxima Zorreguieta
Cerruti, consorte del re Guglielmo Alessandro d’Olanda,
a cui è dedicata la festa attuale. I festeggiamenti iniziano la sera del 29 e
vanno avanti per due giorni a suon di musica, balli e birra. Eventi
improvvisati avvengono per strada, sui ponti e lungo i canali,
con decine e decine di barche piene di ragazzi che ballano a
ogni ora del giorno e della notte, tutti rigorosamente in
arancione, il colore nazionale. Una buona idea per chi non
avesse ancora deciso cosa fare per il ponte del primo maggio è
andare a questa festa, magari prenotando uno dei numerosi voli
economici per Amsterdam.
Il
quartiere a luci rosse esiste ancora?
Il famigerato
quartiere a luci rosse di Amsterdam è, o forse dovremo
cominciare a dire, è stato un carnevale del vizio, con
lavoratrici sessuali vestite in modo succinto nelle finestre
dei bordelli, bar chiassosi, "coffeeshop" pieni di alcool,
spettacoli di strip e musei strabilianti. Già, perchè i
turisti che da sempre hanno affollato questo luogo non
saranno più in grado di farlo secondo le nuove norme. Il
consiglio comunale della città ha prima bandito i tour a
luci rosse dal quartiere medievale, chiamato anche De Wallen,
nel tentativo di affrontare il problema del sovraturismo.
Poi ha fatto un passo avanti con un piano
per chiudere le
"finestre" dei bordelli del quartiere e spostare il "centro
erotico" lontano dal centro della città. Vedremo come andrà
la cosa.
Vivere ad
Amsterdam
Amsterdam
come abbiamo detto è una città molto tollerante (le coppie omosessuali possono
sposarsi, la prostituzione è regolamentata, le droghe leggere
sono legalizzate) e cosmopolita (sono rappresentate
almeno 145 nazionalità). Il risultato di questo intreccio
multirazziale e multi religioso si traduce in una attività
culturale ricchissima, con manifestazioni di ogni genere,
durante tutto il corso dell'anno, e con la presenza di oltre 50
musei, alcuni di livello e fama mondiale. Lo standard di vita è
alto, l'aria respirabile, il traffico sotto controllo.
Amsterdam è una città molto
organizzata è non avrete problemi a raggiungerla. Il centro,
diviso dai canali, grazie alla sua compattezza è semplice e
piacevole da esplorare. Per le zone un po' più distanti i mezzi
pubblici funzionano molto bene, potete anche affittare una
bicicletta e non avrete bisogna della macchina. Potrebbe
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sull'Università
di Amsterdam. In qualsiasi
stagione decidiate di andare troverete sempre una ampia scelta
di cose da fare. La città è invasa dal turismo, quindi vi
consigliamo di prenotare le vostre sistemazioni con un certo
anticipo (visitate le nostre pagine dedicate a OSTELLI e
Hotel per tutte le offerte).
Dove dormire ad Amsterdam? Una sola citazione tra tutti gli Ostelli della città, il famosissimo The Flying
Pig, "Il Maiale Volante", più volte premiato tra i migliori
Ostelli del mondo. Ma ci sono posti per tutte le tasche,
guardate nelle nostre pagine con mappa interattiva.
Per altre informazioni vedere anche la
bella guida di Amsterdam sul sito
Olanda.cc
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