Palazzo Poggi

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Palazzo Poggi - Università di Bologna

Palazzo Poggi, sede principale dell'Università di Bologna, al numero 33 di via Zamboni, fu costruito nel 1549 su progetto di Pellegrino Tibaldi, che eseguì anche dei bellissimi affreschi. Il palazzo appartenne al cardinale Poggi, poi alla famiglia di condottieri Montecuccoli (tra cui il celebre Raimondo Montecuccoli) e infine ai Banchieri.

Palazzo Poggi - Palazzo dell'UniversitàNel 1711 fu acquistato dal Senato bolognese e, tre anni dopo, divenne la sede dell'Istituto delle Scienze, che era stato fondato da Luigi Ferdinando Marsili. L'istituto era formato dall'Accademia delle Scienze e dall'Accademia delle Arti. La prima derivava dall'Accademia degli Inquieti, fondata da Eustachio Manfredi nel 1690, che aveva il fine istituzionale dello studio delle scienze sperimentali e che fu poi, per qualche tempo, chiamata Accademia Benedettina. L'Accademia delle Arti fu nota anche come Clementina, in quanto era sostenuta da papa Clemente XI, e divenne poi Accademia di Belle Arti.

Palazzo Poggi fu corredato di ogni tipo di strumentazione per le ricerche scientifiche. Nel 1725 fu costruita la specola astronomica, nella torre dell'osservatorio che ancor oggi corona il palazzo. Nel 1744 papa Benedetto XIV, il bolognese cardinale Lambertini, fece aggiungere a Palazzo Poggi un altro edificio, progettato da Carlo Dotti, in cui fu sistemata una vasta biblioteca per uso dell'Istituto delle Scienze, ma aperta anche al pubblico.

Pellegrino Tibaldi - Palazzo PoggLe due accademie prosperarono e raggiunsero presto fama internazionale; l'Istituto delle Scienze occupò interamente Palazzo Poggi fino all'invasione napoleonica. Gli occupanti francesi dettero un nuovo volto all'ateneo bolognese. Nel 1797 decretarono la soppressione dello Studio, la gloriosa università che contava più di sette secoli di vita, e la sua trasformazione in Università Nazionale. Nel 1802 fu ripristinata la carica di rettore, ma l'epoca dei rettori studenti era finita. Il rettore era un cattedratico, scelto dal governo nel collegio dei docenti. Il vecchio Studio non era più l'Universitas scholarium (università degli studenti); con l'ampliamento delle facoltà diveniva infatti universitas studiorum (università degli studi), un organismo statale suddiviso in tre facoltà, allora chiamate classi: legale, medica e fisico-matematica, con corsi quinquennali per medicina e quadriennali per le altre facoltà. Nel corso erano previsti due soli esami relativi a tutte le materie: uno al termine del biennio, l'altro alla fine del corso. Nel 1803 l'università, così strutturata, lasciò il Palazzo dell'Archiginnasio e si spostò gradualmente in Palazzo Poggi; la biblioteca dell'Istituto delle Scienze divenne la Biblioteca universitaria, che occupa anche oggi il palazzo settecentesco fatto costruire da papa Lambertini.

Con la caduta del regime napoleonico le cose non cambiarono. Nel 1826 nacque la facoltà di filologia, cioè di lettere. Dopo l'annessione di Bologna al Regno d'Italia, la struttura dell'università subì un altro cambiamento ed assunse l'aspetto attuale: furono istituiti l'esame per ogni singola materia e la dissertazione finale per la laurea. Nel 1876 fu aperta la Scuola Superiore di Medicina Veterinaria, nel 1877 la Scuola d'applicazione per gli ingegneri e successivamente furono istituite le facoltà di chimica industriale, di agraria, di scienze economiche e commerciali e le altre. In tempi recenti è stato aperto il corso di laurea, costituito con lo speciale contributo di Umberto Eco, in Arti, Musica e Spettacolo (Dams)che da preparazione artistica in molteplici branche della cultura teatrale, fino alla laurea. Nel 1827, con l'acquisto di Palazzo Malvezzi, posto al n. 4 di via Belmeloro, la sede dell'università fu ampliata. Palazzo Malvezzi ha due saloni con volte dipinte da Gauetano Gandolfi e da Francesco Maria Zanotti, altre sale con volte dipinte da Filippo Pedrini ed una bella galleria ornata di stucchi. Il cortile di Palazzo Poggi ricorda quello di Palazzo Farnese a Roma; al centro troneggia una statua di Ercole, di Angelo Piò.

Pellegrino Tibaldi - Storie di Ulisse - Palazzo PoggDall'atrio di Palazzo Pozzi si procede a destra nei locali dell'Accademia delle Scienze, affrescati da Pellegrino Tibaldi con le Storie di Ulisse. Nella prima sala si trova il busto del pittore, nella seconda si può ammirare il Furto di Prometeo, sempre del Tibaldi; altre pitture di pregio si trovano nelle sale successive, una delle quali conserva sul camino un affresco di Niccolò dell'Abate, che rappresenta Ercole e il leone. Lungo la scala, nei corridoi e nelle varie aule si trovano busti e memorie di grandi personaggi e di professori famosi. Anche la Biblioteca universitaria possiede volte e fregi dipinti dal Tibaldi e da Niccolò dell'Abate ed altre opere d'arte.

L'Università di Bologna nel 2018 festeggia  i suoi 930 anni. In effetti ne ha di più, perché lo Studio sorse verso il 1067. Tra il 1070 e il 1080 vi tenne cattedra il grande giurista Pepone, che fu il predecessore di Irnerio, fondatore della grande scuola giuridica di Bologna. Nei nove secoli della sua storia, l'Università di Bologna ha annoverato molti personaggi illustri fra i suoi studenti e i suoi docenti.

Fra gli studenti italiani possiamo ricordare Dante Alighieri, che giunse allo Studio nel 1285, Cino da Pistoia, Francesco Petrarca, Pico della Mirandola, Leon Battista Alberti, Carlo Borromeo, Torquato Tasso, Carlo Goldoni e Giovanni Pascoli. Fra gli stranieri, Thomas Becket, Raimundo de Periafort, Elio Antonio de Nebrija, Juan Ginés de Sepúlveda, Erasmo da Rotterdam, Paracelso, Niccolò Copernico e Albrecht Dürer.

Fra i docenti, oltre ai glossatori, ricordiamo Pier delle Vigne, Guido Guinizelli, il filosofo Pietro Pomponazzi, il grande medico cinquecentesco Berengario da Carpi, il naturalista Ulisse Aldrovandi, Scipione da Ferro, che fu maestro del Dürer, Gerolamo Cardano, inventore del giunto cardanico, Marcello Malpighi, Luigi Marsili, Giambattista Morgagni, Luigi Galvani, Giosuè Carducci, Augusto Murri, Francesco Rizzoli, Vittorio Putti (i tre grandi maestri della medicina moderna), Giovanni Pascoli, Francesco Flora e Umberto Eco. Bologna ha ricordato questi grandi maestri del suo Studio dedicando loro monumenti, strade, piazze ed interi quartieri. L'Università di Bologna offrì la cattedra anche a Gabriele D'Annunzio e a Giovanni Papini, che però non accettarono, il primo per disinteresse, il secondo perché era ormai quasi cieco.

 

Palazzo Poggi- Università di Bologna

via Zamboni 33 , 40125 Bologna

 

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