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Storia di Begur
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La storia di Begur la si capisce dalle rovine del suo
castello, situato in un'altura, da dove è possibile contemplare
il suggestivo panorama dello splendido angolo di
Costa
Brava. Così dall'alto del colle e fino alle
spiagge, puntellate qua e là da piccole casupole di pescatori,
Begur si presenta come una delle località turistiche più
apprezzate della
Catalogna, distante circa 50 km dalla città di
Girona
e 90 km da
Barcellona. |
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Ma da queste parti la storia è ben
più antica del castello eretto nel XI secolo tuttavia: va
indietro agli antichi Greci e ai Romani e ancor più alle
originarie popolazioni iberiche.
Begur è parte della provincia di Baix Empordà e si
distingue non solo per le belle spiagge, alcune di queste votate tra le più
belle di tutta la Spagna, ma anche per la ricca storia che ne ha segnato
il destino. Il suggestivo castello di Begur, esempio di un maggiore
sviluppo storico, si affaccia sulla città vecchia, dove si possono ammirare
diverse ville coloniali (le 'indiane', come vengono chiamate) e le
bellezze naturali della costa. Le dimore sono così chiamate in quanto legate a
Cuba, tra tutti i luoghi comunque legati al piccolo borgo, e questo è il
motivo per cui si percepisce immediatamente un'intensa influenza coloniale a
Begur. Tutto questo è iniziato nel XIX secolo, quando molti cittadini
emigrarono a Cuba; ciò ha significato che quelli di rientro al luogo di origine,
una volta accumulata una certa fortuna, hanno potuto costruire delle nuove case
(il legame tra le due culture, catalana e cubana, è celebrato ancora oggi, ogni
anno a settembre in una festa chiamata Fira d'Indians).
Nel territorio sono stati rinvenuti resti della civiltà
iberica, a confermare l'antichità degli insediamenti umani. Gli Iberi
risultano stanziati nella penisola in età imprecisata, è però noto che
svilupparono la propria civiltà attorno al VI secolo a.C. Poco si conosce di
questa etnia autoctona, poi entrata a contatto con civiltà come quella fenicia e
quella greca. L'area fu quindi colonizzata dagli antichi Greci, prima che
fosse conquistata, e apprezzata, dai Romani. I siti archeologici di
Empúries e Torroella de Montgrí aiutano a mantenere viva la memoria
del periodo contro le scorrerie dei mari e lo fanno anche - e in particolare -
le numerose antiche “masias? fortificate di Begur (leggi
Cosa vedere a Begur),
delle torri difensive (datate XVI secolo) costruite dalla popolazione per
proteggersi dagli attacchi dei pirati.
Il castello di Begur è menzionato in alcuni documenti già
all'inizio del XI secolo e Arnust de Begur risulta il primo signore
feudale di cui si è a conoscenza. Fin dalla sua esistenza, il Castello è stato
più volte distrutto: durante la Guerra Civile Catalana (1468), durante le
incursioni del duca francese di Noailles (1694) e nel 1810 durante le
guerre napoleoniche.
Oggi, le vie del borgo continuano a raccontare di storie
passate. Quella che porta al castello, la via chiamata Carre del Castell,
racconta per esempio di quando i cittadini che vivevano per strada dovevano dar
da bere ai signori feudali che passavano per là; mentre la Carrer de Vera
è nota come la strada dei collezionisti di corallo, là dove 'Vera' si
riferisce ad una località dell'Almeria, che fu luogo d'emigrazione per i
cittadini di Begur tra il XIV ed il XIX secolo. Plaça Forgas è invece
legata al più recente prodotto di sviluppo economico di Begur, il sughero:
la piazza ospitava la fabbrica più grande, creata dall'unione di diversi
laboratori già presenti (al suo apice, all'inizio del Novecento, poté dare
lavoro a ben più di 600 persone) e fu qui che la nota ballerina di flamenco
Carmen Amaya si esibì in uno dei suoi ultimi spettacoli. Poco fuori Begur,
troviamo anche Esclanyà, un piccolo nucleo medievale, con una storia
antica quanto quella di Begur: la s'incontra lungo la strada per Palafrugell,
al di là della foresta, e si caratterizza in particolare per i due edifici
storici: il castello torre di Esclanyà e la chiesa di Sant Esteve d'Esclanyà.
Begur oggi ospita circa 4000 abitanti ed è diventata uno dei
più importanti centri turistici della Costa Brava e della Catalogna. Nella
stagione estiva accoglie ben oltre i 40.000 abitanti.
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