STORIA DELLA CROCE ROSSA


STORIA DELLA CROCE ROSSA

 

Henry Dunant, questo è il suo nome, è passato alla storia come il fondatore della Croce Rossa e l'ispiratore dei principi che ne sono alla base. Nel giugno del 1859 Dunant si trovava in Lombardia per questioni d'affari; è il caso, quindi, che lo vuole spettatore di uno degli episodi più tragici nella storia dell'indipendenza italiana: la battaglia di Solferino, nei pressi di Mantova, dove si fronteggiavano l'esercito franco-piemontese e quello austriaco, fu infatti una vera carneficina.

 


Impressionato dal gran numero di morti e dalla disorganizzazione delle Intendenze Militari nel recupero e nella cura dei feriti, Dunant scelse di partecipare personalmente all'opera di soccorso. Migliaia di feriti furono trasportati nella città vicina di Castiglione delle Stiviere dove ricevettero le cure dalle donne del posto e dove chiese, scuole e case private furono messe a loro disposizione come ospedali temporanei.

Le impressioni di Dunant, le sue esperienze e le sue proposte furono raccolte nel libro "Un ricordo di Solferino", da lui pubblicato poco tempo dopo. Da quel momento egli perseguì l'idea di costituire associazioni di volontari e comitati organizzati in tempo di pace per offrire soccorso ai feriti in caso di conflitti. Dall'iniziativa di Dunant e di altri 4 cittadini svizzeri che ne condividevano gli ideali si concretizzava il progetto di una vera e propria organizzazione assistenziale capace di restituire alla guerra una sua "umanità".

Nel 1863 nacque il "Comitato Internazionale per il Soccorso ai Feriti di Guerra", che nello stesso anno diventerà il Comitato Internazionale della Croce Rossa.

Il suo simbolo era infatti una croce rossa in campo bianco, in omaggio alla patria del suo fondatore, la cui bandiera era identica ma con i colori invertiti. Venivano così raccolti non solo i suggerimenti degli amici elvetici di Dunant, ma anche quelli di Florence Nightingale (antesignana britannica della Croce Rossa che si era distinta nel soccorrere i feriti della guerra di Crimea, nel 1854, senza prestare alcuna attenzione alla nazionalità di appartenenza) e le intuizioni e le dichiarazioni del medico italiano Ferdinando Palasciano (esperto partenopeo di questioni militari e sanitarie che operò attivamente a favore dei feriti nell'assedio di Messina, città che nel 1848 si era ribellata al dominio borbonico).

Il 22 agosto 1864 in seno a una Conferenza diplomatica 12 Nazioni firmarono la prima Convenzione di Ginevra, che si pose a fondamento dell'attività della Croce Rossa. Il documento garantisce neutralità e protezione ad ambulanze, ospedali e personale medico; stabilisce inoltre l'obbligo di curare i prigionieri e di sgomberare i feriti dal campo di battaglia.

L'emblema della Croce Rossa fu adottato non solo per contraddistinguere feriti, soccorritori, mezzi e presidi sanitari di ogni Paese, ma anche per garantire la loro protezione.

 

 

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