INFORMAGIOVANI D'ITALIA Classifica delle città italiane per qualità ambientale
 

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La classifica della qualità ambientale delle città italiane è stata redatta a seguito di un'indagine di Ambiente Italia (Istituto di ricerca), il Sole 24 Ore e Legambiente. Ben 125 gli indicatori presi in considerazione per stabilire la qualità ambientale di una città.

 

Migliori città 2011

Migliori città 2010

 

Per il passato 2010 le città dove si vive meglio sono risultate Venezia per la categoria grandi città (seconda Bologna e terza Genova; Bolzano per le medie (seguita da Trento, La Spezia, Reggio Emilia e Perugia); Belluno vince tra le città con meno di 80.000 abitanti, Verbania arriva seconda, terza Aosta, quarta Pordenone e quinta Mantova. A qualificare queste città come le migliori una buona qualità dell'aria, un basso tasso di motorizzazione, ampie superfici riservate ai pedoni, un intenso utilizzo da parte degli abitanti dei trasporti pubblici. Le città peggiori quanto a qualità ambientale sono risultate  Palermo, Siracusa e Caltanissetta, a causa soprattutto di una bassa percentuale di depurazione delle acque reflue, di una scarsa raccolta differenziata e di una ridotta superficie pedonalizzata.

Vediamo le varie aree da tenere sotto controllo: smog, dispersione idrica, depurazione, raccolta rifiuti, automobili procapite. Smog: oltre 50 città presentano alte concentrazioni di biossido di azoto; le polveri sottili sono superiori, a livello medio annuo, al limite massimo per la sicurezza ella salute umana (40 microgrammi/mc) in ben 6 città (Siracusa, Frosinone, Caserta, Torino, Pavia e Napoli). 12 comuni continuano a sprecare l'acqua immessa nella rete per oltre il 50% del totale, 50 comuni perdono oltre il 30% dell'acqua. In 6 città solo la metà degli abitanti è servita dal depuratore. Infine per l'auto, mediamente ogni 100 abitanti ci sono 63 macchine. In sintesi rispetto al 2009 poco o niente è cambiato, le amministrazioni locali hanno paura di prendere decisioni drastiche e manca un coordinamento a livello nazionale sulle iniziative ambientali.

 

Migliori città del 2010

Ecosistema Urbano, così si chiama la ricerca, giunto nel 2009 alla sua quindicesima edizione. Attraverso questionari e interviste dirette ai 103 capoluoghi di provincia italiani si raccolgono ed elaborano una gran mole di dati. I dati dell'edizione 2009 fanno riferimento ai rilevamenti avvenuti nel 2007. I dati sono sintetizzati in 27 indicatori di qualità ambientale, suddivisi in tre grandi categorie:

-  indicatori di pressione  che misurano il carico generato sull’ambiente dalle attività umane (perdite di rete idrica, consumi di acqua potabile, di carburante, di elettricità, produzione di rifiuti, numero di auto pro capite ecc.);

-  indicatori di stato  che misurano la qualità dell’ambiente in termini di smog, inquinamento idrico, verde urbano;

-  indicatori di risposta  che misurano la qualità delle politiche delle amministrazioni locali in termini di depurazione, raccolta differenziata, trasporto pubblico, qualità, aree pedonali, piste ciclabili, sviluppo di politiche energetiche, diffusione delle fonti rinnovabili, monitoraggi e rilevamenti della qualità ambientale ecc.

Oltre a questi indicatori, un ultimo criterio preso in considerazione, la capacità di risposta della pubblica amministrazione al questionario inviato da Legambiente.

Vi riportiamo di seguito alcuni punti dello studio, dal quale emerge un Italia come al solito piena di contraddizioni, con realtà eccellenti a cui si affiancano  situazioni disastrose, e con una tendenza generalizzata al miglioramento "gridato" piuttosto che "effettivo". Vediamo nel dettaglio la classifica, eccovi le prime:

  1. Belluno

  2. Siena

  3. Trento

  4. Verbania

  5. Parma

e le ultime...

 

Frosinone (ultima nella graduatoria con molto smog, trasporti pubblici pessimi e il record negativo di 73 auto ogni 100 abitanti), in cattiva compagnia con Ragusa, Catania e Benevento.

 

La prima classificata è appunto Belluno, risultati buoni ma soprattutto miglioramenti costanti: discreta qualità dell’aria, ottima raccolta differenziata (quasi il 60%, bassissima produzione di rifiuti, bassi consumi di acqua (136 litri pro-capite) ma perdite eccessive dalla rete idrica (il 36%), un trasporto pubblico sufficiente (76 viaggi a testa ogni anno), una buona dotazione di spazio per le bici (4,6 metri per abitante) e una crescita costante degli spazi vietati alle auto. 

 

Seconda classificata è Siena. Migliora nell’inquinamento atmosferico, al 95% le acque reflue depurate, crescono i metri quadrati per abitante di superficie dedicati alle bici (che passano dai 3,51 della scorsa edizione ai 4,51) e quelli limitati al traffico che salgono a 30,94 metri quadrati pro capite (erano 30,79 in Ecosistema Urbano 2008) e in questo caso valgono al capoluogo toscano il primo posto nella classifica di settore.

 

Terza arriva Trento con una raccolta differenziata dei rifiuti che arriva al 50,3%, al quarto posto c’è Verbania, con grandi miglioramenti nella mobilità urbana, al quinto c’è Parma che abbatte notevolmente le concentrazioni di smog: le medie dell’NO2 si abbassano da 52 microgrammi/mc della scorsa edizione ai 46 di quest’anno, così come quelle del PM10 che calano da 40 microgrammi/mc a 36,5. Anche l’Ozono scende dai 58 giorni di superamento delle soglie dello scorso anno agli attuali 48.

Menzione positiva per Cagliari, al 35° posto nella classifica generale, che sale di quasi 20 posizioni e si piazza 5° tra le grandi città. Migliora anche Caserta, 37° posto, guadagna 4 posizioni.

 

La questione Roma e Milano.

Cosa fanno le due grandi italiane? Pareggio nel 2008... nel 2009 retrocede di molto Roma che perde 15 posizioni e passa dal 55° posto alla posizione n. 70. Migliora di 10 posizioni Milano che conclude in  49° posizione (Milano batte Roma in particolare per raccolta differenziata (31% contro il 17%), isole pedonali, piste ciclabili.

Tra la prima e l’ultima classificata  distanze crescono. Gli ultimi non sono necessariamente i più poveri Frosinone, ultima in classifica, ha lo stesso prodotto interno lordo procapite di Verbania che è invece 4°, Catanzaro ha un reddito procapite superiore a Cagliari ma più di 15 punti in meno nella classifica di qualità ambientale. Quando gli indicatori di qualità ambientale coinvolgono le politiche locali la situazione si fa disastrosa al sud: sono depurate il 70% delle acque contro una media dell’85%, la capacità di trasporto pubblico è meno della metà della media nazionale, la disponibilità di verde urbano è addirittura inferiore del 60%,  la raccolta differenziata è a un terzo della media nazionale, zone a traffico limitato e piste ciclabili sono quasi inesistenti (il 15% della media italiana). I relatori della ricerca sostengono che una grande differenza la fanno le azioni del governo locale e il senso civico degli abitanti.

 
Analizziamo gli indicatori in dettaglio:


SMOG

Diminuiscono leggermente le emissioni di biossido di azoto (NO2) e le concentrazioni di polveri sottili (Pm10), ma salgono quelle di ozono (54 città superano il valore obiettivo per la protezione della salute umana e tenete in conto anche il fatto che non tutte le città hanno un sistema di rilevazione dell'ozono).

NO2 - (media annua in microgrammi/mc)
Le migliori: Macerata (14,2), Crotone (16,2), L’Aquila (17,0)
Le peggiori: Torino (64,0), Milano (62,8), Genova e Salerno (59,9), Roma (59,8)

Pm10 - (media annua in microgrammi/mc)
Le migliori: Cosenza (13,9), Nuoro, (16,3), Isernia (17,6)
Le peggiori: Torino (59,5), Frosinone (58,4), Siracusa (51,3), Milano (51,0)

Ozono – (media giorni superamento del limite)
Le migliori: Caserta, Imperia, Latina, Nuoro, Teramo (0)
Le peggiori: Novara (99), Bergamo (88), Mantova (87)

CONSUMI

Il consumo d’acqua si attesta a 192 litri al giorno pro capite (ma il 28% dei comuni si colloca al di sopra di questa soglia) e molte città hanno acquedotti colabrodo: il 45% dei centri urbani ha perdite di rete superiori al 30%.

In aumento anche i rifiuti + 0,5% in valore assoluto, + 0,1% sul pro capite, circa 618,7 kg pro capite in un anno.

Il tasso medio di motorizzazione resta elevato, con 64,5 auto ogni 100 abitanti, in crescita di 2 punti rispetto al 2006. Migliora il parco auto, crescono le auto Euro3 ed Euro4. In crescita il consumo medio di carburanti per abitante, stimato in chili di petrolio equivalente (kep), si passa da 433 a 451 kep/abitante, e cresce anche se di poco  ( 45 kwh pro capite) il consumo di elettricità con una media per abitante di 1.200 kWh. 

Acqua potabile (lt/abitante(giorno)
Le migliori: Enna (87,8), Agrigento (98,9), (Caltanissetta (99,6)
Le peggiori: Salerno (260), Massa (252), Pescara (249), Bergamo (247), Roma (238)

Tasso di motorizzazione (auto/100 abitanti)
Le migliori: Venezia (43), Genova (47), La Spezia (51)
Le peggiori: Aosta (202), Viterbo (76), Latina (74), Frosinone (73), Potenza e Roma (71)

Consumi carburante (kep/abitante/anno)
Le migliori: Enna (235), Napoli (282), Foggia (323), Agrigento (336), Genova (340)
Le peggiori: Sassari (765), Ragusa (761), Nuoro (729), Cagliari (666)

Elettricità (kW/abitante/anno)
Le migliori: Campobasso (896), Matera (926), Benevento e Potenza (936)
Le peggiori: Bolzano (1672), Cagliari (1591), Aosta (1455)

TRASPORTI PUBBLICI

Prima Venezia con 652 viaggi per abitante annui, Roma e Milano registrano oltre 400 viaggi per abitante in un anno, Napoli e Torino sono sotto i 200 viaggi annui. Nei piccoli e medi comuni la situazione è critica on meno di un viaggio alla settimana per abitante. 

Trasporto pubblico (viaggi/abitante/anno)
Le migliori: Venezia (652), Roma (517), Milano, (415)

DEPURAZIONE

Sono ancora 5 i comuni in cui la depurazione riguarda meno del 50% della popolazione, con la situazione più critica ad Imperia, ancora sprovvista di impianto, seguita da Benevento, Catania, Palermo e Treviso. Sono 48 i comuni il cui impianto di depurazione raggiunge almeno il 90% dei cittadini.


Depurazione (% di reflui depurati correttamente)
Le peggiori: Imperia (0), Benevento (20), Trieste (29), Catania (33), Palermo (34)

RACCOLTA DIFFERENZIATA

Nel 2007 miglioramento generale con raggiungimento del valore medio di 24,4% contro il 21,9% del 2006.  

Raccolta differenziata (% rifiuti raccolti separatamente sul totale)
Le migliori: Verbania (72,4), Novara (67,8), Asti (60,9), Belluno (57,4)
Le peggiori: Siracusa (2,9), Palermo (3,7), Messina (3,8), Taranto (4,1)

ZONE PEDONALI, PISTE CICLABILI, ZTL

Crescono pochissimo le zone pedonali (da 0,33 m2 per abitante si passa nel 2007 a 0,35 m2). Quattro comuni (Venezia, Verbania, Terni e Cremona) superano la soglia di un metro quadro per abitante. Tra le grandi città, oltre al caso eccezionale di Venezia, Torino ha circa 879.000 m2 di isole pedonali, seguita da Roma con circa 390.000 m2 e da Milano, Napoli e Firenze con superfici pedonalizzate pari a circa 300.000 m2.

Per la ZTL solo 10 sono le città che hanno ZTL con estensione superiore a 100 ettari. Tra queste, Roma si conferma in testa alla classifica, prima tra le grandi città seguita da Firenze, Bologna e Verona. Tra le città medie-piccole prima Siena, che con 31 m2/abitante detiene anche il primato in termini di disponibilità pro capite. Al di sopra dei 10 m2 per abitante si collocano anche Mantova, Pisa, Verona, Firenze, Verbania e Lecce. Mentre all’opposto ancora 25 comuni rimangono comunque al di sotto di 1 m2 per abitante.

Complessivamente le piste ciclabili si estendono per poco meno di 2.500 km, in crescita rispetto ai dati del 2006 (circa 200 km in più), ma scarsissime in confronto alla media europea. 

Isole pedonali (metri quadrati per abitante)
Le migliori: Venezia (4,68), Verbania (2,81), Terni (1,67), Cremona (1,26)
Le peggiori: Viterbo, Trapani, Rovigo, Brindisi e Bergamo (0)

Ztl (metri quadrati per abitante)
Le migliori: Siena (30,94), Mantova (17,49), Pisa (14,88), Verona (11,84), Firenze (11,19)

Piste ciclabili: (metri lineari ciclabili per abitante)
Le migliori: Reggio Emilia (30,74), Mantova (28,75), Vercelli (26,02)
Le peggiori: Isernia, L’Aquila, Napoli, Potenza, Teramo e Vibo Valentia (0)

VERDE URBANO

33 comuni dichiarano ancora una superficie di verde urbano fruibile inferiore a 5 m2/ab, circa un terzo del minimo di quanto era previsto dagli standard urbanistici nazionali, mentre sono diventate 11 le città con superfici che superano i 25 m2 per abitante. Tra queste spiccano le prime 6 con valori oltre i 30 m2 pro capite: Lucca (53,30 m2/ab), Modena (36,40 m2/ab), Prato (34,71 m2/ab), Rovigo (33,86 m2/ab), Pordenone (31,74 m2/ab) e Firenze (30,37 m2/ab).
Le peggiori sono Messina (0,4), Trapani (0,7), Caltanissetta (0,7), Sassari (1,1)

ENERGIA PULITA

 I comuni che hanno installato pannelli fotovoltaici sono 59. Primeggia Benevento con 4,30 kW di potenza per abitante, seguita da Prato (con 3,23 kW di potenza/ab), Frosinone e Foggia con più di 2 kW di potenza per abitante. Salgono invece a 47, rispetto alle 30 dello scorso anno, le amministrazioni che hanno scelto impianti solari termici: tra queste emerge Siena (con quasi 10 m2 ogni 1.000 abitanti), seguita da Catania e Novara con oltre 4 m2 ogni 1.000 abitanti. Da segnalare che Forlì, La Spezia, Modena, Ragusa, Sondrio e Vercelli ottengono il punteggio massimo per entrambi gli indicatori sul solare.

Meno diffuse tra i comuni italiani sono le reti di teleriscaldamento, realizzate in 22 comuni di cui però 15 mostrano un elevato numero di abitanti raggiunti (Mantova è prima con più di 800 abitanti serviti ogni 1.000 residenti, Brescia seconda con oltre 700 abitanti allacciati ogni 1.000 residenti). Gli impianti a biomasse vanno a rilento: sono infatti solo 10 le amministrazioni comunali che ne usufruiscono, con valori importanti per Cremona (189 kW ogni 1.000 ab), Brescia (147 kW ogni 1.000 ab) e Bergamo (99 kW ogni 1.000 ab). 

(aggiornato a dicembre 2011)