"L'Albania e Tirana sono state elette al primo posto tra le le mete Top del
2011 da Lonely Planet"
Una sera di fine Giugno del 2000, mentre celebravo il
nuovo millenio peregrinando per capitali balcaniche con lo zaino in spalla,
speranze di avventure indimenticabili e pochi, pochissimi soldi in tasca, mi
trovavo a Tirana. Tutti capitavano, quasi subito, nella enorme Piazza
Skanderbeg, che un tempo non troppo lontano, era un po' come la Piazza
Rossa di Mosca, dove il
regime comunista più solitario di tutti, esibiva se stesso e i suoi trofei,
fatti di vecchi carri armati, gerarchi medagliati per battaglie mai avvenute
e improbabili missili.
In questa stessa piazza venivano accolti gli altri
esponenti più importanti del mondo "oltre la cortina di ferro" come il cinese
Zhou Enlai, il russo Kruscev, e prima ancora del comunismo, il nostro
piccolo re Vittorio Emanuele III. Una ragazza americana che avevo appena
conosciuto al locale ostello della gioventù, aveva sentito dire che c'era un
concerto in piazza, con un gruppo italiano, e mi chiedeva di accompagnarla. Ero
appena arrivato, stanchissimo, ma mi lasciai convincere dalla biondina, già
innamorato di lei, come capita, per fortuna, spesso a quell’età. Cantavano gli
Avion Travel, che pochi mesi prima avevano vinto il Festival di Sanremo, insieme a loro
si esibiva un gruppo locale, i Bojken Lako, di cui poi mi
procurai il cd, che ancora conservo. Fu una serata memorabile, c'era anche la TV
di stato albanese. Il mondo si sa cambia lentamente, ma mi sembrava che per Tirana
invece stesse cambiando in quei momenti, davanti ai miei occhi e molto
velocemente. Usciti da comunismo, costretti a vivere delle rimesse degli
emigrati albanesi all'esteri, gli albanesi di Tirana mi apparvero d'improvviso
quella sera lanciati verso la modernità, verso l'Europa. La serata era stata
organizzata dall'allora trentaseienne Edi Rama, ex artista, ministro
della Cultura dell’Albania, che di lì a poco sarebbe diventato il sindaco della
città per molti anni a venire.
Nel 2004
Edi Rama, sindaco di Tirana,
poi rieletto per tre volte, è stato premiato
come miglior sindaco al mondo, per essere riuscito a cambiare l'immagine di
questa
città, che oggi sorprende come poche e si propone al visitatore con entusiasmo e
carattere. Non siamo certo abituati a pensare all'Albania come un luogo
di turismo di massa, ma questo sta cambiando. Tanto per cominciare proprio
Tirana è diventata meta di una miriade di giovani viaggiatori di
tutto il mondo (anche italiani) che con lo zaino in spalla (i backpackers),
sostano a Tirana e si dirigono verso i
Balcani e la Grecia del nord. La Tirana odierna è orientata al turismo,
la sua scena culturale e la rapida modernizzazione urbana, dopo anni
di apatia filo-sovietica, contribuiscono oggi a richiamare un numero sempre
maggiore di visitatori, attratti dai cambiamenti epocali che qui hanno avuto
luogo in un passato straordinariamente recente e dalla vicinanza del bel litorale costiero
sul mar Ionio (soli 36 km).
La
città sta uscendo dignitosamente dal periodo di isolamento imposto dal regime
Comunista locale, al potere fino a non molti anni fa, e dopo anni di crisi
profonda finalmente la nazione intera si sta avviando verso un futuro ricco di
opportunità e cambiamenti socio-economici. Il mondo intero non vede più l'Albania come un paese povero e problematico
e cantieri e gru caratterizzano lo skyline cittadino. Diciamolo subito, in
passato
Tirana appariva come una città piuttosto brutta, con un centro
storico cementificato dal regime comunista più duro e chiuso d'Europa.
Cemento per far
scomparire i tratti architettonici precedenti, quelli lasciati da due dei più
noti
architetti del regime fascista di Mussolini, Armando Brasini e
Forestano de Fausto. Dalla fondazione del Partito Comunista d'Albania
nel 1941, Tirana divenne il centro della lotta contro i fascisti italiani e,
successivamente, i nazisti tedeschi, ma vennero risparmiate alcune delle
architetture più significative: la Presidenca (il Palazzo
presidenziale), il Municipio, la Banca Nazionale e diversi altri
edifici ministeriali. Nel complesso, tuttavia, negli anni '60, l'identità
architettonica della città subì un ulteriore momento critico durante la
ricostruzione della piazza centrale, che fu completamente ridisegnata. Come
risultato, vennero abbattuti una serie di edifici di importanza storica e
culturale per far posto all'attuale Piazza Skënderberg, che doveva
diventare una sorta di Piazza Rossa albanese.
Tirana è una città relativamente nuova, se si
considera che fu fondata nel 1614 da Sulejman Bargjini (un signore
feudale della regione, sotto controllo dell'Impero Ottomano), ed incominciò a
svilupparsi solo all'inizio del diciottesimo secolo. Il centro urbano si è
esteso fino a comprendere diverse municipalità, oggi rappresentate da undici
piccoli distretti amministrativi chiamati Njësi Bashkiake. Nel complesso,
l'area compresa tra i campus universitari e la centrale piazza
Skanderbeg è stata oggetto di
un grande processo di rinnovamento e riqualificazione, che ha visto
la città trasformarsi radicalmente sin dall'inizio del nuovo millennio. Un
esempio su tutti, l'iniziativa di dipingere le facciate degli edifici di
Tirana di colori vivaci e diversi (come si può vedere dalle foto qui
accanto). L'idea è stata promossa da Edi Rama, con l'intento di caratterizzare
la città e permettere ai suoi abitanti di esprimere la loro creatività repressa.
Ha funzionato, Tirana si è auto-colorata ed ha attratto l'attenzione dei media.
Le sue facciate variopinte, amate e criticate, sono diventate un simbolo, di
entusiasmo, creatività, voglia di rinascita. Contemporanteamente si sono
risistemate aree verdi, asfaltate strade, puliti fiumi, dedicati edifici alla
cultura e all'arte. LonelyPlanet ha scelto l'Albania e Tirana come meta
numero 1 della Top Ten luoghi da visitare 2011.
La maggior parte dei visitatori comincia l'itinerario di Tirana dalla
vecchia
Piazza Skënderberg (Sheshi Skënderbej), il grande spazio aperto al
centro della città. La si riconosce per la moschea di Ethem Bey,
costruita tra il 1789 e il 1823, e la Torre dell’Orologio (Kulla e
Sahatit), alta 35 metri e costruita nel 1830. Uno sguardo a 360 gradi e si
spazia dalla moschea,
alla torre dell'Orologio, al Monte Dajti, che svetta ad est dai suoi 1613
metri d'altezza. Si riconosce un pezzo di
Istanbul, un pezzo d'Italia, di Russia, ma poi quando lo
sguardo si posa sulle bancarelle del mercato all'aperto, si percepisce un'unica
identità, quella albanese. Tirana è una città che incuriosisce e, mano
mano che ci si appresta a visitarla, si diventa sempre più motivati a conoscerla.
Il
Museo Storico Nazionale (Muzeu Historik Kombëtar) è il museo più
grande dell'Albania e rimane di sicuro una delle attrazioni più
interessanti della città (lo troviamo situato vicino al Tirana International
Hotel,che con i suoi 15 piani è l'edificio più alto del paese). Il
tratto distintivo del museo è anche il simbolo più famoso di Tirana, l'enorme
mosaico che ricopre la facciata dell'edificio. All'interno è descritta la
storia dell'Albania, in mostra nelle otto sale dedicate all'antichità, al
medioevo, al Rinascimento, all'Indipendenza, alla guerra anti-fascista,
al comunismo e per concludere le sale dell'Iconografia e dell'etno-cultura.
Vedi anche gli altri
Musei a Tirana.
Ad est del centro storico troviamo un altro interessante edificio di Tirana, il
Palazzo della Cultura (Pallati i Kultures) la cui architettura
monumentale è di chiara influenza sovietica (la prima pietra dell'edificio fu
infatti posta simbolicamente dallo stesso Nikita Khrushchev, uno dei
maggiori leader sovietici durante il periodo della Guerra Fredda).
All'interno del palazzo trovano posto oltre ad un ristorante, caffetterie e
diverse gallerie d'arte, anche due importanti istituzioni, il Teatro
Nazionale dell'Opera e del Balletto dell'Albania (Teatri i Operas dhe i
Baletit) e la Biblioteca Nazionale Albanese (Biblioteka Kombëtare e
Shqipërisë), che da sola custodisce oltre un milione di libri, carte geografiche
e documenti vari, con un interessantissimo archivio sulla cultura locale.
Un
tempo, nella Piazza Skënderberg, sull'alto plinto di marmo situato tra il museoe la Banca Centrale, sorgeva la statua del leader della nazione, dal
dopoguerra fino al 1985, Enver Hoxha. Con la fine del regime comunista la
statua venne rimossa e oggi il centro della piazza è nuovamente in fase di
rinnovamento, per via della generale riqualificazione urbana portata avanti dal
sindaco Edi Rama (curioso notare che questo giovane signore, classe 1964,
è al suo terzo mandato dal 2000 e fu scelto dal Time Magazine come 'uomo
dell'anno' in Europa per l'anno 2005). Lungo il fiume Lana, in direzione
sud, si possono vedere le pareti bianche oblique di quello che una volta era il
Museo Enver Hoxha, oggi conosciuto come Piramida, Centro
Internazionale di Cultura, una struttura a forma piramidale in bilico tra
l'essere un centro espositivo o una grande discoteca (si noti come dalla cima
dell'edificio sia stata tolta la stella rossa). Questo strano edificio è
letteralmente scalato dai ragazzi che salgono sulla sommità. Più a sud, lungo il Bulevardi
Dëshmorët e Kombit, si trovano l'ultramoderno Palazzo del Congresso e
il Museo Archeologico, che contiene una interessante collezione di
reperti e oggetti che vanno dalla preistoria al Medioevo. Sono numerose le aree
interessanti di Tirana, tra cui Tajvani, nel centro storico, nella quale
trovate tanti ristoranti, caffetterie, bar, locali notturni, e Blloku, una ex zona comunista, un tempo
inaccessibile ai
comuni residenti e riservata solo ai più alti ufficiali di governo; dopo essere
stato aperto al pubblico nel 1991, il quartiere si è man mano riempito di locali
per il divertimento giovanile, tanto che oggi annova le migliori
caffetterie della città.
Le
opzioni di soggiorno a Tirana sono varie, possiamo trovare appartamenti
affittati da privati e famiglie locali che ospitano turisti, alberghi economici
e anche hotel di buon livello. Per una lista su
hotel ed ostelli a Tirana potete sempre consultare le nostre pagine
appositamente dedicata a come alloggiare a Tirana. Le strutture ricettive un tempo
gestite dallo Stato sono state chiuse, ma nel complesso la città garantisce
prezzi ottimi sia per l'alloggio che per la
ristorazione. In Piazza Skënderberg e in Bulevardi Dëshmorët
e Kombit, per esempio, ci sono molti ristoranti economici e in tutta la
città si possono trovare piccoli bar per una consumazione veloce. La
cucina locale è gustosa e
genuina, fortemente influenzata dalla vicina Grecia.
Al visitatore Tirana appare piuttosto tranquilla,
ordinata e ben lontana dalle immagini a cui ci avevano abituato i
telegiornali (quando ce le facevano vedere). A detta di molti visitatori,
l'Albania e la sua capitale stanno facendo veri passi da gigante. La città si
sta proprio rifacendo il look, basta vedere le foto per rendersene conto. La
rinascita continua, dal punto di vista architettonico, urbanistico e
sociale. Intanto per chi ama la vita
notturna, Tirana offre discoteche, locali serali, musica dal vivo di
spessore, performance ed eventi, come
raramente si vede in altre capitali europee. Molti i
Ristoranti,
Café e locali a Tirana interessanti.