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Basilica di San Zeno a
Verona
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Anche se il
Duomo è il tempio principale di Verona, la
Basilica di San Zeno Maggiore è forse la chiesa
più conosciuta della città. Secondo la tragedia di
William Shakespeare fu qui che "Romeo e
Giulietta" si sposarono in segreto. La chiesa
sorge sulla tomba di San Zeno, l'ottavo vescovo di
Verona, di origine africana (dalla provincia romana
di Mauretania in nord Africa - anni 362-380 d.C.
approssimativamente). |
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La
basilica venne costruita tra il 1120 e il 1138 proprio per
ospitare la cappella del Santo Patrono di Verona, San Zeno. I
tetti dell'abside gotica risalgono al 1398 Si tratta
di uno dei migliori templi romanici del nord Italia. Ha pianta basilicale
e uno stile romanico longobardo. All'esterno la facciata è decorata da fasce e
archi lombardi con rilievi marmorei di scene bibliche e pannelli in bronzo con
miracoli di San Zeno. Le file di mattoni rosa locali si alternano al tufo color
avorio sul fondo dei fianchi e al campanile alto 72 metri, citato da Dante nella
Divina Commedia. Sotto l'imponente rosone si
trova un delicato baldacchino su due
colonne sottili. Si ritiene che la torre nord copra la tomba del re
Pipino d'Italia, figlio di Carlo Magno (777-810). Il complesso di San
Zeno, cessò di esistere come monastero della Repubblica di
Venezia nel 1770. La basilica fu trasformata in chiesa
parrocchiale nel 1806 ed è governata da il parroco che
detiene il titolo di abate.
All'ingresso
ovest, ciascuna delle due magnifiche porte è composta da 24
pannelli, uniti tra loro da maschere di bronzo, inchiodate
al legno per assomigliare ad un metallo. La facciata
romanica è sormontata da un frontone con un classico rosone
sopra la porta ed è decorata in rosso. Alle porte un bassorilievo riproduce San Zeno che
domina il demone. Quelli a sinistra risalgono al 1030 e appartengono alla chiesa
precedente; quelli a destra sono stati realizzati dal Maestro Niccolò
intorno al 1138. Le colonne del portico poggiano su statue
di leoni, come simbolo di fede e di diritto. Sopra
l'architrave della porta si trova una lunetta decorata con
decorazioni relative alla vita di San Zeno, e su entrambi i
lati della porta si trova una serie di bassorilievi a tema
religioso e laico. Nell'architrave la serie dei "Mesi" in
rilievo, opera di un artista sconosciuto. I pannelli laterali in marmo, scolpiti nel 1140,
raccontano le vicende della vita di Gesù a sinistra e le scene della Genesi a
destra. Le porte in bronzo sono molto interessanti per la loro espressività.
Il campanile alto 72 metri è separato dall'edificio, come è
tradizione in questa zona e fu costruito tra il 1045 e il
1173, in stile romanico.
L'interno
è diviso in tre livelli, la cripta nel seminterrato dove è sepolto il santo, il
tempio al piano nobile e il presbiterio al secondo livello. L'intenso
cromatismo, dovuto all'uso di pietra tufacea utilizzata da sola o alternata a
mattoni, è immediatamente stampata sul la memoria del visitatore.
L'interno della basilica colpisce per la sobrietà e l'altezza della
navata centrale, coperta da una volta a botte, che segue il disegno di un'antica
basilica precedente (la sala del tribunale). L'altare maggiore si trova sopra il
santuario superiore, dove deve essere stata la cattedra del giudice.
Le pareti
sono ricoperte da affreschi dipinti tra il XII e il XIV secolo; spicca il
trittico dell'altare maggiore (1457-1459) di Andrea Mantegna,
raffigurante la Vergine con Bambino e Santi. A sinistra della chiesa, sul
lato nord, si trova un elegante e spazioso chiostro (1293-1313), con archi
romanici da un lato e gotici dall' altro. La cripta a volta (X secolo) ospita la
tomba di San Zeno.
Pala d'altare di Andrea Mantegna
La
Pala di San Zeno è l'opera più conosciuta della Basilica. Un trittico del
pittore rinascimentale italiano Andrea Mantegna, del 1457-1460 circa. Le tre
predelle, trafugate dalle truppe francesi nel 1797, durante la prima campagna
napoleonica, insieme alla tela principale (restituita a Verona nel 1815), sono
ora sostituite da copie. Gli originali dei tre pannelli della predella sono al
Louvre (Crocifissione) e al
Musée des Beaux-Arts di Tours (Resurrezione e Agonia
nel Giardino).
L'opera fu commissionata dall'abate Gregorio Correr. Al centro si trova la
Madonna in trono con il Bambino, raffigurata secondo l'iconografia bizantina
della Madonna Vittoriosa e circondata da angeli canterini. Otto santi sono posti
ai lati, secondo le preferenze del committente: a sinistra Pietro,
Paolo, Giovanni Evangelista e Zeno; a destra Benedetto,
Lorenzo, Gregorio e Giovanni Battista.
L'intera composizione è ricca di dettagli che rimandano all'antichità classica:
il fregio con gli angeli che reggono due ghirlande o il trono, che ricorda lo
spettatore di un sarcofago. La cornice, probabilmente progettata dallo stesso
Mantegna, è quella originale.
Probabilmente fu il primo buon esempio di arte rinascimentale a Verona. Fu un
modello per molti pittori, per esempio Girolamo dai Libri.
Basilica di San Zeno
Piazza San Zeno, 2, 37123 Verona VR
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