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"Bianca
come il latte, rossa come il sangue" è un romanzo di Alessandro D'Avenia
pubblicato nel 2010. La storia segue la vita di un adolescente di nome
Leo, che deve affrontare i problemi e le difficoltà della vita
quotidiana, tra cui la scuola, la famiglia e l'amore. Leo è un ragazzo
ribelle e impulsivo, ma la sua vita cambia quando incontra Beatrice, una
ragazza dolce e misteriosa. La loro relazione si sviluppa gradualmente,
mentre Leo inizia a maturare e ad affrontare le sfide della vita con più
coraggio e determinazione. "Bianca come il latte, rossa come il sangue"
è un romanzo emozionante e toccante che esplora temi come l'amore,
l'amicizia e la crescita personale.
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Un romanzo che racconta una storia d’amore
apparentemente normale, tra adolescenti, ma che dovrà fare i conti con
qualcosa di più grande dei protagonisti stessi, qualcosa contro
la quale combattere e dare se stessi, il meglio di se stessi.
Un romanzo veloce, raccontato da Leo, un
adolescente come tanti, con i suoi dubbi, le incertezze e le certezze,
le sue passioni, gli amori, gli amici.
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È lui il narratore, con i suoi
capelli simili alla criniera di un leone, tanto diversi dai capelli
rossi di Beatrice, la ragazza della quale è perdutamente innamorato. Il
romanzo è fatto di quattro storie parallele: quella tra Leo e
Beatrice, quella che narra l’amicizia tra Leo e Niko, compagni di calcio
e di musica, e la storia di un’amicizia profonda, quella tra uno
studente e un professore, il prof. Sognatore, che farà scoprire a Leo
l’importanza dei sogni; infine, quella tra Leo e Silvia, la ragazza che
sa leggere nella sua mente meglio di qualsiasi altra persona e che, a
volte, appare agli occhi di Leo come un angelo custode, dagli occhi
azzurri, belli come il mare.
I colori sono dei veri e propri
personaggi del libro: il bianco fa paura, il nero è il colore delle
righe, dell’inchiostro, il rosso quello della passione, dell’amore, dei
capelli di Beatrice, il blu è il colore del mare e degli occhi di
Silvia, il verde quello degli occhi di Beatrice; sono questi i colori
predominanti nel corso della storia. Un racconto costruito attraverso
parole semplici, come quelle che si mandano attraverso il T9 dei
cellulari, come quelle di una lettera d’amore mai spedita o di una
lettera che sa arrivare al cuore, semplici come quelle contenute in un
diario segreto, che narra la vita quotidiana di tanti ragazzi ed è in
grado di aprire una conversazione tra un’adolescente e Dio.
Un romanzo che si snoda tra sfide sul
motorino, partite a calcetto, le panchine di un parco, le mura
domestiche, le canzoni che scorrono alla radio: quelle suonate, quelle
cantate e quelle dedicate. Un libro che scorre tra lacrime versate al
buio, in silenzio, oppure condivise con le persone più importanti della
propria vita, scorre tra sms scritti e mai inviati, ma soprattutto
scorre tra i banchi di scuola. La scuola è resa meno noiosa grazie alle
lezioni di un supplente, un professore
diverso dagli altri, tale da meritare il soprannome di Sognatore
e che, attraverso la storia e la filosofia, riuscirà ad entrare nel
cuore dei suoi alunni. Durante una chiacchierata, riuscirà a far
comprendere l’importanza dei sogni, o meglio l’importanza di
averne uno e di inseguirlo a tutti i costi, anche se può far male o se
sembra impossibile da raggiungere. Anche Leo riesce a trovare il suo
sogno, ma il suo è diverso: lo porta a combattere contro una malattia
che infetta il sangue, che fa diventare bianco il rosso. Leo combatterà
contro questa malattia che sta distruggendo la donna che ama e che porta
lo stesso nome della donna amata da Dante.
È un romanzo che ci mostra l’età
adolescenziale in una maniera diversa, nuova, nella maniera che solo
un professore come Alessandro D’Avenia può scorgere. Bianca come il
latte, rossa come il sangue è un romanzo che fondamentalmente
scuote, sia i piccoli che i grandi: è un romanzo che corre via come la
vita, come l’adolescenza, corre come può correre un anno scolastico. Un
libro capace di emozionare, di raccontare nuovi e vecchi amori, legami
che si interrompono per poi riprendersi, in un ciclo che non avrà mai
fine.
Consigliamo questo libro a tutti, in
particolare ai giovani, per non perdere mai la voglia di sognare e
ricordarsi di assaporare ogni sfumatura che la vita sa donarci.
Questa frase, tratta dal libro, è capace di
rimanere per sempre nel cuore di chi lo ha letto, e allo stesso tempo di
emozionare chi ancora non lo ha letto:
"Mi sembra di vedere la mia pelle coperta di
mille pezze colorate. In fondo, tutta la vita non fa altro che
ritagliarti un vestito multicolore, a costo di tante notti insonni,
notti di rimasugli di altre vite cuciti insieme. Proprio quando ci
sentiamo più poveri la vita, come una madre, sa cucendo per noi il
vestito più bello".
Articolo di M. Cianciaruso per Informagiovani Italia
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