Cattedrale di Notre-Dame-des-Doms ad Avignone

Cattedrale di Notre-Dame-des-Doms ad Avignone

Anche se questo edificio impallidisce in confronto al vicino Palazzo dei Papi, la Cattedrale di Notre-Dame des Doms vale sicuramente una attenta visita. Questa bellissima cattedrale del XII secolo, dall'interno romanico, sorge dove si trovava una precedente chiesa paleocristiana accanto alla quale il vescovo aveva stabilito la propria residenza. L'etimologia infatti, 'de' Doms', deriverebbe dal latino Domus (episcopali) che significa appunto 'Casa del Vescovo'.

Cattedrale di Notre-Dame-des-DomsNel 731 venne saccheggiata dai Saraceni, ricostruita e riconsacrata l'8 ottobre 1111, secondo lo stile romanico provenzale. Originariamente la cattedrale era a navata unica, oggi ne ha due:la centrale e quella di sinistra. A destra vi sono solo delle cappelle. Queste ultime furono aggiunte, per la maggior parte ,sotto il pontificato del papa Giovanni XXII (1316-1334), nel periodo della Cattività Avignonese. L'originario campanile crollò nel 1405 e fu riedificato nel 1425 con una campana colossale di più di nove tonnellate. Durante la  Rivoluzione Francese la cattedrale subì saccheggi e venne adibita a prigione. Durante l'arcivescovato di mons. Du Pont (1835-1842) venne restaurata. I lavori sono proseguiti grazie all'aiuto dello Stato francese, che ne è proprietario.

Entrando attraverso la porta principale, i visitatori potranno notare i resti di affreschi di Simone Martini in grande pittore di Siena, sicuramente uno dei maggiori e più influenti artisti del Trecento italiano, l'unico in grado di contendere lo scettro a Giotto. (tra i suoi capolavori la Sala del Mappamondo nel Palazzo Pubblico a Siena e gli affreschi nella Basilica Inferiore di San Francesco ad Assisi dove si confrontò proprio con Giotto).   Degli  affreschi si Simone Martini che si trovavano nella cattedrale due lunette di portali e le corrispondenti sinopie, raffiguranti rispettivamente Cristo Benedicente tra Angeli e la Madonna dell'Umiltà tra Angeli e il Cardinale Stefaneschi, risalenti al 1336-1340 circa, si trovano oggi al Palazzo dei Papi di Avignone. Tra questi affreschi c'era anche quello di San Giorgio e il Drago, oggi perduto, ma che viene descritto dalle fonti come splendido.

All'interno della cattedrale, c'è un senso ispiratore di spazio e di intimità. Nella traversata verso sinistra si erge una sedia vescovile del XII secolo di marmo bianco; nella prima cappella laterale a nord si trova l'ex altare maggiore in stile romanico. La quarta cappella sul lato sud ospita un monumento tardo gotico di Giovanni XXII. Nella Cappella Battistero, si trovano affreschi del XV secolo che adornano le pareti. Gli affreschi raffigurano il Battesimo di Cristo. Una scultura in argento con a tema la Flagellazione di Cristo si trova nella navata nord. Sulla parte esterna della cattedrale, una splendida statua dorata della Madonna incorona la torre con le mani tese per accogliere i fedeli, anch'essa divenuta uno dei simboli della città.

La Cattedrale possiede un organo italiano dell'Ottocento e ha un Tesoro, che è attualmente ubicato nella Cappella funeraria di papa Giovanni XXII, visitabile dalle 16.30 alle 18.30 in estate, oppure dietro richiesta. Noi, per fortuna, abbiamo potuto vistarla.

Ciò che si trova esposto, a rotazione tra l'altro, è solo un infinitesima parte del reale tesoro di questa Cattedrale Avignonese. Essa infatti raccoglie in particolare i Vasi Sacri e le reliquie (ossa) di vari santi e martiri, frutto di donazioni di diversi personaggi (re, nobili, etc.) che vengono usati o esposti durante determinate celebrazioni liturgiche e non sono esposti normalmente.

Entrando, si nota immediatamente una statua giacente di un vescovo non identificato (Berton de Crillon?), che ha rimpiazzato quella del papa Giovanni XXII dopo la Restaurazione. La tomba di Jacques Dueze, Papa Giovanni XXII (Jean XXII in francese), che resse il soglio pontificio dal 1316 al 1334 è stata ricollocata nel 1990 esattamente nel punto dove si trovava la pietra sepolcrale del XIV secolo e praticamente segna il centro della croce della pianta della cappella. Il corpo non si trova più nel sarcofago: esso è scomparso dopo la profanazione commessa durante la Rivoluzione francese. La cattedrale ne conserva solo il cranio, in un reliquiario.

Il mausoleo è in pietra calcarea regionale, tutta bianca, simile ad un tempietto gotico, con alti pinnacoli e si trova al centro della cappella; in origine era policroma e decorata da una quarantina di statue di albastro attribuite a Jean Lavenier detto 'di Parigi'. Sulla sommità, la Santissima Trinità.

Il resto di un cuscino ha indicato la posizione del papa quando fu sepolto: è stato trovato rivolto verso Oriente, posizione di attesa nel ritorno di Cristo e nella sua Luce alla fine dei tempi. Presso la tomba del pontefice, nel muro est, vi è quella di suo nipote, cardinale Jacques de Via. La cappella è attribuita ad un artefice inglese, Hugues Wilfred ed era più piccola in origine, fu allargata nel XVI sec.Ha ogive eleganti, ornate da soggetti vigorosi: una Vergine in maestà e San Pietro come chiavi di volta; un leone, un animale 'mostruoso' montato da un cavaliere, che è scomparso; un personaggio affaticato che regge l'edificio sulla spalla; un cavallo infuriato che corre contro un guerriero; un centauro e un dragone che-forse-lottano; una sirena...Sono i motivi che spiccano all'occhio.

La cappella ha motivi originari, gotici, che si fondono armoniosamente con quelli più recenti, come le vetrate (1930) e il decoro monumentale di fondo(1600) e le quattro colonne provenienti da antichi edifici (romani?). Resta qualche traccia indecifrabile di dipinti sulle pareti.

La Cattedrale di Nostra Signora de' Doms è un luogo veramente straordinario, in cui si 'sente' il respiro degli avvenimenti qui svolti, tutti di primo piano nella storia medievale e rinascimentale, quando il potere temporale era ai livelli massimi. Forse il pensiero di quegli stessi eventi stemperano la solennità che incute la sua mole esteriore, a metà tra un luogo di culto e una fortezza. Quando la si scorge infatti, accanto al maestoso Palazzo dei Papi, sembra di rivedere un corteo medievale di prelati, papi, cavalieri e imperatori con il loro codazzo di fedeli, di risentire lo scalpiccio degli zoccoli, eppure oggi è tutto cambiato: tranquilli negozi di souvenirs, turisti multietnici e tanto sole fanno da cornice alla grande piazza in cui svettano.

La Cattedrale ha accolto re, incoronato papi (Innocenzo VI, Urbano V, Giovanni XXII); dato sepoltura a papa Benedetto XII e Giovanni XXII; incoronato Luigi d'Angiò in presenza del re Carlo V di Francia; vi fu canonizzato, tra gli altri, San Tommaso d'Aquino (1323). La prima processione del Corpus Domini partì proprio da qui e qui venne istituita la festa della Santissima Trinità (1334) da papa Giovanni XXII. Nel 1475 fu eretta a Metropoli da papa Sisto IV. Ben tre cardinali che erano stati membri del suo capitolo, diverranno papi (Giulio II, Anastasio IV e Adriano IV). Il cardinale Joseph Ratzinger, poi papa Benedetto XVI, nel 1995 venne qui a firmare il Libro d'Oro.

Indirizzo: Place du Palais, Avignone
 

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