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Cosa vedere a Sassuolo -
12
luoghi imperdibili da visitare
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Non ci si aspetta da Sassuolo,
piccola città emiliana famosa per la produzione di piastrelle e ceramiche,
la serie di attrazioni storiche e architettoniche che andiamo a
consigliare di seguito. Sarà perché in molti si fermano nelle vicine città
di provincia,
Modena
(il suo capoluogo),
Reggio Emilia
e
Parma
in primis, tutte raggiungibili in pochi minuti di strada (anche in
bicicletta) o forse perché la fama industriale prende troppo spesso il
sopravvento, considerata l’importanza mondiale. Di certo, la città merita
un’intera giornata, se non un pieno fine settimana di abbondanza turistica,
soprattutto se si considerano i momenti di relax da passare nel Centro
Termale della Salvarola. |
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Industrie dai marchi produttivi più noti circondano il centro storico in
tutti i suoi punti cardinali, nord, sud, est, ovest e sono un po' ovunque,
ma si fa presto – una volta passata la Circonvallazione di nordest e la
lunga via Radici in Piano – ad arrivare nel cuore di quella che fu la dimora
della Signoria estense e, ancor
prima, feudo di
Matilde di Canossa.
Vediamo di seguito i luoghi più
rappresentativi di Sassuolo:
Palazzo ducale di
Sassuolo
Proseguendo da Piazza Martiri verso via
Rocca, arriviamo al più vigoroso e raffinato emblema di Sassuolo,
reggia simbolo di una comunità intera. Nei secoli di splendore, il Palazzo
ducale di piazzale Della Rosa, nel cuore del centro storico, viene
indicato come una delle più importanti residenze barocche dell'Italia
settentrionale.
Fu residenza estiva dei duchi di Modena, opera dell’architetto di corte
Bartolomeo Avanzini, che lo ricostruì nella prima metà del Seicento al
posto del castello precedentemente fatto erigere dalla casata dei Pio.
Artefice della ricostruzione fu Francesco d’Este, che perduta Ferrara
volle portare il casato all’antico vigore. La facciata è elegante e
squisitamente raffinata, riprende il senso decorativo principalmente usato
dall’arte di Jean Boulanger, a cui si devono le opere interne.
Lasciano una vigorosa impronta artistica anche nomi del calibro del
Guercino, Giacomo Monti, Baldassarre Bianchi, Pier
Francesco Cittadini, Michelangelo Colonna. Gli ambienti interni
sono riccamente decorati e ogni sala si presenta con decorazioni tematiche:
belle e eleganti, raccontano il genio creativo dei maestri d’opera
dell’epoca barocca. Si ammirino in particolare gli affreschi del Piano
Nobile e nel complesso tutti i ventotto ambienti affrescati a tema, tra
cui la Camera del Genio, la Galleria del Bacco, la Sala
della fortuna, la Camera dell’amore, la Sala della Guardia,
la Sala dei Cavalli; gli appartamenti del duca e della duchessa sono
affrescati con scene mitologiche opera del Boulanger e dell’allievo
Pietro Galluzzi da
Urbino.
Nel cortile del Palazzo è sita la Fontana del Nettuno, di Antonio
Raggi, realizzata su progetto del Bernini. Fanno parte del
complesso la Peschiera e la cappella palatina dedicata a San
Francesco. La prima, anche nota con il nome di ‘Fontanazzo’, è
uno dei luoghi più suggestivi della città, e uno dei più fotografati: è
situata nei giardini ducali e offre una scenografia degna di un film
fantasy. Edificata a partire dalla metà del XVII secolo, raccoglie l’eredità
architettonica di quello che era l’antico fossato, e l’insieme dei mulini
dell’antico palazzo; sita nel luogo che fu esattamente occupato dalla parte
più antica della chiesa di San Francesco, quella del Trecento, poi demolita
nel corso della completa ristrutturazione del palazzo ducale. Oggi, questo
luogo così suggestivo si ammira per la grande vasca d’acqua sormontata da
pareti laterali in prospettiva, trasformate in affascinanti rovine, come se
si trattasse di una sorta di ‘natura pietrificata’. Il palazzo è oggi parte
del Ministero della Cultura MIBACT, gestito dalle Gallerie Estensi come polo
museale autonomo.
Piazzale della Rosa
41049 Sassuolo (MO)
Chiesa di San
Francesco in Rocca
La chiesa di San Francesco di Sassuolo è uno
dei monumenti più significativi del territorio emiliano, tipico esempio di
Barocco estense e luogo di forte tradizione per l’intera comunità. La
struttura non può prescindere dal Palazzo ducale, nasce infatti come
cappella Palatina per la famiglia d’Este. Nel Seicento vennero commissionati
i lavori di una nuova struttura, seguiti da diversi rimaneggiamenti che nel
complesso hanno tracciato l’architettura oggi presente. La ricostruzione
avvenne negli anni 1650-53 su progetto di Bartolomeo Avanzini e per
volere di Francesco d’Este. Fu creato un corridoio "segreto" tra
chiesa e Palazzo, ancora presente ma non visitabile, così da permettere alla
famiglia ducale il passaggio per assistere alle celebrazioni liturgiche. Tra
gli ultimi interventi, anche quelli degli anni ’90 dello scorso secolo,
voluti dal comitato per il restauro dell’Arciconfraternita del SS
Crocefisso. Se la facciata appare in qualche modo sobria, l’interno è
un’esplosione di meraviglia barocca. Strutturato ad aula unica con volta a
botte, si presenta completamente affrescato e riccamente decorato, con una
cappella mediana e due cappelle laterali minori: troviamo affreschi di
Jean Boulanger, e del suo allievo Guido Reni, così come
Michele Desubleo (detto Michele il fiammingo), all’epoca molto
attivo nel modenese, a cui si deve la Pala d’Altare con San Francesco in
estasi, di metà del Seicento. Il coro ligneo è opera di Antonio
Loraghi. Contribuirono alle decorazioni interne Baldassarre Bianchi
e Gian Giacomo Monti, esponenti della Scuola Bolognese,
maestri della prospettiva. All’interno della chiesa sono inoltre custoditi
due importanti reliquie: il Santissimo Crocifisso ‘Santo Tronco’, a
cui è dedicata la solenne processione del Giovedì Santo che precede la
Pasqua (unica esposizione del crocefisso ligneo ritenuto miracoloso). Il
corteo è molto partecipato dalla comunità cittadina e segue l’antico
percorso del 1500, anno in cui secondo la tradizione il crocefisso fu
portato dalla Turchia a Sassuolo. La giornata è celebrata con una profonda
convivialità religiosa e laica: oltre alla messa e alla processione,
troviamo anche tanta animazione, mercati di prodotti locali (gastronomia e
artigianato), arte da strada ed eventi vari. Nella parete opposta a quella
del Sacro Tronco, ben identificabile da un altare dorato riccamente
decorato, si trova la cosiddetta Madonna del Pellegrino, parte
d’affresco del Quattrocento staccato dal distrutto Oratorio di Santo
Stefano.
Piazzale della Rosa
41049 Sassuolo (MO)
Via Ciro Menotti
Anche i treni diretti alla stazione
ferroviaria di Sassuolo (tra quelle presenti in città) arrivano fino in
centro, in quella nota come Stazione di Sassuolo Radici, ma anche
nella vicina, a pochi metri di distanza, chiamata Sassuolo Terminal
(distinguibile dal piccolo edificio di largo Stazione Modena di fronte ai
bus). Da qui, dopo aver parcheggiato l’auto o essere scesi dal treno, per
necessità o preferenza, si procede comunque a piedi. Il cuore storico di
Sassuolo è a neanche cinque minuti a piedi. Si accede da Via Ciro Menotti,
una delle vie più frequentate, l’antica strada che conduceva a Modena. Il
recente rifacimento ne ha evidenziato l’utilità pedonale, come si noterà
dalla nuova pavimentazione, a tratti acciottolata. Si estende ai piedi di
una serie di bassi edifici in mattoni rossi, caratterizzati da numerose
attività commerciali: caffetterie, pasticcerie, negozi di abbigliamento e
concept store, come quello della Bottega Franzelli, in città sin dal
1890, specializzata in abbigliamento e oggettistica per la casa. Poco oltre,
in corrispondenza del civico 11 (in prossimità di piazza Risorgimento e
piazza Tricolore), il 22 novembre 1933, alla presenza di personaggi del
mondo del cinema e delle autorità, veniva inaugurato quello che oggi è
conosciuto come il Teatro Menotti. Un tempo era chiamato XCine,
diventato poi Cineteatro Milanese alla fine degli anni ’70 e quindi
Teatro dell’Elfo, fino a prendere il nome attuale, nel 2010. Lungo la
via, al civico 56, si trova la casa di Natale Cionini (1844-1919),
uno dei più importanti personaggi di Sassuolo, il quale (come è scritto
all’esterno del palazzo) fu avvocato e segretario del comune di Sassuolo,
nonché stimato studioso di araldica e numismatica, attivo protagonista della
vita politica e culturale della città nei decenni postunitari. A lui si deve
lo studio e la ricerca della storia di Sassuolo. Nella via si individua
anche la facciata della chiesa del complesso monastico di Santa Chiara, di
seguito esposta.
41049 Sassuolo (MO)
Chiesa di Santa
Chiara
Un meritato accenno va al complesso ex
Monastero di clausura e Chiesa di Santa Chiara di Sassuolo, del lontano
1613, completato dopo diversi anni. L’edificio fu soppresso dapprima nel
1798 a seguito delle leggi napoleoniche sugli istituti religiosi, diventando
in seguito ambiente per infermi (il nuovo ospedale operava nei locali
dell’ex monastero di Santa Chiara in contrada Case Nuove, attuale via Ciro
Menotti.
Passeggiando lungo la via, all’incirca a metà strada, si riconosce da subito
la facciata. L’interno della chiesa, che è ad unica navata, possiede un
perimetro rettangolare, con decori che si evidenziano tra colonne dalla
scenografia classicista, un grande baldacchino, altari laterali e dipinti.
Tra le opere d’arte presenti si apprezzano in particolare una Madonna
Addolorata del 1714 e un Crocifisso processionale in legno
intagliato e tela gessata, conservato all’interno di una cornice di legno
dorata. Si noterà anche l’altare maggiore del Seicento, la cui pala del
primo Settecento, raffigurante la Madonna con il bambino e Santi, è
opera di Sigismondo Caula, allievo di Jean Boulanger. Si
ammirano anche un dipinto raffigurante Salomè con la testa del Battista,
copia dell’originale oggi conservato a
Rennes,
commissionato a suo tempo al
Guercino per il Palazzo ducale, e una
Pietà di Annibale Carracci, altra copia dell’originale presente
al
Museo di Capodimonte
a
Napoli.
Nell’altare di destra si noterà anche la presenza della pala d’altare
rappresentante una Madonna in gloria di Antonio Paltrinieri,
artista locale, del Seicento. Oggi è possibile visitare l’interno della
chiesa di Santa Chiara previa prenotazione presso la parrocchia del Duomo
- Chiesa di San Giorgio.
via Ciro Menotti, snc
41049 Sassuolo (MO)
Piazza Garibaldi /
Piazza dell’Orologio
Via Menotti si estende per ulteriori 300
metri, allungandosi fino ad arrivare a due incroci e ad una delle piazze
principali della città: Piazza Giuseppe Garibaldi. Localmente
chiamata Piazza Piccola o anche Piazza dell’Orologio,
si distingue per essere circondata da edifici color rosa-ocra, completamente
porticati. Venne costruita nel lontano 1517, per volere dell’allora signore
di Sassuolo, Alessandro Pio, e costituisce il vero salotto cittadino,
usato per i
Festival ed eventi di Sassuolo
(vedi il link in evidenza per maggiori informazioni), incluso il Festival
della Filosofia, e dove potersi rilassare al tavolo di una delle
caffetterie e dei ristoranti sotto i portici. Nella piazza ha sede uno dei
più importanti edifici della città (descritto meglio in seguito), la
Torre dell’Orologio. Il Palazzo della Ragione e dell’Osteria
della Posta furono i primi edifici ad essere costruiti attorno alla
piazza, mentre la Torre civica di Sassuolo, comunemente detta
dai sassolesi Il Campanone, venne progettata nel 1676 da Antonio
Loraghi, per volere di Francesco II d’Este. Altri edifici presero
man mano sede e oggi la Piazza conserva ancora sostanzialmente un aspetto
settecentesco. Non si manchi di notare la presenza delle cosiddette
‘canalette’ di Sassuolo, dei piccoli canalini scoperti con l’acqua che
scorre all’interno, molto simili a quelli di altre città (come i bächle,
i canaletti di
Friburgo)
e che attraversavano in passato l’intero centro storico cittadino. Nella
piazza si trova anche il Monumento ai Caduti della Prima guerra mondiale,
costruito nel 1921 da Giuseppe Graziosi. Una lapide ricorda il
passaggio in città di Giuseppe Garibaldi (2 novembre 1859), prima
dell'inizio della spedizione dei Mille. La piazza è anche sede dei numerosi
mercati cittadini di Sassuolo (che per tradizione sono anche
dislocati in altri punti diversi del centro, come Piazza Libertà e Piazza
Martiri): il mercato del sabato (primo sabato di ogni mese per opere di
pittura, scultura e grafica, mobili, oggettistica, anche vintage), il
mercato settimanale del martedì e del venerdì, il mercato stagionale delle
domeniche di ottobre (solo al mattino).
41049 Sassuolo (MO)
Torre dell'Orologio
La Torre Civica di Piazza Garibaldi –
detta anche del Campanone – domina la piazza e si caratterizza per il
grande orologio (l’attuale donato dalle Ceramiche Marazzi, venne
collocato circa cinquant’anni fa) e il grande portico inferiore nel cui
interno è ospitato il Monumento ai Caduti. La torre fu edificata tra il 1676
e il 1680 secondo un progetto di Antonio Loraghi, per volere di
Francesco d’Este, indiscusso signore della città. Da allora, la piazza
che la ospita viene comunemente chiamata "Piazza dell’Orologio" (quando non
piazza piccola). Nel XIX venne collocata nella nicchia della balconata
un’opera in terracotta, raffigurante una Madonna in trono col Bambino (Madonna
del Ringraziamento), di Antonio Pulici. Nel 1798, nella cella
campanaria ubicata nel tamburo ottagonale trovarono sede le quattro statue
in marmo raffiguranti le Età rigenerate. A seguito di gravi dissesti
statici, nel 1822 l’architetto di corte Giuseppe Maria Soli
(1745-1822) fu incaricato di progettare una ristrutturazione. La bella
statua al Monumento ai Caduti (del 1921) venne realizzata in bronzo, tramite
fusione a cera persa: è opera dello scultore Giuseppe Graziosi
(1879-1942) e si presenta con un basamento in marmo rosso di Verona, su cui
è sita l’epigrafe realizzata con caratteri a rilievo. Il monumento si
trovava un tempo al centro della piazza, poi trasferito nel parco delle
Rimembranze e definitivamente nella sua pozione attuale dal 1966.
Piazza Garibaldi
41049 Sassuolo (MO)
Piazza Martiri
Piazza Martiri è una delle storiche piazze
della città (anche chiamata Piazza Grande dagli abitanti del
posto) e sede del mercato settimanale. Si distingue per la cosiddetta
Guglia posta davanti al Duomo di San Giorgio, situato in un
angolo di uno dei suoi lati. È dedicata ai martiri partigiani e insieme a
Piazzale della Rosa, e alla stessa Piazza Garibaldi, costituisce il fulcro
del centro storico di Sassuolo. Trovandosi in antichità lungo il crocevia
delle due principali strade cittadine, da quando venne edificata, nel 1500,
è anche nota come ‘piazza del bestiame’: in questo stesso luogo, infatti,
nel 1503, prese il via la fiera mercato senza dazi e imposte voluta da
Eleonora Bentivoglio, vedova di Gilberto Pio, signore di
Sassuolo, la cui eredità oggi si può apprezzare nell’evento noto come
Fiera di Ottobre. Nel tempo la piazza fu notevolmente rimaneggiata ai
lati, con l’abbattimento di vecchi edifici e la costruzione di nuovi,
anch’essi dotati di portici (come la piazza Garibaldi/dell’Orologio). La
Guglia di Piazza Martiri di Sassuolo altro non è che un obelisco,
un simbolo per la comunità, voluto da Marco III Pio di Savoia
(1567-1599). Costui, non solo fu l’ultimo signore di Sassuolo ma anche
fratellastro di Marianna de Leyva, colei che è passata alla storia
(‘letteraria’) come la Monaca di Monza).
Si noti l’iscrizione ‘Marcus Pius de Sabaudia Princeps Saxoli’. Il sabato
mattina nella piazza si svolge il Mercato contadino, così come il
Mercato settimanale del martedì e del venerdì, oltre quello della
Fiera di Ottobre la domenica e della Fiera dei Tiramolla, il
Giovedì Santo antecedente la Pasqua.
41049 Sassuolo (MO)
Duomo di Sassuolo
Dedicato a San Giorgio, santo patrono
della città, il Duomo di Sassuolo si caratterizza per il raffinato
stile settecentesco, tipico del Barocco e del Rococò. Si vada
oltre la piazza Martiri e il parcheggio che ospita; sul lato, in vico
Carandine, si noterà la facciata in mattoni rossi del Duomo, che ospita
all’interno decorazioni artistiche degne d’essere ammirate. Spiccano i
decori degli stucchi color pastello e la grande pala d’altare seicentesca di
Jean Boulanger, pittore di corte della famiglia d’Este che qui ha
eseguito una
Madonna, il Bambino e i Santi protettori di Sassuolo. La prima
fondazione della chiesa risale al XIV secolo, edificata come dipendenza
della rettoria della Pieve di Castellarano. Ne 1629 assunse al rango
di Collegiata. Nell’edificio vennero effettuati numerosi interventi di
ristrutturazione, nell’ultimo ventennio del Cinquecento e verso la fine del
secolo successivo; per questo oggi poco rimane di quella prima struttura. È
il Settecento ad evidenziarsi, con i lavori di Pietro Bezzi,
architetto ducale a cui venne affidata la ristrutturazione. Costui effettuò
i primi lavori nel 1755 ottenendo un primo completo rifacimento, proseguito
pochi anni dopo Domenico Lucenti e Giovanni Battista. La
consacrazione della chiesa avvenne nel 1881, ben prima dei suoi continui
restauri: del 1929, del 1970, del 2000 e di recente, del 2021. L’ultima
restaurazione ha restituito alla struttura l’originale colorazione, mentre
l’interno conserva le raffinate decorazione a stucco del Settecento e i
rilievi realizzati da Antonio Schiassi, Giuseppe Caselgrandi e
Fra’ Stefano da Carpi. Si apprezzano in particolare la navata
centrale con l’altare maggiore e la sua Pala Boulanger (prima
metà del Seicento), il coro ligneo, i pilastri della navata decorati
con ceramica smaltata della Fabbrica Rubbiani e la pala di Antonio
Bresciani (pala con San Paolo, Antonio abate e Teresa d'?vila
adoranti la croce (1770). Notevoli anche alcune belle tele del pittore
modenese Francesco Vellani, tra cui la pala San Camillo de Lellis
che benedice un moribondo. Nell’altare da sinistra si trova un’altra
Madonna del Carmine, dello
scultore sassolese Ciro Zironi. Nella chiesa è custodita l’urna
contenente i resti di San Ruffino Martire.
Vico Carandine / Piazza Martiri Partigiani
41049 Sassuolo (MO)
Castello di
Montegibbio
Da sempre caro all’intera comunità locale,
il castello di Sassuolo è un’eccellenza storica dell’intero
territorio. È situato alla sommità di
una delle colline che circondano Sassuolo, a circa 6 km dal centro, immerso
in un paesaggio naturale di sicura suggestione. Si riconoscono in
particolare il palazzo marchionale e la torre castellana, con il mastio, che
conserva ancora l'originario portale sopraelevato, seppur alterato, la torre
campanaria, a cui si collega la canonica, e all’interno la chiesa di San
Pietro Martire. Sono inoltre presenti la colombaia, il fienile, l’orto e
l'Acetaia Comunale di Sassuolo, visitabile su prenotazione, istituita
nel 2003 e curata dai custodi dell’arte dell’Aceto Balsamico Tradizionale
di Modena. Attualmente è possibile visitare il parco e la corte (in
particolare nel periodo estivo per eventi culturali), il resto su
prenotazione. Tutta la storia del castello racconta di vicende importanti.
La sua costruzione è datata 920, inizialmente edificato per i canonici del
Duomo di Parma
sulla riva orientale del fiume Secchia, a difesa degli attacchi degli
Ungari. Ma è con i Canossa che il Castellum de Monte Gibuli racconta
la sua storia più significativa, in particolare per vicende legate alle
lotte tra Guelfi e Ghibellini e ancor di più con Matilde di Canossa,
uno dei personaggi storici più importanti del medioevo, avendone ereditato
la struttura e il territorio dal padre Bonifacio di Toscana. Divenne
parte di una "triplice cerchia di castelli"
del territorio modenese ed emiliano a difesa dei territori dei Canossa. Il
castello finì nelle mani dei Della Rosa di Sassuolo (di fazione
guelfa), quindi distrutto nel Trecento da Francesco Bonacolsi,
Capitano del Popolo di Modena e alleato dei Visconti, per essere
ricostruito l'anno successivo per mano degli Estensi. A seguito di un
terremoto nel 1501, rimase quindi abbandonato per oltre un secolo, quindi
ricostruito dalla famiglia nobile Boschetti di Modena, costituendovi
un marchesato, fino al 1676. Nei secoli successivi la sua proprietà cambiò
diverse volte, fino alla famiglia Borsari di Finale Emilia, nel
Novecento, passando infine al comune di Sassuolo nel 1971.
Il parco giardino Giuseppe Medici
all’interno del castello è di circa 30 ettari ed è d’interesse botanico, con
piante arboree secolari, tra pini silvestri, querce e castagni.
Via Cà del Chierico
41049 Sassuolo (MO)
Museo Bertozzi
e Casoni
Un eccellenza nel suo genere, il primo museo
con mostra permanente d’arte contemporanea dedicata alla ceramica. Ospitato
nel piano terra della Cavallerizza Ducale di Sassuolo, risplende
grazie al restauro di Franco Stefani e dello Studio Pincelli.
L’esposizione unisce opere create con materiali tipici del territorio
(ricordiamolo, Sassuolo è la capitale mondiale dell’industria delle
piastrelle e della ceramica) a tecniche innovative, industriali e
tecnologiche. Il museo nasce dalle collezioni organizzate sin dagli anni ’80
dello scorso secolo in vari musei e gallerie del settore (tra cui Ca’ Pesaro
a Venezia, Castello Sforzesco di Milano, Biennale di Venezia, Expo di
Milano, Tate Liverpool e All Visual Arts di Londra), confluendo all’inizio
del nuovo secolo in un unico prestigioso luogo. Il museo, innovativo e unico
nel suo genere, offre la possibilità di fruire delle opere dei maestri della
ceramica contemporanea Giampaolo Bertozzi e Stefano Dal Monte
Casoni.
C/O Cavallerizza Ducale
Via Racchetta, 4
41049 Sassuolo (MO)
Terme della Salvarola
Le Terme di Sassuolo, già note ai tempi dei Romani ed immerse nel
verde, sono ancora oggi un luogo molto frequentato. Usufruiscono delle sorgenti della Salvarola, note sin
dall’antichità. Sono situate a circa 4 km dal centro di Sassuolo, non
lontane dal castello di Montegibbio. Le acque salsobromoiodiche e solfuree
sono conosciute sin dai tempi Romani e dal Medioevo, quando venivano usate
anche dai Canossa, dalla stessa Matilde, per poi diventare verso la fine dell’Ottocento un primo
centro benessere usufruibile dalle classi borghesi e aristocratiche
dell’epoca. Grazie ad un cittadino sassolese, il dottor Moreali, fu
infatti tentato il ripristino della sorgente dopo un periodo di lungo
abbandono, che servì in seguito alla creazione di un complesso alberghiero,
alla cui gestione contribuì l’avvocato Luigi Rognoni nel 1884. Furono
create delle terme dotate di una sala per inalazione d’avanguardia in
Italia, con il termocompressore del tipo Koerting. Oggi, si apprezza
in particolare lo stile liberty della facciata dello stabilimento,
che risale al 1910 ed è opera dell’architetto modenese Pietro Carani.
Le sorgenti termali sono di tipo solfuro-carbonico, salso-bromo-iodico e
solfuro-bicarbonato-magnesico. Attualmente offrono diversi servizi
benessere, utili non solo per le cure idro-fango-termali, ma anche quelle di
tipo ginecologico e idropinico. Sono incluse le convenzioni con il servizio
sanitario nazionale. Con il Centro Benessere Termale Balnea, le terme
sono aperte tutto l’anno e sono immerse in un ampio parco circondato dalla
natura delle colline di Sassuolo. Cinque fra vasche e piscine a
diverse temperature per trattamenti curativi ed estetici bagno di vapore e
sauna purificanti, per inalazioni, aerosol, irrigazioni, bagni, docce nasali
e massaggi.
Ingresso
-fino al 5 novembre: da lunedì
al venerdì 7-19, sabato 7-12; dal 7 novembre al 17
dicembre: da lunedì a venerdì 8-17. 30, sabato 8-1 2
- percorsi benessere: da lunedì a sabato giornaliero 29
euro, domenica e festivi 32 euro.
Indirizzo
Via Salvarola, 131
41049 Sassuolo (MO)
Chiesa di San
Giuseppe
La Chiesa di San Giuseppe, facente parte dell'antico
Convento dei Gesuiti, è il pantheon della famiglia Pio ed è
dotata di un organo monumentale decorato da statue a tutto
tondo, eseguite su disegno dell'Avanzini.
Bibliografia
. Comune di Sassuolo (sito ufficiale)
. Visit Sassuolo – Pro Loco di Sassuolo
. Luca Silingardi "La delizia a piccole dosi: storia e arte di Sassuolo"
. Arciconfraternita del SS. Crocifisso (sito
ufficiale)
. Hotel Terme Salvarola (sito ufficiale)
Sito del Comune di Sassuolo, Chiesa di Santa
Chiera
Luca Silingardi "La delizia a piccole dosi:
storia e arte di Sassuolo"
Comune di Sassuolo, Palazzo ducale
Comune di Sassuolo, Castello di Montegibbio
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