Cosa vedere a Sassuolo

Cosa vedere a Sassuolo - 12 luoghi imperdibili da visitare

 

INDICE

Non ci si aspetta da Sassuolo, piccola città emiliana famosa per la produzione di piastrelle e ceramiche, la serie di attrazioni storiche e architettoniche che andiamo a consigliare di seguito. Sarà perché in molti si fermano nelle vicine città di provincia, Modena (il suo capoluogo), Reggio Emilia e Parma in primis, tutte raggiungibili in pochi minuti di strada (anche in bicicletta) o forse perché la fama industriale prende troppo spesso il sopravvento, considerata l’importanza mondiale. Di certo, la città merita un’intera giornata, se non un pieno fine settimana di abbondanza turistica, soprattutto se si considerano i momenti di relax da passare nel Centro Termale della Salvarola.

Industrie dai marchi produttivi più noti circondano il centro storico in tutti i suoi punti cardinali, nord, sud, est, ovest e sono un po' ovunque, ma si fa presto – una volta passata la Circonvallazione di nordest e la lunga via Radici in Piano – ad arrivare nel cuore di quella che fu la dimora della Signoria estense e, ancor prima, feudo di Matilde di Canossa. Vediamo di seguito i luoghi più rappresentativi di Sassuolo:

Palazzo ducale di Sassuolo

Palazzo ducale di SassuoloProseguendo da Piazza Martiri verso via Rocca, arriviamo al più vigoroso e raffinato emblema di Sassuolo, reggia simbolo di una comunità intera. Nei secoli di splendore, il Palazzo ducale di piazzale Della Rosa, nel cuore del centro storico, viene indicato come una delle più importanti residenze barocche dell'Italia settentrionale[3]. Fu residenza estiva dei duchi di Modena, opera dell’architetto di corte Bartolomeo Avanzini, che lo ricostruì nella prima metà del Seicento al posto del castello precedentemente fatto erigere dalla casata dei Pio. Artefice della ricostruzione fu Francesco d’Este, che perduta Ferrara volle portare il casato all’antico vigore. La facciata è elegante e squisitamente raffinata, riprende il senso decorativo principalmente usato dall’arte di Jean Boulanger, a cui si devono le opere interne. Lasciano una vigorosa impronta artistica anche nomi del calibro del Guercino, Giacomo Monti, Baldassarre Bianchi, Pier Francesco Cittadini, Michelangelo Colonna. Gli ambienti interni sono riccamente decorati e ogni sala si presenta con decorazioni tematiche: belle e eleganti, raccontano il genio creativo dei maestri d’opera dell’epoca barocca. Si ammirino in particolare gli affreschi del Piano Nobile e nel complesso tutti i ventotto ambienti affrescati a tema, tra cui la Camera del Genio, la Galleria del Bacco, la Sala della fortuna, la Camera dell’amore, la Sala della Guardia, la Sala dei Cavalli; gli appartamenti del duca e della duchessa sono affrescati con scene mitologiche opera del Boulanger e dell’allievo Pietro Galluzzi da Urbino. Nel cortile del Palazzo è sita la Fontana del Nettuno, di Antonio Raggi, realizzata su progetto del Bernini. Fanno parte del complesso la Peschiera e la cappella palatina dedicata a San Francesco. La prima, anche nota con il nome di ‘Fontanazzo’, è uno dei luoghi più suggestivi della città, e uno dei più fotografati: è situata nei giardini ducali e offre una scenografia degna di un film fantasy. Edificata a partire dalla metà del XVII secolo, raccoglie l’eredità architettonica di quello che era l’antico fossato, e l’insieme dei mulini dell’antico palazzo; sita nel luogo che fu esattamente occupato dalla parte più antica della chiesa di San Francesco, quella del Trecento, poi demolita nel corso della completa ristrutturazione del palazzo ducale. Oggi, questo luogo così suggestivo si ammira per la grande vasca d’acqua sormontata da pareti laterali in prospettiva, trasformate in affascinanti rovine, come se si trattasse di una sorta di ‘natura pietrificata’. Il palazzo è oggi parte del Ministero della Cultura MIBACT, gestito dalle Gallerie Estensi come polo museale autonomo.

Piazzale della Rosa

41049 Sassuolo (MO)

 

Chiesa di San Francesco in Rocca

Chiesa di San Francesco in RoccaLa chiesa di San Francesco di Sassuolo è uno dei monumenti più significativi del territorio emiliano, tipico esempio di Barocco estense e luogo di forte tradizione per l’intera comunità. La struttura non può prescindere dal Palazzo ducale, nasce infatti come cappella Palatina per la famiglia d’Este. Nel Seicento vennero commissionati i lavori di una nuova struttura, seguiti da diversi rimaneggiamenti che nel complesso hanno tracciato l’architettura oggi presente. La ricostruzione avvenne negli anni 1650-53 su progetto di Bartolomeo Avanzini e per volere di Francesco d’Este. Fu creato un corridoio "segreto" tra chiesa e Palazzo, ancora presente ma non visitabile, così da permettere alla famiglia ducale il passaggio per assistere alle celebrazioni liturgiche. Tra gli ultimi interventi, anche quelli degli anni ’90 dello scorso secolo, voluti dal comitato per il restauro dell’Arciconfraternita del SS Crocefisso. Se la facciata appare in qualche modo sobria, l’interno è un’esplosione di meraviglia barocca. Strutturato ad aula unica con volta a botte, si presenta completamente affrescato e riccamente decorato, con una cappella mediana e due cappelle laterali minori: troviamo affreschi di Jean Boulanger, e del suo allievo Guido Reni, così come Michele Desubleo (detto Michele il fiammingo), all’epoca molto attivo nel modenese, a cui si deve la Pala d’Altare con San Francesco in estasi, di metà del Seicento. Il coro ligneo è opera di Antonio Loraghi. Contribuirono alle decorazioni interne Baldassarre Bianchi e Gian Giacomo Monti, esponenti della Scuola Bolognese, maestri della prospettiva. All’interno della chiesa sono inoltre custoditi due importanti reliquie: il Santissimo Crocifisso ‘Santo Tronco’, a cui è dedicata la solenne processione del Giovedì Santo che precede la Pasqua (unica esposizione del crocefisso ligneo ritenuto miracoloso). Il corteo è molto partecipato dalla comunità cittadina e segue l’antico percorso del 1500, anno in cui secondo la tradizione il crocefisso fu portato dalla Turchia a Sassuolo. La giornata è celebrata con una profonda convivialità religiosa e laica: oltre alla messa e alla processione, troviamo anche tanta animazione, mercati di prodotti locali (gastronomia e artigianato), arte da strada ed eventi vari. Nella parete opposta a quella del Sacro Tronco, ben identificabile da un altare dorato riccamente decorato, si trova la cosiddetta Madonna del Pellegrino, parte d’affresco del Quattrocento staccato dal distrutto Oratorio di Santo Stefano.

Piazzale della Rosa

41049 Sassuolo (MO)

 

Via Ciro Menotti

Via Ciro MenottiAnche i treni diretti alla stazione ferroviaria di Sassuolo (tra quelle presenti in città) arrivano fino in centro, in quella nota come Stazione di Sassuolo Radici, ma anche nella vicina, a pochi metri di distanza, chiamata Sassuolo Terminal (distinguibile dal piccolo edificio di largo Stazione Modena di fronte ai bus). Da qui, dopo aver parcheggiato l’auto o essere scesi dal treno, per necessità o preferenza, si procede comunque a piedi. Il cuore storico di Sassuolo è a neanche cinque minuti a piedi. Si accede da Via Ciro Menotti, una delle vie più frequentate, l’antica strada che conduceva a Modena. Il recente rifacimento ne ha evidenziato l’utilità pedonale, come si noterà dalla nuova pavimentazione, a tratti acciottolata. Si estende ai piedi di una serie di bassi edifici in mattoni rossi, caratterizzati da numerose attività commerciali: caffetterie, pasticcerie, negozi di abbigliamento e concept store, come quello della Bottega Franzelli, in città sin dal 1890, specializzata in abbigliamento e oggettistica per la casa. Poco oltre, in corrispondenza del civico 11 (in prossimità di piazza Risorgimento e piazza Tricolore), il 22 novembre 1933, alla presenza di personaggi del mondo del cinema e delle autorità, veniva inaugurato quello che oggi è conosciuto come il Teatro Menotti. Un tempo era chiamato XCine, diventato poi Cineteatro Milanese alla fine degli anni ’70 e quindi Teatro dell’Elfo, fino a prendere il nome attuale, nel 2010. Lungo la via, al civico 56, si trova la casa di Natale Cionini (1844-1919), uno dei più importanti personaggi di Sassuolo, il quale (come è scritto all’esterno del palazzo) fu avvocato e segretario del comune di Sassuolo, nonché stimato studioso di araldica e numismatica, attivo protagonista della vita politica e culturale della città nei decenni postunitari. A lui si deve lo studio e la ricerca della storia di Sassuolo. Nella via si individua anche la facciata della chiesa del complesso monastico di Santa Chiara, di seguito esposta.

41049 Sassuolo (MO)

Chiesa di Santa Chiara

Via Ciro MenottiUn meritato accenno va al complesso ex Monastero di clausura e Chiesa di Santa Chiara di Sassuolo, del lontano 1613, completato dopo diversi anni. L’edificio fu soppresso dapprima nel 1798 a seguito delle leggi napoleoniche sugli istituti religiosi, diventando in seguito ambiente per infermi (il nuovo ospedale operava nei locali dell’ex monastero di Santa Chiara in contrada Case Nuove, attuale via Ciro Menotti[1]. Passeggiando lungo la via, all’incirca a metà strada, si riconosce da subito la facciata. L’interno della chiesa, che è ad unica navata, possiede un perimetro rettangolare, con decori che si evidenziano tra colonne dalla scenografia classicista, un grande baldacchino, altari laterali e dipinti. Tra le opere d’arte presenti si apprezzano in particolare una Madonna Addolorata del 1714 e un Crocifisso processionale in legno intagliato e tela gessata, conservato all’interno di una cornice di legno dorata. Si noterà anche l’altare maggiore del Seicento, la cui pala del primo Settecento, raffigurante la Madonna con il bambino e Santi, è opera di Sigismondo Caula, allievo di Jean Boulanger. Si ammirano anche un dipinto raffigurante Salomè con la testa del Battista, copia dell’originale oggi conservato a Rennes, commissionato a suo tempo al Guercino per il Palazzo ducale, e una Pietà di Annibale Carracci, altra copia dell’originale presente al Museo di Capodimonte a Napoli. Nell’altare di destra si noterà anche la presenza della pala d’altare rappresentante una Madonna in gloria di Antonio Paltrinieri, artista locale, del Seicento. Oggi è possibile visitare l’interno della chiesa di Santa Chiara previa prenotazione presso la parrocchia del Duomo - Chiesa di San Giorgio.

via Ciro Menotti, snc

41049 Sassuolo (MO)

Piazza Garibaldi / Piazza dell’Orologio

Via Ciro MenottiVia Menotti si estende per ulteriori 300 metri, allungandosi fino ad arrivare a due incroci e ad una delle piazze principali della città: Piazza Giuseppe Garibaldi. Localmente chiamata Piazza Piccola o anche Piazza dell’Orologio, si distingue per essere circondata da edifici color rosa-ocra, completamente porticati. Venne costruita nel lontano 1517, per volere dell’allora signore di Sassuolo, Alessandro Pio, e costituisce il vero salotto cittadino, usato per i Festival ed eventi di Sassuolo (vedi il link in evidenza per maggiori informazioni), incluso il Festival della Filosofia, e dove potersi rilassare al tavolo di una delle caffetterie e dei ristoranti sotto i portici. Nella piazza ha sede uno dei più importanti edifici della città (descritto meglio in seguito), la Torre dell’Orologio. Il Palazzo della Ragione e dell’Osteria della Posta furono i primi edifici ad essere costruiti attorno alla piazza, mentre la Torre civica di Sassuolo, comunemente detta dai sassolesi Il Campanone, venne progettata nel 1676 da Antonio Loraghi, per volere di Francesco II d’Este. Altri edifici presero man mano sede e oggi la Piazza conserva ancora sostanzialmente un aspetto settecentesco. Non si manchi di notare la presenza delle cosiddette ‘canalette’ di Sassuolo, dei piccoli canalini scoperti con l’acqua che scorre all’interno, molto simili a quelli di altre città (come i bächle, i canaletti di Friburgo) e che attraversavano in passato l’intero centro storico cittadino. Nella piazza si trova anche il Monumento ai Caduti della Prima guerra mondiale, costruito nel 1921 da Giuseppe Graziosi. Una lapide ricorda il passaggio in città di Giuseppe Garibaldi (2 novembre 1859), prima dell'inizio della spedizione dei Mille. La piazza è anche sede dei numerosi mercati cittadini di Sassuolo (che per tradizione sono anche dislocati in altri punti diversi del centro, come Piazza Libertà e Piazza Martiri): il mercato del sabato (primo sabato di ogni mese per opere di pittura, scultura e grafica, mobili, oggettistica, anche vintage), il mercato settimanale del martedì e del venerdì, il mercato stagionale delle domeniche di ottobre (solo al mattino).

41049 Sassuolo (MO)

Torre dell'Orologio

Torre dell'OrologioLa Torre Civica di Piazza Garibaldi – detta anche del Campanone – domina la piazza e si caratterizza per il grande orologio (l’attuale donato dalle Ceramiche Marazzi, venne collocato circa cinquant’anni fa) e il grande portico inferiore nel cui interno è ospitato il Monumento ai Caduti. La torre fu edificata tra il 1676 e il 1680 secondo un progetto di Antonio Loraghi, per volere di Francesco d’Este, indiscusso signore della città. Da allora, la piazza che la ospita viene comunemente chiamata "Piazza dell’Orologio" (quando non piazza piccola). Nel XIX venne collocata nella nicchia della balconata un’opera in terracotta, raffigurante una Madonna in trono col Bambino (Madonna del Ringraziamento), di Antonio Pulici. Nel 1798, nella cella campanaria ubicata nel tamburo ottagonale trovarono sede le quattro statue in marmo raffiguranti le Età rigenerate. A seguito di gravi dissesti statici, nel 1822 l’architetto di corte Giuseppe Maria Soli (1745-1822) fu incaricato di progettare una ristrutturazione. La bella statua al Monumento ai Caduti (del 1921) venne realizzata in bronzo, tramite fusione a cera persa: è opera dello scultore Giuseppe Graziosi (1879-1942) e si presenta con un basamento in marmo rosso di Verona, su cui è sita l’epigrafe realizzata con caratteri a rilievo. Il monumento si trovava un tempo al centro della piazza, poi trasferito nel parco delle Rimembranze e definitivamente nella sua pozione attuale dal 1966.

Piazza Garibaldi

41049 Sassuolo (MO)

Piazza Martiri

Piazza MartiriPiazza Martiri è una delle storiche piazze della città (anche chiamata Piazza Grande dagli abitanti del posto) e sede del mercato settimanale. Si distingue per la cosiddetta Guglia posta davanti al Duomo di San Giorgio, situato in un angolo di uno dei suoi lati. È dedicata ai martiri partigiani e insieme a Piazzale della Rosa, e alla stessa Piazza Garibaldi, costituisce il fulcro del centro storico di Sassuolo. Trovandosi in antichità lungo il crocevia delle due principali strade cittadine, da quando venne edificata, nel 1500, è anche nota come ‘piazza del bestiame’: in questo stesso luogo, infatti, nel 1503, prese il via la fiera mercato senza dazi e imposte voluta da Eleonora Bentivoglio, vedova di Gilberto Pio, signore di Sassuolo, la cui eredità oggi si può apprezzare nell’evento noto come Fiera di Ottobre. Nel tempo la piazza fu notevolmente rimaneggiata ai lati, con l’abbattimento di vecchi edifici e la costruzione di nuovi, anch’essi dotati di portici (come la piazza Garibaldi/dell’Orologio). La Guglia di Piazza Martiri di Sassuolo altro non è che un obelisco, un simbolo per la comunità, voluto da Marco III Pio di Savoia (1567-1599). Costui, non solo fu l’ultimo signore di Sassuolo ma anche fratellastro di Marianna de Leyva, colei che è passata alla storia (‘letteraria’) come la Monaca di Monza)[2]. Si noti l’iscrizione ‘Marcus Pius de Sabaudia Princeps Saxoli’. Il sabato mattina nella piazza si svolge il Mercato contadino, così come il Mercato settimanale del martedì e del venerdì, oltre quello della Fiera di Ottobre la domenica e della Fiera dei Tiramolla, il Giovedì Santo antecedente la Pasqua.

41049 Sassuolo (MO)

Duomo di Sassuolo

Duomo di SassuoloDedicato a San Giorgio, santo patrono della città, il Duomo di Sassuolo si caratterizza per il raffinato stile settecentesco, tipico del Barocco e del Rococò. Si vada oltre la piazza Martiri e il parcheggio che ospita; sul lato, in vico Carandine, si noterà la facciata in mattoni rossi del Duomo, che ospita all’interno decorazioni artistiche degne d’essere ammirate. Spiccano i decori degli stucchi color pastello e la grande pala d’altare seicentesca di Jean Boulanger, pittore di corte della famiglia d’Este che qui ha eseguito una Madonna, il Bambino e i Santi protettori di Sassuolo. La prima fondazione della chiesa risale al XIV secolo, edificata come dipendenza della rettoria della Pieve di Castellarano. Ne 1629 assunse al rango di Collegiata. Nell’edificio vennero effettuati numerosi interventi di ristrutturazione, nell’ultimo ventennio del Cinquecento e verso la fine del secolo successivo; per questo oggi poco rimane di quella prima struttura. È il Settecento ad evidenziarsi, con i lavori di Pietro Bezzi, architetto ducale a cui venne affidata la ristrutturazione. Costui effettuò i primi lavori nel 1755 ottenendo un primo completo rifacimento, proseguito pochi anni dopo Domenico Lucenti e Giovanni Battista. La consacrazione della chiesa avvenne nel 1881, ben prima dei suoi continui restauri: del 1929, del 1970, del 2000 e di recente, del 2021. L’ultima restaurazione ha restituito alla struttura l’originale colorazione, mentre l’interno conserva le raffinate decorazione a stucco del Settecento e i rilievi realizzati da Antonio Schiassi, Giuseppe Caselgrandi e Fra’ Stefano da Carpi. Si apprezzano in particolare la navata centrale con l’altare maggiore e la sua Pala Boulanger (prima metà del Seicento), il coro ligneo, i pilastri della navata decorati con ceramica smaltata della Fabbrica Rubbiani e la pala di Antonio Bresciani (pala con San Paolo, Antonio abate e Teresa d'?vila adoranti la croce (1770). Notevoli anche alcune belle tele del pittore modenese Francesco Vellani, tra cui la pala San Camillo de Lellis che benedice un moribondo.  Nell’altare da sinistra si trova un’altra Madonna del Carmine, dello scultore sassolese Ciro Zironi. Nella chiesa è custodita l’urna contenente i resti di San Ruffino Martire.

Vico Carandine / Piazza Martiri Partigiani

41049 Sassuolo (MO)

 

Castello di Montegibbio

Castello di MontegibbioDa sempre caro all’intera comunità locale, il castello di Sassuolo è un’eccellenza storica dell’intero territorio. È situato alla sommità di una delle colline che circondano Sassuolo, a circa 6 km dal centro, immerso in un paesaggio naturale di sicura suggestione. Si riconoscono in particolare il palazzo marchionale e la torre castellana, con il mastio, che conserva ancora l'originario portale sopraelevato, seppur alterato, la torre campanaria, a cui si collega la canonica, e all’interno la chiesa di San Pietro Martire. Sono inoltre presenti la colombaia, il fienile, l’orto e l'Acetaia Comunale di Sassuolo, visitabile su prenotazione, istituita nel 2003 e curata dai custodi dell’arte dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena. Attualmente è possibile visitare il parco e la corte (in particolare nel periodo estivo per eventi culturali), il resto su prenotazione. Tutta la storia del castello racconta di vicende importanti. La sua costruzione è datata 920, inizialmente edificato per i canonici del Duomo di Parma sulla riva orientale del fiume Secchia, a difesa degli attacchi degli Ungari. Ma è con i Canossa che il Castellum de Monte Gibuli racconta la sua storia più significativa, in particolare per vicende legate alle lotte tra Guelfi e Ghibellini e ancor di più con Matilde di Canossa, uno dei personaggi storici più importanti del medioevo, avendone ereditato la struttura e il territorio dal padre Bonifacio di Toscana. Divenne parte di una "triplice cerchia di castelli"[4] del territorio modenese ed emiliano a difesa dei territori dei Canossa. Il castello finì nelle mani dei Della Rosa di Sassuolo (di fazione guelfa), quindi distrutto nel Trecento da Francesco Bonacolsi, Capitano del Popolo di Modena e alleato dei Visconti, per essere ricostruito l'anno successivo per mano degli Estensi. A seguito di un terremoto nel 1501, rimase quindi abbandonato per oltre un secolo, quindi ricostruito dalla famiglia nobile Boschetti di Modena, costituendovi un marchesato, fino al 1676. Nei secoli successivi la sua proprietà cambiò diverse volte, fino alla famiglia Borsari di Finale Emilia, nel Novecento, passando infine al comune di Sassuolo nel 1971. Il parco giardino Giuseppe Medici all’interno del castello è di circa 30 ettari ed è d’interesse botanico, con piante arboree secolari, tra pini silvestri, querce e castagni.

Via Cà del Chierico

41049 Sassuolo (MO)

Museo Bertozzi e Casoni

Museo Bertozzi e CasoniUn eccellenza nel suo genere, il primo museo con mostra permanente d’arte contemporanea dedicata alla ceramica. Ospitato nel piano terra della Cavallerizza Ducale di Sassuolo, risplende grazie al restauro di Franco Stefani e dello Studio Pincelli. L’esposizione unisce opere create con materiali tipici del territorio (ricordiamolo, Sassuolo è la capitale mondiale dell’industria delle piastrelle e della ceramica) a tecniche innovative, industriali e tecnologiche. Il museo nasce dalle collezioni organizzate sin dagli anni ’80 dello scorso secolo in vari musei e gallerie del settore (tra cui Ca’ Pesaro a Venezia, Castello Sforzesco di Milano, Biennale di Venezia, Expo di Milano, Tate Liverpool e All Visual Arts di Londra), confluendo all’inizio del nuovo secolo in un unico prestigioso luogo. Il museo, innovativo e unico nel suo genere, offre la possibilità di fruire delle opere dei maestri della ceramica contemporanea Giampaolo Bertozzi e Stefano Dal Monte Casoni.

C/O Cavallerizza Ducale

Via Racchetta, 4

41049 Sassuolo (MO)

 

Terme della Salvarola

Terme della SalvarolaLe Terme di Sassuolo, già note ai tempi dei Romani ed immerse nel verde,  sono ancora oggi un luogo molto frequentato. Usufruiscono delle sorgenti della Salvarola, note sin dall’antichità. Sono situate a circa 4 km dal centro di Sassuolo, non lontane dal castello di Montegibbio. Le acque salsobromoiodiche e solfuree sono conosciute sin dai tempi Romani e dal Medioevo, quando venivano usate anche dai Canossa, dalla stessa Matilde, per poi diventare verso la fine dell’Ottocento un primo centro benessere usufruibile dalle classi borghesi e aristocratiche dell’epoca. Grazie ad un cittadino sassolese, il dottor Moreali, fu infatti tentato il ripristino della sorgente dopo un periodo di lungo abbandono, che servì in seguito alla creazione di un complesso alberghiero, alla cui gestione contribuì l’avvocato Luigi Rognoni nel 1884. Furono create delle terme dotate di una sala per inalazione d’avanguardia in Italia, con il termocompressore del tipo Koerting. Oggi, si apprezza in particolare lo stile liberty della facciata dello stabilimento, che risale al 1910 ed è opera dell’architetto modenese Pietro Carani. Le sorgenti termali sono di tipo solfuro-carbonico, salso-bromo-iodico e solfuro-bicarbonato-magnesico. Attualmente offrono diversi servizi benessere, utili non solo per le cure idro-fango-termali, ma anche quelle di tipo ginecologico e idropinico. Sono incluse le convenzioni con il servizio sanitario nazionale. Con il Centro Benessere Termale Balnea, le terme sono aperte tutto l’anno e sono immerse in un ampio parco circondato dalla natura delle colline di Sassuolo. Cinque fra vasche e piscine a diverse temperature per trattamenti curativi ed estetici bagno di vapore e sauna purificanti, per inalazioni, aerosol, irrigazioni, bagni, docce nasali e massaggi.

Ingresso
 

-fino al 5 novembre: da lunedì al venerdì 7-19, sabato 7-12; dal 7 novembre al 17 dicembre: da lunedì a venerdì 8-17. 30, sabato 8-1 2
- percorsi benessere: da lunedì a sabato giornaliero 29 euro, domenica e festivi 32 euro.

Indirizzo

Via Salvarola, 131

41049 Sassuolo (MO)

 

Chiesa di San Giuseppe

 

La Chiesa di San Giuseppe, facente parte dell'antico Convento dei Gesuiti, è il pantheon della famiglia Pio ed è dotata di un organo monumentale decorato da statue a tutto tondo, eseguite su disegno dell'Avanzini.

 

Bibliografia

. Comune di Sassuolo (sito ufficiale)

. Visit Sassuolo – Pro Loco di Sassuolo

. Luca Silingardi "La delizia a piccole dosi: storia e arte di Sassuolo"

. Arciconfraternita del SS. Crocifisso (sito ufficiale)

. Hotel Terme Salvarola (sito ufficiale)


 
[1] Sito del Comune di Sassuolo, Chiesa di Santa Chiera
[2] Luca Silingardi "La delizia a piccole dosi: storia e arte di Sassuolo"
[3] Comune di Sassuolo, Palazzo ducale
[4] Comune di Sassuolo, Castello di Montegibbio

 

 

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