Cosa vedere a Bonn

Cosa vedere a Bonn - 10 luoghi interessanti da visitare

 

ABonn oggi il viavai di politici con mercedes, auto di rappresentanza e pranzi cerimoniali ha lasciato il posto ad un'altra scia di persone, ben più fresca e giovanile. La Hauptdorf tedesca, come viene ancora chiamata questa città di poco oltre 320 mila abitanti, assunta a capitale di una mezza nazione (questo era la Germania dopo la guerra e prima della Riunificazione), oggi rivive finalmente di nuove atmosfere turistiche, ricche di ingredienti salubri di cultura, storia ed architettura. Bonn non è una città anonima e casuale, come a volte si vuol far credere.

Forse lo è stata per coloro che disattendono il senso del viaggio come esperienza e conoscenza, non cogliendo il vero spirito di questa città che oggi non è più nè una capitale, nè tanto meno una ex. Eppure una volta arrivati a Bonn si percepisce da subito il suo spirito, che qualche modo si lega al suo più grande e prediletto figlio, Ludwig van Beethoven, nato in città nel 1770. Tornano alla mente le parole di Richard Specht, musicologo e scrittore, quando nel 1933 parlava dell'artista nel suo Ritratto a Beethoven "nulla è svanito, nulla è pietrificato della umanità che in lui divenne suono: anima esperta del segreto del mondo, esperta della tragedia di tutte creature, e fatta suono. Musica viva come il primo giorno e splendida come allora". Sembra di leggere il destino della città stessa. Un destino quello di Bonn segnato dal corso del tempo. La storia, come una turbina, ha voluto scaricarle addosso i giochi geopolitici del mondo intero, per poi riprenderseli con la stessa velocità quarant'anni dopo. Ma Bonn sembra essersene fregata della storia, disinteressata a quel che ha guadagnato prima e perduto poi, perchè sono ben altri i suoi tesori.

Questa piccola città della Renania-Vestfalia (che comunque continua a fregiarsi del titolo di Bundesstadt, città federale) nasce come piccola città e come tale continua con fierezza il suo percorso in un tempo ricco di elementi utili al futuro; è questo il suo più grande merito, quello di aver saputo continuare a guardare oltre le 'imposizioni' arrivate dall'esterno, spostando l'accento invece sui tesori dell'anima: sono quelli provenienti dalle note musicali di un Beethoven, nome imprescindibile da quello della stessa città, ma anche di un altro grande musicista, Robert Schumann, che qui visse l'ultimo periodo della sua vita. Sono anche le memorie della pietra del Duomo di Bonn, il Bonner Münster, una delle chiese più belle di tutta la Germania, antichissima, e il richiamo delle sue imponenti cinque torri a guglia, visibili nel panorama in lontananza. Sono anche i colori 'dolciastri' della memoria civica della città, quelli del Vecchio Municipio Altes Rathaus di Bonn, dolciastri perchè rimandano alla mente non solo ad una grande torta bianco-panna e rosa, decorata con un accento Barocco, ma anche al clima cerimoniale che sin dal 1737 ha accompagnato tutte le cerimonie che qui si sono svolte da allora. Sono i silenzi che dominano le alte navate della Doppelkirche, la cosiddetta'doppia chiesa' di Bonn, che sorge nella parte orientale della città (zona di Schwarzrheindorf), o quelli ancora più sacri del vecchio cimitero monumentale di Bonn (Alter Friedhof), interessante sotto un profilo architettonico e creato nel Settecento per ospitare "gli abitanti del comune, i passanti e i soldati".

Ci sono poi le ville, i castelli, i sentieri storici che attraversano i punti urbani più cruciali della storia cittadina, compresa quella degli ultimi decenni del secolo scorso... insomma non resta che scoprire un po' di più di questa città, siamo sicuri ne rimarrete sorpresi.

Duomo di Bonn (Das Bonner Münster)

Costruita su quella che già in epoca romana era una piccola necropoli e che successivamente nel Medioevo avrebbe ospitato le tombe dei martiri cristiani Cassio e Fiorenzo, la Basilica di Bonn è  una delle chiese più belle di tutta la Germania. Vide la luce in epoca Carolingia, alla fine dell'ottavo secolo e per questo è anche indicata come una delle più antiche chiese del Paese. La vecchia collegiata venne distrutta nel 1050 e al suo posto venne costruita la Basilica, un edificio romanico a tre navate a due cori contrapposti, dedicata ai due martiri diventati santi, soldati romani un tempo parte della cosiddetta legione tebea, giunti a Bonn per evangelizzare la città e qui decapitati nel IV secolo.

All'esterno la chiesa si presenta cinque torri, due sul lato est, due su quello ovest e una torre centrale di forma ottagonale e dall'aspetto massiccio. Tutte le cinque torri sono dominate dalle  guglie tipiche di questa parte del continente. Tra l'undicesimo e il tredicesimo secolo la struttura subì numerosi interventi, così che nella sua architettura si mescolano magistralmente elementi romanici e gotici. Nel corso della sua lunga storia venne devastata da numerosi incendi e questo spiega le ragioni dei numerosi rifacimenti e della coesistenza di diversi stili. L'interno della chiesa è decorato in stile gotico, che ancora è possibile ammirare oggi nonostante durante il periodo di occupazione della città da parte delle truppe napoleoniche molte delle opere originarie furono trafugate e la chiesa addirittura utilizzata come stalla. L'interno contiene molte opere pregevoli tra cui, con particolare menzione, i due portali in marmo risalenti al diciassettesimo e al diciottesimo secolo, la statua bronzea di Sant'Elena, la cripta e il mosaico posto nell'abside.

All'interno della cripta è conservato il reliquiario dei martiri Cassio e Fiorenzo il cui ingresso è chiuso da una botola in bronzo che viene aperta solamente durante l'ottava della festa dei patroni della città, il 10 ottobre. Sopra la cripta si trova un coro risalente all'XI secolo decorato con dipinti del XIX secolo. Il mosaico absidale è stato ideato da Fritz Geiges a Venezia nel 1894, mostra il braccio di Dio che spunta da una raggiera e indica Gesù con la mano destra alzata per benedire e la sinistra regge il libro della vita. La figura di Gesù Cristo poggia sul globo terrestre mentre degli angeli con candele e incensiere circondano il giudice universale. Il Chiostro venne fatto costruire da Gerhard von Are, prevosto della chiesa nel dodicesimo secolo. La chiesa contiene un maestoso organo costruito nel 1961, che è stato ampliato durante il restauro a cui la chiesa è stata sottoposta nel 1980-1981 e che dispone di 69 registri e di ben 512 canne. La musica all'interno del Duomo di Bonn ha antiche tradizioni, già nel 1230 la chiesa ospitava infatti uno dei primi organi della Germania. Un nuovo organo venne costruito nel 1652, servì ad impartire lezioni al giovane Beethoven ed ebbe un prezzo estremamente elevato per l'epoca, venne infatti pagato ben 1200 corone.

Gerhard-von-Are-Str. 5, 53111 Bonn, Germania

Tel: +49 (0) 228 985880

La casa di Beethoven (Beethoven Haus

Bonngasse 20, la strada che ospita la casa natale di Beethoven, porta il nome della città. Non a caso, perchè Bonn e Ludwig van Beethoven sono due nomi indissolubilmente legati nella storia. La casa, costruita nel XVI secolo oggi è sede del più importante museo al mondo dedicato a Beethoven, che qui vi nacque nel dicembre del 1770. Nella casa di Beethoven si trovano numerosi strumenti da lui suonati, alcune statue che lo raffigurano e i dipinti dell'epoca. In particolare spicca tra tutti il famoso ritratto del pittore Stiehler, del 1820,  in cui il giovane Ludwig viene rappresentato con una penna in mano, i capelli scapigliato e lo spartito. In questa raffigurazione Stiehler cerca di catturare l'immagine astratta e romantica dell'artista, idealizzato e quasi colto di sorpresa nel momento della creazione. Uno degli aspetti di maggior interesse della visita alla Bethoveen Haus è rappresentato dagli strumenti musicali utilizzati dal grande genio della musica, custoditi in apposite vetrine in cui violini e violoncelli occupano un posto di primo piano. In particolare spiccano i quattro strumenti a corda che furono donati a Beethoven dal Principe Lichnowsky nel 1800 e che sono probabilmente legati alla creazione del Quartetto per archi Opera 18. Il Principe Lichnowsky fu uno dei primi mecenati di Beethoven a Vienna, gli diede uno stipendio di 600 gulden all'anno, garantito fino a quando non fosse stato in grado di trovare una situazione più appropriata. Gli archi qui conservati sono contrassegnati da una grande “B? e sul retro portano l'autografo di Beethoven.

Andando con la mente all'opera di Beethoven, il violino evoca contemporaneamente sia la tensione della Sonata a Kreutzer, sia la maestosità delle composizioni per orchestra, come il movimento iniziale della Sinfonia n. 3 denominata "l'Eroica". Ma nulla più del pianoforte rappresenta la musica di Ludwig van Beethoven ed il visitatore si sente rapito ammirando ad esempio l'ultimo pianoforte suonato da Beethoven, uno strumento fatto dal produttore viennese di pianoforti Conrad Graf. Nel museo sono ospitati anche i manoscritti originali della "Pastorale" e del  "Chiaro di Luna", quest'ultima dedicata a Giulietta Guicciardi, uno degli amori di Beethoven e di cui il museo conserva il busto.  La collezione permanente del museo include 150 oggetti tra cui, oltre al già citato ritratto, la viola che Beethoven suonò all'età di 18 anni nell'orchestra di Bonn, la prima composizione di Beethoven pubblicata nel 1782 dall'editore Mannheim, la “Variazione su una marcia di Dresler? e la consolle dell'organo dell'antica chiesa dei Minoriti.

La casa-museo ospita anche lo studio per le raccolte digitali, uno studio nel quale sono presenti quattro postazioni dotate di video e cuffie in cui i visitatori potranno ammirare i documenti parte della raccolta ospitata nella casa, dell'archivio digitale dove sono conservati oltre 5'000 documenti e ascoltare l'intera opera di Beethoven nell'edizione della Deutsche Grammophon. Gli amanti della musica non potranno rinunciare all'esperienza del palco per la visualizzazione della musica. Su uno schermo vengono proiettate figure che, grazie agli occhiali a 3D, si muovono virtualmente nella stanza, mentre il suono è prodotto da diciotto casse poste all'interno della sala e con le quali è possibile nel contempo ottenere una percezione tridimensionale anche del suono.

Bonngasse 24-26, 53111 Bonn, Germania

Tel: +49 (0) 228 9817525

Il Vecchio Municipio di Bonn (Altes Rathaus)

Situato nel cuore della città, il palazzo del Vecchio Municipio domina la piazza del mercato. La prima pietra della struttura venne posata il 24 aprile 1737 in un clima di festa, alla presenza di tutti i rappresentanti della città e accompagnato dal suono di 12 cannonate. L'elegante palazzo dalla facciata rococò venne progettato dall'architetto francese Michel Leveilly e le sue altretanto eleganti rampe di scale esterne hanno fatto da sfondo ad importanti eventi storici, come quando Gottfried Kinkel, poeta, professore universitario e rivoluzionario, tenne qui un entusiasmante discorso contro lo Stato costituito; o quando, il 12 settembre 1949, Theodor Heuss, primo Presidente Federalem  salutò da qui i cittadini di Bonn nella notte della sua elezione. Il Municipio subì ingenti danni durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, la ricostruzione durò fino al 1950. In questo stesso edificio, nel periodo in cui Bonn era capitale della Repubblica Federale di Germania, il Presidente francese Charles de Gaulle (nel 1962) e il Presidente Statunitense John Fitzgerald Kennedy (nel 1963) tennero i loro rispettivi discorsi di saluto.

Il Municipio è stato il centro amministrativo della città fino al 1978, anno in cui gli uffici amministrativi vennero spostati in un altro edificio a causa delle accresciute esigenze di spazio, ma ha tuttavia mantenuto le sue funzioni di edificio di rappresentanza e ancora oggi è qui che si svolgono le cerimonie importanti. Gli eleganti spazi interni contengono pregevoli opere d'arte: all'entrata domina la scultura che rappresenta il leone mentre uccide un cinghiale, una statua dal  significato simbolico, dato che nel Medioevo il leone era il simbolo del potere giudiziario e qui rappresenta la forza vincente del bene. Nella stanza di servizio del Sindaco, che oggi viene utilizzata per colloqui e in alcuni casi per riunioni, spiccano il ritratto datato 1754 del Principe elettore e Arcivescovo di Colonia Clemens August e il ritratto dell'ultimo principe elettore Max Franz d'Asburgo, il figlio minore dell'Imperatrice Maria Teresa, che governò la città tra il 1784 e il 1794.

La "Sala degli arazzi" deve il suo nome agli arazzi storici che la decorano e che narrano storie tratte dall'opera "Le Metamorfosi" di Ovidio. L'arazzo denominato "Il ratto d'Europa" narra la vicenda del rapimento di Europa, figlia di Agenore, da parte di Giove. Giove, invaghitosi di Europa, si trasforma in uno splendido toro bianco così che, quando Europa si avvicina e gli siede sul dorso, la rapisce. Il secondo arazzo narra invece le vicende di Atteone, giovane cacciatore che un giorno sorprese la Dea Artemide nuda mentre si faceva il bagno. La Dea, infuriata, trasformò Atteone in cervo e lo fece sbranare dai suoi cani. Oggi la sala degli arazzi è adibita alle celebrazioni più importanti o alla consegna di premi ufficiali; sempre in questa sala viene conservato il Libro d'oro in cui si firmano i Capi di Stato in visita o comunque personalità importanti. Hanno iscritto i loro nomi sul libro personaggi come John F. Kennedy, Madre Teresa, Nelson Mandela, Papa Giovanni II, Michael Gorbaciov, ma anche atleti, come ad esempio la nazionale di calcio tedesca vincitrice del mondiale del 1954. 

Markt 2, 53111 Bonn, Germania

Tel:+49 (0) 228 770

La casa di Schumann (Schumann-Haus

"Sempre ho cercato, in tutte le mie composizioni, di lumeggiare non soltanto una forma musicale ma anche un'idea", così disse Robert Schumann a proposito del suo modo di comporre. È stato uno dei più grandi compositori del periodo romantico. Tra le sue opere il celebre concerto in La minore per pianoforte e orchestra opera 54, che venne suonato a Dresda per la prima volta nel 1845 con l'esecuzione al pianoforte della moglie Clara. 

Nato in Sassonia, Schumann trascorse a Bonn gli ultimi anni della sua vita, in questa stessa casa in Sebastianstrasse, costruita in stile classico e che nel 1844 faceva parte dell'ospedale gestito dallo psichiatra Dottor Richartz, medico spesso consultato da Schumann perché per un po' di tempo della sua vita soffrì di disturbi mentali. Nel 1926 una lapide commemorativa venne aggiunta alla facciata della casa; il consigliere sanitario Dr. Kellner propose che la casa rimanesse un luogo a ricordo del grande musicista. Schumann morì all'età di soli 46 anni e sebbene fosse già  riconosciuto come talentuoso musicista, la sua notorietà crebbe ulteriormente dopo la sua morte, grazie anche all'intensa attività concertistica svolta dalla moglie Clara, figlia del suo maestro di pianoforte Friedrich Wieck, in quale si oppose fortemente alle nozze. Clara e Robert comunque si sposarono non appena la giovane compì i 21 anni. Clara era un'eccellente pianista, già affermatasi in giovane età proseguì la sua carriera concertistica. Alla morte del marito continuò a tenere concerti durante i quali, assieme alle opere di Beethoven e Chopin eseguiva anche le opere del defunto marito, contribuendo così in modo determinante ad accrescerne la notorietà.

A causa della perdita dell'uso del dito anulare nell'anno 1831, Schummann dovette abbandonare l'attività di pianista dedicandosi esclusivamente all'attività di compositore e a quella di critico musicale. A questo periodo risale anche la fondazione della rivista musicale "Neue Zeitschrift für Musik", rivista pubblicata ancora oggi. Nel 1850 venne nominato Direttore Generale della Musica a Düsseldorf, ma proprio in quel periodo i sintomi della sua malattia si aggravarono, arrivando a fargli perdere la lucidità anche per periodi di tempo prolungati, fatti che causarono il suo licenziamento e il successivo ricovero presso la clinica mentale di Bonn.

Danneggiata gravemente durante la Seconda guerra mondiale, quella che oggi conosciamo come Casa Schumann corse anche il rischio di venire abbattuta, ma la determinazione della cittadinanza ebbe la meglio e la casa venne ricostruita ed inaugurata nel 1963. Oggi ospita, oltre alla Biblioteca Municipale della musica, due stanze museo in cui sono ospitati numerosi cimeli di Schumann tra cui documenti, lettere autografe e ritratti. La Biblioteca della musica contiene 50'000 volumi e fascicoli che trattano di storia e teoria musicale. Nelle sale del museo si tengono regolarmente concerti e alla musica di Schumann spetta ovviamente un posto di rilievo.

Doppelkirche - chiesa doppia di Bonn 

La Doppelkirche, che in italiano significa “chiesa doppia?, dedicata a Maria e a San Clemente, sorge a Schwarzrheindorf, un sobborgo nella parte orientale della città di Bonn. Il nome della chiesa deriva dal fatto che la struttura consta di due parti: una parte inferiore riservata alla comunità locale e una parte superiore riservata ai signori del vicino castello del conte Arnold von Wied e alle suore. Venne fatta costruire nel 1149 da Arnold von Wied, prevosto di Colonia e Cancelliere dell'Imperatore Konrad III, come luogo di venerazione per il vicino castello, che a sua volta era stato costruito come fortificazione carolingia per proteggere l'attraversamento del fiume; venne  venne consacrata il 24 aprile 1151 alla presenza dell'Imperatore.

Nel 1156, alla sua morte, Arnold von Wied venne sepolto nel centro della chiesa, sotto la torre. La sorella, Hedwig, trasformò l'edificio e il castello in un monastero benedettino che successivamente, nel tardo Medioevo, divenne un convento per nobildonne. Nei secoli successivi per la chiesa si alternarono periodi difficili, ad esempio, nel il sedicesimo e nel diciassettesimo secolo, durante i quali subì pesanti danneggiamenti. Nel 1803 il convento venne chiuso e la chiesa profanata. Fu solo nel 1832 che nella cappella superiore si tenne nuovamente un servizio religioso e dal 1868 tornò ad essere una chiesa parrocchiale. L'esterno della chiesa è intonacato in bianco e decorato con inserti di colore giallo e rosa. La ristrutturazione dell'esterno venne effettuata nel 1973  ridando alla chiesa i suoi colori originali. Durante il periodo romanico infatti le chiese non avevano l'aspetto delle attuali costruzioni. Dall'esterno la struttura ha un aspetto monumentale, con la torre quadrangolare che svetta verso l'alto dominando il panorama circostante.

L'interno della chiesa custodisce preziose decorazioni murali risalenti al periodo romanico dipinte da un anonimo, probabilmente un monaco di Colonia: quelli della parte superiore risalgono al 1190, mentre quelli della parte inferiore risalgono addirittura al 1150. Durante la sua lunga storia i muri vennero più volte ricoperti ma l'ultimo restauro del 1995/96 ha riportato il loro splendore originale. Le decorazioni sulla parte inferiore della chiesa sono tratte dalla Teologia di Ruperto di Deutz, teologo benedettino vissuto a cavallo tra l'undicesimo e il dodicesimo secolo, nella quale la visione di Dio da parte di Ezechiele è interpretata come rivelazione dei quattro misteri di Cristo. Ognuna delle quattro absidi ha al centro un ritratto di Cristo, sulle volte compaiono gruppi di scene sul "Giudizio di Gerusalemme" mentre intorno alla volta centrale sono illustrate scene della "Nuova Gerusalemme".  La parte superiore della chiesa si raggiunge attraverso una rampa di scale in pietra. Era qui che, su un trono posto in posizione elevata, sedeva l'Imperatore, che in questo modo poteva vedere l'altare posto nella parte inferiore. Tra gli affreschi che si possono ammirare in questa parte della chiesa troviamo "le nozze dell'agnello", il "veggente di Patmos" e "l'entrata al Tempio di Maria".

Dixstraße 41, 53225 Bonn, Germania

Tel: +49 (0)2 28 / 46 16 09 

Il Vecchio Cimitero di Bonn (Alter Friedhof Bonn)

Il Vecchio Cimitero di Bonn è uno dei cimiteri più importanti della Germania. Qui si trovano le tombe di numerosi personaggi storici, ma non è l'unico fatto che lo rende un luogo particolare. Sono infatti allestimento e disposizione che ne fanno un luogo estremamente interessante anche sotto un profilo architettonico, dato che qui è possibile osservare l'evoluzione degli stili delle diverse epoche a partire dal Barocco. Il cimitero venne creato all'inizio del 1715 dal Principe Elettore Joseph Clemens come luogo di sepoltura per "gli abitanti del comune, passanti e soldati". All'epoca, quello che oggi conosciamo appunto come il Vecchio Cimitero, era invece indicato come il "Nuovo Cimitero" dato che in quel periodo ne esisteva già uno vicino alla Chiesa di San Remigio, ma che non aveva più spazio. In esso urgeva infatti una soluzione alternativa ai cimiteri di emergenza, creati all'interno della città durante il periodo delle epidemie di peste che avevano funestato il diciassettesimo secolo. Situato al centro di Bonn, circondato da palazzi e strade trafficate, quello che oggi appare come un'isola verde nel cuore della città, all'epoca del suo allestimento era invece ubicato al di fuori delle mura urbane; rispetto alle dimensioni attuali comprendeva solo una parte dell'odierna superficie di tre ettari. All'epoca della sua costituzione il cimitero non era tuttavia particolarmente apprezzato, costituiva anzi eccezione quando qualche personaggio importante lo sceglieva come luogo di sepoltura, eccezione che veniva diligentemente annotata nei registri dell'epoca.

Si deve a Leopold Kaufmann, sindaco della città di Bonn dal 1851 al 1875, la decisione di rispettare anche norme estetiche e di giardinaggio nell'allestimento del cimitero, mentre lo spostamento della Georgskapelle del XIII secolo al'interno del cimitero fu iniziativa dell'Ispettore Imperiale Johann Claud di Lassaulx. La Georgskapelle è un edificio romanico che contiene elementi del primo periodo gotico e un tempo si trovava a Ramensdorf. Danneggiata da un incendio nel diciannovesimo secolo, il proprietario aveva deciso di farla abbattere e fu così che venne deciso il suo spostamento all'interno del cimitero, riuscendo così a salvarla anche se durante il trasferimento alcuni dipinti vennero danneggiati. Il Cimitero ospita le tombe di numerosi cittadini importanti della città. Da città di grande tradizione musicale, non potevano mancare nel cimitero di Bonn le tombe di illustri musicisti o di persone a loro legate, come ad esempio le pianiste Alma Von Wasilewski e Ella Adaïewsky, l'insegnante di violino di Beethoven, Franz Anton Ries e la madre di Beethoven, Maria Magdalena. Il cimitero ospita anche la tomba di Clara e Robert Schumann e del compositore Wilhelm Westmeyer.

Numerose sono anche le tombe di personaggi legati al mondo universitario, come Friedrich Christoph Dahlmann, storico tedesco o Karl Friedrich Mohr, importante chimico, o di artisti del diciannovesimo secolo, tra cui la moglie e il figlio di Friedrich Schiller, la scrittrice nonchè musa di Richard Wagner, Mathilde Wesendonck.

Bornheimer Straße, 53113 Bonn,  Germania

Tel: +49 (0) 228 774256 

Villa Hammerschmidt 

La storia recente di Villa Hammerschmidt è fortemente legata alla storia della Germania, essendo stata per oltre quarant'anni e fino al 1994, la residenza e la sede ufficiale del Presidente della Germania e, a partire dal 1994, con lo spostamento della capitale a Berlino, la residenza secondaria del Presidente (quando ques'ultimo alloggia nella villa viene esposto lo stendardo). Villa Hammerschmidt si presenta al visitatore come un'elegante edificio in stile neoclassico che per sua somiglianza con la residenza dei presidenti americani viene anche chiamata la "Casa Bianca" di Bonn.  La zona che costeggia il Reno, a metà del XIX secolo era soprannominata la “Riviera del Reno? e venne scelta come ubicazione per numerose ville, attirate dalla posizione privilegiata sulle rive del fiume e con una splendida vista sulla valle omonima e sulla catena delle Siebengebirge (le sette montagne). Tra queste ville ci fu appunto Villa Hammerschimidt e il vicino Palazzo Schaumberg, attualmente ufficio secondario della Cancelliera.

L'incarico per la costruzione della villa venne affidato nel 1860 dal commerciante Albrecht Troost all'architetto August Dieckoff. La villa passò quindi di proprietà nel 1867, quando venne acquistata dall'imprenditore Leopold König, che non badò a spese per allestire il grande parco di cinque ettari o la grotta dei Nibelungi lungo le rive del fiume, grotta che venne tuttavia fatta rimuovere dal Presidente Heuss. La grotta rappresentava una scena dell'"Oro del Reno", il prologo del dramma "l'Anello del Nibelungo" di Richard Wagner. Nel 1899 la villa venne acquistato da Rudolf Hammerschmidt, al quale deve l'attuale nome. Risalgono a questo periodo le colonne ioniche o la sala di marmo, che stagionalmente veniva usata anche come giardino d'inverno. Alla morte di Hammerschmidt i mobili vennero messi all'asta e la villa venne suddivisa in dodici appartamenti e data in locazione. Fortunatamente non subì danni ingenti durante la Seconda guerra mondiale e al termine della guerra venne utilizzata dalla forze armate belghe. La casa, il parco sul Reno e gli edifici secondari sono stati acquistati nel 1950 dalla Repubblica Federale Tedesca per utilizzarla come residenza di lavoro del Presidente della Repubblica. Il 15 dicembre 1950 Theodor Heuss fu il primo Presidente a entrare ufficialmente a Villa Hammerschmidt, e l'unico che la utilizzò anche come residenza.

Tra il 1969 e il 1984 la villa subì numerosi rifacimenti che non ne hanno tuttavia modificato la struttura principale. Oggi il piano superiore ospita i locali privati del Presidente della Repubblica, mentre il piano terra ospita le stanze di rappresentanza, come la sala da ricevimento, la sale del camino o la sala da pranzo. Il mobilio che arreda oggigiorno la villa è stato messo a disposizione dal Castello Wilhelmshöhe di Kassel. La villa è una delle tappe del cosiddetto "sentiero della democrazia", che tocca in diciotto punti i luoghi più importanti della storia tedesca del dopoguerra.

Adenauerallee 135  53113 Bonn, Germania

+49 (0) 228 200 ext. 1680

 

Castello Poppelsdorf e il giardino botanico 

Nell'idea del suo proprietario, l'Arcivescovo di Colonia Joseph Clemens, il castello di Poppelsdorf doveva diventare un luogo piacevole, situato a poca distanza dal suo palazzo di Bonn. Tra i due palazzi avrebbe dovuto esserci un canale, seguendo l'esempio del Palazzo di Versailles e del Trianon. Fu così che nel 1715 venne assegnato l'incarico all'architetto francese Robert De Cotte per la costruzione del nuovo palazzo. L'aspetto curioso è che De Cotte fece un progetto senza neppure recarsi in loco per ispezionare il sito, tanto che in uno scambio epistolare l'Arcivescovo, pur lodando il progetto elaborato dal De Cotte, pose tuttavia dei dubbi in merito all'adeguatezza dello stesso rispetto al luogo in cui doveva sorgere. Si trattava infatti di un progetto fin troppo ambizioso per le necessità dell'Arcivescovo, considerando che si trattava di un palazzo situato a brevissima distanza dalla città stessa. Il periodo di progettazione e costruzione si protrasse per molti anni e alla morte dell'Arcivescovo i lavori proseguirono sotto la direzione del nipote Clemens August, che commissionò il lavoro al famoso architetto Balthasar Neumann. Il risultato fu un'opera estremamente armoniosa, un palazzo barocco con evidenti influssi dello stile francese ed italiano, dotato di una splendita facciata a tre padiglioni al quale si giunge attraversando un lungo viale fiancheggiato da castagni, il famoso viale Poppersdorfer.

Durante il periodo prussiano, nel 1818 il castello e il parco adiacente diventarono proprietà dell'università e, sempre nello stesso anno, si ebbe la trasformazione del parco in un grandioso giardino botanico che oggi comprende circa 11'000 specie di piante su una superficie di 13 ettari.  Nel giardino botanico sono ospitate sia specie che crescono all'aperto, sia specie che crescono nelle serre. L'arboreto comprende 700 conifere ed altri alberi a foglie caduche. Tra questi alberi rivestono una particolare importanza un pino cileno piantato nel 1930 e un pino cinese.  All'incirca 3000 piante vengono coltivate per fini scientifici e di studio. Una parte è dedicata ad esempio alle piante della zona di Bonn al fine di studiare le diverse tipologie di vegetazione della zona e capire quali sono quelle maggiormente minacciate, mentre un'altra sezione è dedicata alle piante medicinali.  Le piante che non possono vivere all'aperto vengono ospitatate in tredici serre che occupano una superficie totale di 2500 metri quadrati. Non tutte le serre sono tuttavia accessibili al pubblico, in quanto alcune vengono utilizzate per la riproduzione. Questa sezione accoglie all'incirca 3000 speci, tra le quali si possono ammirare mangrovie, felci, palme, piante grasse, orchidee. Un moderno sistema di compressione permette di immergere alcune serre a intervalli irregolare in una nebbia densa di acqua pura. Non mancano le curiosità: nella serra Victoria è ad esempio ospitato l'Amorphophallus titanum, che con i suoi 306 centimetri di altezza è il fiore più alto del mondo oppure la Victoria Cruziana, la più grande delle ninfee, le cui foglie possono reggere pesi fino a 80 chilogrammi .

Il sito, che oggi comprende oltre al palazzo dove oggi è ospitata l'Università di Bonn anche il viale Poppelsdorf e il giardino botanico, è un monumento protetto. Ogni anno il palazzo diventa da sfondo per la splendida scenografia dei concerti al castello, che si tengono in estate; un appuntamento immancabile per gli amanti della musica classica.

Meckenheimer Allee 169  53115 Bonn, Germania

 +49 (0) 228 732761

Il sentiero della democrazia (vari luoghi in città)

Il 20 giugno 1991 al Parlamento tedesco era in programma la votazione sullo spostamento della capitale da Bonn a Berlino e, a due anni di distanza dalla caduta del muro, la proposta di riportare la capitale in questa ultima città vinse con 338 voti a favore, solo venti in più di quelli contrari.  Oggi, a ricordare il periodo storico in cui Bonn era capitale della Germania, c'è il “sentiero della democrazia?, un percorso in 18 tappe creato nel 2004, che mostra quelli che sono stati i luoghi più rappresentativi e nei quali si è formata la democrazia tedesca. La prima tappa è quella del Consiglio Federale, che a Bonn ha sede nell'ala nord del palazzo del Parlamento e nel quale si sono tenute le sessioni plenarie dal 1949 fino al 2000. Il percorso procede nel luogo in cui sorgeva la ex Accademia Pedagogica, luogo delle riunioni del Parlamento e del Consiglio Federale e che oggi fa parte del campus delle Nazioni Unite. La prima sessione del Parlamento riunito in sessione plenaria si tenne qui il 7 settembre 1949. Dall'ottobre 1992 fino al luglio 1999, le riunioni del Parlamento si sono tenute in un nuovo edificio, la terza tappa del sentiero. Il Palazzo del Parlamento ha larghe superfici di vetro, che vogliono simbolizzare l'apertura e la trasparenza della democrazia. Quella che un tempo era la sala delle riunioni plenarie oggi è parte del Centro Conferenze della città. Anche la precedente sede del Parlamento Tedesco, quarta tappa del sentiero, fa oggi parte del Centro Conferenze di Bonn. In questo luogo il Parlamento si è riunito dal 1986 al 1992.

La scoperta di Bonn capitale prosegue con la grande torre che ospitava gli uffici dei Deputati e che viene soprannominata "Langer Eugen", facendo riferimento sia all'elevata altitudine, sia al Presidente del Bundestag dell'epoca, Eugen Gerstenmaier, convinto sostenitore della costruzione di questo grattacielo. La passeggiata alla scoperta dei luoghi storici prosegue con l'edificio che dal 1958 al 1999 ha ospitato i ministeri federali e che oggi è usato da diverse organizzazioni e dall'Agenzia Federale delle Comunicazioni. La Dahlmannstrasse, oggi occupata in gran parte dai terreni del Centro Conferenze, all'epoca era il luogo da cui partivano le notizie verso il resto del mondo. Qui infatti si trovavano le redazioni dei giornali, radio e televisioni. L'ottava tappa del sentiero è quella dell'ufficio del Cancelliere, che dal 1976 al 1999 ha ospitato Helmut Schmidt, Helmut Kohl e Gerhard Schröder.  Dopo il 1999 l'edificio ospita il Ministero per la Cooperazione Finanziaria e lo Sviluppo. Sebbene infatti la capitale sia stata spostata, a Bonn sono rimasti ancora gli uffici di sei ministeri.

Lo splendido Palazzo Schaumburg era residenza ufficiale del Cancelliere e dal 1999 attuale residenza ufficiale governativa a Bonn. Si tratta di una costruzione in stile neoclassico risalente al 1860 e circondata da ampi spazi verdi. La residenza è stata teatro di numerosi incontri ufficiali, il primo dei quali fu quello che si tenne nel 1950 con il Cancelliere Adenauer e il Ministro degli Esteri francese Robert Schuman. È qui che nel 1990 venne firmato lo storico accordo di riunificazione monetaria, economica e sociale delle due Germanie. Poco distante da Palazzo Schaumburg sorge la splendida Villa Hammerschmidt, che dal 1950 è residenza dei Presidenti della Germania. L'undicesima tappa della passeggiata è quella del Museo König, il palazzo che  lo ospita, nelle prime fasi della Repubblica Federale di Germania, ha ospitato numerose autorità federali;lo stesso Cancelliere Adenauer, prima di entrare a palazzo Schaumburg, si trasferì per due mesi nei locali del museo. Quello che nel 1912 era un hotel di lusso, fatto costruire dal produttore della famosa acqua di Colonia 4711, durante le due guerre mondiali venne trasformato in un lazzaretto. Con la fine della guerra subì una nuova trasformazione, diventando la sede dell'Alto Commissario delle truppe alleate in Germania, prima di tornare ad essere nuovamente un hotel nel 1954. Fino al 1973 l'hotel Peterberg veniva affittato dal governo federale durante le visite di Stato. Il primo ospite di Stato accolto nell'hotel fu l'Imperatore etiope Haile Selassie.  Dopo il 1973 l'hotel è rimasto chiuso per lungo tempo, ma ha successivamente ripreso l'attività e nel 2001 ha ospitato la conferenza sull'Afghanistan. 

Il palazzo che ospitava il Ministero degli Esteri fu uno dei primi nuovi palazzi federali ad essere costruito tra il 1953 e il 1955 e ancora oggi il Ministero degli Esteri conserva in questo palazzo una seconda sede dopo quella principale di Berlino. Un altro palazzo costruito nello stesso periodo è quello che oggi ospita la Corte dei Conti. Si tratta di un edificio quadrato che ospita all'incirca 350 uffici e presenta la tipica struttura architettonica degli anni Cinquanta, dove l'unica nota di decorazione è rappresentata dai cinque animali in bronzo dell'artista Hans Wimmer, che si trovano sulla facciata che si affaccia sul Reno. Quello dell'Hofgarten è un paesaggio decisamente più rilassante, un ameno luogo verde palcoscenico di tutte le grandi manifestazioni che si sono tenute negli anni in cui Bonn era capitale. Se l'Hofgarten ha spesso ospitato manifestazioni di protesta, le scale del Vecchio Municipio hanno invece spesso accolto i personaggi che da qui rivolgevano i loro saluti alla città, a cominciare dal primo Presidente Federale Theodor Heuss che da qui salutò la folla la sera del suo insediamento. L'ultima tappa del "sentiero della democrazia" è quella della Konrad Adenauer Haus, dove dal 1972 fino al 2000 sorgeva la sede centrale del partito CDU. Il palazzo venne abbattuto nel 2003 e al suo posto ora si trova la sede centrale della società Deutsche Telekom.

Il castello di Drachenburg

All'incirca a quindici chilometri a sud di Bonn, sorge lo splendido castello di Drachenburg. Nei suoi 130 anni di storia il castello ha subito numerosi cambi di destinazione. Voluto nel 1882 da Stephan Sarter, il figlio minore di un locandiere che fece fortuna con speculazioni in borsa, la costruzione del castello venne affidata ai due architetti di Düsseldorf Leo von Abbema e Bernard Tushaus e il progetto venne rivisto dall'architetto Wilhelm Hoffmann, un architetto residente a Parigi. Sarter non visse mai nel castello in quanto morì prima che fosse terminato. Il castello passò quindi in eredità al nipote Jakob Biesenbach, un avvocato che volle trasformare il castello in un'attrazione turistica, dove trovarono posto anche un ristorante e una galleria dove acquistare oggetti d'arte. Nel 1910 la proprietà venne venduta a Egbert von Simon, un capitano di cavalleria in pensione che avrebbe voluto espandere ulteriormente il concetto di attrazione turistica costruendo un albergo o un piccolo hangar per aerei, ma le risorse finanziarie non erano sufficienti e vennero organizzate solamente delle mostre d'arte e di giardinaggio.

Negli anni successivi il castello venne messo dapprima a disposizione dell'associazione femminile della Croce Rossa tedesca e successivamente divenne un collegio maschile. Durante la Seconda guerra mondiale il castello subì diversi danneggiamenti, sia in seguito ai bombardamenti, sia a causa dell'incuria. Nel 1947 l'Ufficio delle Ferrovie Federale affittò il castello, restaurando la Galleria d'Arte e compiendo altri interventi di restauro ma tra il 1960 e il 1970 il castello rimase abbandonato fino a quando, nel 1971 Paul Spinat lo acquistò e lo rese accessibile al pubblico.  Negli anni novanta il castello è stato sottoposto a massicci interventi di restauro che ne hanno ripristinato l'originale splendore. All'interno del castello sono conservate numerose opere d'arte, come ad esempio la grande scala, illuminata dalle finestre con vetri colorati, che un tempo era adornata da 24 dipinti monumentali, tredici dei quali sono riusciti a sopravvivere anche al turbolento passato del castello. Tra le varie stanze del castello, meritano una particolare menzione la sala da pranzo, decorata con dipinti che rappresentano scene di caccia, oppure la "stanza dei Nibelunghi", che deve il suo nome al grande dipinto che illustra alcune delle scene più importanti dell'opera "La Canzone dei Nibelunghi", il poema epico scritto da un anonimo e che narra le vicende di Sigfrido alla corte dei Burgundi. 

Degna di nota anche la galleria d'arte, che tuttavia, a differenza di quanto possa suggerire il nome, non era stata concepita per ammirare i dipinti ma piuttosto per mettere in evidenza i vetri decorati delle grandi finestre. Tra il 1931 e il 1938, nell'epoca in cui il castello era un collegio, la galleria venne trasformata in cappella, mentre durante la guerra le finestre vennero devastate e i vetri distrutti o fatti sparire. La biblioteca del castello è adornata da uno splendido soffitto in legno,  mentre purtroppo non sono riuscite a giungere fino a noi le splendide finestre che circondavano la stanza e che rappresentavano le differenti branche del sapere, come la storia, l'aritmetica, la geografia e l'astronomia. La stanza della musica è dominata dall'imponente pianoforte creato appositamente per il castello. Di modelli di questo tipo ne sono stati creati solamente sei e si tratta dunque di una vera e propria rarità.

Mainzer Straße 152, 53179 Bonn, Germania

Tel: +49 (0) 228 856996

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