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Cosa
vedere a Bonn - 10 luoghi interessanti da visitare
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ABonn oggi il viavai di
politici con mercedes, auto di rappresentanza e pranzi
cerimoniali ha lasciato il posto ad un'altra scia di persone,
ben più fresca e giovanile. La Hauptdorf tedesca, come
viene ancora chiamata questa città di poco oltre 320 mila
abitanti, assunta a capitale di una mezza nazione (questo era la
Germania dopo la guerra e prima della Riunificazione),
oggi rivive finalmente di nuove atmosfere turistiche, ricche di
ingredienti salubri di cultura, storia ed architettura. Bonn non
è una città anonima e casuale, come a volte si vuol far credere.
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Forse lo è stata per coloro che disattendono il senso del
viaggio come esperienza e conoscenza, non cogliendo il vero
spirito di questa città che oggi non è più nè una capitale, nè
tanto meno una ex. Eppure una volta arrivati a Bonn si
percepisce da subito il suo spirito, che qualche modo si lega al
suo più grande e prediletto figlio,
Ludwig van Beethoven,
nato in città nel 1770. Tornano alla mente le parole di
Richard Specht, musicologo e scrittore, quando nel 1933
parlava dell'artista nel suo Ritratto a Beethoven
"nulla è svanito, nulla è pietrificato della umanità che in
lui divenne suono: anima esperta del segreto del mondo, esperta
della tragedia di tutte creature, e fatta suono. Musica viva
come il primo giorno e splendida come allora". Sembra di
leggere il destino della città stessa. Un destino quello di Bonn
segnato dal corso del tempo. La storia, come una turbina, ha
voluto scaricarle addosso i giochi geopolitici del mondo intero,
per poi riprenderseli con la stessa velocità quarant'anni dopo.
Ma Bonn sembra essersene fregata della storia, disinteressata a
quel che ha guadagnato prima e perduto poi, perchè sono ben
altri i suoi tesori.
Questa piccola città della Renania-Vestfalia (che
comunque continua a fregiarsi del titolo di Bundesstadt,
città federale) nasce come piccola città e come tale continua
con fierezza il suo percorso in un tempo ricco di elementi utili
al futuro; è questo il suo più grande merito, quello di aver
saputo continuare a guardare oltre le 'imposizioni' arrivate
dall'esterno, spostando l'accento invece sui tesori dell'anima:
sono quelli provenienti dalle note musicali di un Beethoven,
nome imprescindibile da quello della stessa città, ma anche di
un altro grande musicista, Robert
Schumann, che qui visse l'ultimo periodo della sua vita.
Sono anche le memorie della pietra del Duomo
di Bonn, il Bonner
Münster,
una delle chiese più belle di tutta la Germania, antichissima, e
il richiamo delle sue imponenti cinque torri a guglia, visibili
nel panorama in lontananza. Sono anche i colori 'dolciastri'
della memoria civica della città, quelli del Vecchio Municipio Altes
Rathaus di Bonn,
dolciastri perchè rimandano alla mente non solo ad una grande
torta bianco-panna e rosa, decorata con un accento Barocco, ma
anche al clima cerimoniale che sin dal 1737 ha accompagnato
tutte le cerimonie che qui si sono svolte da allora. Sono i
silenzi che dominano le alte navate della Doppelkirche,
la cosiddetta'doppia chiesa' di Bonn,
che sorge nella parte orientale della città (zona di
Schwarzrheindorf), o quelli ancora più sacri del vecchio
cimitero monumentale di Bonn (Alter
Friedhof), interessante sotto un profilo architettonico e creato
nel Settecento per ospitare "gli
abitanti del comune, i passanti e i soldati".
Ci sono poi le ville, i castelli, i sentieri storici che
attraversano i punti urbani più cruciali della storia cittadina,
compresa quella degli ultimi decenni del secolo scorso...
insomma non resta che scoprire un po' di più di questa città,
siamo sicuri ne rimarrete sorpresi.
Duomo di Bonn
(Das Bonner Münster)
Costruita su quella che già in epoca romana era una piccola
necropoli e che successivamente nel Medioevo avrebbe ospitato le
tombe dei martiri cristiani Cassio e Fiorenzo, la
Basilica di Bonn è una delle chiese più belle di tutta la
Germania. Vide la luce in epoca Carolingia, alla fine
dell'ottavo secolo e per questo è anche indicata come una delle
più antiche chiese del Paese. La vecchia collegiata venne
distrutta nel 1050 e al suo posto venne costruita la Basilica,
un edificio romanico a tre navate a due cori contrapposti,
dedicata ai due martiri diventati santi, soldati romani un tempo
parte della cosiddetta legione tebea, giunti a Bonn per
evangelizzare la città e qui decapitati nel IV secolo.
All'esterno la chiesa si presenta cinque torri, due sul
lato est, due su quello ovest e una torre centrale di forma
ottagonale e dall'aspetto massiccio. Tutte le cinque torri sono
dominate dalle guglie tipiche di questa parte del continente.
Tra l'undicesimo e il tredicesimo secolo la struttura subì
numerosi interventi, così che nella sua architettura si
mescolano magistralmente elementi romanici e gotici. Nel corso
della sua lunga storia venne devastata da numerosi incendi e
questo spiega le ragioni dei numerosi rifacimenti e della
coesistenza di diversi stili. L'interno della chiesa è decorato
in stile gotico, che ancora è possibile ammirare oggi
nonostante durante il periodo di occupazione della città da
parte delle truppe napoleoniche molte delle opere
originarie furono trafugate e la chiesa addirittura utilizzata
come stalla. L'interno contiene molte opere pregevoli tra cui,
con particolare menzione, i due portali in marmo
risalenti al diciassettesimo e al diciottesimo secolo, la
statua bronzea di Sant'Elena, la cripta e il
mosaico posto nell'abside.
All'interno della cripta è conservato il reliquiario dei
martiri Cassio e Fiorenzo il cui ingresso è chiuso da una
botola in bronzo che viene aperta solamente durante l'ottava
della festa dei patroni della città, il 10 ottobre. Sopra la
cripta si trova un coro risalente all'XI secolo decorato con
dipinti del XIX secolo. Il mosaico absidale è stato
ideato da Fritz Geiges a
Venezia
nel 1894, mostra il braccio di Dio che spunta da una raggiera e
indica Gesù con la mano destra alzata per benedire e la sinistra
regge il libro della vita. La figura di Gesù Cristo poggia sul
globo terrestre mentre degli angeli con candele e incensiere
circondano il giudice universale. Il Chiostro venne fatto
costruire da Gerhard von Are, prevosto della chiesa nel
dodicesimo secolo. La chiesa contiene un maestoso organo
costruito nel 1961, che è stato ampliato durante il restauro a
cui la chiesa è stata sottoposta nel 1980-1981 e che dispone di
69 registri e di ben 512 canne. La musica all'interno del Duomo
di Bonn ha antiche tradizioni, già nel 1230 la chiesa ospitava
infatti uno dei primi organi della Germania. Un nuovo organo
venne costruito nel 1652, servì ad impartire lezioni al giovane
Beethoven ed ebbe un prezzo estremamente elevato per
l'epoca, venne infatti pagato ben 1200 corone.
Gerhard-von-Are-Str. 5, 53111 Bonn, Germania
Tel: +49 (0) 228 985880
La casa di Beethoven
(Beethoven Haus)
Bonngasse 20, la strada che ospita la casa natale di
Beethoven, porta il nome della città. Non a caso, perchè
Bonn e
Ludwig van Beethoven
sono due nomi indissolubilmente legati nella storia. La casa,
costruita nel XVI secolo oggi è sede del più importante museo al
mondo dedicato a Beethoven, che qui vi nacque nel dicembre del
1770. Nella casa di Beethoven si trovano numerosi strumenti da
lui suonati, alcune statue che lo raffigurano e i dipinti
dell'epoca. In particolare spicca tra tutti il famoso ritratto
del pittore Stiehler, del 1820, in cui il giovane Ludwig
viene rappresentato con una penna in mano, i capelli scapigliato
e lo spartito. In questa raffigurazione Stiehler cerca di
catturare l'immagine astratta e romantica dell'artista,
idealizzato e quasi colto di sorpresa nel momento della
creazione. Uno degli aspetti di maggior interesse della visita
alla Bethoveen Haus è rappresentato dagli strumenti musicali
utilizzati dal grande genio della musica, custoditi in
apposite vetrine in cui violini e violoncelli occupano un posto
di primo piano. In particolare spiccano i quattro strumenti a
corda che furono donati a Beethoven dal Principe Lichnowsky
nel 1800 e che sono probabilmente legati alla creazione del
Quartetto per archi Opera 18. Il Principe Lichnowsky fu uno
dei primi mecenati di Beethoven a
Vienna,
gli diede uno stipendio di 600 gulden all'anno, garantito fino a
quando non fosse stato in grado di trovare una situazione più
appropriata. Gli archi qui conservati sono contrassegnati da una
grande “B? e sul retro portano l'autografo di Beethoven.
Andando con la mente all'opera di Beethoven, il violino
evoca contemporaneamente sia la tensione della Sonata a
Kreutzer, sia la maestosità delle composizioni per
orchestra, come il movimento iniziale della Sinfonia n. 3
denominata "l'Eroica". Ma nulla più del pianoforte
rappresenta la musica di Ludwig van Beethoven ed il visitatore
si sente rapito ammirando ad esempio l'ultimo pianoforte suonato
da Beethoven, uno strumento fatto dal produttore viennese di
pianoforti Conrad Graf. Nel museo sono ospitati anche i
manoscritti originali della "Pastorale" e del "Chiaro
di Luna", quest'ultima dedicata a Giulietta Guicciardi,
uno degli amori di Beethoven e di cui il museo conserva il
busto. La collezione permanente del museo include 150 oggetti
tra cui, oltre al già citato ritratto, la viola che Beethoven
suonò all'età di 18 anni nell'orchestra di Bonn, la prima
composizione di Beethoven pubblicata nel 1782 dall'editore
Mannheim, la “Variazione su una marcia di Dresler? e la
consolle dell'organo dell'antica chiesa dei Minoriti.
La casa-museo ospita anche lo studio per le raccolte digitali,
uno studio nel quale sono presenti quattro postazioni dotate di
video e cuffie in cui i visitatori potranno ammirare i documenti
parte della raccolta ospitata nella casa, dell'archivio digitale
dove sono conservati oltre 5'000 documenti e ascoltare l'intera
opera di Beethoven nell'edizione della Deutsche Grammophon.
Gli amanti della musica non potranno rinunciare all'esperienza
del palco per la visualizzazione della musica. Su uno schermo
vengono proiettate figure che, grazie agli occhiali a 3D, si
muovono virtualmente nella stanza, mentre il suono è prodotto da
diciotto casse poste all'interno della sala e con le quali è
possibile nel contempo ottenere una percezione tridimensionale
anche del suono.
Bonngasse 24-26, 53111 Bonn, Germania
Tel: +49 (0) 228 9817525
Il Vecchio Municipio di Bonn
(Altes Rathaus)
Situato nel cuore della città, il palazzo del Vecchio
Municipio domina la piazza del mercato. La prima pietra
della struttura venne posata il 24 aprile 1737 in un clima di
festa, alla presenza di tutti i rappresentanti della città e
accompagnato dal suono di 12 cannonate. L'elegante palazzo dalla
facciata rococò venne progettato dall'architetto francese
Michel Leveilly e le sue altretanto eleganti rampe di scale
esterne hanno fatto da sfondo ad importanti eventi storici, come
quando Gottfried Kinkel, poeta, professore universitario
e rivoluzionario, tenne qui un entusiasmante discorso contro lo
Stato costituito; o quando, il 12 settembre 1949, Theodor
Heuss, primo Presidente Federalem salutò da qui i cittadini
di Bonn nella notte della sua elezione. Il Municipio subì
ingenti danni durante i bombardamenti della Seconda guerra
mondiale, la ricostruzione durò fino al 1950. In questo stesso
edificio, nel periodo in cui Bonn era capitale della Repubblica
Federale di Germania, il Presidente francese Charles de
Gaulle (nel 1962) e il Presidente Statunitense John
Fitzgerald Kennedy (nel 1963) tennero i loro rispettivi
discorsi di saluto.
Il Municipio è stato il centro amministrativo della città fino
al 1978, anno in cui gli uffici amministrativi vennero spostati
in un altro edificio a causa delle accresciute esigenze di
spazio, ma ha tuttavia mantenuto le sue funzioni di edificio di
rappresentanza e ancora oggi è qui che si svolgono le cerimonie
importanti. Gli eleganti spazi interni contengono pregevoli
opere d'arte: all'entrata domina la scultura che rappresenta il
leone mentre uccide un cinghiale, una statua dal significato
simbolico, dato che nel Medioevo il leone era il simbolo del
potere giudiziario e qui rappresenta la forza vincente del
bene. Nella stanza di servizio del Sindaco, che oggi viene
utilizzata per colloqui e in alcuni casi per riunioni, spiccano
il ritratto datato 1754 del Principe elettore e Arcivescovo
di Colonia Clemens August e il ritratto dell'ultimo
principe elettore Max Franz d'Asburgo, il figlio minore
dell'Imperatrice Maria Teresa, che governò la città tra
il 1784 e il 1794.
La "Sala degli arazzi" deve il suo nome agli arazzi
storici che la decorano e che narrano storie tratte dall'opera
"Le Metamorfosi" di Ovidio. L'arazzo denominato "Il
ratto d'Europa" narra la vicenda del rapimento di Europa,
figlia di Agenore, da parte di Giove. Giove,
invaghitosi di Europa, si trasforma in uno splendido toro bianco
così che, quando Europa si avvicina e gli siede sul dorso, la
rapisce. Il secondo arazzo narra invece le vicende di Atteone,
giovane cacciatore che un giorno sorprese la Dea Artemide
nuda mentre si faceva il bagno. La Dea, infuriata, trasformò
Atteone in cervo e lo fece sbranare dai suoi cani. Oggi la sala
degli arazzi è adibita alle celebrazioni più importanti o alla
consegna di premi ufficiali; sempre in questa sala viene
conservato il Libro d'oro in cui si firmano i Capi di
Stato in visita o comunque personalità importanti. Hanno
iscritto i loro nomi sul libro personaggi come John F.
Kennedy, Madre Teresa, Nelson Mandela, Papa Giovanni II, Michael
Gorbaciov, ma anche atleti, come ad esempio la nazionale di
calcio tedesca vincitrice del mondiale del 1954.
Markt 2, 53111 Bonn, Germania
Tel:+49 (0) 228 770
La casa di Schumann
(Schumann-Haus)
"Sempre ho cercato, in tutte le mie composizioni, di lumeggiare non
soltanto una forma musicale ma anche un'idea",
così disse
Robert Schumann
a proposito del suo modo di comporre. È stato uno dei più grandi compositori del periodo romantico.
Tra le sue opere il celebre concerto in La minore per
pianoforte e orchestra opera 54, che venne suonato a
Dresda
per la prima volta nel 1845 con l'esecuzione al pianoforte della
moglie Clara.
Nato in Sassonia, Schumann trascorse a Bonn gli ultimi
anni della sua vita, in questa stessa casa in
Sebastianstrasse, costruita in stile classico e che nel 1844
faceva parte dell'ospedale gestito dallo psichiatra Dottor
Richartz, medico spesso consultato da Schumann perché per un
po' di tempo della sua vita soffrì di disturbi mentali. Nel 1926
una lapide commemorativa venne aggiunta alla facciata della
casa; il consigliere sanitario Dr. Kellner propose che la
casa rimanesse un luogo a ricordo del grande musicista. Schumann
morì all'età di soli 46 anni e sebbene fosse già riconosciuto
come talentuoso musicista, la sua notorietà crebbe ulteriormente
dopo la sua morte, grazie anche all'intensa attività
concertistica svolta dalla moglie Clara, figlia del suo maestro
di pianoforte Friedrich Wieck, in quale si oppose
fortemente alle nozze. Clara e Robert comunque si sposarono non
appena la giovane compì i 21 anni. Clara era un'eccellente
pianista, già affermatasi in giovane età proseguì la sua
carriera concertistica. Alla morte del marito continuò a tenere
concerti durante i quali, assieme alle opere di Beethoven e
Chopin eseguiva anche le opere del defunto marito,
contribuendo così in modo determinante ad accrescerne la
notorietà.
A causa della perdita dell'uso del dito anulare nell'anno 1831,
Schummann dovette abbandonare l'attività di pianista dedicandosi
esclusivamente all'attività di compositore e a quella di critico
musicale. A questo periodo risale anche la fondazione della
rivista musicale "Neue Zeitschrift für Musik", rivista
pubblicata ancora oggi. Nel 1850 venne nominato Direttore
Generale della Musica a
Düsseldorf,
ma proprio in quel periodo i sintomi della sua malattia si
aggravarono, arrivando a fargli perdere la lucidità anche per
periodi di tempo prolungati, fatti che causarono il suo
licenziamento e il successivo ricovero presso la clinica mentale
di Bonn.
Danneggiata gravemente durante la Seconda guerra mondiale,
quella che oggi conosciamo come Casa Schumann corse anche
il rischio di venire abbattuta, ma la determinazione della
cittadinanza ebbe la meglio e la casa venne ricostruita ed
inaugurata nel 1963. Oggi ospita, oltre alla Biblioteca
Municipale della musica, due stanze museo in cui sono
ospitati numerosi cimeli di Schumann tra cui documenti, lettere
autografe e ritratti. La Biblioteca della musica contiene 50'000
volumi e fascicoli che trattano di storia e teoria musicale.
Nelle sale del museo si tengono regolarmente concerti e alla
musica di Schumann spetta ovviamente un posto di rilievo.
Doppelkirche - chiesa
doppia di Bonn
La Doppelkirche, che in italiano significa “chiesa
doppia?, dedicata a Maria e a San Clemente, sorge a
Schwarzrheindorf, un sobborgo nella parte orientale della
città di Bonn. Il nome della chiesa deriva dal fatto che la
struttura consta di due parti: una parte inferiore riservata
alla comunità locale e una parte superiore riservata ai signori
del vicino castello del conte Arnold von Wied e alle
suore. Venne fatta costruire nel 1149 da Arnold von Wied,
prevosto di Colonia e Cancelliere dell'Imperatore Konrad III,
come luogo di venerazione per il vicino castello, che a sua
volta era stato costruito come fortificazione carolingia per
proteggere l'attraversamento del fiume; venne venne consacrata
il 24 aprile 1151 alla presenza dell'Imperatore.
Nel 1156, alla sua morte, Arnold von Wied venne sepolto nel
centro della chiesa, sotto la torre. La sorella, Hedwig,
trasformò l'edificio e il castello in un monastero benedettino
che successivamente, nel tardo Medioevo, divenne un convento per
nobildonne. Nei secoli successivi per la chiesa si alternarono
periodi difficili, ad esempio, nel il sedicesimo e nel
diciassettesimo secolo, durante i quali subì pesanti
danneggiamenti. Nel 1803 il convento venne chiuso e la chiesa
profanata. Fu solo nel 1832 che nella cappella superiore
si tenne nuovamente un servizio religioso e dal 1868 tornò ad
essere una chiesa parrocchiale. L'esterno della chiesa è
intonacato in bianco e decorato con inserti di colore giallo e
rosa. La ristrutturazione dell'esterno venne effettuata nel
1973 ridando alla chiesa i suoi colori originali. Durante il
periodo romanico infatti le chiese non avevano l'aspetto delle
attuali costruzioni. Dall'esterno la struttura ha un aspetto
monumentale, con la torre quadrangolare che svetta
verso l'alto dominando il panorama circostante.
L'interno della chiesa custodisce preziose decorazioni murali
risalenti al periodo romanico dipinte da un anonimo,
probabilmente un monaco di
Colonia:
quelli della parte superiore risalgono al 1190, mentre quelli
della parte inferiore risalgono addirittura al 1150. Durante la
sua lunga storia i muri vennero più volte ricoperti ma l'ultimo
restauro del 1995/96 ha riportato il loro splendore originale.
Le decorazioni sulla parte inferiore della chiesa sono tratte
dalla Teologia di Ruperto di Deutz, teologo benedettino
vissuto a cavallo tra l'undicesimo e il dodicesimo secolo, nella
quale la visione di Dio da parte di Ezechiele è
interpretata come rivelazione dei quattro misteri di Cristo.
Ognuna delle quattro absidi ha al centro un ritratto di Cristo,
sulle volte compaiono gruppi di scene sul "Giudizio di
Gerusalemme" mentre intorno alla volta centrale sono
illustrate scene della "Nuova Gerusalemme". La parte
superiore della chiesa si raggiunge attraverso una rampa di
scale in pietra. Era qui che, su un trono posto in posizione
elevata, sedeva l'Imperatore, che in questo modo poteva vedere
l'altare posto nella parte inferiore. Tra gli affreschi che si
possono ammirare in questa parte della chiesa troviamo "le
nozze dell'agnello", il "veggente di Patmos" e "l'entrata
al Tempio di Maria".
Dixstraße 41, 53225 Bonn, Germania
Tel: +49 (0)2 28 / 46 16 09
Il Vecchio Cimitero di
Bonn
(Alter Friedhof Bonn)
Il Vecchio Cimitero di Bonn è uno dei cimiteri più
importanti della Germania. Qui si trovano le tombe di
numerosi personaggi storici, ma non è l'unico fatto che lo
rende un luogo particolare. Sono infatti allestimento e
disposizione che ne fanno un luogo estremamente interessante
anche sotto un profilo architettonico, dato che qui è possibile
osservare l'evoluzione degli stili delle diverse epoche a
partire dal Barocco. Il cimitero venne creato all'inizio del
1715 dal Principe Elettore Joseph Clemens come luogo di
sepoltura per "gli abitanti del comune, passanti e soldati".
All'epoca, quello che oggi conosciamo appunto come il Vecchio
Cimitero, era invece indicato come il "Nuovo Cimitero"
dato che in quel periodo ne esisteva già uno vicino alla
Chiesa di San Remigio, ma che non aveva più spazio. In esso
urgeva infatti una soluzione alternativa ai cimiteri di
emergenza, creati all'interno della città durante il periodo
delle epidemie di peste che avevano funestato il diciassettesimo
secolo. Situato al centro di Bonn, circondato da palazzi e
strade trafficate, quello che oggi appare come un'isola verde
nel cuore della città, all'epoca del suo allestimento era invece
ubicato al di fuori delle mura urbane; rispetto alle dimensioni
attuali comprendeva solo una parte dell'odierna superficie di
tre ettari. All'epoca della sua costituzione il cimitero non era
tuttavia particolarmente apprezzato, costituiva anzi eccezione
quando qualche personaggio importante lo sceglieva come luogo di
sepoltura, eccezione che veniva diligentemente annotata nei
registri dell'epoca.
Si deve a Leopold Kaufmann, sindaco della città di Bonn
dal 1851 al 1875, la decisione di rispettare anche norme
estetiche e di giardinaggio nell'allestimento del cimitero,
mentre lo spostamento della Georgskapelle del XIII secolo
al'interno del cimitero fu iniziativa dell'Ispettore
Imperiale Johann Claud di Lassaulx. La Georgskapelle è un
edificio romanico che contiene elementi del primo periodo gotico
e un tempo si trovava a Ramensdorf. Danneggiata da un
incendio nel diciannovesimo secolo, il proprietario aveva deciso
di farla abbattere e fu così che venne deciso il suo spostamento
all'interno del cimitero, riuscendo così a salvarla anche se
durante il trasferimento alcuni dipinti vennero danneggiati. Il
Cimitero ospita le tombe di numerosi cittadini importanti della
città. Da città di grande tradizione musicale, non potevano
mancare nel cimitero di Bonn le tombe di illustri musicisti o di
persone a loro legate, come ad esempio le pianiste Alma Von
Wasilewski e Ella Adaïewsky, l'insegnante di violino di
Beethoven, Franz Anton Ries e la madre di
Beethoven, Maria Magdalena. Il cimitero ospita anche la
tomba di Clara e Robert Schumann e del compositore
Wilhelm Westmeyer.
Numerose sono anche le tombe di personaggi legati al mondo
universitario, come Friedrich Christoph Dahlmann, storico
tedesco o Karl Friedrich Mohr, importante chimico, o di
artisti del diciannovesimo secolo, tra cui la moglie e il figlio
di Friedrich Schiller, la scrittrice nonchè musa di
Richard Wagner, Mathilde Wesendonck.
Bornheimer Straße, 53113 Bonn, Germania
Tel: +49 (0) 228 774256
Villa Hammerschmidt
La storia recente di Villa Hammerschmidt è fortemente
legata alla storia della Germania, essendo stata per
oltre quarant'anni e fino al 1994, la residenza e la sede
ufficiale del Presidente della Germania e, a partire dal
1994, con lo spostamento della capitale a Berlino, la residenza
secondaria del Presidente (quando ques'ultimo alloggia nella
villa viene esposto lo stendardo). Villa Hammerschmidt si
presenta al visitatore come un'elegante edificio in stile
neoclassico che per sua somiglianza con la residenza dei
presidenti americani viene anche chiamata la "Casa Bianca" di
Bonn. La zona che costeggia il Reno, a metà del XIX secolo
era soprannominata la “Riviera del Reno? e venne scelta
come ubicazione per numerose ville, attirate dalla posizione
privilegiata sulle rive del fiume e con una splendida vista
sulla valle omonima e sulla catena delle Siebengebirge
(le sette montagne). Tra queste ville ci fu appunto Villa
Hammerschimidt e il vicino Palazzo Schaumberg,
attualmente ufficio secondario della Cancelliera.
L'incarico per la costruzione della villa venne affidato nel
1860 dal commerciante Albrecht Troost all'architetto
August Dieckoff. La villa passò quindi di proprietà nel
1867, quando venne acquistata dall'imprenditore Leopold König,
che non badò a spese per allestire il grande parco di cinque
ettari o la grotta dei Nibelungi lungo le rive del fiume,
grotta che venne tuttavia fatta rimuovere dal Presidente
Heuss. La grotta rappresentava una scena dell'"Oro del
Reno", il prologo del dramma "l'Anello del Nibelungo"
di Richard Wagner. Nel 1899 la villa venne acquistato da
Rudolf Hammerschmidt, al quale deve l'attuale nome.
Risalgono a questo periodo le colonne ioniche o la sala di
marmo, che stagionalmente veniva usata anche come giardino
d'inverno. Alla morte di Hammerschmidt i mobili vennero messi
all'asta e la villa venne suddivisa in dodici appartamenti e
data in locazione. Fortunatamente non subì danni ingenti durante
la Seconda guerra mondiale e al termine della guerra venne
utilizzata dalla forze armate belghe. La casa, il parco sul Reno
e gli edifici secondari sono stati acquistati nel 1950 dalla
Repubblica Federale Tedesca per utilizzarla come residenza
di lavoro del Presidente della Repubblica. Il 15 dicembre 1950
Theodor Heuss fu il primo Presidente a entrare
ufficialmente a Villa Hammerschmidt, e l'unico che la
utilizzò
anche come residenza.
Tra il 1969 e il 1984 la villa subì numerosi rifacimenti che non
ne hanno tuttavia modificato la struttura principale. Oggi il
piano superiore ospita i locali privati del Presidente della
Repubblica, mentre il piano terra ospita le stanze di
rappresentanza, come la sala da ricevimento, la sale del camino
o la sala da pranzo. Il mobilio che arreda oggigiorno la villa è
stato messo a disposizione dal Castello Wilhelmshöhe di
Kassel. La villa è una delle tappe del cosiddetto "sentiero
della democrazia", che tocca in diciotto punti i luoghi più
importanti della storia tedesca del dopoguerra.
Adenauerallee 135 53113 Bonn, Germania
+49 (0) 228 200 ext. 1680
Castello Poppelsdorf e il giardino botanico
Nell'idea del suo proprietario, l'Arcivescovo di Colonia
Joseph Clemens, il castello di Poppelsdorf doveva
diventare un luogo piacevole, situato a poca distanza dal suo
palazzo di Bonn. Tra i due palazzi avrebbe dovuto esserci un
canale, seguendo l'esempio del Palazzo di Versailles e
del Trianon. Fu così che nel 1715 venne assegnato
l'incarico all'architetto francese Robert De Cotte per la
costruzione del nuovo palazzo. L'aspetto curioso è che De Cotte
fece un progetto senza neppure recarsi in loco per ispezionare
il sito, tanto che in uno scambio epistolare l'Arcivescovo, pur
lodando il progetto elaborato dal De Cotte, pose tuttavia dei
dubbi in merito all'adeguatezza dello stesso rispetto al luogo
in cui doveva sorgere. Si trattava infatti di un progetto fin
troppo ambizioso per le necessità dell'Arcivescovo, considerando
che si trattava di un palazzo situato a brevissima distanza
dalla città stessa. Il periodo di progettazione e costruzione si
protrasse per molti anni e alla morte dell'Arcivescovo i lavori
proseguirono sotto la direzione del nipote Clemens August,
che commissionò il lavoro al famoso architetto Balthasar
Neumann. Il risultato fu un'opera estremamente armoniosa, un
palazzo barocco con evidenti influssi dello stile francese ed
italiano, dotato di una splendita facciata a tre padiglioni al
quale si giunge attraversando un lungo viale fiancheggiato da
castagni, il famoso viale Poppersdorfer.
Durante il periodo prussiano, nel 1818 il castello e il
parco adiacente diventarono proprietà dell'università e, sempre
nello stesso anno, si ebbe la trasformazione del parco in un
grandioso giardino botanico che oggi comprende circa 11'000
specie di piante su una superficie di 13 ettari. Nel giardino
botanico sono ospitate sia specie che crescono all'aperto, sia
specie che crescono nelle serre. L'arboreto comprende 700
conifere ed altri alberi a foglie caduche. Tra questi alberi
rivestono una particolare importanza un pino cileno piantato nel
1930 e un pino cinese. All'incirca 3000 piante vengono
coltivate per fini scientifici e di studio. Una parte è dedicata
ad esempio alle piante della zona di Bonn al fine di studiare le
diverse tipologie di vegetazione della zona e capire quali sono
quelle maggiormente minacciate, mentre un'altra sezione è
dedicata alle piante medicinali. Le piante che non possono
vivere all'aperto vengono ospitatate in tredici serre che
occupano una superficie totale di 2500 metri quadrati.
Non tutte le serre sono tuttavia accessibili al pubblico, in
quanto alcune vengono utilizzate per la riproduzione. Questa
sezione accoglie all'incirca 3000 speci, tra le quali si possono
ammirare mangrovie, felci, palme, piante
grasse, orchidee. Un moderno sistema di compressione
permette di immergere alcune serre a intervalli irregolare in
una nebbia densa di acqua pura. Non mancano le curiosità: nella
serra Victoria è ad esempio ospitato l'Amorphophallus titanum,
che con i suoi 306 centimetri di altezza è il fiore più alto
del mondo oppure la Victoria Cruziana, la più
grande delle ninfee, le cui foglie possono reggere pesi fino
a 80 chilogrammi .
Il sito, che oggi comprende oltre al palazzo dove oggi è
ospitata l'Università di Bonn anche il viale
Poppelsdorf e il giardino botanico, è un monumento
protetto. Ogni anno il palazzo diventa da sfondo per la
splendida scenografia dei concerti al castello, che si
tengono in estate; un appuntamento immancabile per gli amanti
della musica classica.
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Il sentiero della
democrazia
(vari luoghi in città)
Il 20 giugno 1991 al Parlamento tedesco era in programma
la votazione sullo spostamento della capitale da Bonn a
Berlino
e, a due anni di distanza dalla caduta del muro, la proposta di
riportare la capitale in questa ultima città vinse con 338 voti
a favore, solo venti in più di quelli contrari. Oggi, a
ricordare il periodo storico in cui Bonn era capitale della
Germania, c'è il “sentiero della democrazia?, un percorso
in 18 tappe creato nel 2004, che mostra quelli che sono stati i
luoghi più rappresentativi e nei quali si è formata la
democrazia tedesca. La prima tappa è quella del Consiglio
Federale, che a Bonn ha sede nell'ala nord del palazzo del
Parlamento e nel quale si sono tenute le sessioni plenarie dal
1949 fino al 2000. Il percorso procede nel luogo in cui sorgeva
la ex Accademia Pedagogica, luogo delle riunioni del
Parlamento e del Consiglio Federale e che oggi fa parte del
campus delle Nazioni Unite. La prima sessione del
Parlamento riunito in sessione plenaria si tenne qui il 7
settembre 1949. Dall'ottobre 1992 fino al luglio 1999, le
riunioni del Parlamento si sono tenute in un nuovo edificio, la
terza tappa del sentiero. Il Palazzo del Parlamento ha
larghe superfici di vetro, che vogliono simbolizzare l'apertura
e la trasparenza della democrazia. Quella che un tempo era la
sala delle riunioni plenarie oggi è parte del Centro Conferenze
della città. Anche la precedente sede del Parlamento Tedesco,
quarta tappa del sentiero, fa oggi parte del Centro
Conferenze di Bonn. In questo luogo il Parlamento si è
riunito dal 1986 al 1992.
La scoperta di Bonn capitale prosegue con la grande torre
che ospitava gli uffici dei Deputati e che viene soprannominata
"Langer Eugen", facendo riferimento sia all'elevata
altitudine, sia al Presidente del Bundestag dell'epoca, Eugen
Gerstenmaier, convinto sostenitore della costruzione di
questo grattacielo. La passeggiata alla scoperta dei luoghi
storici prosegue con l'edificio che dal 1958 al 1999 ha ospitato
i ministeri federali e che oggi è usato da diverse
organizzazioni e dall'Agenzia Federale delle Comunicazioni.
La Dahlmannstrasse, oggi occupata in gran parte dai
terreni del Centro Conferenze, all'epoca era il luogo da cui
partivano le notizie verso il resto del mondo. Qui infatti si
trovavano le redazioni dei giornali, radio e televisioni.
L'ottava tappa del sentiero è quella dell'ufficio del
Cancelliere, che dal 1976 al 1999 ha ospitato Helmut
Schmidt, Helmut Kohl e Gerhard Schröder. Dopo il 1999
l'edificio ospita il Ministero per la Cooperazione
Finanziaria e lo Sviluppo. Sebbene infatti la capitale sia
stata spostata, a Bonn sono rimasti ancora gli uffici di sei
ministeri.
Lo splendido Palazzo Schaumburg era residenza ufficiale
del Cancelliere e dal 1999 attuale residenza ufficiale
governativa a Bonn. Si tratta di una costruzione in stile
neoclassico risalente al 1860 e circondata da ampi spazi verdi.
La residenza è stata teatro di numerosi incontri ufficiali, il
primo dei quali fu quello che si tenne nel 1950 con il
Cancelliere Adenauer e il Ministro degli Esteri francese
Robert Schuman. È qui che nel 1990 venne firmato lo storico
accordo di riunificazione monetaria, economica e sociale
delle due Germanie. Poco distante da Palazzo Schaumburg
sorge la splendida Villa Hammerschmidt, che dal 1950 è
residenza dei Presidenti della Germania. L'undicesima tappa
della passeggiata è quella del Museo König, il palazzo
che lo ospita, nelle prime fasi della Repubblica Federale di
Germania, ha ospitato numerose autorità federali;lo stesso
Cancelliere Adenauer, prima di entrare a palazzo Schaumburg, si
trasferì per due mesi nei locali del museo. Quello che nel 1912
era un hotel di lusso, fatto costruire dal produttore della
famosa acqua di Colonia 4711, durante le due guerre
mondiali venne trasformato in un lazzaretto. Con la fine della
guerra subì una nuova trasformazione, diventando la sede
dell'Alto Commissario delle truppe alleate in Germania, prima di
tornare ad essere nuovamente un hotel nel 1954. Fino al 1973 l'hotel
Peterberg veniva affittato dal governo federale durante le
visite di Stato. Il primo ospite di Stato accolto nell'hotel fu
l'Imperatore etiope Haile Selassie. Dopo il 1973 l'hotel
è rimasto chiuso per lungo tempo, ma ha successivamente ripreso
l'attività e nel 2001 ha ospitato la conferenza
sull'Afghanistan.
Il palazzo che ospitava il Ministero degli Esteri fu uno
dei primi nuovi palazzi federali ad essere costruito tra il 1953
e il 1955 e ancora oggi il Ministero degli Esteri conserva in
questo palazzo una seconda sede dopo quella principale di
Berlino. Un altro palazzo costruito nello stesso periodo è
quello che oggi ospita la Corte dei Conti. Si tratta di
un edificio quadrato che ospita all'incirca 350 uffici e
presenta la tipica struttura architettonica degli anni
Cinquanta, dove l'unica nota di decorazione è rappresentata dai
cinque animali in bronzo dell'artista Hans Wimmer,
che si trovano sulla facciata che si affaccia sul Reno. Quello
dell'Hofgarten è un paesaggio decisamente più rilassante,
un ameno luogo verde palcoscenico di tutte le grandi
manifestazioni che si sono tenute negli anni in cui Bonn era
capitale. Se l'Hofgarten ha spesso ospitato manifestazioni di
protesta, le scale del Vecchio Municipio hanno invece
spesso accolto i personaggi che da qui rivolgevano i loro saluti
alla città, a cominciare dal primo Presidente Federale
Theodor Heuss che da qui salutò la folla la sera del suo
insediamento. L'ultima tappa del "sentiero della democrazia"
è
quella della Konrad Adenauer Haus, dove dal 1972 fino al
2000 sorgeva la sede centrale del partito CDU. Il palazzo
venne abbattuto nel 2003 e al suo posto ora si trova la sede
centrale della società Deutsche Telekom.
Il castello di Drachenburg
All'incirca a quindici chilometri a sud di Bonn, sorge lo
splendido castello di Drachenburg. Nei suoi 130 anni
di storia il castello ha subito numerosi cambi di
destinazione. Voluto nel 1882 da Stephan Sarter, il
figlio minore di un locandiere che fece fortuna con speculazioni
in borsa, la costruzione del castello venne affidata ai due
architetti di
Düsseldorf
Leo von Abbema e Bernard Tushaus e il progetto
venne rivisto dall'architetto Wilhelm Hoffmann, un
architetto residente a
Parigi.
Sarter non visse mai nel castello in quanto morì prima che fosse
terminato. Il castello passò quindi in eredità al nipote
Jakob Biesenbach, un avvocato che volle trasformare il
castello in un'attrazione turistica, dove trovarono posto anche
un ristorante e una galleria dove acquistare oggetti d'arte. Nel
1910 la proprietà venne venduta a Egbert von Simon, un
capitano di cavalleria in pensione che avrebbe voluto espandere
ulteriormente il concetto di attrazione turistica costruendo un
albergo o un piccolo hangar per aerei, ma le risorse finanziarie
non erano sufficienti e vennero organizzate solamente delle
mostre d'arte e di giardinaggio.
Negli anni successivi il castello venne messo dapprima a
disposizione dell'associazione femminile della Croce Rossa
tedesca e successivamente divenne un collegio maschile.
Durante la Seconda guerra mondiale il castello subì diversi
danneggiamenti, sia in seguito ai bombardamenti, sia a causa
dell'incuria. Nel 1947 l'Ufficio delle Ferrovie Federale
affittò il castello, restaurando la Galleria d'Arte e
compiendo altri interventi di restauro ma tra il 1960 e il 1970
il castello rimase abbandonato fino a quando, nel 1971 Paul
Spinat lo acquistò e lo rese accessibile al pubblico. Negli
anni novanta il castello è stato sottoposto a massicci
interventi di restauro che ne hanno ripristinato l'originale
splendore. All'interno del castello sono conservate numerose
opere d'arte, come ad esempio la grande scala, illuminata dalle
finestre con vetri colorati, che un tempo era adornata da
24 dipinti monumentali, tredici dei quali sono riusciti a
sopravvivere anche al turbolento passato del castello. Tra le
varie stanze del castello, meritano una particolare menzione la
sala da pranzo, decorata con dipinti che rappresentano scene di
caccia, oppure la "stanza dei Nibelunghi", che deve il
suo nome al grande dipinto che illustra alcune delle scene più
importanti dell'opera "La Canzone dei Nibelunghi", il
poema epico scritto da un anonimo e che narra le vicende di
Sigfrido alla corte dei Burgundi.
Degna di nota anche la galleria d'arte, che tuttavia, a
differenza di quanto possa suggerire il nome, non era stata
concepita per ammirare i dipinti ma piuttosto per mettere in
evidenza i vetri decorati delle grandi finestre. Tra il
1931 e il 1938, nell'epoca in cui il castello era un collegio,
la galleria venne trasformata in cappella, mentre durante la
guerra le finestre vennero devastate e i vetri distrutti o fatti
sparire. La biblioteca del castello è adornata da uno splendido
soffitto in legno, mentre purtroppo non sono riuscite a
giungere fino a noi le splendide finestre che circondavano la
stanza e che rappresentavano le differenti branche del sapere,
come la storia, l'aritmetica, la geografia e l'astronomia. La
stanza della musica è dominata dall'imponente pianoforte
creato appositamente per il castello. Di modelli di questo tipo
ne sono stati creati solamente sei e si tratta dunque di una
vera e propria rarità.
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