Duomo di Bolzano

Duomo di Bolzano

 

Il Duomo di Bolzano, dedicato a Santa Maria Assunta, è il monumento simbolo della città. Raccoglie più di ogni altro l'incontro delle due culture, italiana e tedesca. Lo troviamo situato nel lato sud ovest di piazza Walther, in quella che è conosciuta come piazza della Parrocchia. La Chiesa stupisce per la sua architettura romanica e gotica, per quel suo tetto piastrellato da colori vivaci, verde-oro, per quella sua guglia filigranata, elegante ed eterea.

Duomo di BolzanoLa costruzione risale al XI secolo, ma venne più volte rimaneggiata, dapprima nel XIV secolo è successivamente durante la Seconda guerra mondiale, a seguito dei danni subiti dai bombardamenti aerei. Si ammirino inoltre il cosiddetto Portale del vino, uno dei più apprezzati di tutta la regione, e l'affresco rinascimentale del XV secolo degli allievi della scuola di Giotto. Una curiosità: nell'ultima ristrutturazione della chiesa sono state rinvenute nelle fondamenta i resti di altre tre chiese precedenti, la prima è una chiesa paleocristiana del IV secolo d.C., la seconda è una Chiesa alto medievale dell'VIII secolo, la terza è una Chiesa medievale del XI secolo, la stessa che ha dato vita alla costruzione attuale. Ai piedi del campanile è ospitato il Museo del Duomo.

Duomo di BolzanoLa chiesa di Santa Maria Assunta è diventata cattedrale di Bolzano dal 1964.  Sorge sul luogo dove era probabilmente ubicato un cimitero romano (come dimostra il ritrovamento di una lapide funeraria del lll-IV secolo d.C.) e che venne utilizzato come luogo di culto già a partire dal periodo paleocristiano. Parziali scavi effettuati durante i lavori di ripristino dell’edificio, gravemente lesionato durante l’ultima guerra, hanno permesso il ritrovamento di tracce di tre chiese succedutesi sulla stessa area. La più antica dovrebbe risalire al tempo della cristianizzazione della zona, avvenuta intorno al 400 d.C. Dalle tracce rimaste è stato possibile ricostruire un ambiente di notevoli dimensioni, a navata unica e preceduto da un atrio rettangolare, dotato a oriente di banco presbiteriale, secondo la tipologia in uso nella zona di Aquileia.

 

Afreschi Duomo di BolzanoDopo la parentesi delle invasioni barbariche, che ricacciò la popolazione sulle montagne, la conca bolzanina tornò ad essere abitata verso il IX secolo . A questo periodo risale una seconda chiesa, di minori dimensioni rispetto alla basilica paleocristiana e sorta entro il suo perimetro. Di essa si sono conservati alcuni frammenti di affresco, con elementi decorativi e volti umani, attribuibili al periodo carolingio (Museo Archeologico dell'Alto Adige).


Esterno Duomo di BolzanoIn coincidenza con il risveglio economico della conca bolzanina, susseguente alla fondazione del mercato vescovile, nel 1180 venne consacrata una terza chiesa di stile romanico. Per la sua costruzione venne impiegato materiale di recupero della fabbrica precedente, anzi ci si appoggiò direttamente al muro settentrionale di quest'ultima, ampliandola praticamente di una navata verso sud.

 

Portare Facciata Duomo di BolzanoL’ambiente veniva così diviso da pilastri in due navate. Non sono state ritrovate tracce di capitelli e colonne nel materiale di scavo, né possono darsi indicazioni sicure per la zona absidale. Il campanile sorgeva sul lato orientale, in corrispondenza della navata meridionale che, a tale scopo, era mantenuta più corta. Sulla facciata (in gran parte conservatasi all’interno dell'attuale ampliamento) si aprivano due strette finestre e un piccolo rosone centrale. La chiesa era di modeste dimensioni e di esecuzione piuttosto rozza, come dimostrano i muri e i pilastri formati da pietre squadrate in modo sommario. Ben presto essa risultò inadeguata alle rinnovate esigenze del culto e soprattutto alle necessità di rappresentanza di una comunità in piena espansione. Verso il 1291, in conseguenza anche di un incendio che la danneggiò in parte, venne decisa una ricostruzione che si protrasse per tutto il secolo successivo e per i primi decenni del Quattrocento, conferendo all'edificio l’aspetto attuale.


Portare Facciata Duomo di BolzanoI lavori iniziarono dalla zona presbiteriale con la demolizione dell’abside romanica e la costruzione di una nuova struttura più ampia rispetto alle preesistenti navate romaniche, che venne ad esse temporaneamente raccordata mediante la costruzione di due muri laterali. Questa prima parte di lavori è opera di una maestranza composta locali, stilisticamente formatisi presso i maestri lombardo-campionesi, già attivi in regione per la costruzione del Duomo di Trento. A testimonianza del diretto rapporto esistente, si può prendere ad esempio l’attuale rosone della facciata occidentale che è una più rozza e semplificata rielaborazione del rosone del Duomo di Trento.


L’assunzione di uno stile tardoromanico si rivelò ben presto insoddisfacente, viste le nuove suggestioni proposte dal Gotico nordico. Nel 1317 circa, dopo una breve sospensione dei lavori, si procedette all'adattamento della struttura esistente a un nuovo progetto che prevedeva la trasformazione della chiesa in una gotica Hallenkirche, cioè in una "chiesa a sala" con le tre navate di uguale altezza.

Altare Duomo di BolzanoTra il 1317 e il 1355 si costruiscono quindi le altre campate con le volte corrispondenti, seguendo il progetto della Hallenkirche e impiegando maestranze diverse di provenienza nordica. Tra il 1380 e il 1422 si edificò infine, demolendo le absidi romaniche, il coro con l’ambulacro a prolungamento delle navate laterali. Quest'ultimo fu opera la bottega di Martin Schiche di Augusta.

L'ultimo apporto architettonico di questo travagliato periodo si ha con la ricostruzione del campanile tra il 1500 ed il 1519, eseguito da Hans Lutz von Schussenried su progetto di Burkhard Engelberg di Augusta. Tra il 1743 e il 1745 venne infine edificata, come prolungamento orientale del coro, la Cappella delle Grazie, costruzione poligonale con cupola e lanterna di Giuseppe Delai e Joseph Gebhart.


Le complesse vicende architettoniche del Duomo di Bolzano si rispecchiano anche nella mancanza di omogeneità della decorazione. Ciò nonostante vi si conservano opere di estrema importanza artistica, come una marmorea Madonnina allattante, ora nella Cappella delle Grazie, databile agli inizi del Duecento e proveniente dalla zona veronese. Tra gli affreschi più antichi conservatisi, una Crocifissione con i donatori campeggia nella lunetta del portale laterale romanico. Si tratta di un raffinato esempio di stile lineare-nordico sul volgere del Duecento, così come il primo strato dell'affresco votivo della famiglia Crille in fondo alla navata meridionale.

 

Significativo l'apporto della pittura trecentesca, rappresentato da molti cicli, tutti purtroppo lacunosi e frammentari. Il repentino cambiamento di gusto dovuto agli apporti radicalmente innovatori dell'arte giottesca è testimoniato dal secondo strato dell'affresco Crille (1335 circa) che manifesta, nella sovrapposizione, l'inadeguatezza delle forme lineari nordiche già a breve distanza dalla loro esecuzione. Tra i numerosi esempi di pittura giottesca inoltre spiccano per qualità stilistica ed equilibrio compositivo le Storie di Papa Urbano nella navata meridionale (1370 ).

Il pittore, che da questo ciclo deriva il nome convenzionale, proveniente dall'ambiente giottesco-bolognese a contatto con le opere di Vitale da Bologna e della sua cerchia. Sul lato nord del campanile, infine, si trova la monumentale Crocifissione di un maestro veronese della fine del Trecento.

 

Al primo quarto del secolo appartiene lo splendido Crocifisso ligneo ora appeso sull’arco trionfale, probabilmente in origine conservato nella Chiesa dei Domenicani, ai quali per primi si deve l'assunzione dell’iconografia del Cristo doloroso, qui magistralmente rappresentata. Tra le opere lapidee della fine del Trecento va ricordata la Porticina del vino, sul lato settentrionale esterno, dovuta al lapicida Martin Schiche di Augusta, formatosi nella cerchia degli scultori tedeschi Parler.

Complessa e frammentaria è anche la decorazione ad affresco del secolo successivo, fra cui si ricorda il ciclo con la Leggenda dei Sette Dormienti di Conrad Erlin (1424) e la Leggenda di San Cristoforo di Friedrich Pacher del 1498. All’esterno, sul lato orientale del campanile, si trova la sinopia attribuita ad Hans von Judenburg (1422) e, accanto al portale maggiore, una Madonna col Bambino forse di Hans Pacher. Il pulpito in arenaria è di Hans Lutz von Schussenried (1513-14). All'altare maggiore gotico eseguito nel 1421 da Hans von Judenburg, venne sostituito nel 1716 (ma completamente terminato nel 1729) un imponente altare barocco. È una costruzione semicircolare in marmo di Carrara con otto colonne anteposte ad altrettanti pilastri e fastoso coronamento ornato di statue; opera del veronese Ranghieri su disegno di Jacopo Pozzo (statue del vicentino Domenico Aglio), che possiede un'impostazione scenografica in origine maggiormente sottolineata dalla pala del Lazzarini distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.

 

Duomo di Bolzano

Piazza della Parrocchia, 27

Area: centro

Tel: + 39 0471 978676

Bolzano

 

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