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Il
lungo percorso storico della città di Bolzano fino ai giorni nostri
attraverso l'intrecciarsi di popoli e culture diverse.
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Basta poco
per rimanere affascinati dalla storia di Bolzano. Lo spunto potrebbe
arrivare da uno dei tantissimi
castelli di Bolzano che ancora oggi circondano intatti la città e
che non furono solo strumenti di guerra o di romantiche e cavalleresche
leggende, ma soprattutto utili mezzi per tramandare la storia della regione
fino ai giorni nostri.
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La stessa curiosità alla storia del paese potrebbe
innestarsi anche quando, per esempio, ci si mette 'comodi' all'interno della
Funivia del Colle (quella che i tedeschi chiamano Kohlerer Bahn),
che da Bolzano raggiunge le pendici del Monte Pozza, in un percorso a
dir poco mozzafiato.
Incuriositi
da tanto genio meccanico (la prima cabinovia venne creata nel 1908) si
potrebbe ripercorrere l'intera storia
dell'Alto Adige, intrisa di coraggiosi episodi che sono andati oltre gli
orizzonti di una comunità altrimenti chiusa dalle montagne. Quello di
Bolzano fu il primo impianto a fune nel mondo per il trasporto delle
persone. Si pensi
per un attimo cosa poteva essere arrivare in cima a queste spettacolari
montagne in tempi ancora più antichi, magari nella preistoria, ai tempi di
Ötzi (la mummia venuta dal ghiaccio e oggi custodita nel
Museo archeologico di Bolzano) o anche solo ai tempi degli
antichi Romani. Era forse più difficile? L'equipaggiamento doveva essere
tutt'altro e le difficoltà probabilmente più numerose.
Quel che è certo è
che il territorio altoatesino, così ben caratterizzato da
spettacolari bellezze naturali, nella sua storia è stato crocevia di
popoli, terra d'incontro ma anche di scontro di culture diverse.
L'essere ponte tra realtà diverse ha portato alla nascita di una città,
Bolzano, spesso contesa tra i potenti di turno. La prima
importante tribù ad aver abitato la zona è stata quella dei Reti,
antica popolazione insediatasi nella zona delle Alpi centro-orientali.
Seguirono i Romani nel 15 a.C., alla guida del generale Nerone Claudio
Druso Germanico, insediatisi nel territorio a scapito dei precedenti
abitanti.
Nel
medioevo la città diventò importante avamposto commerciale e militare,
grazie alla sua posizione strategica che la poneva tra le due maggiori città
di
Venezia e
Augusta. La storia del periodo è ricca di fatti importanti. La
struttura urbana di Bolzano ha infatti origine nel XII secolo, nonostante
già nel VIII secolo la città di Castrum Bauanum veniva
menzionata per la prima volta in un documento storico dell'epoca. Fu infatti
con il principato-vescovile della vicina
Trento, che le piccole comunità dell'attuale capoluogo si
riunirono a formare quella che sarebbe diventa la comunità bolzanina.
Venne costruita una prima via, lunga quasi mezzo chilometro, anticamente
chiamata Gewölbe e poi diventata Laubengasse (l'attuale via
Portici), su cui ergevano edifici alti (alcuni ancora oggi impreziosite
dagli "Erker", i caratteristici murali poligonali a sporto, usati dai
commercianti per attirare la clientela ed aumentare la visuale dei loro
commerci) e porticati, attraversati da stretti passaggi che servivano anche
da scappatoia ai pericolosi incendi, piuttosto comuni nell'epoca. La via
Portici ancora oggi rimane la via commerciale per eccellenza di Bolzano,
originatasi dai portici presenti ai due lati della strada, che si
distinguevano per appartenere l'uno ai mercanti tedeschi, l'altro a quelli
italiani.
La città man mano crebbe fino a raggiungere le attuali aree di
Waaghaus (Casa delle Pesa), nel Trecento sede locale del
principe-vescovo di Trento, e la piazza del Grano (Kornplatz).
Era il periodo antecedente al 1277 e Bolzano risultava circondata da una
cinta muraria difensiva, le cui uniche porte d'accesso erano la Porta
inferiore (Niedertor), la Porta superiore (Obertor)
e la Südtor. Lo stesso anno le mura vennero abbattute dal conte
del Tirolo e duca della Carinzia, Mainardo II, che strappò la
città al principato di Trento, ottenendo sostanzialmente la signoria sul
territorio del Tirolo storico, nota per essere una regione trilingue
(ladina, italiana, tedesca).
Successivamente Bolzano divenne una Stadt, e cioè una città. Grazie
all'abbattimento delle mura poté infatti svilupparsi fino ad aggiungere
nuovi sobborghi all'originale nucleo di via Portici. I suoi abitanti agli
inizi del Trecento arrivarono ad essere circa 3000, la maggior parte dei
quali era dedita al commercio e allo scambio mercantile, posizioni che
favorirono il proliferare di mestieri come quello di banchiere o mecenate.
Secondo fonti storiche infatti la nobile famiglia Botsch pare abbia
avuto provenienza fiorentina, i suoi avvi appartenevano alla famiglia di
banchieri di Boccione de' Rossi. Nel 1363 Bolzano divenne parte del
regno degli
Asburgo con i quali, grazie a dei privilegi comunali concessi
mezzo secolo più tardi dal re Federico III,
iniziò un marcato processo di sviluppo economico ed urbano. Da allora la
città e l'intera regione seguirono le vicende dell'Impero austro-ungarico
degli Asburgo.
Nel 1633,
vista l'importanza economica raggiunta dal centro di Bolzano, venne
istituita da parte dell'arciduchessa d'Austria Claudia de' Medici, la
figura del Magistrato Mercantile con il compito di controllare ed
organizzare le fiere ed i mercati della città e del territorio. Lavoravano
nell'ufficio del magistrato due ufficiali italiani e due ufficiali tedeschi,
nominati da commercianti bolzanini. Il mercato si teneva in genere quattro
volte l'anno e si concentrava nello scambio di prodotti tra commercianti
provenienti dal nord Europa e l'Italia, in particolare tra quelli del
Tirolo del nord e Tirolo del sud, che in quel di Bolzano vedevano unite
le proprie culture. Sono testimoni fedeli del trafficato via vai del
territorio le locande storiche di Bolzano, che servivano da dimora
alle truppe imperiali ed ai mercanti di passaggio.
La fase
transitoria che vide passare di fatto il potere economico dalla
nobiltà (legata alla ministerialità vescovile) ai mercanti e borghesi di
Bolzano aiuta a capire lo sviluppo architettonico e urbano di Bolzano:
tale passaggio è testimoniato oggi dagli edifici e dai palazzi medievali, da
quelli vescovili e civili dell'amministrazione asburgico-tirolese, dalle
caratteristiche case-torri e dai palazzi mercantili di via Portici e, non
ultimi, dai castelli. Nel periodo storico più importante della città,
dal Medioevo al Rinascimento, Bolzano si conferma essere anche
crocevia di arti e mestieri, ne sono fedeli rappresentanti le opere
della scuola di Giotto, soprattutto quelle presenti nel bel
Convento dei Domenicani, così come l'arte gotica di numerosi
artisti, oggi ancora ben rappresentanti nei tesori artistici del Duomo di
Bolzano. Dal Barocco
al Liberty (che qui diventa fondamentalmente Jugendstil,
e cioè l'Art Nouveau tedesco-austriaca), al neo-gotico
e l'arte contemporanea, l'arte a Bolzano ha trovato una delle
sue più alte espressioni di cultura e creatività.
Dalla sua
iniziale annessione all'Italia, nel 1919, Bolzano venne fortemente
italianizzata. Il 25 aprile 1921 la città fu testimone di un terribile fatto
noto come Domenica di Sangue, operata da squadristi fascisti a danno
della popolazione. Pochi anni dopo, con l'avvento del fascismo al
potere dell'Italia, la regione altoatesina di Bolzano venne maggiormente
italianizzata con il dislocamento di numerosi italiani provenienti da tutta
la penisola. Nel 1926 venne edificato il controverso Monumento alla
Vittoria, progettato da Marcello Piacentini su un bozzetto dello
stesso Mussolini, ancora oggi oggetto di notevoli scontri culturali e
politici.
Durante il
corso della Seconda guerra mondiale e conseguentemente all'Armistizio
d'Italia, Bolzano, il territorio limitrofo, e le città di Trento e
Belluno, vennero inglobate nella Germania nazista di Hitler, essendo
diventate parte della cosiddetta Zona Operativa delle Prealpi. Nel
periodo, anche per via delle leggi razziali del 1938 promulgate da
Benito Mussolini, iniziò la deportazione degli ebrei italiani,
molti dei quali furono detenuti nel Campo di transito di Bolzano, uno
dei quattro lager nazisti in Italia (insieme a quelli di Trieste,
Borgo San Dalmazio, in Piemonte, e Fossoli in Emilia-Romagna).
Nel
Dopoguerra Bolzano venne
riassegnata all'Italia, nonostante nel frattempo diventarono sempre più
chiare le richieste di autodeterminazione della comunità di lingua tedesca.
Dopo decenni di tensione, soprattutto negli anni '50 e '60, a Bolzano e
all'Alto Adige venne conferita da prima l'autonomia a carattere regionale
insieme al territorio tridentino, e successivamente l'autonomia
provinciale. Oggi ci si riferisce infatti alle due provincie autonome
di Trento e di Bolzano, le uniche in Italia.
La Bolzano
di oggi è una città europea multilingue, aperta al futuro e ai giovani. Il
suo ruolo d'importante centro universitario si affianca all'antico
status di città commerciale e mercantile, oggi supportata da moderne
tecniche industriali e di servizi d'avanguardia, tra tutti l'area del
polo economico Bolzano sud e della Fiera Bolzano. Arte e cultura
a Bolzano la fanno ugualmente da padrona, tanto che la città, insieme al suo
territorio, è al momento candidata alla cattedra di Capitale Europea
della Cultura per il 2019.
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