Bolzano e il Santo Graal

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Bolzano e il Santo Graal

 

Gli altoatesini la chiamano Magdalena in Prazöll, gli italiani chiesa di Santa Maddalena di Rencio, una piccola struttura religiosa dei dintorni di Bolzano, in stile romanico. Non si fa notare per nessuna imponente struttura o particolare bellezza architettonica, non fosse per lo splendido panorama che la circonda, quello dell'Alto Adige, e per un'intrigante, misteriosa leggenda che custodisce. La storia della chiesa ha origine nel lontano XIII secolo. La sua esistenza è stata infatti già documentata nel 1295, allorché in un documento dell'epoca venne descritta come " una struttura a un’unica navata e con abside quadrangolare, base di un alto campanile in stile romanico".

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Interni Chiesa della Maddalena a BolzanoL'interno della chiesa è ricoperto di pregiati e significativi affreschi del Trecento, come quelli della navata raffiguranti la Passione di Cristo e la vita di Maria Maddalena. All'interno si ammirano anche altre opere di notevole interesse artistico, l’altare ligneo seicentesco intagliato da Oswald Krad, e diverse raffigurazioni del cosiddetto Cristo nella Mandorla, tipico di molte chiese di Bolzano (nell'iconografia cristiana la mandorla rappresenta l'aureola che racchiude Gesù e Maria, simbolo della loro gloria). Altri dipinti sono oggi conservati presso il Museo Civico di Bolzano.

Chiesa di Santa Maddalena a BolzanoLa chiesa è storicamente meta di pellegrinaggio ed è tra le più venerate del Tirolo. Secondo la tradizione popolare, infatti, qualcosa di magico pervade la piccola chiesetta dedicata a Santa Maddalena e le colline coltivate a vigneti che la circondano. Il 22 luglio viene festeggiata la 'Kirchtag', una delle più antiche e tradizionali feste religiose dedicate alla Maddalena (ne abbiamo parlato nella parte dedicata alle Manifestazioni a Bolzano), caratterizzata dai caratteristici picnic a Marende, tanto vino locale e abbondanza di piatti tipici della gastronomia altoatesina.

Interni Chiesa della Maddalena a BolzanoLe scene raffigurate negli affreschi che si concentrano sulla vita di Maria Maddalena sono una decina e testimoniano il grande culto dedicato ad una delle donne più vicine alla figura di Gesù. Il culto più antico rivolto a Maria Maddalena risale alla fine del IV secolo e si è diffuso in Europa soprattutto grazie ai frati domenicani, che la onorarono con il titolo di Apostola degli Apostoli. Secondo i Vangeli di Matteo (27:55), Marco (15:40-41) e Luca (23:55-56), la Maddalena era una della tre Marie che accompagnarono Gesù nel suo ultimo viaggio a Gerusalemme. Fu anche colei che assistette alla Crocefissione e che per prima vide il Gesù risorto. Le chiese dedicate a Maria Maddalena non sono molte nel mondo e la stessa figura della santa continua ancora oggi a rimanere un mistero. Molti la identificano con altre donne presenti nei vangeli, che portano tutte lo stesso nome: Maria di Betania, sorella di Marta e del risorto Lazzaro, oppure la prostituta peccatrice che secondo il vangelo di Luca (7:36-50) lavò i piedi di Gesù asciugandoli con i propri capelli. Alcuni ritengono si tratti della stessa persona.

Storia del Sacro GraalLa figura di Maria Maddalena viene spesso legata a quella del Santo Graal, che nella cultura europea del Medioevo è stato identificato nella coppa che Gesù avrebbe usato durante l'Ultima Cena, la stessa che in seguito Giuseppe d'Arimatea avrebbe usato per raccogliere parte del sangue del Cristo morto in croce. Secondo la leggenda Giuseppe avrebbe portato la sacra reliquia con se in Europa, e per la precisione in Provenza, nel suo viaggio di Evangelizzazione. Da lì avrebbero avuto origine le varie saghe cavalleresche, quelli di re Artù, dei Crociati o dei Cavalieri Templari, tutti concentrati nella ricerca del perduto Graal, che misteriosamente veniva man mano identificato in vari luoghi in Europa: in quel di Glastonbury, nei ruderi della famosa abbazia in Inghilterra, o nella Cappella di Rosslyn, in Scozia, o in quel di Valencia, in Spagna, in quel di Genova, nella Cattedrale di San Lorenzo (così come riportato in un documento di Jacopo da Voragine, del 1297, intitolato Cronaca della città di Genova dalle origini al 1287), o nell'antica Costantinopoli (odierna Istanbul) e da qui in quel di Bari, arrivato nel 1087 con le spoglie di San Nicola (si notino per esempio le raffigurazioni sul portale della Basilica di San Nicola Bari, che molti identificano come appartenenti a re Artù). Che sia così non è un dato certo, ma quel che è sicuro è che nella Basilica di San Nicola nel 1096-98 si videro arrivare numerosi doni e reliquie provenienti dalla Terrasanta.

La chiesa di Santa Maddalena di Bolzano appartiene anch'essa alla lista. Secondo la tradizione, la figura di Maddalena è infatti legata alla figura del Graal, come ci è stato anche detto negli ultimi tempi da libri e film di successi (il Codici Da Vinci di Dan Brown tra tutti). Si considerino per esempio le chiese più note dedicate alla Santa, quella di Saint-Maximin-la-Sainte-Baume, quella di Vézelay, di Rennes-le-Château, di Sant'Egidio del Monte Albino o non ultima quella di Bolzano. In tutte queste chiese, la santa viene raffigurata con in mano una sacra ampolla. Potrebbe mai essere che il sangue di Cristo sia passato anche tra le montagne di Bolzano? Gli antichi affreschi della chiesetta di Bolzano sembrano proprio dare una risposta affermativa, raffigurano infatti la Maddalena con in mano la misteriosa ampolla. Il pittore che dipinse gli affreschi fu evidentemente influenzato dalle leggende cavalleresche della sacra reliquia, se ha lasciato alla santa una posizione di così tanto rilievo in tutta la struttura. Ci si chiede inoltre da quale origine arrivi il volere di costruire una chiesa dedicata alla Maddalena nella natura spettacolare dell'Alto Adige.

Leggenda o realtà, sono sempre molti i luoghi in Europa identificati come possibile dimora del Santo Graal. Quel che è certo è che l'atmosfera che circonda la piccola chiesetta di Maria Maddalena di Bolzano vale più di una visita.

 

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