MAGONZA

VISITARE MAGONZA: INFORMAZIONI E PICCOLA GUIDA

 

E' un nome poetico quello di Magonza. Forte, intenso, romantico. Gli studiosi hanno cercato di stabilirne le origini, tentando di spiegarne il significato e legarlo in qualche modo a quel fiume sulle cui rive sorse questa antica città tedesca, oltre 2000 anni fa. Il fiume è il Meno e scorre eterno in questa piccola grande città della Germania (il cui nome in lingua originale è infatti Mainz), incontrandosi al suo interno con il Reno, di cui è anche il suo più grande affluente. Ma Magonza non prende il proprio nome da questo fiume (anche se in tedesco diventa Main).

 

A legarla inesorabilmente alla storia sono infatti le sue origini celtiche e poi romane. Quando ai soldati della Gallia questa terra così fertile e verdeggiante apparve come 'meravigliosamente grande', non vi furono dubbi: in se possedeva la forza del dio celtico Moguns, 'il grande', adorato in questa parte d'Europa che andava a legarsi per sempre all'Impero romano.

I resti dell'antica città romana di Mogontiacum sono visibili ancora oggi. L'antica fortezza legionaria nell'antichità dominava il territorio già appartenuto alle tribù germaniche locali (i Catti, i Mattiaci ed i Vangioni), che nel I secolo a.C. risultavano ancora confinanti. La posizione strategica del piccolo nucleo, alla confluenza dei due importanti fiumi, ne ha dettato il futuro destino, unendo terre che fino a quel momento avevano avuto storie autonome. L'odierna area urbana che segue il percorso del fiume Reno presenta numerose testimonianze archeologiche della Magonza romana, considerando che il sistema di fortificazioni si estendeva lungo una superficie di circa 36 ettari e anche molto oltre. Si prenda ad esempio la Ernst-Ludwig-Platz, nell'attuale centro storico: proprio qui si può ammirare uno dei monumenti principali d'epoca romana, l'Arco trionfale di Dativius Victor dedicato ad un decurione romano, a colui cioè che all'epoca dell'antica Roma aveva il compito di amministrare la legione per conto del potere centrale. Nel complesso, le attrazioni di Magonza legate al periodo romano non sono poche. Troviamo per esempio il Cenotafio di Druso maggiore (tomba romana risalente al I secolo d.C.), indicata come il più grande monumento funebre romano conservato in Germania; la bella Colonna di Giove; i resti dell'acquedotto romano di Römersteine; l'imponente Colonna di Igel (la Igeler Säule), a sua volta parte del patrimonio dell'Umanità UNESCO di Treviri (antica città di origine romana poco distante da Magonza). Troviamo anche il Museo delle navi romane di Magonza (Museum für Antike Schifffahrt) e i suoi importanti reperti custoditi all'interno: grazie ai due fiumi, Magonza servì infatti da base per la flotta navale fluviale romana, conosciuta con il nome di Classis Germanica, rappresentata da un tipo di imbarcazione (chiamata navis lusoria) rinvenuta durante alcuni scavi nel 1981 e oggi custodita nel museo.

Poco oltre la Ernst-Ludwig-Platz, è tuttavia un altro tipo di monumento ad attirare l'attenzione. L'occhio improvvisamente si inebria di colori diversi, da quelli tipici dell'antica pietra romana a quelli più intensi visibili nella via Peter-Altmeier-Allee: è il rosso del Palazzo del Principe Elettore di Magonza, uno dei più bei palazzi della città. La storia qui fa un salto di tanti secoli e trova le sue origini nel Medioevo, periodo nel quale Magonza divenne sede vescovile, sviluppandosi come il capoluogo della cristianità germanica. Come in altre città vescovili tedesche, i vescovi nel medioevo ricoprivano un ruolo che andava ben oltre il potere spirituale della diocesi. Erano infatti chiamati principi-vescovi, perché avevano il compito di amministrare il proprio territorio come dei veri e propri principi. Nel V secolo, dopo la grande battaglia di Chalons (o battaglia dei Campi Catalauni) contro gli Unni di Attila, la fine dell'impero Romano divenne sempre più certa e con essa l'arrivo dei nuovi sovrani, i Franchi di Carlo Magno. Il nuovo Sacro Romano Impero si espanse ad includere anche Magonza e con esso i vescovi: il primo fu Santo Bonifacio vescovo, monaco benedettino e missionario in Assia e Turingia, ucciso nel 754 durante una missione di conversione delle terre di confine (l'attuale Frisia olandese). Il senso della cristianità è sempre stato forte a Magonza, ma è indicativo come tutto il territorio della Valle del Reno sia stato un buon esempio di quanto storia, arte e genio umano siano figlie di una stessa madre. Fino al 1462 Magonza fu libera città imperiale, grazie ai privilegi arrivati inizialmente con l'arcivescovo Adalberto I, nel XII secolo; furono concesse esenzioni fiscali, particolari privilegi nell'ambito dell'esercizio della giustizia (i cittadini per esempio potevano farsi giudicare solo da appositi tribunali locali). Fu un periodo, questo, in cui la città raggiunse il suo apice amministrativo, economico e culturale. Già nel XIII Magonza andava a farsi conoscere come sede per l'incoronazione di re e imperatori, i cui cerimoniali avvenivano nell'allora già famosa cattedrale.

La Cattedrale di Magonza è una delle testimonianze storiche più esemplari della storia della Germania. La si nota da uno spazio libero su una qualsiasi altura della città e sembra voler sovrastare il mondo ancora oggi con le sue alte guglie e l'architettura romanica, rimasta intatta dopo mille anni di vita. Massiccio come pochi, all'epoca del massimo splendore della città il duomo rappresentava il potere ecclesiastico e politico dei principi-vescovi. Questi ultimi con il passare del tempo assunsero un ruolo con poteri sempre più ampi, fino a diventare principi elettori, coloro cioè a cui spettava l'elezione dell'imperatore del Sacro Romano impero. Erano tutti parte di un collegio di tipo ecclesiastico, per le città tedesche di Magonza, Colonia e Treviri, o di tipo laico, e con il duca di Sassonia, il re di Boemia, il conte palatino del Reno e il margravio di Brandeburgo. Certo il giorno del suo innalzamento, il Duomo dovete apparire come una cattedrale nel deserto, tanta era la sua imponenza strutturale sin dalla sua costruzione. La pietra rossa che servì per costruirla ancora oggi dona alla città una singolare 'essenza', evidenziandosi tra i colori del cielo, azzurro o grigio che sia, della piazza che lo ospita (la Marktplatz) e di tutti gli altri edifici del centro storico (l'Alstadt). Al suo interno si sono celebrate le incoronazioni di alcuni imperatori del Sacro Romano impero, la prima fu Agnese di Poitou, nel 1053, reggente dell'impero al posto di Enrico IV, allora minore.

In città, un'altra antica struttura religiosa cattura l'attenzione su tutte: è la chiesa di Santo Stefano di Magonza (Pfarrkirche Sankt Stephan). Si adagia su una collina urbana oggi centrale alla città, in un'area conosciuta come Mainz-Alstadt, sempre parte del centro storico odierno. Venne fatta costruire durante il governo del vescovo Willigis, così come accadde per la cattedrale, e probabilmente a seguito della volontà espressa da Teofane, vedova di Ottone II e imperatrice reggente del Sacro Romano Impero. Non passateci accanto senza una visita interna, vi lascerete sfuggire un tesoro artistico ben più importante di quanto non ci si aspetti da una semplice chiesa in stile gotico: sono infatti le belle vetrate di Marc Chagal della chiesa di Santo Stefano di Magonza a destare interesse. I visitatori ogni anno sono numerosi, si lasciano catturare dai colori capolavoro che l'artista russo creò quando oramai era ultra novantenne. Chagal arrivò a Magonza quasi per caso, non fosse che l'allora monsignore della città, Klaus Mayer, nel 1973, sprigionò tutta la sua persuasione affinché si potesse lasciare un'impronta di "ottimismo, speranza e gioia di vivere" nella città che tanto segnò le sorti della cristianità in Europa (si prenda ad esempio anche solo l'imperatore Federico Barbarossa: a Magonza ormai anziano, diede il proprio supporto ufficiale alla Terza Crociata in Terra Santa, nel 1188, con l'intento di riconquistare Gerusalemme da Saladino; come andò poi si sa. Giusto? Apriamo una piccola parentesi: l'imperatore morì nel fiume Saleph, nel sud della Turchia, annegando in acque che, secondo la cronaca di allora, a malapena le arrivavano ai fianchi; probabilmente le sue forze erano ormai al limite e la pesante armatura non li permise di risollevarsi dalla caduta nelle fredde acque del fiume. Gerusalemme, da parte sua, non fu mai riconquistata dai cristiani, nonostante Riccardo Cuor di Leone, la Battaglia di San Giovanni d'Acri e quella di Arsuf. Venne siglato un accordo tra il re inglese e Saladino, con il quale si permetteva ai cristiani di visitare la città nonostante il controllo continuasse a permanere nelle mani dei musulmani. Questo fino al 1917 quando occupata dai britannici Gerusalemme venne affidata alle Nazioni Unite secondo il piano di ripartizione della Palestina). Le belle vetrate di Chagal a Magonza in effetti fanno riflettere e non solo per il grande senso artistico che suscitano. Chagal era ebreo e il suo dono in una chiesa cristiana fu un piccolo segno di fratellanza che va oltre l'arte e il tempo, così come viene rappresentato da alcune scene dell'Antico Testamento riprese nelle sue nove vetrate, con le quali egli ha voluto dimostrare i punti in comune tra cristianesimo ed ebraismo.

Dalla storia romana a quella dei principi elettori, senza dubbio, gli avvenimenti succedutisi a Magonza sono stati d'influenza notevole per la storia della Germania e per le sorti dell'Europa intera. Oltre 2000 anni di vita hanno lasciato in città un patrimonio unico, di architetture romaniche, barocche o anche rococò, così come stili semplicemente 'gemuetlich', suggestivi e affascinanti, a dirla alla tedesca. Oggi, ci piace passeggiare per il centro storico della città, tra le spaziose piazze, le case a graticcio, le vie che abbondano di negozi e caffetterie o di locali di ultima tendenza giovanile.

Diventa facile lasciarsi andare ad una giornata senza stress a Magonza. Sarà che qui la vita scorre mai frenetica, ma con buon umore misto ad un senso della reale quotidianità che spesso riscontriamo in molte città della Germania. Un buon bicchiere di vino locale rende il tutto ancora più facile ('leicht' direbbero i tedeschi) e fermarsi in una delle tante taverne di Magonza diventa quasi una tappa obbligatoria: ne abbiamo scelto una in particolare, sulla Kartäuserstraße (al civico 6), chiamata Klingelbeutel. Poco oltre, nella Augustinerstraße, il gusto artistico fa nuovamente capolino nella Magonza storica con le splendide decorazioni barocche della chiesa di Augustinerkirche, opera di Johann Baptist Enderle. Procedendo sulla stessa via e svoltando poi sulla Grebenstraße, si arriva a fare conoscenza di un altro testimone storico di Magonza, e di tutta la storia europea: Johannes Gutenberg e il museo a lui dedicato, situato sulla Liebfrauenplatz. Inventore della stampa a caratteri mobili, Gutenberg è una figura epocale della storia dell'umanità. A lui si deve una vera e propria rivoluzione culturale e tutto quello che da questa ne è scaturito. La vita di Gutenberg ha dell'incredibile, un uomo che ha dato inizio ad una Rivoluzione nel mondo della comunicazione, trasformando i diversi campi del sapere nella società. Con una tale evoluzione culturale i libri diventarono meno costosi e per questo più accessibili a tutti, dando inizio al progresso. A lui si deve la famosa Bibbia di Guthenberg, la prima stampata a caratteri mobili e oggi inserita dall'UNESCO nel patrimonio dell'Umanità (è uno dei libri più costosi del mondo e l'originale venne realizzata a Magonza nel 1452); oggi ne esistono alcuni esemplari sparsi un po' in tutta Europa, Stati Uniti e Giappone, tra cui oltre a Magonza e altre città della Germania come Stoccardae Lipsia, anche Anversa, Londra, Parigi, Vienna, Siviglia, Venezia, e non ultimo il Vaticano (qui custodita nello splendido contesto della Biblioteca apostolica vaticana, che oltretutto possiede una delle raccolte di testi antichi più importanti al mondo, come il Codex Vaticanus, uno dei più antichi manoscritti esistenti della Bibbia).

Non rimane che lasciarsi catturare da questa interessante città, magari durante il Carnevale reniano, uno dei più belli e folcloristici della Germania. Nonostante la folla, non rischierete di perdervi per le strade della città, perché vi basterà tenere a mente una cosa tra tutte: a Magonza le strade sono contrassegnate da targhe blu per le strade parallele al fiume Reno, da targhe rosse per quelle ottagonali al Reno. Se ne incontrate una di colore bianco, sappiate che vi state allontanando un pochino dal Reno e quindi dal centro.

Buona passeggiata, nel frattempo andiamo a scoprire un po' di più su questa città da vivere in tutte le stagioni: dal Natale (ricchissimo di mercatini e di eventi), al Carnevale, alla Notte di San Giovanni (giugno), alla fiera del vino (agosto-settembre). Buona Magonza a tutti!

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