Museo Archeologico Nazionale

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Museo Archeologico Nazionale di Parma

All'interno dell'immenso Palazzo Pilotta a Parma tra le altre istituzioni presenti si trova (a partire dalla prima metà dell’Ottocento) il Museo Archeologico Nazionale, creato nel 1761, che conserva reperti egizi, preistorici, etruschi e romani, molti dei quali provenienti dagli scavi di Veleia.

Museo Archeologico Nazionale di ParmaProprio in concomitanza con l'avvio degli scavi di quest'ultima il duca Filippo di Borbone decise di fondare il museo (meno di 15 anni prima, nel 1748, con gli scavi di Pompei ad opera di un'altro Borbone, Carlo III di Napoli era cominciata l'archeologia moderna).

Veleia era un'antica città romana dell'Appennino piacentino, tra cui la nota Tabula Alimentaria (I secolo d.C.) bronzea, la più estesa iscrizione pervenutaci dall’antichità, le statue della famiglia Giulio Claudia che ornavano la basilica e le due tavole di bronzo in cui sono elencati i nomi dei fondi, con la specifica dei loro confini, che beneficiavano della Istitutio Alimentaria di Nerva e Traiano (L'«Institutio Alimentaria» fu un provvedimento preso nel 103 dall'imperatore Traiano in favore dei bambini bisognosi dell'Italia romana).

Così come successe ad altre città e collezioni italiane, nel 1803, in pieno periodo napoleonico, vennero "requisiti" e trasferiti a Parigi dai francesi i pezzi più prestigiosi della collezione. Solo dopo il Congresso di Vienna i pezzi vennero restituiti. Nel frattempo la collezione venne ampliata con le acquisizioni a Roma delle sculture provenienti dal colle Palatino che già si trovavano nelle collezioni della famiglia Farnese, e anche di sculture che in precedenza facevano parte delle collezioni dei Gonzaga di Guastalla. Nello stesso periodo si venne formando il Medaglierie, incrementando poi con acquisti il nucleo originario che proveniva da Veleia.

Museo Archeologico Nazionale di ParmaFu tuttavia grazie alla amatissima dai parmensi, duchessa Maria Luigia, che il Museo si divennepiù o meno la collezione che oggi si può ammirare, grazie sopratutto all’acquisto delle collezioni numismatiche, di ceramica greca, italica, etrusca e di oggetti egizi. Durante il periodo di Maria Luigia inoltre, con il processo di rinnovamento edilizio cittadino e le conseguenti scoperte del teatro romano, dell’anfiteatro, e di altri ritrovamenti della Parma antica, ci fu un ulteriore incremento delle collezioni. Con l'Unità d'Italia, grazie soprattutto alle ricerche di Luigi Pigorini e Pellegrino Strobel, il Museo diventa definitivamente una delle più autorevoli raccolte preistoriche dell’Italia settentrionale e nel 1866 ottiene finalmente dall’Accademia le statue dalla basilica di Veleia.

Museo Archeologico Nazionale di ParmaCome potrete vedere durante la vostra prossima visita, l'attuale mostra al Museo Archeologico di Parma, si articola su due piani. Nelle sale del primo piano, oltre ai reperti provenienti da Veleia e alle collezioni acquisite nell’Ottocento, sono esposti i marmi della raccolta dei Gonzaga Guastalla e quelli della raccolta dei Farnese. Tra questi ultimi si segnalano in particolare la testa di Zeus proveniente, come i colossi in basanite esposti in Pinacoteca, dagli scavi di Francesco Farnese sul Palatino, nonché una splendida replica dell'Eros dello scultore greco Prassitele.

Nella collezione egizia da segnalare il rilievo del dignitario Amenemone (epoca di Amenophis III, 1405-1370 a.C.) e tra i vasi greci una kylix di Oltos (520-510 a.C.) (in archeologia per kylix si intende una coppa da vino greca in ceramica).

Nella parte del museo dedicata alla città romana di Veleia (i cui resti si trovano a circa 80 km da Parma, nel comune di Lugagnano Val d'Arda) l'opera principale è la già citata e celebre Tabula alimentare traianea, ricomposta da numerosi frammenti, tuttora la più grande iscrizione su bronzo giunta a noi del mondo romano, che elenca, con intenti pubblicitari, i nominativi di proprietari fondiari del Veleiate e di territori confinanti che sostengono finanziariamente la politica umanitaria imperiale. Altri reperti interessanti includono una tavola della lex de Gallia Cisalpina, sulle competenze giudiziarie dei magistrati operanti nella provincia, le dodici statue del ciclo giulio-claudio, iscrizioni, suppellettili e bronzi figurati, tra cui un ritratto di giovane donna, forse la Baebia Basilla di un’iscrizione, uno dei migliori esempi dell’espressione figurativa italica di età augustea.

Al piano terra del museo si trovano la sezione preistorica e protostorica, con i materiali provenienti dagli insediamenti dell’età del Bronzo (terramare) del Parmense e il complesso funerario della seconda età del Ferro da Fraore, e quella dedicata a Parma e al suo territorio in età romana, con le sculture dal foro e dal teatro, i marmi architettonici, le iscrizioni e i monumenti funerari, i bronzi, i mosaici e le oreficerie tardoantiche, provenienti durante le opere per la realizzazione delle del Teatro Regio. Accanto a queste ultime trovano posto gli ori longobardi dalla sepoltura principessa di borgo della Posta.

Museo Archeologico Nazionale
piazzale della Pilotta, 5
tel. 0521 233718

Orari:
martedì-venerdì 9-17
sabato 9-15
domenica e festivi 12.30-19.30
lunedì, 1° gennaio, 24, 25, 31 dicembre: chiuso

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