Storia di Danzica

Informagiovani Italia

🌎  Viaggiare in Europa

🛵 Viaggiare in Italia

💁 Visite guidate in Italiano

Articoli  Informagiovani

🏠  Ostelli a Danzica 

🏠 Ostelli in Polonia

🏠 Hotel a Danzica  

🏠 Hotel in Polonia  

Mappa di Danzica

Mappa della Polonia

 Hostales Gdansk

 Auberges  de Jeunesse Gdansk

 Jugendherberge Danzig

 Hostels Gdansk

 Hostales en Polonia

 Auberges de Jeunesse Pologne

Jugendherberge Polen

Hostels in Poland

 

Storia di Danzica

 

Danzica si posiziona nel nord della Polonia, sul bordo meridionale dell'omonimo golfo, sul Mar Baltico, in una conurbazione che comprende la località balneare di Gdynia e la città termale di Sopot (insieme formano un'area metropolitana chiamata Trójmiasto). Raggiungerla è facile e pratico, in aereo, in treno od anche in pullman. La città è inoltre ben collegata con la capitale Varsavia e con le altre principali città della Polonia. Le comunicazioni marittime sono inoltre garantite con i principali paesi confinanti il Mar Baltico.

Il nome 'urbs Gyddanzyc' venne menzionato per la prima volta nel 997, in alcuni documenti che riportavano la morte di San Adalberto (attualmente patrono della Polonia, della Boemia, della Prussia e dell'Ungheria), il quale tempo prima si era spinto dalla sua nativa Praga nelle terre oltre il fiume Elba in un viaggio di evangelizzazione cristiana. Da quel lontano X secolo Danzica ha percorso una lunga e importante strada, sviluppandosi in una delle città principali della sua nazione.

Nel XII secolo, il piccolo insediamento divenne parte del ducato di Sobiesław e consisteva di un quartiere di artigiani lungo l'odierno Altstädter, di un'area dedicata al mercato e di una zona mercantile tedesca concentrata attorno alla chiesa di San Nicola e lungo la Fortezza di Piast. Nel 1235 la città ricevete i diritti civici da Swantopolk II e venne governata in base ad una costituzione municipale del tutto simile a quella adottata dalla città di Lubecca(che fu anche all'origine della nascita amministrativa di molte altre città come Amburgo e Rostock, in Germania). L'influenza dei Cavalieri Teutonici, agli inizi del XIV secolo, giocò un ruolo determinante nel contesto storico di Danzica. Costoro vennero chiamati in città nel 1308 dal re polacco Władysław nel tentativo di placcare i disordini civili di una parte della popolazione, fedele al Margraviato di Brandeburgo (una regione storica oggi situata in parte nella Germania settentrionale e nella Polonia occidentale). Alcuni documenti storici raccontano che nel tentativo di ripristinare l'ordine siano state uccise circa 10.000 persone. Questo ed altri avvenimenti di natura economica portarono in seguito all'inizio dei conflitti tra il Regno di Polonia e l'Ordine Teutonico, che ricordiamolo era un antico ordine monastico-militare sorto in Terrasanta per mano di alcuni mercanti tedeschi e successivamente operativo nell'opera di evangelizzazione nell'area baltica (le cosiddette Crociate del Nord).

Al ritiro dei cavalieri, dopo la sconfitta a Tannenberg, Danzica iniziò un periodo di notevole prosperità, arrivato anche grazie ad un afflusso di emigranti e mercanti provenienti dai territori vicini. Lo sviluppo fu tale che nel 1358, la città aderì alla Lega Anseatica, diventandone membro attivo nel 1361 e mantenendo intensi rapporti commerciali in particolare con centri come Bruges, Sivigliae Lisbona. Nel XV secolo Danzica divenne a tutti gli effetti uno Stato indipendente, ricco e prospero, con una propria legislatura e potere giudiziario, vincolata solo all'immediato potere del Regno. L'unico neo alla sua espansione commerciale era la continua rivalità della sua nazione, la Polonia, con la vicina Germania, che di fatto tramite la Lega Anseatica (tedesca) governava gli equilibri del commercio alla foce del fiume Vistola. Accanto alla maggioranza di abitanti di lingua tedesca, la città fu anche sede della nativa comunità di lingua polacca, di ebrei polacchi ed anche di olandesi e scozzesi (questi ultimi per esempio abitavano i quartieri oggi noti come Stare Szkoty e Nowe Szkoty (Vecchia e Nuova Scozia). Nel periodo di maggiore espansione economica di Danzica, e cioè tra il XVI ed il XVIII secolo, fiorirono anche la cultura e l'architettura. Si noteranno come in città alcuni storici edifici abbiano sembianze olandesi, questo perché i ricchi mercanti cittadini si fecero progettare i palazzi dai più importanti architetti ed artisti fiamminghi. Mentre quasi tutta la Polonia professava il cattolicesimo, Danzica divenne ben presto focolaio per il protestantesimo, a tal punto che i cattolici divennero una minoranza. Dal momento che le priorità erano centrate nel commercio e nello sviluppo sociale, la città si dimostrò comunque sempre molto tollerante in materia di questioni religiose. L'identità sociale e urbana di Danzica era tale che ben presto la popolazione s'identificava in un'unica comunità, la stessa che più avanti si ritrovò a respingere l'esercito svedese nel XVII secolo e tutti gli altri 'invasori' nei secoli successivi.

Durante la prima spartizione della Polonia, Danzica venne venne annessa alla Prussia. Questo fu un periodo non tanto felice per il commercio e lo sviluppo generale della città, soprattutto quando il nuovo re prussiano Federico II decide bruscamente di recidere i legami con la Polonia con una serie di embargo. Le più importanti fonti di guadagno della città e gli scambi tra le regioni del Baltico e quelle dell'Europa Occidentale, e cioè frumento e ambra, furono così cancellati dai registri doganali dei commercianti, e purtroppo anche dalle tavole dei cittadini. Nonostante la maggior parte della popolazione avesse origini tedesche, la resistenza alla 'prussianizzazione' di Danzica incontrò grandi consensi ed il sostegno alla causa dell'indipendenza divenne più marcato che mai. Fu Napoleone Bonaparte, dopo aver sconfitto i prussiani, a ripristinare una relativa indipendenza in città, che tuttavia era ormai già al centro dei giochi geopolitici delle grandi potenze europee. Con il Congresso di Vienna, che ripristinava i confini pre-napoleonici, la città ritornò ancora una volta in mano alla Prussia.

La sorte continuo a non essere tuttavia tanto benevola con Danzica e in una serie di tira e molla, la città si ritrovò a dover subire alcuni degli avvenimenti più tristi della sua storia: nel 1919, col Trattato di Versailles e con la dichiarazione d'Indipendenza della Polonia, Danzica riottene lo status di città libera, assicurata da una sorta di semi-autonomia che la poneva al centro del cosiddetto Corridoio Polacco (in tedesco Polnischer Korridor, in polacco Korytarz gdański) – che di fatto separava la Prussia Occidentale (in Germania) dalla Prussia Orientale (in territorio polacco) – e collegava il territorio tedesco con la Lituania. Fu questa striscia di terra ad offrire il pretesto a Hitler di invadere la Polonia. L'attacco alla guarnigione della penisola di Westerplatte, a 5 km dalla città, fu lo spunto per l'inizio della Seconda guerra mondiale.

Durante tutto il corso della guerra Danzica rimase in mano ai tedeschi, la città fu bombardata pesantemente dagli inglesi e danneggiata ancora di più durante la sua liberazione dalle truppe sovietiche. I 124.000 tedeschi civili furono costretti ad emigrare e la città lasciata alle proprie macerie. Nel dopoguerra Danzica entrò di nuovo a far parte del territorio polacco. La città riprese possesso del suo nome polacco, non più la Danzig, in tedesco, ma nuovamente Gdańsk, in polacco. Il lavoro di ricostruzione ebbe inizio nel 1946, col restauro delle poche case ancora in piedi, e venne completato, in linea di massima, nel 1960. Alla metà degli anni Settanta letracce delle distruzioni belliche non esistevano già più. Anche se l'economia polacca del dopoguerra fu caratterizzata da una grande debolezza, non venne mai meno la fiducia che Danzica dovesse risorgere dalle ceneri: il problema era piuttosto come dar vita a questa rinascita. Una corrente di pensiero sposava la soluzione della ricostruzione di Danzica su una città ex-novo, senza tener conto del passato, mentre un secondo gruppo sosteneva la necessità di ricostruirla così com'era prima della guerra. Vinse questa seconda linea di pensiero e così la Danzica che vediamo oggi, soprattutto la vecchia città, è identica a quella dell'anteguerra. La ricostruzione pose agli architetti e ai pianificatori sfide non facili, soprattutto per quanto riguardava il recupero di materiali e documentazione. Il primo problema fu quello di fare un accurato inventario di ciò che restava. Pezzi di muro, pietre e mattoni si ammucchiavano alla rinfusa per ogni dove.

Gli archivi del catasto erano andati distrutti e quindi era un problema sapere cosa c'era stato in un determinato posto. Si lavorò soprattutto in base a vecchie fotografie. Nella chiesa di Santa Maria di Danzica (Bazylika Mariacka) per esempio, nella via Ulica Mariacka, che ha fama d'essere la chiesa in mattoni più grande del mondo, l'unico punto di riferimento rimasto era una scala: fu da essa che gli ingegneri partirono per ricostruire l'ambiente circostante. Le difficoltà che si dovettero superare furono immense e la realistica decisione di poter disporre di spazi adeguati alle esigenze di una città moderna comportò, in una certa misura, il sacrificio dell'accuratezza storica. Non si ricostruirono, così, alcuni degli strettissimi vicoli che caratterizzavano la vecchia Danzica. I quartieri residenziali, un tempo privi di verde, vennero ripensati in chiave moderna, con aree naturali e centri commerciali. Le facciate dei palazzi (in particolare quelli del centro cittadino attorno alla piazza del Mercato), sono state ricostruite rispettando scrupolosamente le forme ed i materiali originali, lasciando libertà di scelta solo per gli interni. Nel centro della città sono sorti anche alcuni edifici moderni, come quello delle Poste, la cui facciata mostra una varietà di stili architettonici più recenti. Nel frattempo vennero ristabilite e ampliate le università e gli istituti accademici, mentre i cantieri navali della città divennero fonte di un nuovo sviluppo industriale.

Gli intensi scioperi operai degli anni '70 furono il segnale di una nuova realtà storica in arrivo, quella di Solidarność: un piccolo sindacato autonomo di lavoratori guidato da un giovane Lech Walesa, un elettricista impiegato nei cantieri navali del porto di Danzica. Le manifestazioni degli operai contro il regime sovietico in Polonia furono tali che portarono alla caduta del leader comunista polacco Wladyslaw Gomulka; da lì a pochi anni, il piccolo sindacato dei lavoratori diventò la forza politica dominante del Paese. Le lotte sociali accelerarono i negoziati che sancirono il crollo del regime comunista in Polonia e successivamente in tutti gli Stati del blocco sovietico (l'Unione Sovietica venne ufficialmente dissolta nel 1991). Walesa nel 1983 venne insignito del premio Nobel per la pace e successivamente eletto presidente della nuova Polonia dal 1990 al 1995.

L'aspetto della Danzica odierna è quello di una città prospera e fiera delle sue tradizioni, uno dei massimi esempi di progresso economico nel mercato liberalizzato dell'ex Unione Sovietica. La città ogni anno è visitata da un numero crescente di stranieri, con il turismo diventato uno dei settori trainanti della città. Nonostante i cantieri navali di Danzica abbiano diminuito la loro importanza economica, continuano a rimanere un importante simbolo di libertà e determinazione sociale, a dispetto anche delle nuove forze occupazionali come l'informatica e le nuove tecnologie di comunicazione. La popolazione di Danzica, al giugno del 2010, era di 455.830 abitanti (area urbana), circa 800.000 se si considera la sua area metropolitana (quarta maggiore città della Polonia).

Torna su

 

 

Ostelli Danzica  Ostelli Polonia   Hotel Danzica   Hotel Polonia

Carte de la Pologne   Karte von Polen Mapa de Polonia  Map of Poland

Carte de Gdansk   Karte von Danzig   Mapa Gdansk    Map of Gdansk

 
Se questa pagina ti è stata utile offrici un: Paypal

Offerte del giorno Amazon