Bloom Box, mini centrale elettrica grande come un frigorifero

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Bloom Box, mini centrale elettrica grande come un frigoriffero

La Bloom Box è una piccola centrale elettrica grande come un frigorifero capace di fornire energia pulita a un'intera abitazione con una miscela di ossigeno e gas naturale (e altri combustibili come le bio masse) e sta attirando l'attenzione di importanti multi nazioni americane come Google, Ebay, Coca Cola e altre. Può essere la Google del futuro in campo energetico? Vedremo, il condizionale è d'obbligo, visto che altri annunci roboanti, come questo è stato, non hanno successivamente mantenuto le loro promesse iniziali.

 

Il possibile rivoluzionario congegno, un generatore di fluel cell con capacità di 100kw, è stato presentato nella Silicon Valley, non lontano da San Francisco il 24 febbraio 2010 alla presenza di Colin Powell, ex Segretario di Stato americano e del governatore della California Arnold Schwarzenegger.

 

Le fuel cell non sono una novità, ma fino a questo punto non avevano ancora sfondato, sopratutto per la necessita di reperire il combustibile adatto. La differenza con la Bloom Box è la grossa quantità di energia che il nuovo congegno sembra poter produrre. Per esempio Google, il più importante motore di ricerca al mondo, dichiara di avere utilizzato la Bloom Box negli ultimi 18 mesi in alcune selezionate strutture nella sua sede centrale di Mountain View ottenendo degli ottimi risultati da tutti i punti di vista, costi, emissioni, quantita prodotta. La Bloom Box funziona con l’idrogeno ma anche con l’energia solare, eolica e qualsiasi tipo di carburante. Il sogno di K.R. Sridhar, un ingegnere di origini indiane con un passato alla Nasa, ideatore del micro centrale è quella di dotare ogni casa di una minicentrale per la produzione di energia elettrica, in grado di sopperire alle necessità energetiche di ogni famiglia. La Bloom Box, che per adesso costa ha un costo alla portata di pochi (costa oltre 700mila dollari), potrà essere alimentata con gas naturale, biomasse ed entro dieci anni chiunque potrà acquistarne una spendendo al massimo 3 mila dollari. Speriamo che sia la volta buona per un'altra rivoluzione.

 

Recentemente, anche altre aziende concorrenti della Bloom box hanno dimostrato che le pile ad ossido solido, le stesse della Bloom Box, possono operare con minore temperatura di essa. Ad esempio quelle realizzate dalla Ceres Power di Crawley, Regno Unito, operano sotto i 600 gradi contro i 750 gradi della prima. Caldaie alimentate da parte di celle di combustibile (fuel cell) sono già abbastanza economiche per iniziare ad essere installate già quest'anno; e questo è solo l'avvio di un programma quadriennale per installarne 37.500 nelle case dei clienti del più grande fornitore di energia del Regno Unito, la British Gas.

 

Certo, molte aziende del mondo stanno studiando e investendo sullo stesso promettente settore. Ma se la Bloom Box ha avuto tanta attenzione  da meritare un servizio nel famoso programma della televisione americana CBS  60 Minutes allora, forse, c'è qualcosa di veramente importante sotto

 

Una piccola scatola può alimentare una casa. Il gas necessario (o qualsiasi altro combustibile) è una quantità nettamente inferiore (oltre la metà) di quella che serve normalmente per produrre energia elettrica. Cosa penseranno le compagnie elettriche? Non cercheranno di ostacolare un'idea così rivoluzionaria? Speriamo questa sia la nuova Google dell'energia alternativa, che come il motore di ricerca rompa una volta per tutte schemi fin troppo consolidati.

 

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