Sos dal pianeta terra, danni irreversibili

 

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Sos dal pianeta terra, danni irreversibili

 

 

Il nostro pianeta è davvero in pericolo? Beh, in verità il nostro pianeta non è in pCambiamento climatico, azioni personaliericolo, al massimo in pericolo sono le condizioni atmosferiche e ambientali del nostro pianeta che garantiscono la nostra esistenza sulla Terra. La popolazione mondiale è assemblabile in vari gruppi: c’è la gente troppo presa dalla frenesia e dalle mille cose da fare per accorgersi e riflettere sui problemi ambientali; c’è la gente sensibile e interessata a tali problemi che cerca di far qualcosa nel proprio piccolo, sperando che possa servire quantomeno a ridurre, seppur in minima parte, unimminente " disastro atmosferico"; ci sono gli scettici che, pur conoscendo i cambiamenti che il nostro pianeta subisce ad opera dell’uomo, sono convinti che la situazione non sia poi così grave, come alcuni vogliono far credere, e che tutto resterà invariato anche fra qualche decennio; infine c’è la gente che non solo è sensibile e interessata, ma sente di dover diffondere ai più questa sensibilità alle problematiche relative alla salute della Terra, perché si rende conto che non basta il contributo di pochi a risolvere un problema su scala mondiale.

 

Al Gore, presidente dell’Alliance for Climate Protection e Premio Nobel per la Pace, 2007, sembra essere molto preoccupato per le condizioni ambientali e climatiche, così come il Premio Nobel per la Letteratura, 1997, Dario Fo; essi fanno parte dell’ultima categoria. Il mese scorso i due Premi Nobel hanno scritto degli articoli per " La Repubblica": il primo ha parlato di " emergenza planetaria", il secondo di " catastrofe". Si riferivano entrambi alle condizioni del pianeta, all’inarrestabile surriscaldamento terrestre dovuto all’elevata quantità di biossido di carbonio rilasciata nell’atmosfera che sta progressivamente accrescendo l’effetto serra.

 

 

Di per sé la CO2 svolge un ruolo molto utile: se non fosse presente nell’atmosfera, infatti, la temperatura media terrestre sarebbe di -19°C! Purtroppo con le attività umane stiamo alterando l’"equilibrio climatico dal quale dipende la nostra civiltà" (Al Gore). Negli ultimi 150 anni sono state bruciate quantità crescenti di carbone, petrolio e gas naturale, per un totale di 70 milioni de tonnellate di CO2 immesse ogni giorno " nell’esile guscio d’aria che circonda il nostro pianeta" (Al Gore).
Secondo i ricercatori la temperatura media annua in Europa è aumentata di circa 0,5°C dal 1900 e se continuiamo ad avere i ritmi attuali le temperature medie cresceranno fino a raggiungere livelli troppo elevati per garantire la nostra esistenza.

La natura ci manda continuamente segnali evidenti di SOS un po’ in tutto il mondo. Negli ultimi anni milioni di metri cubi di roccia si sono staccati dall’arco Alpino, a causa dell’aumento della temperatura, accelerando la naturale evoluzione delle montagne. Una delle cause di questi crolli è la fusione del permafrost: le temperature in aumento sciolgono finanche il suolo gelato in profondità, appoggio naturale che fa da collante a placche rocciose instabili. Diventa, dunque, sempre più pericoloso percorrere anche gli itinerari più frequentati e facili, oltre al fatto che ogni anno scompaiono diversi percorsi in quota sulle nostre Alpi. La superficie dei ghiacci nel mondo diminuisce dell’8% all’anno. " Nel 2005 l’estensione dei ghiacci ha raggiunto il minimo dal 1978: entro il 2020÷2050 si potrà andare in barca a vela nel Polo Nord", afferma lo scienziato James Lovelock. Conseguentemente il livello medio del mare, negli ultimi 150 anni sta aumentando di 2 millimetri l’anno: un ritmo doppio rispetto al passato. I processi di desertificazione si diffondono più rapidamente riducendo le superfici coltivabili e migliaia di specie animali sono a rischio di estinzione.


Il nostro pianeta sembra ribellarsi al trattamento che gli abbiamo riservato negli ultimi decenni. " Siamo alle soglie dell’irreversibile per quanto riguarda il clima, dunque non servono più mezze misure: è ora di rivoluzionare le coscienze, l’economia e l’azione politica", così ha aperto la Conferenza Internazionale sull’Ambiente il presidente Chirac a Parigi il 2 febbraio 2007. Come afferma Al Gore stiamo vivendo in un periodo in cui dobbiamo svolgere una " missione generazionale (…) mettere in disparte le meschinerie e i conflitti della politica per abbracciare una autentica sfida etica e spirituale." I delegati di molte nazioni stanno partecipando a meeting straordinari sul cambiamento climatico. Una soluzione potrebbe essere rappresentata dall’aumento della produzione di energia mediante fonti rinnovabili e alternative. Si tratta di energie eco-sostenibili: energia solare (mediante centrali sia termiche che fotovoltaiche), eolica, geotermica, idroelettrica, energia ricavata dalla biomassa e dal biogas ed energia del moto ondoso e delle maree. In questo modo non solo si riducono le emissioni di CO2, ma si inizia anche a far fronte al problema dell’esaurimento del petrolio. Infatti, se consideriamo che il prezzo del petrolio aumenta in maniera inversamente proporzionale al precipitare dell’offerta sul mercato del prodotto, come dicono alcuni esperti del settore, è facile capire che il petrolio sta finendo, in quanto negli ultimi anni il prezzo del greggio sta aumentando smisuratamente. I governi degli Stati produttori del petrolio, per motivi economico-politici, cercano di nascondere che circa il 60% dei giacimenti di questo combustibile sono in esaurimento, mettendo a tacere chiunque provi a diffondere questa scomoda verità.

Lo sviluppo economico non dovrebbe essere la causa dell’inquinamento, bensì dovrebbe fornire i mezzi necessari a combatterlo. Purtroppo, però, le cose non vanno così; esemplare a tal proposito è il caso cinese di Wu Lihong, un contadino attento alla salute del lago Tai, definito " guerriero ambientalista" dal parlamento cinese e condannato a 3 anni di detenzione, perché sosteneva che le industrie chimiche della regione stavano inquinando irreversibilmente uno dei più grandi laghi della Cina. Ormai la sua acqua, che costituiva la fonte di approvvigionamento di acqua potabile per oltre 2 milioni di abitanti, ha un colore verde fluorescente e un cattivo odore. Ma questo sembra passare in secondo piano per il governo cinese interessato principalmente alla corsa verso lo sviluppo, per eguagliare le grandi potenze mondiali.

Per fortuna ogni tanto si legge qualcosa di davvero incoraggiante che ci fa sognare e, perché no, ci dà la forza di rimboccarci le maniche e di sperare in un pianeta più pulito! Cinzia Sasso, giornalista di " La Repubblica", nel suo articolo " Viaggio nell’utopia di Güssing, il paese a emissioni zero" ci racconta di un villaggio austriaco di 4000 abitanti, Güssing, trasformato dall’ingegnere Rheinard Koch in " un’isola pulita che produce da sé, con quello che la natura gli mette a disposizione, tutta l’energia di cui ha bisogno". Le fonti di energia per Güssing sono il mais, il sole, i rifiuti, il legno e i grassi vegetali che riescono a garantire riscaldamento, elettricità, gas e carburante per le auto. È sorprendente come quest’economia eco-sostenibile riesca non solo a soddisfare le necessità del piccolo paesino, ma anche a vendere alla rete nazionale parte dell’energia alternativa prodotta. Questo ha fruttato a Güssing una riduzione del 93% delle emissioni di CO2 negli ultimi dieci anni, la nascita di nuove aziende e conseguentemente di molti posti di lavoro e un notevole incremento del turismo. Insomma, sembra un sogno diventato realtà! Güssing è la prova che qualcosa si può fare per cambiare rotta verso la sopravvivenza del pianeta. I governi attuali devono impegnarsi sempre di più per ridurre i danni che stiamo arrecando alla Terra e per lasciare alle generazioni future un ambiente vivibile.
 

Articolo di Sara Colasuonno per Informagiovani Italia

 

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