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Articoli sul Bullismo
L'uso dei cellulari in classe andrebbe normato per evitare episodi di
cyberbullismo tra studenti. Serve un patto educativo tra scuola e famiglie
per un utilizzo consapevole degli smartphone.
Direttiva del Ministero e commento a
cura della redazione sociale di Informagiovani-Italia
Direttiva del 15 marzo 2007 del Ministro della Pubblica Istruzione
sull'uso a scuola del telefono cellulare
Il nostro commento:
!) Grazie al Ministro da parte degli insegnanti ed
anche da parte dei ragazzi (quelli favorevoli ed anche quelli contrari, che
capiranno domani)
2) A scuola ci vogliono regole, perché la scuola
deve supportare la famiglia nella crescita dei figli e non deve essere (come
non deve essere un genitore) un soggetto amico ma un soggetto ADULTO e
COERENTE, in grado di dettare una regola giusta anche se impopolare e farla
rispettare. I ragazzi chiedono chiarezza, coerenza ed immedesimazione, poche
cose e certe. E faticoso darle, la scuola forse vuole essere amata piuttosto
che rispettata? Un genitore vuole essere amato piuttosto che educare? Sono
domande a cui dovrebbero cercare di dare una risposta tutti i soggetti
coinvolti...
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Ecco il testo della direttiva "Linee di indirizzo ed indicazioni in
materia di utilizzo di telefoni cellulari e di altri dispositivi elettronici
durante l'attività didattica, irrogazione di sanzioni disciplinari, dovere
di vigilanza e di corresponsabilità dei genitori e dei docenti".
I recenti fatti di cronaca che hanno interessato la scuola, dalla
trasgressione delle più banali regole di convivenza sociale (uso improprio
dei telefonini cellulari e altri comportamenti di disturbo allo svolgimento
delle lezioni) fino agli episodi di bullismo e di violenza, riguardano
situazioni che, seppure enfatizzate dai media, non devono essere
sottovalutate. Rappresentano infatti il rischio del dilagare di un processo
di progressiva caduta sia di una cultura del rispetto delle regole che della
consapevolezza che la libertà dei singoli debba trovare un limite nella
libertà degli altri.
Di fronte a ciò la scuola è una risorsa fondamentale in quanto assume il
ruolo di luogo di crescita civile e culturale per una piena valorizzazione
della persona, rafforzando l'esistenza di una comunità educante in cui
ragazzi e adulti, docenti e genitori, vengano coinvolti in un'alleanza
educativa che contribuisca ad individuare non solo contenuti e competenze da
acquisire ma anche obiettivi e valori da trasmettere per costruire insieme
identità, appartenenza, e responsabilità.
Al raggiungimento di tali finalità concorre l'autonomia scolastica,
costituzionalmente riconosciuta che, avendo superato l'impostazione
esclusivamente centralistica dell'educazione e della formazione del
cittadino, consente alla singola istituzione scolastica di concertare,
confrontarsi, costruire accordi, creare lo spazio in cui famiglie, studenti,
operatori scolastici si ascoltano,
assumono impegni e responsabilità, condividono un percorso di crescita umana
e
civile della persona.
Un'educazione efficace dei giovani è il risultato di un'azione coordinata
tra famiglia e scuola, nell'ottica della condivisione di principi ed
obiettivi, evitando quei conflitti che hanno sempre gravi conseguenze
sull'efficacia del processo formativo.
Di conseguenza tutte le componenti scolastiche nelle quali si esprime
l'autonomia delle scuole, in particolare il dirigente scolastico, che ne
costituisce l'elemento di sintesi, devono aprire una fase di riflessione
sulle problematiche oggetto della presente direttiva, fino a promuovere
tutte le iniziative utili, inclusa
la revisione del regolamento di disciplina degli alunni, di cui al comma 2,
dell'articolo 14 del D.P.R. 275/99.
In tale prospettiva, si intendono fornire, nel rispetto dell'autonomia
scolastica, della libertà di insegnamento e della garanzia del diritto allo
studio, linee di indirizzo e chiarimenti interpretativi, sollecitando
opportune iniziative di carattere operativo.
Utilizzo di cellulari e altri dispositivi elettronici durante le attività
didattiche In via preliminare, è del tutto evidente che il divieto di
utilizzo del cellulare durante le ore di lezione risponda ad una generale
norma di correttezza che, peraltro, trova una sua codificazione formale nei
doveri indicati nello Statuto delle studentesse e degli studenti, di cui al
D.P.R. 24 giugno 1998, n. 249.
In tali circostanze, l'uso del cellulare e di altri dispositivi elettronici
rappresenta un elemento di distrazione sia per chi lo usa che per i
compagni, oltre che una grave mancanza di rispetto per il docente
configurando, pertanto, uninfrazione disciplinare sanzionabile attraverso
provvedimenti orientati non solo a prevenire e scoraggiare tali
comportamenti ma anche, secondo una logica educativa propria
dell'istituzione scolastica, a stimolare nello studente la consapevolezza
del disvalore dei medesimi.
Dall'elenco dei doveri generali enunciati dallarticolo 3 del D.P.R. n.
249/1998 si evince la sussistenza di un dovere specifico, per ciascuno
studente, di non utilizzare il telefono cellulare, o altri dispositivi
elettronici, durante lo svolgimento delle attività didattiche, considerato
che il discente ha il dovere:
- di assolvere assiduamente agli impegni di studio anche durante gli orari
di
lezione (comma 1);
- di tenere comportamenti rispettosi degli altri (comma 2), nonché corretti
e coerenti con i principi di cui allart. 1 (comma 3);
- di osservare le disposizioni organizzative dettate dai regolamenti di
istituto
(comma 4).
La violazione di tale dovere comporta, quindi, l'irrogazione delle sanzioni
disciplinari appositamente individuate da ciascuna istituzione scolastica,
nell'ambito della sua autonomia, in sede di regolamentazione di istituto.
È dunque necessario che nei regolamenti di istituto siano previste adeguate
sanzioni secondo il criterio di proporzionalità, ivi compresa quella del
ritiro temporaneo del telefono cellulare durante le ore di lezione, in caso
di uso scorretto dello stesso.
Laddove se ne ravvisi l'opportunità, il regolamento di istituto potrà
prevedere le misure organizzative più idonee atte a prevenire, durante le
attività didattiche, il verificarsi del fenomeno di un utilizzo scorretto
del telefonino.
Resta fermo che, anche durante lo svolgimento delle attività didattiche,
eventuali esigenze di comunicazione tra gli studenti e le famiglie, dettate
da ragioni di particolare urgenza o gravità, potranno sempre essere
soddisfatte, previa autorizzazione del docente. La scuola continuerà, in
ogni caso, a garantire, come è sempre avvenuto, la possibilità di una
comunicazione reciproca tra le famiglie ed i propri figli, per gravi ed
urgenti motivi, mediante gli uffici di presidenza e di segreteria
amministrativa.
Il divieto di utilizzare telefoni cellulari durante lo svolgimento di
attività di insegnamento apprendimento, del resto, opera anche nei confronti
del personale
docente (cfr. Circolare n. 362 del 25 agosto 1998), in considerazione dei
doveri derivanti dal CCNL vigente e dalla necessità di assicurare
all'interno della comunità scolastica le migliori condizioni per uno
svolgimento sereno ed efficace
delle attività didattiche, unitamente all'esigenza educativa di offrire ai
discenti un
modello di riferimento esemplare da parte degli adulti.
Per le ragioni sopra esposte, si segnala la necessità per ciascuna
istituzione
scolastica autonoma di dotarsi di un regolamento di istituto che declini e
traduca,
in maniera adeguata ed efficace, i principi fissati dallo Statuto delle
studentesse e
degli studenti, in base alle specifiche esigenze della comunità scolastica,
prestando particolare attenzione all'individuazione di un repertorio di
sanzioni volte a garantire, con il massimo rigore, l'effettivo rispetto
delle regole poste a presidio del valore della legalità e di una corretta
convivenza civile.
Il Ministero metterà a disposizione delle scuole, mediante pubblicazione sul
sito internet www.pubblica.istruzione.it, alcuni esempi di regolamento di
istituto che perverranno su iniziativa delle stesse istituzioni scolastiche.
Le sanzioni disciplinari verso gli studenti
Con l'entrata in vigore dello Statuto delle studentesse e degli studenti si
è segnato il passaggio da un modello sanzionatorio, incentrato su
un impostazione esclusivamente repressiva, ad un sistema nuovo in base al
quale lo studente, in caso di infrazioni disciplinari, deve essere punito
ma, contestualmente, deve anche essere obbligato a comportamenti attivi di
natura risarcitoria riparatoria volti al perseguimento di una finalità
educativa, in virtù di quanto previsto dalla specifica regolamentazione di
istituto e in ossequio al principio dell'autonomia delle istituzioni
scolastiche. In particolare la scuola è chiamata a prevedere lattivazione di
percorsi educativi di recupero anche mediante lo svolgimento di attività
riparatorie, di rilevanza sociale o, comunque, orientate verso il
perseguimento di un interesse generale della comunità scolastica (quali la
pulizia delle aule, piccole manutenzioni, svolgimento di attività di
assistenza o di volontariato nellambito della comunità scolastica?).
La sanzione disciplinare, seppur inserita in una nuova logica, continua a
svolgere anche la sua irrinunciabile funzione di reazione efficace ad un
illecito, nonché di prevenzione verso il compimento di eventuali infrazioni
disciplinari.
Come già chiarito nella direttiva n. 16/2007, il divieto generale di
disporre un allontanamento superiore a 15 giorni, posto dallart. 4, comma 7
del d.p.r. n. 249/1998, può essere derogato quando si sia in presenza di
fatti di rilevanza penale, o vi sia pericolo per l'incolumità delle persone
(comma 9 dello stesso decreto).
In queste due situazioni la durata della sanzione è commisurata alla gravità
del reato o al permanere della situazione di pericolo.
Si ritiene opportuno che i citati regolamenti di disciplina, nel momento in
cui individuano le fattispecie di cui sopra, prevedano sanzioni severe,
commisurate
alla particolare gravità dei comportamenti tenuti dagli studenti.
In quest'ottica, il Ministero ha avviato la procedura di revisione degli
articoli 4 e 5 dello Statuto delle studentesse e degli studenti allo scopo
di consentire da un lato la semplificazione e lo snellimento delle procedure
di irrogazione e di impugnazione delle sanzioni disciplinari e, dallaltro,
la possibile applicazione di
sanzioni particolarmente incisive, secondo un principio di progressività e
di proporzionalità, nei casi eccezionali che presentino connotazioni di
estrema gravità.
In particolare, la nuova disciplina prevederà che in tali ultimi casi,
tassativamente individuati dal regolamento di istituto, la sanzione potrà
comportare l'esclusione dallo scrutinio finale o la non ammissione all'esame
di Stato conclusivo del corso di studi.
Il dovere di vigilanza e di corresponsabilità dei genitori e dei docenti Con
riferimento alla componente dei genitori, si informa che, nell'ambito delle
modifiche allo Statuto delle studentesse e degli studenti, è prevista la
possibilità per ciascuna scuola di chiedere ai genitori, allatto di
iscrizione, o comunque allinizio di ogni anno scolastico, di sottoscrivere
un patto sociale di corresponsabilità al fine di rendere effettiva la piena
partecipazione delle famiglie.
Il coinvolgimento attivo di tutte le componenti della comunità scolastica,
infatti, è una condizione necessaria per la realizzazione dell'autonomia
scolastica e del successo formativo.
Con questo strumento le famiglie, nell'ambito di una definizione più
dettagliata e condivisa dei diritti e doveri dei genitori verso la scuola,
si assumono l'impegno di rispondere direttamente dell'operato dei propri
figli nel caso in cui, ad esempio, gli stessi arrechino danni ad altre
persone o alle strutture scolastiche o, più in generale, violino i doveri
sanciti dal regolamento di istituto e subiscano, di conseguenza,
l'applicazione di una sanzione anche di carattere pecuniario.
Per quanto attiene alla responsabilità deontologica e professionale dei
dirigenti, dei docenti e del personale ATA, si ricorda che il dovere di
vigilanza sui comportamenti degli alunni sussiste in tutti gli spazi
scolastici ed esige la tempestiva segnalazione alle autorità competenti di
eventuali infrazioni, ed in particolare quando trattasi degli episodi di
violenza sopra richiamati, dovere la cui inosservanza è materia di
valutazione disciplinare.
IL MINISTRO - F.to Giuseppe Fioroni
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