Quando è cominciato il controllo umano del fuoco?

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Il controllo umano del fuoco

 

"Il fuoco, anche se può essere spento, non si raffredda". Ovidio

Imbrigliare il fuoco per utilizzare le sue proprietà come strumento pratico è una della "scoperte" fondamentali dell'uomo. Il controllo del fuoco è stato un segno distintivo della cultura umana da prima dell'esistenza del moderno Homo sapiens. I primi uomini hanno ottenuto il fuoco da fonti naturali, sviluppando in seguito una varietà di metodi per creare il fuoco artificialmente. La capacità di creare, controllare e usare il fuoco rimane essenziale per la civiltà umana.

La prima esperienza consapevole che i primi esseri umani ebbero al fuoco, molto probabilmente, venne dagli incendi selvaggi e dagli incendi boschivi innescati dai fulmini. Nonostante il fatto che fossero distruttivi e potenzialmente mortali, gli incendi sono stati il primo accesso dell'uomo allo strumento "fuoco" questo, anche se non era una forza che le persone potevano controllare, tanto meno creare a loro piacimento. Ci sono prove che dimostrano che già 1,6 milioni di anni fa i gruppi di Homo erectus avevano sfruttato il fuoco in una certa misura, e da 400.000 a 250.000 a.C. ci sono chiare prove che l'Homo erectus poteva controllarlo e forse anche "crearlo". Entro il 125.000 a.C., ben dopo la comparsa del moderno Homo sapiens, l'uso, il controllo e la creazione del fuoco da parte dell'uomo erano diffusi e comuni.

La padronanza del fuoco da parte dell'umanità ebbe un impatto immediato e profondo sulla sua evoluzione. Il fuoco ha dato agli uomini protezione dagli animali selvatici, ha permesso loro di illuminare l'oscurità, ha dato calore per difendersi dal freddo, ha migliorato la loro capacità di creare utensili, ha dato loro la possibilità di cucinare il cibo ed è servito come un efficace deterrente contro insetti e parassiti.

Il fuoco era così utile nella preparazione del cibo che l'uomo divenne l'unico animale che poteva prosperare dal punto di vista nutrizionale mangiando cibo cotto ma non crudo. L'importanza del fuoco nella cultura è così marcata che la parola stessa divenne una metafora onnipresente usata per descrivere idee come l'amore romantico, il conflitto, la distruzione e il desiderio intenso.

I miti sull'incontro tra uomo e fuoco

PrometeoAlcuni miti raccontano l'incontro tra l'uomo e il fuoco. Il più conosciuto tra essi è quello di Prometeo, secondo il quale gli uomini non avevano il fuoco perché Zeus, il capo di tutti gli dei dell'Olimpo, adirato con il genere umano, glielo aveva nascosto. Fu Prometeo, un titano a rubare il fuoco agli dei e a donarlo agli uomini, ma per questo andò incontrò a un terribile ed eterno castigo divino, che portò, all'interno di questa vicenda anche a fare aprire il "Vaso di Pandora" contenitore di tutti i mali dell'uomo... ma questa è un'altra storia.

Tra i miti sull'incontro tra l'uomo e il fuoco, ce n'è uno africano che racconta di un ragno che si vide portare in cielo dal vento il proprio filo. Sul filo si arrampicò un picchio che arrivato in alto e scambiando il cielo per un albero, cominciò a picchiettare aprendo dei buchi. Questi sarebbero poi stati chiamati dall'uomo "stelle". Sullo stesso filo si arrampicò anche l'uomo, che raggiungendo le stelle portò il fuoco sulla terra. Anche i miti cinesi parlano di un picchio, che seguito da un uomo saggio in un luogo tra la luna e il sole, cominciò a picchiettare su albero provocando scintille infuocate. Una di queste colpì la barba del saggio che prese fuoco. L'uomo non si spaventò, prese un ramo dell'albero, lo fece attizzare con la sua barba e lo utilizzo per rischiarare la notte e per accendere un'altro fuoco.
 

 

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