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Nucleare, solare, eolico
Quali sono
le fonti di energia più promettenti per il futuro tra nucleare, solare
ed eolico? Ognuna presenta vantaggi e svantaggi, in termini di costi,
sicurezza, impatto ambientale. Facciamo chiarezza analizzando pregi e
difetti delle diverse opzioni.
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Stavolta per parlare di
energia pulita
iniziamo da una canzone che sostiene l’energia pulita, si tratta di
Girano le Pale dei Folkabbestia. Parleremo poi di dati e
numeri sul fotovoltaico italiano e di
incentivi statali.
A ritmi e tempi di suoni balcanici, su uno sfondo di note folk, avvolto
dal tepore della batteria pulsante e della tromba, con quel retrogusto
di tradizione misto alla modernità della fisarmonica, parte Girano
le pale, un lavoro che non è solo una produzione artistica, ma è
un progetto vero e proprio a sostegno delle energie alternative.
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Un disco instancabile ed impreziosito di ritmi calienti, capace di farti
viaggiare; un continuo omaggio all’uomo, alla terra, alle tradizioni, ma
soprattutto un manifesto musicale a favore dell’energia pulita: un
contributo più che opportuno in questo clima di allarme nucleare,
un’acclamazione necessariamente rumorosa e ovviamente anche un inno al
mediterraneo - simbolo di sole, mare e vento, elementi fondamentali a
sostegno dell’energia pulita - oltre che terra d’origine della band
(Puglia).
Questo lavoro è il grido d’aiuto a nome della terra che diversamente non
riesce a farsi ascoltare e gli artisti in questione a testa alta, con
forza e decisione, nel modo in cui sanno farlo meglio e con quella
spontaneità che li contraddistingue, vogliono affermare il diritto alla
vita utilizzando forme di energia pulita.
Con la loro musica vibrante che scorre adrenalinica dalla testa al cuore
e che fa ribollire il sangue nelle vene per la sua energia dicono: "
non
voglio il nucleare, voglio vedere girare le pale"...Questo il loro motto
discografico. Ciò che contraddistingue il gruppo è la capacità di non
essere mai scontati e futili. Questa band è una spugna che assorbe e
acquisisce tutto ciò che viene dal mondo, che fa parte del mondo. E
strizzando questa spugna si ha la rielaborazione di un nuovo contenuto:
sguardi attenti, lungimiranti a dimostrazione della loro ‘sensibilità
sensibile’. E il gioco di parole dei e nei testi non è mai un gioco
senza senso: è uno scrigno piacevolmente insidioso di messaggi e musica
sulla quotidianità e l’attualità. Lorenzo Mannarini, frontman del gruppo
dice: "
I Folkabbestia sono contrari all’energia nucleare nel nostro
Paese e auspicano una moratoria internazionale". La nostra società ha
bisogno di energia e ne avrà sempre più in futuro, ma la risposta non va
ricercata nell’utilizzo di forme di energia che deturpano l’ambiente in
cui viviamo e che mettono a repentaglio la nostra sopravvivenza. La
salute, l’ambiente, la vita e l’uomo stesso con la sua etica, devono
avere priorità assoluta. Noi siamo per un uso consapevole dell’energia,
per il risparmio energetico e le energie rinnovabili, tra le quali
ovviamente le pale eoliche, protagoniste del disco. E cosa dire degli
opinionisti televisivi che vogliono far credere che sono le pale eoliche
a deturpare l’ambiente"... A voi lettori, "
l’ardua"sentenza!
Dopo le canzoni passiamo ai numeri e prendiamo in considerazione da
vicino alcuni dei numeri del fotovoltaico in Italia, numeri che
risultano incoraggianti perché lo sviluppo dell’energia solare nel
nostro Paese costerebbe ad ogni famiglia italiana il prezzo scarso di
caffè e cornetto, ogni mese: 1 euro e 0,70 centesimi. A fronte di
questa spesa irrisoria si raggiungerebbero una serie di vantaggi
notevoli, si ridurrebbero le emissioni di gas serra, responsabili
del riscaldamento del pianeta (del 5% entro il 2020), si creerebbero
posti di lavoro (sono già oggi 15 mila e salirebbero secondo una
stima tra 210 mila e 225 mila nei prossimi 9 anni), in generale si
produrrebbero, entro il 2020, 110 miliardi di euro di ricchezza e
si romperebbe la dipendenza energetica dalle fonti esauribili e
inquinanti, petrolio e gas in primis.
Così facendo anche l’Italia si indirizzerebbe verso l’obiettivo fissato
dal protocollo di Kyoto. Questo accordo è l'unico trattato
internazionale in materia ambientale che disciplina il tema del
riscaldamento globale. ?stato sottoscritto nella città giapponese di
Kyoto l’11 dicembre del 1997 da più di 160 Paesi in occasione della
Conferenza COP3 ed è entrato in vigore il 16 febbraio 2005. Il
protocollo prevede l’obbligo di operare una riduzione delle emissioni di
elementi inquinanti (sotto accusa: anidride carbonica, metano, ossido di
azoto, idrofluorocarburi ecc. del 5% rispetto ai precedenti livelli del
1990. La scienza parla di questi gas in termini di CO2 equivalenti
ovvero, per intenderci, si può equiparare la tossicità di questi gas a
quella dell’anidride carbonica. Il trattato per entrare in vigore
richiedeva fosse ratificato da almeno 55 nazioni: attualmente una
organizzazione di integrazione economica regionale (EEC) e 174 Paesi -
che contribuiscono negativamente alle emissioni globali di gas serra per
il 61,6% - hanno ratificato il Protocollo.
Il fotovoltaico rappresenta per l’Italia un grande assett
economico e sociale, sostiene il Presidente di Asso Energie Future,
Massimo Sapienza, nella conferenza stampa del Senato tenutasi lo scorso
febbraio, in cui ha presentato con Grid Parity Project (partnership per
le rinnovabili), i veri dati del fotovoltaico. "
E sarebbe grave che
l’Italia perdesse il treno delle rinnovabili per ritardi culturali o per
favorire interessi di parte" afferma ancora Sapienza.
Il GSE, Gestore dei servizi elettrici, ha comunicato a gennaio che a
fine 2010 risultavano installati sul territorio 3.200 impianti:
installati 2.800 megawatt di fotovoltaico. Ciò è indice di crescita del
160% nell’anno 2010. Ma i numeri di fatto vengono poi continuamente
dibattuti, sostenendo che le previsioni risultano gonfiate. Il solare è
anche un'occasione sociale, pensate che il fotovoltaico infatti è in
mano alle famiglie e non alla grande industria. I dati dimostrano che il
residenziale, cioè i pannelli installati sulle nostre case per
iniziativa dei cittadini, pesa circa il 34%, poi c’è chi ha investito su
terreni o capannoni con incidenza del 38% e solo il restante 28% sono
operatori industriali. Non male vero?
Per una volta siamo noi, gente comune, a decidere realmente del nostro
futuro e a gestire una situazione.
Ricorda sempre che piccoli passi portano a grandi prodigi e che
con le proprie scelte di vita è possibile limitare i cambiamenti
climatici! Allora non perdiamo questa occasione, ne va della nostra
salute e di quella dell’intero pianeta. Il 12 e 13 giugno 2011 saremo
chiamati al referendum: il SI per fermare il nucleare. Quello che noi
diciamo sul nucleare è "
L’unica cosa sicura sono i rischi".
Articolo della redazione di Informagiovani-italia.com
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