Rennes, città d'acqua

Rennes, città d'acqua

 

Il fuoco avvolse Rennes una sera di dicembre del 1720. Iniziò dalla rue Tristin (oggi rue de l'Horloge) e durò otto giorni, "infiammando la città come un mare di fuoco". Vennero distrutte 33 strade, 850 case in graticcio e contatti ben oltre 8000 sfollati. Non fu poi l'unico grande incendio della storia della città, tanto che un detto popolare dice "À Rennes, rien ne prend sauf le feu" (a Rennes, nulla accade tranne il fuoco).

Rennes, città d'acquaDal XII al XVIII secolo ci furono ben 51 memorabili incendi a Rennes, a cui ne seguirono altri in gran numero nei secoli successivi (quello della rue Saint Melaine per esempio, il 27 settembre del 1851, che distrusse gli immobili dal civico 2 al 10 o quello altrettanto importante del Parlamento di Bretagna, la notte tra il 4 e il 5 febbraio 1994, e fino a quello più recente, del 1 agosto 2018, alla chiesa di Sainte Thérèse). Si dice che persino Nostradamus abbia predetto l'incendio più grande, quello del 1720.

Rennes, città d'acquaEppure la città ha da sempre custodito un forte legame con l'acqua, così forte che un tempo Rennes veniva infatti chiamata la città dei mulini. Almeno prima del grande incendio. Cosa accadde in quella fredda e funesta giornata del 1720 sono le cronache a raccontarlo, le stesse che però tendono a puntualizzare quanto Rennes abbia creato il proprio sviluppo – passato e anche futuro – grazie appunto ai corsi d'acqua che la bagnano: i fiumi Vilaine e Ille. Il primo nasce nella regione dei Paesi della Loira, mentre il secondo, l'Ille, è un affluente della Vilaine, in cui si getta a Rennes, e la cui sorgente si trova a 3 km a nord-est di Dingé, presso Combourg. Si gettano nel canale d'Ille-et-Rance, e arrivano fino a Saint-Malo sfociando nell'Oceano Atlantico.

L'acqua dopo tutto è all'origine della formazione del primo nucleo urbano e ne ha favorito nel tempo lo sviluppo grazie alla costruzione di canalizzazioni, chiuse e ponti; la confluenza dei due fiumi già esisteva: l'antico nome della città, "Condate", significa infatti "confluenza", e il nome dell’Ille probabilmente deriva dall’isola formatasi dalla biforcazione del flusso delle acque della confluenza.

Rennes, città d'acquaFu soprattutto dopo il grande incendio che la città si diede una maggiore organizzazione di sfruttamento delle acque del fiume. "Dai portatori che passavano in strada l'acqua si poteva comprare a un soldo a secchio", raccontano le cronache nel XIX secolo. A quei tempi la suddivisione urbana e territoriale di Rennes diventava sempre più marcata: il fiume divideva la città in due, la città alta e la città bassa. Quest'ultima, la bassa, era già diventata da secoli la città del popolo, quella situata a sud del fiume e sulla riva sinistra (La Vilaine). Era abitata "in gran parte da ubriaconi e sedizioni", scriveva nel XVII secolo Dubuisson Aubenay nel suo Itinerario in Bretagna. I Romani consideravano il fiume in qualche modo sacro, così spiega verosimilmente il ritrovamento nel XIX secolo di ben 13.000 monete di tale periodo. Nel Medioevo, in mancanza di canalizzazione, l'edilizia urbana ebbe a concentrarsi in particolare nella città alta, mentre il sud del fiume, zona incolta e malsana, era destinato ai lavori poco prestigiosi e altamente inquinanti: c'erano le fabbriche delle pergamene (le parcheminerie), quelle del cuoio (Baudraire), quelle dei conciatori (Tanneurs). Nel 1882 venne poi installata la rete idrica e alla fine del XIX secolo anche la città bassa poté inaugurare il suo 'monumento' simbolo, l'allora Palazzo del Commercio e delle Telecomunicazioni

La nostra guida locale di Rennes, una bella signora che sembra conoscere la città meglio delle sue tasche, durante la visita guidata ci racconta che nel XVIII secolo al fine di proteggere le case risparmiate dal fuoco da possibili nuovi incendi, si decise di rivestirle con dell'intonaco; questo venne  rimosso sono negli anni '70 del Novecento, così da poter mostrare a tutto il mondo le belle facciate degli edifici originali.

Lo sviluppo industriale di Rennes nel complesso è dovuto in gran parte ai suoi corsi d'acqua: mulini, concerie, lavatoi, e poi fonderie, fabbriche a mattoni... tutte usavano l'acqua del fiume che rappresentava l'asse fluviale tra la Manica e l'Oceano, sviluppandone i trasporti. Il canale fino all'Oceano venne costruito per volere di Napoleone nel 1804 e continuato ad modernizzare fino al 1832, soprattutto per contrastare i blocchi marittimi inglesi e si compone di centinaia tra chiuse e ponti. Il successivo rimodellamento di Rennes lasciò comunque la città a nord del fiume con un mix di grandi piazze settecentesche, intervallate da vicoli medievali e case a graticcio. Quel che rimane della quattrocentesca Porta Mordelaise, una volta l'ingresso principale della città, è solo il preludio di una storia tanto ricca quanto interessante. Lungo la Rue Dupont des Loges, una bella strada situata nel cuore del quartiere di La Vilaine, uno dei più suggestivi, si può vedere l'antico mulino sul Vilaine che conserva la struttura di fine XIX secolo. Sulla stessa via si trova anche l'Hôtel Particulier Jean Janvier, una bella costruzione di inizio Novecento, decorata secondo i canoni stilistici dell'epoca e legata al sindaco che servì Rennes dal 1908 al 1923, da cui prende il nome.

Uno degli itinerari più suggestivi per chiunque visiti la Bretagna è il percorso in bicicletta lungo il canale Ille-et-Rance tra Rennes e Saint-Malo. Il paesaggio è molto bello, tra l'entroterra bretone e lungo il canale attraverso chiuse, mulini e altri edifici caratteristici: si avrà così modo di visitare per esempio le undici chiuse di Hédé-Bazouges e il Museo degli attrezzi e dell'artigianato di Tinténiac, oltre che vedere località affascinanti come Dinan e Saint-Malo, oltre Rennes.

 

 

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