Storia di Rennes

Storia di Rennes

 

La storia di Rennes spazia in un periodo di oltre 2.000 anni, da villaggio celtico a uno dei principali centri nel settore delle telecomunicazioni e dell'alta tecnologia digitale.

Preistoria

 

Periodo megalitico in BretagnaLa storia di Rennes è molto antica e si confonde con quella del suo territorio. Le testimonianze preistoriche sulla Bretagna sono insufficienti ad attestare un insediamento umano nel sito dell'attuale città e confermano solo qualche sporadico passaggio in un territorio peraltro fitto di foreste.

Esigue tracce riferite al periodo Paleolitico sono state rinvenute nei pressi dell'attuale scalo aeroportuale, altre poco più marcate risalgono invece al periodo Neolitico, ma niente che fa supporre alla presenza nello stesso periodo di importante stanziamento permanente.

Bretagna storicaDal tardo Neolitico sono arrivate tracce di costruzioni in pietra, i megaliti, di cui la Bretagna abbonda, mentre quelle della cosiddetta cultura del vaso campaniforme (in inglese "Beaker culture") sono attestate al 2000 a.C. e appartengono a quelle genti conosciute per la forma della lavorazione della ceramica. Infine, nell'ultima parte dell'Età del bronzo, arrivarono i Celti, già stanziatisi nell'Europa centrale, che invasero l'odierna Francia, e dalla quale si diffusero poi nel resto del continente, dal nord Italia, fino alle isole britanniche e nella Penisola Iberica.

Periodo gallo-romano e periodo celtico

Bretagna medievaleLe prime testimonianze concrete delle origini di Rennes risalgono ai tempi dei Romani. Nel periodo veniva infatti documentata l'esistenza di un nucleo abitato di origine celtica, posizionato alla confluenza dei due corsi d'acqua il Vilaine e l'Ille e chiamato 'Condate', che significa appunto "confluenza". Nel II secolo a.C. l'area era frequentata dalla tribù dei Redones (Redoni, in italiano), popolo da cui la città ha probabilmente preso il nome. In questo territorio, della Gallia occidentale, si distingueva una federazione di tribù chiamata Aremorici, dal celtico Amor, 'are mori' ("le genti che vivono davanti al mare"); le tribù stanziatesi più internamente erano invece chiamate Argoat, della "terra dei boschi". Quella dei Redoni era una tribù bene organizzata, capace di coniare una propria moneta, senza iscrizioni, adottando una pratica diffusa nei territori dell'antica Grecia e di Roma. Le monete del tesoro di Amanlis rivenuto a circa 30 km a sud di Rennes risale proprio al periodo storico considerato (oggi è custodito nel Museo di Storia e Archeologia di Vannes)

Nel 52 a.C. il piccolo abitato dei Redoni venne conquistato in via definitiva dai Romani diventando ben presto capoluogo della Civitas con il nome di Condate Riedonum. Nel III secolo d.C. la città risultava circondata da un robusto muro di mattoni, come viene descritto, che verrà poi sviluppato nei secoli successivi. L'Armorica divenne provincia della Gallia Lugdunense, suddivisa nel periodo Diocleziano in regione Lugdunense II (futura Normandia) e Lugdunense III (futura Bretagna). Nel V secolo la penisola armoricana divenne l'ultima roccaforte romana in un contesto che, alla caduta dell'impero romano d'Occidente, lasciava i territori in balia dei razziatori Vichinghi: la Bretagna maggiore di per se venne invasa da Angli e Sassoni provenienti dall'altro lato del Mare del Nord. Fu così che una parte della popolazione britannica cercò rifugio in Bretagna.

L'arrivo della nuova popolazione giunta da nord fu molto più di una incursione passeggera: i fuggiaschi si stabilirono in Bretagna e pur avendo le stesse radici celtiche della popolazione indigena, il loro arrivo ebbe modo di trasformare nuovamente l'ormai acquisito carattere gallo-romano. Da questo periodo viene evidenziata la distinzione della penisola Armorica in Brittany o Petit Bretagne (piccola Bretagna) e Grande Bretagna (riferita alla maggiore isola britannica). Le cinque vecchie tribù armoricane furono sommerse dai nuovi raggruppamenti: i Dumnonii del Devon e i Cornovii di Cornovaglia (che andranno ad abitare il territorio storicamente chiamato Cornovaglia francese, il Kernev in bretone). Probabile che i nuovi migranti arrivati dalle isole inglesi portarono con sé i racconti di un re chiamato Arthur (da noi meglio conosciuto come re Artù). 

Medioevo e Regno di Bretagna

Matromonio Anna di BretagnaNel periodo considerato, i Bretoni risultavano occupare la parte più occidentale della penisola armoricana, mentre ai Franchi toccava il resto. Già nel 453 veniva istituita l'Arcidiocesi di Rennes, con una prima chiesa edificata nel VI secolo, situata nello stesso sito dove oggi troviamo la Cattedrale di Saint Pierre di Rennes. La cristianizzazione della Bretagna non fu comunque immediata, d'altra parte lo spirito nazionalistico, indipendente e indomabile delle popolazioni dell'Armorica si seppe distinguere anche con i più famosi re e condottieri dell'epoca: da Clodoveo, a Pipino il Breve e allo stesso Carlo Magno, e nonostante l'evangelizzazione del territorio, i Bretoni seppero da sempre conservare tradizioni e usanze caratterizzate da qualche nota più druidica e celtica che cristiana. L'attuale patrono di Rennes, San Melanio nato nell'anno intorno al 456 e figlio di ricchi proprietari gallo-romani, risulta aver avuto comunque un ruolo decisivo nel trattato di pace tra Franchi e Armoricani (anno 497). Con Carlo Magno, la Bretagna veniva considerata parte dell'impero benché risultasse dotata di una certa autonomia. I Carolingi istituirono una provincia bretone di frontiera composta dalle contee di Rennes, Nantes e Vannes, le cosiddette marche, poi assorbite nel IX secolo dal Regno di Bretagna, uno Stato vassallo dell'impero franco. Intanto la Normandia, tra il X secolo e XI fu ampiamente colonizzata dai Vichinghi.

Dalla Guerra di successione bretone all'Unione con la Francia

Gli eventi storici presentano un quadro più marcato dal 1066, anno della Conquista normanna dell'Inghilterra da parte di Guglielmo il Conquistatore, nato in Normandia e più precisamente a Falaise. La partecipazione bretone alla conquista normanna fu considerevole, alcuni aristocratici bretoni videro in essa molte opportunità di guadagno (è il caso della casata dei de Penthiévre che fu ricompensata da Guglielmo con la tenuta di Richmond, nell'attuale North Yorkshire, da non confondere con la zona a sud-ovest di Londra, dove oggi è ancora possibile ammirare il castello fortificato costruito tra il 1071 ed il 1089). I contatti tra i nobile bretoni e quelli inglese si prolungarono nel tempo, dando vita a legami sempre più convenienti. Così fu anche durante la guerra di successione bretone (1341-57), conflitto tra la contea di Blois e il Montforts di Bretagna per la successione del regno di Bretagna, parte integrante della Guerra dei Cento anni tra il Regno d'Inghilterra e il Regno di Francia: gli inglesi da una parte appoggiavano i bretoni sostenendo Montfort dietro la promessa di concedere più autonomia, mentre i francesi affiancavano i Blois. Come è noto la guerra madre, quella dei cento anni, si concluse con l'espulsione degli inglesi da tutti i territori francesi, ma nel frattempo nel 1364 la Bretagna si ritrovò governata dai duchi di Montfort e quindi alleata degli inglesi, che vinsero Carlo di Blois e Bertrand du Guesclin nella Battaglia di Auray (la pace fu siglata nel 1365 con il primo Trattato di Guérande, con il quale la Bretagna diventava Stato vassallo del regno di Francia, continuando a mantenere una certa autonomia. Nel XV secolo, per rispondere alla crescita della popolazione, vennero ampliate le antiche mura ad est e a sud del Vilaine.

Nel 1491 l'assedio di Rennes da parte dell'esercito francese di Carlo VIII non portò alcun successo sul campo militare, senonché la duchessa Anna di Bretagna per scongiurare la perdita dell'autonomia del ducato, decise di usare i precedenti accordi stipulati dal padre proclamando il suo matrimonio con lo stesso sovrano francese e decretando di fatto il passaggio della Bretagna al regno di Francia. In effetti, Anna era già sposata da qualche tempo – per procura - al futuro imperatore del Sacro romano impero Massimiliano I, ma il matrimonio, pur valido, non venne mai consumato. Oltretutto, la duchessa si dice aver sperato con insistenza nell'aiuto del consorte durante l'assedio alla città, che tuttavia mai arrivò (probabilmente gli Asburgo erano troppo impegnati in Ungheria per prestare particolare attenzione alla piccola Bretagna). Anna si prese cura della autonomia della regione garantendo la salvaguardia degli usi culturali della regione e  una certa amministrazione autonoma. Il terzo matrimonio tra Anne e Luigi XII, l'erede al trono francese, e successivamente quello della figlia Claudia con Francesco I, confermano di fatto l'unione tra il ducato e il regno, che restarono formalmente distinti almeno fino all'avvento di Enrico II, diventato re di Francia nel 1547.

Dal Cinquecento alla Rivoluzione francese

Parlamento BretagnaIl 13 agosto 1532 venne firmato l'editto di unione dagli Stati Bretagna a Nantes. Rennes divenne capitale della regione e si diede avvio alla costruzione del Parlamento di Bretagna, di cui si ammira ancora oggi il bel palazzo in pietra nel centro storico della città. Il palazzo venne progettato da Salomon de Brosse, lo stesso del Palazzo di Lussemburgo di Parigi, ed è oggi considerato il vero simbolo della Bretagna e della sua lunga storia di indipendenza (ospita oggi la Corte d'Appello di Bretagna e la Corte di Assise dipartimentale). Nota città di mulini, intorno al XV secolo Rennes si presentava come una importante città commerciale e finanziaria, organizzata in corporazioni dette 'giurande', con  quella dei 'merciai' senza dubbio la più prospera tra tutte.

Il successivo evento degno di nota in città fu il grande incendio del 1720, che distrusse tre quarti della città, 33 strade, 850 case in legno, lasciando più di 8000 persone senza casa. La ricostruzione diventerà occasione per ripensare alla città secondo l'urbanistica e l'estetica del Settecento. Venne affidata a Isaac Robelin, ingegnere militare, a cui succedette Jacques-Jules Gabriel, che andò a modificare l'assetto degli edifici urbano e degli spazi urbani, con la realizzazione di due piazze, quella del Parlamento e del Municipio di Rennes.

Nel 1789, a seguito della Rivoluzione francese e la conseguente riforma dello Stato, la Bretagna perse parte della sua identitaria autonomia, dicasi i poteri del Parlamento e quindi il regime giudiziario, fiscale e amministrativo garantiti nel 1532. Da un punto di vista architettonico, continua la permanenza della costruzione di case a graticcio fino alla metà del XVII secolo, tradizione iniziata nel medioevo. Rennes è considerata ancora oggi, insieme a Vannes e a Dinan, l'esempio più antico di architettura civile in legno.

L'era moderna e il futuro di Rennes

Parlamento BretagnaNel 1857 venne costruita la stazione ferroviaria di Rennes, mentre nel 1885 l'università di Bretagna iniziava a pieno titolo l'attività (*Nel 1808, Napoleone I ebbe a riorganizzare le università francesi: delle due città ospitanti l'Università della Bretagna, Rennes e Nantes, solo la prima venne inclusa nel nuovo sistema della Università di Francia, mentre l'altra dovette aspettare fino al 1970 per riavere la sua). A metà Ottocento inizia la prima vera canalizzazione delle acque del fiume Vilaine; prima di allora la città veniva divisa in due zone, Rennes alta e Rennes bassa. La parte alta raggruppava gli edifici più importante e le case a graticcio che oggi tutti conoscono e compreso il sito del Parlamento. Al di qua del fiume, la città bassa, erano le attività di poco prestigio (incluse quelle che producevano per esempio le pergamene, le cinture di cuoio o i conciatori), la parte più incolta della città, nonché quella malsana. La rete idrica venne installata nel 1882. Il periodo continuava ad essere contrassegnato dai mulini, dalle concerie e dai lavatoi (questi ultimi, chiamati 'arrivoirs', a caratterizzare tutti i corsi d'acqua della città), considerando la continua importanza dell'asse fluviale del Vilaine e dei suoi canali con la Manica e l'Oceano; il tutto contribuì all'insediamento di nuove industrie quali fonderie, fabbriche a gas e a mattoni, tra le altre.

Tra Ottocento e primo Novecento, il patrimonio artistico si arricchisce di elementi importanti, edifici in stile neoclassico (quali il Municipio e l'Opera) e soprattutto di quelle in stile Art Déco, data dalla originalità delle decorazioni a mosaico di Odorico, fratelli di origine italiana emigrati qualche tempo prima dal Friuli.

I danni subiti da Rennes durante la Seconda guerra mondiale furono ingenti: le truppe tedesche entrarono in città il 18 giugno 1940 e fu quindi liberata dalle forze alleate il 4 agosto 1944. Dal 1954 la città si sviluppa grazie al crescente popolamento causato soprattutto dell'esodo rurale. La  pianificazione urbana contribuisce alla costruzione di 40.000 alloggi in 20 anni mentre il rinnovamento urbano continua nei decenni successivi. Nel 2002 diventa operativa la Metropolitana di Rennes e nel 2006 viene inaugurato il centro multimediale Les Champs Libres, che include anche un planetario, una biblioteca e sale espositive per installazioni e arti visive e digitali, contribuendo allo sviluppo di un ambiente culturale già da tempo in fermento. Nel 2015, con gli oltre 720.000 abitanti dell'area metropolitana, Rennes è diventata la decima città più grande della Francia.

Oggi Rennes è una delle città più visitate della Francia, ideale per raggiungere località famose come Mont Saint Michel e Saint-Malo, così come la Foresta di Brocéliande nota il mito di re Artù, i numerosi castelli medievali o i vari siti megalitici presenti in Bretagna. Rennes è una delle più belle città francesi... "la città più vivibile di Francia" ha scritto una importante settimanale di politica e attualità francese nel 2018.

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