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Parc Guell a Barcellona - Parco
Guëll


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Il
Parc Guëll di
Barcellona è uno
dei parchi più affascinanti del mondo e per questo anche
insignito dall'UNESCO
Patrimonio dell'Umanità.
Incredibile nella sua estetica, più di un parco da fiaba, perché
le fiabe qui sembrano veramente diventare realtà.
Antoni Gaudí
ne è stato l'artefice, colui che più di ogni altro ha legato il
proprio nome alla città.
Un'opera
d'arte che più di tutte
rappresenta forse lo spirito del grande artista, un perfetto
riflesso della natura, dove (è stato detto) “l'artificiale
sembra più naturale del naturale”.
Barcellona
ospita questo grande complesso lungo le
colline di el Carmel,
nel quartiere che porta il nome di
Gràcia.
Nasce come un progetto
di sviluppo urbano, quando
Eusebi Güell,
un industriale catalano acquistò un appezzamento di terreno
collinare a nord della città. Voleva trasformare l'area in un
villaggio-giardino residenziale basandosi sul movimento di
architettura urbana inglese, prevedendo la costruzione di 60
unità abitative e di vari edifici pubblici. Nel 1900 Guëll
commissionò ad Antoni Gaudí lo sviluppo del progetto. Con il
supporto di altri architetti tra cui
Josep M. Jujol
e il suo discepolo
Francesc Berenguer,
Gaudí lavorò al villaggio giardino fino al 1914, quando fu
chiaro che il progetto commerciale di Güel stava diventando un
insuccesso: non si riuscì a vendere neanche una singola casa. In
effetti vennero costruite solo due case, nessuna di esse
comunque di mano gaudiana. Esistevano di già alcuni aree
edificate non molto lontano, dimora di ricchi e benestanti, e vi
era già inclusa una grande villa chiamata
Larrard House
o Muntaner de Dalt
House, che divenne
poi dimora dello stesso imprenditore; Gaudí dal canto suo si
trasferì con la famiglia in una delle due case costruite e
rimaste invendute. Nel 1918 la città di Barcellona ne acquisì la
proprietà e nel 1922 il parco venne aperto al pubblico.
Quando il progetto venne abbandonato Gaudí aveva comunque avuto
modo di creare una buona dose di opere d'arte: lasciò il segno
su 3 km tra sentieri, stradine e vicoli, e poi ancora scale e
una piazza allestita alla sua inimitabile maniera. Oggi si ha
modo di ammirare
padiglioni che
sembrano uscire da una fiaba di Hansel e Gretel, con i loro
tetti ricoperti di tegole curve e guglie decorate. Le
ceramiche
riprendono i colori di mille arcobaleni, quando tra pezzi di
vetro recuperati vengono utilizzate per tessere splendidi
mosaici; diventano parte di sculture quasi viventi, un unisono
di animali fantastici. La grande lucertola drago (o una più
comune salamandra)
in ceramica situata al centro della scala è il simbolo più noto
del parco, nonché il
souvenir
più famoso di Barcellona. La
natura è qui di casa con colonne che prendono o la forma di un
albero o quella di misteriose stalattiti.
La
parte superiore della scala conduce all'ingresso del
Tempio Dorico
detto anche Sala
ipostila. Le
colonne sono vuote e servono come tubi di scarico nel caso di
temporali, ma sono ben 85 quelle presenti. Per mantenere un
senso di spazio, Gaudí lasciò fuori alcune delle colonne. Sopra
il tempio troviamo la grande piazza del centro,
Gran Placa,
circondata da mura ondulate e panchine costellate di mosaici.
Splendido il
panorama sul resto
della città e sul mare, visibile dalla piazza. Originariamente
essa fu concepita come un luogo di mercato per i residenti del
futuro villaggio, infatti ancora oggi la troviamo delimitata da
ciò che è noto come il più grande banco da mercato del mondo,
lungo 150 metri. Questo è quello a cui doveva servire se il
progetto avesse preso il volo, ma oggi è questa una
lunga panchina a serpentina
e in ceramica colorata
progettata da Jujol.
La
casa in cui visse l'artista fino al 1926, anno della sua morte,
è diventata oggi un museo, ed è chiamata
Casa Museu Gaudí.
Venne progettata da
Francesc Berenguer
e mette in mostra alcuni dei mobili di Gaudí (tra cui alcuni
provenienti dalla
Casa Batlló) e
alcuni disegni.
Gaudí amava incorporare molti motivi del
nazionalismo catalano
nelle sue opere, così come elementi di misticismo religioso e
della poesia antica, tutti molto visibili anche nel parco. Tempo
addietro il visitatore veniva inizialmente accolto da due
gazzelle di grandezza meccanica (un importante simbolo
eufemistico di 'la giovane amata' del filone ebraico della
poesia amore medievale regionale), queste vennero tuttavia
rimosse durante le turbolenze della guerra.
Note: essendo il
parco su una collina che domina Barcellona aspettatevi una
passeggiata relativamente ripida verso l'alto (distretto
Gràcia,
stazione della
metropolitana
Lesseps,
quindi seguire ogni 300 metri le frecce), sarete ricompensati
con una vista panoramica fantastica di tutta la città (con in
lontananza l'altra grande opera dell'artista, la
Sagrada Familia).
Da altre vie meno conosciute, il parco può essere raggiunto
anche dalla
metropolitana Vallcarca.
Esso consiste in effetti di due parti distinte, una
relativamente poco sviluppata (e poco affollata) zona naturale
vicino alla cima della collina e il più famoso parco delle
sculture (sempre molto affollato per la maggior parte del
tempo). Ingresso libero.
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