SPAGNA 

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Abitanti - 41.997.000
Superficie - 504.879 km2
Densità - 83,20 ab./km2

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La Spagna è una monarchia costituzionale geograficamente all'interno della Penisola Iberica. L'altro stato che ne fa parte della penisola è il al Portogallo. Fanno parte della Spagna i gruppi delle Isole Baleari, nel Mediterraneo e delle Isole Canarie nell'Atlantico. Il paese confina a nord-est con la Francia e Andorra e a ovest col Portogallo; a sud è separata dal Marocco dallo stretto di Gibilterra, ed è bagnata a nord dall'oceano Atlantico (golfo di Biscaglia) e a est dal Mediterraneo.

Geografia fisica

Il paese è costituito prevalentemente da un vasto altopiano, la Meseta, la cui altitudine si aggira mediamente intorno ai 600 m. Essa è delimitata da varie catene montuose: a nord, la Cordigliera Cantabrica (altezza massima con i Picos de Europa, 2.648 m) e gli imponenti Pirenei (Pico de Aneto, 3.403 m); a sud, la Sierra Morena; a ovest la Meseta si estende oltre il confine portoghese, a est va digradando verso la costa mediterranea. L'interno dell'altopiano è interrotto da numerose catene montuose: a nord-est il Sistema iberico, che separa la Meseta dalla valle dell'Ebro; al centro il Sistema Centrale, costituito dalla Sierra de Gata, la Sierra de Gredos e la Sierra de Guadarrama, che separano la Vechia Castiglia dalla Nuova; a sud la Sierra Morena, che fiancheggia la valle del Guadalquivir; il Sistema Betico a ridosso della costa mediterranea, che raggiunge nella Sierra Nevada le vette più alte di tutta la penisola (Cerro Mulhacén: 3.478 m). L'unica grande pianura spagnola corrisponde alla depressione andalusa, che si allarga a triangolo verso il golfo di Cadice, racchiusa fra la Sierra Morena e il Sistema Betico. Le altre pianure si limitano generalmente a brevi aree che si allargano nella fascia litoranea: più ampia appare la depressione dell'Ebro, soprattutto in prossimità del delta del fiume. La costa atlantica si presenta alta e poco articolata lungo il litorale settentrionale (golfo di Biscaglia), mentre è incisa da profonde insenature a nord-ovest. Il litorale che si affaccia sul golfo di Cadice si presenta invece basso e talvolta paludoso ed è interrotto dagli estuari dell'Odiel-Rio Tinto e del Guadalquivir. La costa mediterranea è piuttosto uniforme: fanno eccezione il golfo di Almeria e il grande arco del golfo di Valencia. A nord dell'Ebro, tratti bassi si alternano a zone alte e scoscese, soprattutto in prossimità dei Pirenei (Costa Brava). La Spagna è attraversata da numerosi corsi d'acqua. I principali sono: il Tago, il Duero, il Guadalquivir e il Guadiana, che tributano all'Atlantico a causa dell'inclinazione naturale verso ovest della Meseta; l'Ebro, invece, sfocia nel Mediterraneo. Esso nasce dalla Cordigliera Cantabrica, percorre l'Aragona ricevendo l'apporto dei corsi d'acqua dei Pirenei meridionali e del Sistema Iberico settentrionale, e sfocia a sud di Tarragona con un ampio delta. Fra i fiumi atlantici, solo il Duero e il Guadalquivir hanno una portata notevole e regolare: il Guadalquivir in particolare è di notevole importanza ai fini dell'irrigazione e della navigabilità. Le condizioni climatiche del paese variano notevolmente da zona a zona. Tutta la zona della Meseta, circondata com'è da catene montuose che la riparano dalle correnti marine, presenta un clima nettamente continentale, con inverni rigidi, estati molto calde e precipitazioni assai scarse; il litorale orientale è soggetto invece a un clima mediterraneo, con temperature miti durante l'inverno e piogge frequenti (soprattutto nei mesi autunnali); la regione settentrionale presenta un clima temperato oceanico, con precipitazioni frequenti e copiose; subtropicale infine, diventa il clima nella regione andalusa, con inverni miti, estati caldissime e piogge scarse.


Geografia politica  

Capitale della Spagna è Madrid, grosso centro sede di tutte le principali attività politiche, amministrative, di servizi, cui si sono aggiunte recentemente numerose attività industriali. La seconda metropoli spagnola è Barcellona, grande porto e attivo centro industriale. Tra gli altri centri spagnoli di maggior rilievo si annoverano Valencia, sulla costa orientale, Siviglia, a sud, Malaga, Granada, ricca di esempi mirabili di architettura araba, Còrdoba, ricca di arte e di storia, Bilbao, sul golfo di Biscaglia, porto attivissimo e importante centro siderurgico, Saragozza, nella valle dell'Ebro, centro industriale e commerciale, Salamanca, antica città universitaria. Tra le mete turistiche più frequentate sono Palma di Maiorca, Toledo, Las Palmas, e Santa Cruz de Tenerife.


Economia

Una delle fondamentali caratteristiche dell'economia spagnola è la sostanziale arretratezza del settore agricolo, in parte dovuta all'aridità del territorio e del clima, in parte all'eccessivo frazionamento della proprietà. La cerealicoltura, che fornisce frumento, mais, orzo, riso e segale dà rendimenti fra i più bassi d'Europa. La patata, al contrario, assicura generalmente ottimi raccolti. Una grande importanza rivestono le coltivazioni della vite e dell'ulivo: la Spagna si colloca al terzo posto su scala mondiale per la produzione di vino, mentre contende il primato all'Italia per la produzione di olio d'oliva. Nelle zone dell'altopiano dove sono state realizzate imponenti opere irrigue e nelle pianure costiere del Mediterraneo, sono diffuse  le colture ortofrutticole e industriali; la coltivazione degli agrumi, in particolare, consente alla Spagna una brillante collocazione su scala mondiale. Notevoli sono pure i raccolti di fichi, mele, pere, banane, datteri e mandorle. Tra le colture industriali primeggiano la barbabietola da zucchero e il cotone; sono diffuse anche le colture del tabacco, della canna da zucchero, del luppolo e di varie oleaginose. Notevole è il patrimonio forestale, soprattutto nella zona settentrionale (Sistema Cantabrico, Pirenei), che fornisce discrete quantità di legname (sughero). L'allevamento è assai praticato e, nella Meseta in particolare, diffusissimo è quello ovino, per il quale la Spagna si colloca al secondo posto su scala europea. Sono in fase di potenziamento l'allevamento bovino e suino: tipico e notevole è quello dei tori da combattimento nelle zone di Siviglia e Salamanca. Attivissimo è il settore della pesca, che alimenta notevoli industrie conserviere. Rilevanti sono le risorse minerarie, in particolare minerali di ferro, piombo, zinco, piriti, mercurio; cospicua è la produzione di salgemma e sale marino, mentre le riserve carbonifere e la produzione petrolifera sono limitate e del tutto insufficienti alle necessità industriali. L'industria costituisce una voce fondamentale nell'economia del paese, e copre praticamente tutti i settori produttivi. La siderurgia si concentra nelle Province Basche, in Catalogna (acciai speciali), nelle Asturie, mentre la metallurgia è più variamente diffusa e comincia a lavorare, oltre ai minerali locali, anche prodotti di importazione. Sono in buon numero le raffinerie di petrolio, ubicate nei centri costieri; ha avuto uno sviluppo notevolissimo il settore meccanico, rivolto soprattutto alla costruzione di autoveicoli, aerei, costruzioni navali e ferroviarie (Barcellona, Madrid, Siviglia, Bilbao, Saragozza). Grande espansione ha avuto anche il settore chimico, che fornisce buone produzioni di acido solforico, fertilizzanti azotati, materie plastiche. Sviluppata è anche l'industria tessile, in particolare quella cotoniera e rappresentati sono il settore dell'abbigliamento, del cemento, della carta, del vetro, le manifatture di tabacchi e l'industria alimentare (zuccherifici, birrifici, stabilimenti lattiero-caseari, conservifici, oleifici). Una risorsa fondamentale è costituita dal turismo, che riesce in gran parte a colmare il deficit della bilancia commerciale.

Storia  

I primi abitanti della Spagna sono i celtiberi, sorti dalla fusione, come il nome indica , delle popolazione celtiche e degli iberi. Dopo il 1100 a. C. fenici e greci fondano colonie sulle coste mediterranee. La Spagna entra nella storia verso il III sec. a. C. con la dominazione di Cartagine della parte orientale. Nel 201 a. C. la Spagna viene sottomessa ai romani, malgrado le resistenze interne (Sertorio) che durano fino ad Augusto. Alla dissoluzione della potenza romana sono i vandali che invadono il paese, seguiti dai visigoti che penetrano in Spagna nel 412. Essi vi instaurano una monarchia cristiana a partire dal re Recaredo (589), in seguito distrutta dagli arabi nel 711. L'emirato omayyade di Cordoba che si proclama indipendente diviene Califfato nel 929, mantenendosi così fino al 1031. La sua disgregazione favorisce in seguito la riconquista cristiana a partire dal nord, nel quale si creano gli Stati cristiani che poi andranno a formare il regno spagnolo. Dal 1085 (presa di Toledo da parte di Alfonso VI) al 1248 (presa di Siviglia da parte di Ferdinando III), i musulmani sono respinti sempre più a sud fino nel regno di Granada. Nel 1492 essi vengono definitivamente sconfitti dai re cattolici, Ferdinando d'Aragona e Isabella di Castiglia, sposatisi nel 1469, dando vita a un unico regno. Il XVI sec. è l'apogeo della monarchia spagnola; oltre alle conquiste coloniali in America, Carlo I (1516-1556), imperatore come Carlo V nel 1519, incorpora nei propri domini i territori austriaci degli Asburgo e Filippo II (1556-1598) eredita il Portogallo (1580). L'insieme, eterogeneo e pericoloso per l'equilibrio europeo, si disgrega; la sconfitta dell'Invincibile Armada (1588) prelude a questa decadenza, contrassegnata in modo eclatante dalla perdita del Portogallo (1640). L'estinzione della casa degli Asburgo spagnola consente l'ascesa di Filippo IV di Borbone, nipote di Luigi XIV: è la Guerra di successione di Spagna (1701-1716). Carlo III (1759-1788), despota illuminato, è il più brillante rappresentante della dinastia Borbone che ha trionfato. Nel 1814 i Borboni, sono cacciati da Napoleone, che impone come re il fratello Giuseppe (1808), sono restaurati dopo l'eroica guerra di indipendenza. Ferdinando VII, sostenuto dall'intervento francese nel 1823, imposta una monarchia assoluta e perde via via le colonie d'America. La regina Isabella (1833-1838) deve lottare contro i carlisti, sostenitori di suo zio Carlos, e viene infine sconfitta. Il breve regno di Amedeo I (1870-1873) è contrassegnato dalla reggenza del maresciallo Serrano (fino al 1871) e dall'abdicazione del re due anni più tardi. Nel 1873 viene proclamata la repubblica; un'insurrezione carlista è repressa, ma con un nuovo colpo di Stato il figlio di Isabella, Alfonso II (1874-1885), viene infine proclamato re. La reggenza di Maria Cristina (fino al 1902) e il regno di Alfonso XIII sono contrassegnati da disordini. La Spagna perde Cuba, le Filippine e Porto Rico, alla fine della Guerra contro gli Stati Uniti (1898); si sviluppano movimenti anarchici e nazionalisti (Paesi Baschi, Catalogna). Nel 1923 Primo de Rivera instaura la prima dittatura, relativamente moderata. Nel 1931 le elezioni municipali sono una sconfitta per la monarchia; Alfonso XIII abbandona la Spagna e viene proclamata la repubblica (14 aprile). Nel febbraio 1936 il Fronte Popolare vince le elezioni, ma a luglio la rivolta del generale Franco segna l'inizio della Guerra Civile Spagnola, terminata con la vittoria dei franchisti. Franco, caudillo, capo di Stato a vita, governa con un partito unico. Il potere legislativo è lasciato alle Cortes, assemblea non eletta (1942). Durante la seconda guerra mondiale, la Spagna, favorevole all'Asse, rimane in posizione di non belligeranza. Nel 1969 Franco sceglie Juan Carlos di Borbone come successore. Dopo la morte di Franco (1975), Juan Carlos I, che si oppone nel 1981 a un tentativo di colpo di Stato militare, avvia la democratizzazione del regime. Esso viene aiutato in questa impresa dal governo centrista di Suarez (1976-1981) e quindi da quello socialista di Felipe Gonzales (a partire dal 1982). Nel 1978 la nuova costituzione ristabilisce le istituzioni rappresentative e crea governi autonomi nelle diciassette regioni del paese. Nel 1982 la Spagna aderisce alla NATO e nel 1986 il paese conferma con un referendum la sua adesione a queste istituzioni ed entra nella CEE. Nel 1996 sconfiggendo il partito socialista operaio (PSOE) di Felipe Gonzales, il partito popolare (PP, destra), guidato da José Maria Aznár, vince le elezioni. Quattro anni dopo, nell'aprile del 2000, Aznar rivince, ottenendo la maggioranza assoluta contro il fronte delle sinistre unite. Dopo una recrudescenza del terrorismo basco, nell'agosto 2002 a Pamplona viene chiusa la sede nazionale del Batasuna, braccio politico dell'Eta.

Pochi anni fa, nel 2004, tre giorni prima delle elezioni, alcuni attentati a Madrid fanno 200 vittime. Il leader socialista José Luis Rodríguez Zapatero diventa presidente del governo mentre, introducendo una doverosa novità, María Teresa Fernández de la Vega, diventa la prima Vicepresidente donna del Governo Spagnolo. Con lo stesso principio di fondi viene varato un governo dove si ha lo stesso numero di uomini-donne come ministri. 


SCHEDA RIASSUNTIVA DELLA SPAGNA
Abitanti - 41.997.000
Superficie - 504.879 km2
Densità - 83,20 ab./km2
Capitale - Madrid (3.093.000 ab., 5.370.000 aggl. urbano)
Governo - Monarchia costituzionale
Divisione amministrativa - 17 comunità autonome
Moneta - Euro
Lingua - Spagnolo (ufficiale), catalano, basco e gallego
Religione - Cattolica
Altre città: Barcellona 1.583.000 ab. (4.620.000 grande Barcellona), Valencia 781.000 ab. (1.426.000), Siviglia 710.000 ab. (1.110.000), Saragozza 626.000 ab., Malaga 547.000 ab.
Gruppi etnici: Spagnoli (compresi Catalani, Galleghi e Baschi) 96%, Europei 1,3%, Marocchini 0,6%, Ecuadoriani 0,5%, Colombiani 0,4%, altri 1,2%
Paesi confinanti: Portogallo a Ovest, Francia e Andorra a Nord-Est, Marocco (Ceuta e Melilla) a Sud, Gibilterra (Gran Bretagna) a Sud

Monti principali: Teide 3718 m (Canarie), Mulhacén 3478 m, Pico de Aneto 3404 m
Fiumi principali: Ebro 910 Km, Guadiana 818 Km (totale, compreso tratto portoghese), Tago 790 Km (tratto spagnolo, totale 1007 Km), Duero 700 Km (tratto spagnolo, totale 895 Km), Guadalquivir 657 Km
Laghi principali: Lago de Sanabria 3,7 Km²
Isole principali: Canarie 8797 Km² (Tenerife 2034 Km², Fuerteventura 1656 Km², Gran Canaria 1560 Km², Lanzarote 806 Km², La Palma 708 Km²), Baleari 4968 Km² (Maiorca 3604 Km², Minorca 693 Km², Ibiza 567 Km²)
Clima: Oceanico - temperato

Lingua: Spagnolo (ufficiale), Catalano, Gallego, Basco, Valenciano (tutte ufficiali nelle rispettive regioni: Catalogna, Galizia, Paesi Baschi e Valencia)
Religione: Cattolica 82%, Protestante 2%, Musulmana 1%, altro 15%
Moneta: Euro

Mappa delle regioni della Spagna

Mappa della Galizia   Mappa delle Asturie   Mappa Cantabria  

Mappa dei Paesi Baschi  Mappa della Navarra   Mappa della Castiglia y Leon  

Mappa Aragona   Mappa Catalogna  Mappa Estremadura  

Mappa Castiglia La Mancha  Mappa Comunità Valenciana

Mappa delle Isole Baleari   Mappa Andalucia   Mappa Murcia   

 Mappa Isole Canarie

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