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Arsenale di Venezia
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L'Arsenale
di Venezia, che occupa una vasta area
nella parte nord orientale della città lagunare, è
l'antico complesso di cantieri navali e officine che
costruivano le navi della Serenissima, in numero
tale da soddisfare la richiesta di una potenza
marinara, per secoli una delle più potenti del
mondo. Il termine "Arsenale" è corruzione della
parola araba "darsina’a", casa d’industria, darsena.
Per secoli è stato il più grande del mondo con oltre
16 mila addetti, nei momenti di massimo sviluppo. |
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L'Arsenale di Venezia, che occupa una vasta area nella
parte nord orientale della città lagunare, è l'antico complesso
di cantieri navali e officine che costruivano le navi della
Serenissima, in numero tale da soddisfare la richiesta di una
potenza marinara, per secoli una delle più potenti del mondo. Il
termine "Arsenale" è corruzione della parola araba "darsina'a",
casa d’industria, darsena. Per secoli è stato il più grande del
mondo con oltre 16 mila addetti, nei momenti di massimo
sviluppo. Fu il cuore dell'industria navale veneziana a partire
dal XII secolo ed è legato al periodo più florido della vita
della repubblica veneziana: grazie alle imponenti navi qui
costruite, Venezia riuscì a contrastare la potenza ottomana nel
mar Egeo e a conquistare le rotte del nord Europa.
Anticamente a Venezia l'attività cantieristica si svolgeva in
diversi luoghi della città, anche quando (e questo, secondo la
tradizione, avvenne nel 1104) fu costruito il primo nucleo
dell'Arsenale: la Darsena vecchia. Col tempo l'Arsenale
andò crescendo di importanza, e via via si ampliò con l'aggiunta
di nuovi spazi: nel 1325 venne costruita la Darsena nuova
e nel 1473 quella nuovissima. A questo punto, tutta la
cantieristica veneziana era ormai concentrata nella zona
dell'Arsenale, che nel Cinquecento continuò ad essere ampliata:
tra il 1544 e il 1547 il Sanmicheli costruiva il
deposito per il Bucintoro e nel 1579, su progetto di
Antonio da Ponte (il progettista del
Ponte di Rialto),
venne inaugurato il vastissimo edificio delle Corderie.
In quest'epoca erano impegnati nell'Arsenale fino a 16.000
lavoratori — i ben noti Arsenalotti — organizzati secondo
una rigorosa pianificazione dell'attività e protetti da apposite
disposizioni di legge, che li mettevano al riparo da infortuni e
malattie. Tale era l'abilità di questi lavoratori, che una
galera veniva interamente costruita in un lasso di tempo
variante fra i venti e i trenta giorni. Al 1460 (data incisa sui
piedistalli delle colonne) risale il monumentale portale
d'ingresso, la più prestigiosa tra le poche aperture dell'alto
muro di cinta che circonda tutta la zona dell'Arsenale,
difendendo da occhi indiscreti quanto avveniva all'interno. Non
abbiamo precisa documentazione circa il nome dell'autore del
progetto, che viene comunemente attribuito ad Antonio
Gambello. L'opera è di severa ispirazione classica, derivata
direttamente dall'arco trionfale detto "dei Sergi" a Pola: una
cop-pia di colonne binate, su cui sono stati adattati dei
capitelli bizantini dell'XI o del XII secolo,
provenienti dalla
demolizione dell'ingresso precedente, regge la trabeazione a
forte aggetto. Su questa poggia l'edicola rettangolare, che reca
il grande Leone alato, opera della bottega dei Bon,
sovrastato dal timpano rettangolare, sulla cui sommità è
collocata la Santa Giustina di Gerolamo Campagna,
eseguita nel 1578. Dopo la vittoria nella Battaglia di
Lepanto sui turchi, il portale venne adattato a monumento
celebrativo di questa battaglia: a tal fine vennero collocate,
negli estradossi dell'arco, le due Vittorie alate e scolpita la
scritta che ricorda la battaglia. In origine, il portale era
protetto da un piccolo ponte levatoio; nel 1682 fu costruita al
suo posto la terrazza che vediamo tuttora, su disegno di
Alessandro Tremignon, ornata da otto statue allegoriche,
opera di Giovanni Antonio Comin, Francesco Penso
detto il Cabianca ed Enrico Meyring.
Di particolare interesse sono i due leoni posti ai fianchi della
terrazza, portati a Venezia da
Atene
da Francesco Morosini, dopo i trionfi conseguiti durante
la Guerra di Morea (1687). Quello a sinistra, accosciato sulle
zampe posteriori, proviene dal porto del Pireo, dove
faceva originariamente parte delle decorazione di una fontana.
Esso reca incisa sul petto, sul dorso e sui fianchi,
un iscrizione in alfabeto runico che ricorda un fatto bellico
tra guerrieri scandinavi al servizio dell'imperatore di Bisanzio
e gli abitanti di Atene, avvenuto nel 1040. Il leone di destra,
sdraiato, stava in origine sulla strada che da Atene conduce ad
Eleusi. Tra gli altri leoni collocati a destra dell'ingresso,
notevole è quello centrale, opera forse del VI secolo a.C.,
portato da Delo e qui collocato a ricordo della riconquista
dell'isola di
Corfù, avvenuta nel 1716.
Sul muro di cinta, a destra del portale, un busto raffigurante
Dante Alighieri ricorda la visita del poeta a Venezia avvenuta
nel 1321.
Arsenale di Venezia
Fondamenta di Fronte - Castello, 30122, Venezia
Tel: 0412748151/4787
Informazioni
Mezzi pubblici per raggiungerlo: da Ferrovia o Piazzale Roma:
Linea 1 o 4.1: fermata Arsenale.
Informazioni Aggiuntive: Per visite o informazioni sulla
porzione di Arsenale di proprietà della Marina Militare è
possibile rivolgersi all'Istituto di Studi Militari Marittimi.
Telefono: 041.2441595
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