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> Il compleanno di Papa
Francesco
17 dicembre, è il compleanno di Papa
Francesco I
Il 17 dicembre del 1936 nasceva a Buenos Aires una
delle più importanti personalità della storia mondiale,
Jorge Mario Bergoglio, colui che tutti conosciamo come
Papa Francesco. Questo pontefice, così amato è uno
dei cinque figli di due emigrati italiani e per
l’esattezza piemontesi;
il padre Mario lavorava presso le ferrovie in qualità
di ragioniere, la madre Regina Sivori ha sempre
svolto l’attività di casalinga seguendo l’educazione
dei figli.
Una figura cardine, che Papa Francesco, ricorda spesso
ancora oggi, con affetto, fu la nonna Rosa, che gli fece
scoprire la vera fede, quella autentica, quella che lo
accompagna da sempre.
Papa Francesco studiò chimica, presso un istituto tecnico e
dopo il diploma capì che la sua strada e la sua vocazione
erano quelle che l’avrebbero portato al sacerdozio ed entrò
nel seminario diocesano. In realtà, fino ad allora Jorge
Mario Bergoglio aveva svolto una vita normale, conoscendo
anche una ragazza, Amalia, della quale, a 12 anni si
innamorò, ma che dovette lasciare per un amore ben più
grande, quello per Dio. Era il 21 settembre del 1954
e Jorge stava passeggiando con alcuni amici e la sua
fidanzata e, quando passarono davanti alla chiesa di San
José di Flores, sentì un folle desiderio di entrarvi dentro
e una forza quasi soprannaturale che lo spinse verso il
confessionale. La confessione fu lunga e il prete confessò a
Jorge di essere malato di leucemia, infatti morì un anno
dopo. All’uscita dalla chiesa il futuro Papa Francesco capì
ciò che avrebbe fatto nella sua vita "
In quel momento sentii
che dovevo diventare prete. E non ebbi la minima
esitazione".
Durante il marzo del 1958 divenne novizio presso
l’ordine religioso della Compagnia di Gesù e perfezionò i
suoi studi umanistici in Cile, per tornare nel 1963 in
Argentina, dove si laureò pressò il collegio di San Giuseppe
in Filosofia. Divenne professore di letteratura e
psicologia insegnando nel collegio del Salvatore a Buenos
Aires e in quello dell’Immacolata, che si trova a Santa Fè.
Nonostante fosse già un docente, non abbandonò mai i suoi
studi, laureandosi in teologia nel 1970.
Il 13 dicembre del 1969 divenne sacerdote; gli anni
successivi lo videro impegnato in Spagna, per poi tornare in
Argentina, dove insegnò teologia e venne nominato consultore
provinciale dei membri della Compagnia dei Gesuiti. Il 31
luglio 1973 divenne provinciale dei gesuiti di tutta la
provincia pur continuando sempre la sua professione di
parroco della comunità di San Miguel. A Buenos Aires divenne
il più stretto collaboratore del Cardinale Quarracino
e il 20 maggio del 1992 venne proclamato vescovo da Papa
Giovanni Paolo II. Fu lo stesso cardinal Quarracino, che il
27 giugno di quell’anno, gli pose l’ordinazione episcopale.
Il Motto Episcopale che si scelse fu "
Miserando atque
eligendo" un’espressione questa che proviene da un’omelia di
Beda il Venerabile, un dottore della chiesa e che può essere
tradotta con "
Lo guardò con misericordia e lo scelse". Nel
suo stemma campeggia il simbolo della Compagnia di Gesù,
ovvero il Cristogramma IHS.
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Il 3 giugno del 1997 divenne arcivescovo coadiutore di
Buenos Aires e alla morte del Cardinal Quarracino, prese il
suo posto, divenendo arcivescovo, primate di Argentina e
gran cancelliere dell’Università Cattolica, il 28 febbraio
del 1998. Il passo successivo, ovvero quello della nomina a
cardinale avvenne nel 2001, sempre per mano di
Papa Giovanni Paolo II. Divenne una figura sempre più
importante nell’America Latina, promuovendo diversi progetti
missionari, soprattutto incentrati sull’evangelizzazione.
I capisaldi della sua attività sono sempre stati quattro:
un’evangelizzazione che potesse arrivare a tutti gli
abitanti di Buenos Aires e della nazione, un’assistenza
continua verso poveri e ammalati, una laicità
consapevole e comunità sempre aperte e pronte alla
fratellanza. Il suo invito è da sempre rivolto ai preti
e alla popolazione, per lavorare insieme, costruendo un
futuro diverso. Nel 2009, promuove in tutta l’Argentina una
campagna di solidarietà, per i 200 anni del bicentenario
dell’indipendenza nazionale, con lo scopo di realizzare 200
opere di carità entro il 2016. Durante la Conferenza di
Aparecida del 2007, la sua figura viene definita
"
L’Evangelii nuntiandi dell’America Latina".
Tutti noi, abbiamo visto per la prima volta Jorge Mario
Bergoglio il 13 marzo del 2013 quando venne eletto
Sommo Pontefice, quando si affacciò su una Piazza San
Pietro stracolma di gente, salutando la folla con un
semplice "
Buonasera". Da quella sera, da quelle
immagini, è emersa una qualità che contraddistingue Papa
Francesco, ovvero la sua umiltà. Da buon gesuita Bergoglio
si è sempre mosso con i mezzi pubblici, ha sempre vissuto
una vita modesta, si è sempre preparato i pasti da solo ed
ha sempre abitato in un piccolo appartamento: "
La mia
gente è povera ed io sono uno di loro" questa è una
delle sue frasi più famose. Leggi anche
24 cose da sapere su Papa Francesco.
"
Non dobbiamo avere paura della bontà e neanche della
tenerezza" (Papa Francesco)
Papa Francesco si è sempre prodigato per i poveri e per i
più deboli, anche a casa ha sempre ricevuto un’educazione in
tal senso, i suoi genitori gli hanno sempre insegnato che
nulla va sprecato.
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Come mai questo Papa ha fatto subito breccia nel cuore di
ognuno di noi?
Indubbiamente, Papa Francesco è così amato perché
essenzialmente è umano, è una persona semplice, un Papa che
ha rifiutato gli appartamenti Papali, la croce in oro, le
scarpe Prada, un Papa che accetta di fare un "
selfie" con i
ragazzi, che riesce ad essere vicino alla gente, che
continua ad augurare "
Buona domenica e buon pranzo" alla
fine di ogni Angelus, che riesce, con le sue parole, ad
entrare nell’anima di ogni fedele.
Il regista Daniele Lucchetti ha girato un film sulla
sua figura, che si intitola "
Chiamatemi Francesco",
uscito nelle sale il 3 dicembre 2015. Un film che ripercorre
la figura di Papa Francesco dalla sua infanzia, fino
all’elezione al soglio pontificio, che ripercorre gli anni
difficili della crisi argentina e del suo impegno nei
confronti degli ultimi e degli emarginati, di coloro i quali
vivono nelle periferie, lontano dai riflettori, un film che
vuole celebrare la figura di un uomo semplice.
La scelta di quel nome, Francesco, ha un senso forte;
Jorge Mario Bergoglio è stato il primo Papa a scegliere
questo nome, in onore di San Francesco, della sua
umiltà, dei suoi valori, di una fede che parte da chi
non ha nulla e nello stesso tempo riesce ad offrire molto.
Papa Francesco ha una missione, quella di far ritrovare alla
Chiesa il suo senso autentico, ovvero di essere "segno e
strumento della misericordia del Padre" ed anche per questo
ha indetto il Giubileo Straordinario della Misericordia,
dall’8 dicembre 2015 al 20 novembre 2016.
Una domanda è sorta spontanea nella gente: perché un Giubileo della
Misericordia? "Semplicemente perché la Chiesa, in quel momento di grandi cambiamenti epocali, è
stata chiamata a offrire
in modo più forte i segni della presenza e della vicinanza di
Dio". Questa è stata la spiegazione del Papa sul perché del
Giubileo del 2015/2016. Solitamente infatti il Giubileo
si tiene ogni 25 anni e questa è un’eccezione.
Un Papa che ama il tango, che tifa per la squadra del San
Lorenzo, che riesce a stare in mezzo ai giovani. Un Papa
attento ai problemi attuali, come le coppie di fatto e la
comunione per i divorziati, un Papa che è in grado di
rivoluzionare la Chiesa, un Papa in grado di avvicinare la
Chiesa ai fedeli e ai non fedeli ed i fedeli ed i non fedeli
alla Chiesa.
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