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La pizza ha conquistato il mondo. Ma chi ha avuto, se esiste, una delle illuminazioni culinaria più azzeccate della storia?
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Chi ha
inventato la pizza?
Se parli di
Pizza l'appetito si risveglia, ti immagini gli odori
e i colori, rosso e bianco, di pomodoro e mozzarella.
Uno dei piatti nazionali italiani, se non il
"piatto" che ormai da tanti anni ha conquistato ogni
angolo del mondo. Ma vi siete mai chiesti se sia mai
esistito
un "Signor Pizza" che un giorno abbia avuto una delle
illuminazioni culinarie più azzeccate della storia?
La pizza ha una lunga storia. Un tipo di pane piatto
con condimenti vari, simile al Pita veniva consumato
dagli antichi Egizi, dai Romani e dai Greci. Questi
ultimi ne mangiavano una versione con erbe e olio,
simile alla focaccia di oggi. Ma il luogo di
nascita moderno della pizza è italiano, ed è Napoli.
Abbiamo già parlato della bellissima metropoli
campana nella nostra guida dedicata che in caso vi
invitiamo a leggere:
Napoli.
Fondata intorno al 600 a.C. come insediamento greco
(Neapolis), ebbe modo di incontrare nuovamente la
cultura greca 1000 anni più tardi. Molti fanno
risalire l'inizio della pizza al VII secolo, quando
Napoli faceva parte dei domini bizantini nella
penisola italiana (ducato di Napoli). In quel
periodo venne introdotta in città la "pita",
una sottile pasta circolare che si mangiava con olio
d'oliva, formaggio feta ed erbe aromatiche, tipica
della cultura greca e mediorientale. È probabile
quindi che l'origine della pizza sia stata la pita
che i greci/bizantini portarono a Napoli durante
quest'epoca. Alcuni suggeriscono che la parola pizza
derivi da pita. In effetti, le analogie ci sono a
vista d'occhio. Tuttavia, questo piatto era molto
lontano dalla pizza che ci è familiare. Per
diventare la pizza di oggi, è stato necessario
introdurre un nuovo ingrediente.
Innanzi tutto a Napoli mancava un ingrediente
fondamentale per quella che sarebbe diventata la
pizza: il pomodoro, che sarebbe stato
introdotto molti secoli dopo. Come sicuramente quasi
tutti sanno, il pomodoro venne importato dalle
americhe dopo la scoperta del Nuovo Continente da
parte di Cristoforo Colombo e la colonizzazione
europea (spagnola e portoghese) del Sud America. Il
pomodoro era nativo di Perù, Cile, Bolivia ed
Ecuador, ed era sconosciuto nel resto del mondo.
Sembrerà strano, ma quando i pomodori furono
introdotti per la prima volta, erano coltivati come
piante ornamentali in Spagna e non si mangiavano.
Nel XVI secolo, Napoli faceva parte dell'impero
spagnolo e fu una delle prime città in Europa ad
essere introdotta al pomodoro. Nel XVII secolo, i
pomodori cominciarono ad essere usati in cucina in
Spagna, Francia e in alcune parti d'Italia.
Napoli tra 1700 e l'inizio del 1800 era una fiorente
città sul lungomare densamente popolata. La classi
più povere della popolazione avevano bisogno di cibo
poco costoso che potesse essere consumato
rapidamente. La pizza che poteva essere servita con
vari condimenti, mangiata per qualsiasi pasto e
venduta da venditori ambulanti o ristoranti
informali, rispondeva a questa esigenza. Queste
prime pizze consumate a Napoli in quel periodo erano
un pasto economico che presentava già le gustose
guarnizioni amate allora come oggi, come pomodori,
formaggio, olio, acciughe e aglio. Il primo caso di
pomodori usati in una pizza è datato 1738. Fu la
prima volta che apparve sulle tavole (e sulle
strade) di Napoli la pizza marinara. Napoli, essendo
una città portuale, ospitava molte navi ed
equipaggi. La pizza alla marinara era spesso gustata
dai marinai e fu probabilmente inventata da un
marinaio che trovò la sua casa a Napoli. Marinara in
italiano significa marinaio.
Nel XVIII secolo, iniziarono a spuntare molte
pizzerie in tutta Napoli. Una di queste era Da
Pietro.
L'Italia divenne unita nel 1861 e il re Umberto I e
la regina Margherita visitarono Napoli nel 1889. La
leggenda narra che la coppia in viaggio si annoiò
della dieta costante a base di alta cucina francese
e chiese un assortimento di pizze durante una cena
alla Pizzeria Brandi della città, il
successore della pizzeria Da Pietro, fondata
nel 1760. La pizza venne per così dire "sdoganata"
dai monarchi italiani e da pietanza del popolo
divenne un piatto "reale". La varietà che la regina
apprezzava di più era chiamata semplicemente "pizza
mozzarella", condita con il morbido formaggio
bianco, pomodori rossi e basilico verde. Forse fu
solo una coincidenza che la sua pizza preferita
avesse i colori della bandiera italiana. Da allora
in poi, si racconta, quella particolare combinazione
di condimenti fu soprannominata "pizza Margherita",
ancora oggi la preferita di tutte le pizza e la più
economica.
La pizza alla conquista del mondo
Il XIX e l'inizio del XX secolo furono il periodo in
cui la popolarità della pizza letteralmente esplose
in concomitanza con l'afflusso di immigrati italiani
negli Stati Uniti in cerca di lavori e condizioni di
vita migliori. Di questi, alcuni provenivano da
Napoli. La prima pizzeria a New York aprì nel 1905 e
si chiamava Lombardi's, ed è aperta ancora oggi. La
pizza divenne il cibo degli immigrati e della classe
operaria. Le pizze divennero più grandi e aggiunsero
nuovi condimenti come il salame piccante e le
acciughe, e venivano vendute in grandi fette per
comodità. Molti lavoratori piegavano le loro fette e
le mangiavano come un panino, che è l'origine della
caratteristica pizza di New York o quelle che da noi
poi divennero le pizzerie "al taglio".
Insomma, non so a voi ma qui è venuto un certo
appetito. Buona pizza!
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