Sindrome di Stoccolma

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Sindrome di Stoccolma

 

Il termine, sindrome di Stoccolma, è stato coniato nei primi anni '70 per descrivere le reazioni sconcertanti di quattro impiegati di banca al loro rapitore successiva a una rapina diventata suo malgrado molto famosa. Il 23 agosto del 1973, tre donne e un uomo furono presi in ostaggio in una delle più grandi banche di Stoccolma e trattenuti per sei giorni da due ex detenuti evasi (Jan Eric Olsson, 32 anni, e Clark Olofsson, 26 anni) che minacciavano la loro vita, ma al contempo mostrarono loro una buona dose di gentilezza.

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Sindrome di Stoccolma Con sorpresa del mondo, tutti gli ostaggi contrastarono fortemente gli sforzi del governo per salvarli, ma non solo, tentarono di difendere i loro rapitori. Infatti, diversi mesi dopo che gli ostaggi furono liberati dalla polizia, questi ultimi avevano ancora dei sentimenti molto forti per gli uomini che avevano minacciato la loro vita. Due delle donne, addirittura, alla fine si fidanzarono con i rapitori.

L'incidente di Stoccolma costrinse molti giornalisti e sociologi a ricercare se il legame emotivo tra carcerieri e prigionieri fu causato da un incidente provocato dal "trauma" della rapina o se fosse un evento comune in situazioni oppressive. Si è scoperto che si tratta di un fenomeno comune che meritava una propria connotazione. Da qui nacque la denominazione di Sindrome di Stoccolma. Gli studi hanno accertato che situazioni simili sono accadute ai prigionieri dei campi di concentramento, ai membri di alcune sette, al personale civile nelle carceri comuniste cinesi, a molte prostitute con il loro protettori, alle vittime di incesto, ai bambini fisicamente e/o emotivamente abusati, a donne maltrattate, ai prigionieri di guerra, alle vittime di sequestri e, naturalmente, agli ostaggi. Praticamente chiunque può patire la Sindrome di Stoccolma con le le seguenti condizioni sono soddisfatte:

  • Minaccia per la sopravvivenza e la convinzione che il proprio aguzzino è disposto ad agire su quella minaccia.

  • La percezione del prigioniero di piccole gentilezze dal rapitore in un contesto di terrore

  • Isolamento da prospettive diverse da quelle del rapitore

  • Incapacità percepita di fuggire.

La Sindrome di Stoccolma è innanzi tutto un meccanismo di sopravvivenza. Gli uomini e le donne che ne soffrono non sono pazze o mentalmente disturbate. Stanno combattendo per la loro vita. Lo psicologo Dee Graham ha teorizzato che la sindrome di Stoccolma si verifica molto a livello sociale. Dato che la nostra cultura è patriarcale, sostiene che in qualche modo tutte le donne ne soffrono, per gradi diversi, naturalmente. Dove la sindrome di Stoccolma attecchisce di meno? Secondo Graham proprio dove le donne sono più emancipate e ricoprono ruoli nella società simili, in termini di potere, a quelli degli uomini.
 

La teoria di Graham è controversa e tende a mettere molte donne sulla difensiva. Eppure, in un certo senso è una spiegazione meno dura di quelle che vedono nel comportamento delle donne in queste difficili circostanze una fare "autodistruttivo" e "masochista".

 

La Sindrome di Stoccolma si può verificare anche in famiglia, in una relazione romantica o in una relazione interpersonale in genere. L'aggressore potrebbero essere il marito, ma anche la moglie, il fidanzato o la fidanzata, il padre o la madre, o il detentore di qualsiasi altro ruolo in cui l'abusante è in una posizione di controllo o di autorità. E' importante capire le componenti della sindrome di Stoccolma che si riferiscono a relazioni violente e di controllo. Una volta che la sindrome è compresa, è più facile capire come dare sostegno alle vittime.

Ogni sindrome ha sintomi o comportamenti, e la sindrome di Stoccolma non fa eccezione. Mentre una lista chiara non è stata stabilita a causa di diverse opinioni da parte di ricercatori ed esperti, alcune di queste caratteristiche saranno presenti:

  • Sentimenti positivi da parte della vittima verso l'aggressore/regolatore

  • I sentimenti negativi da parte della vittima verso la famiglia, gli amici, o le autorità cercano di salvare / sostenerli o vincere il loro rilascio

  • Supporto di ragioni e comportamenti di chi abusa

  • Sentimenti positivi da parte del violentatore verso la vittima

  • Comportamenti di supporto da parte della vittima, a volte aiutando l'aggressore

  • Incapacità di impegnarsi in comportamenti che possano facilitare il loro rilascio o il distacco

E' bene precisare che Sindrome di Stoccolma non si verifica in ogni ostaggio o in ogni situazione di abuso. 

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