Politecnico di Milano e la sua storia

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Politecnico di Milano

 

Due anni dopo la proclamazione dell'unità d'Italia, uno degli eventi più significativi dello sviluppo innovativo di Milano fu la fondazione, il 29 novembre 1863, dell'Istituto Tecnico Superiore, presto conosciuto come Politecnico, il primo Politecnico d'Italia. Voluto e realizzato dal matematico Francesco Brioschi insieme alle amministrazioni locali, ad alcune associazioni culturali e a un gruppo di imprenditori milanesi, si ispirava al modello dei politecnici dell'area tedesca e svizzera nel promuovere una cultura tecnicoscientifica in grado di contribuire validamente allo sviluppo del Paese e della nascente industria.

 

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A Brioschi, primo rettore (1863-1897), è dedicata una statua in una nicchia della facciata della sede dell'ateneo in piazza Leonardo da Vinci, ma non fu questa la prima sede del Politecnico. Inizialmente, la nuova istituzione, con i suoi primi 36 studenti, venne ospitata nel Collegio Elvetico, nell'odierna via Senato, e nel 1866 trasferita nell'ex seminario della Canonica, in piazza Cavour: le esigenze di spazio erano infatti aumentate perché all'originaria Facoltà di Ingegneria si era aggiunta nel 1865 la sezione speciale per gli architetti civili, animata da Camillo Boito, che raccoglieva, sostituendola, l'eredità dell'Accademia di Belle Arti di Brera. Nuovo impulso venne al Politecnico dal rettore Giuseppe Colombo (1897-1921), il padre dell'ingegneria italiana. Intanto, nel 1913, era divenuta operativa una convenzione tra Stato italiano, Comune e Camera di Commercio milanese, con il concorso della Cassa di Risparmio, per decentrare e accorpare gli istituti di istruzione superiore sparsi per la città.

 

La scelta dell'ubicazione era caduta sull'area periferica delle Cascine Doppie, dove nel 1927, a lavori terminati dopo la lunga interruzione per la guerra, il Politecnico si trasferì, nel complesso che ancora oggi è la sua sede centrale. Nel 1937 l'ateneo assunse la denominazione di Regio Politecnico di Milano e da allora non ha mai smesso di crescere, giocando un ruolo di primo piano sia nel campo ingegneristico-tecnologico sia in quello dell'architettura e del design (il primo corso di laurea italiano in Design fu istituito proprio qui, nel 1993) e contribuendo con i suoi laureati, diventati poi docenti, ricercatori e capitani d'industria, a fare la storia dello sviluppo economico e della ricerca scientifica in Italia e nel mondo.

 

Sul versante degli spazi, un gruppo di progettisti, fra cui Gio Ponti, laureato qui in Architettura nel 1919, realizzò nel 1962-64 la nuova Facoltà di Architettura, in via Bonardi, poi ampliata nel 1982- 1986, all'inizio di via Ampère, su progetto dell'architetto Vittoriano Viganò. Nel 1987 è partito un processo di diffusione territoriale dell'ateneo, noto come Politecnico Rete, che ha portato all'apertura delle sedi regionali di Como(1987), Lecco (1989), Cremona (1991), Mantova (1994), Piacenza (1997), con lo scopo di stabilire un rapporto più diretto con gli studenti e di interagire con le comunità e le realtà produttive locali.

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