Università di Salamanca

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Università di Salamanca

" Quod natura non dat, Salmantica non praestat" (quel che natura non da, Salamanca non ha) motto Università di Salamanca.

Quando arrivi a Salamanca, uno dei primi luoghi da visitare in città è lo splendido portale dell'Università di Salamanca. Impossibile non apprezzare l'immenso significato artistico, storico e culturale di questa grande opera d'architettura e di tutto l'edificio che lo sorregge. Di fronte a te hai la più antica università della Spagna, una delle più antiche in Europa (insieme a quelle di Bologna, Parigi, Oxford e Modena) ed una delle più prestigiose del mondo. L'architettura dell'università di Salamanca rappresenta la sua cultura, è internazionale.

 In poche altre città della Spagna, si ha la possibilità di apprezzare un tale virtuosismo architettonico che dal tipico Plateresco spagnolo (XV-XVI secolo) arriva fino al Rinascimento italiano, riprendendo un mix eclettico di stili come il Mudéjar, il Gotico flamboyant e la tipica architettura longobarda. Sin dal 1134, anno ufficiale dei primi insegnamenti, ed il 1218, anno in cui la struttura ricevete il benestare reale dal re Alfonso IX, l'istituzione si è sviluppata in una delle più prestigiose in Europa. Nel 1255 il papa Alessandro IV riconobbe la validità universale dei titoli rilasciati iscrivendola nel Registrum Bullarum, che comprendeva tutti quei decreti a cui veniva apposto l'importante sigillo papale. Dopo ben oltre otto secoli di storia, ancora oggi, quella di Salamanca continua ad essere una delle istituzioni universitarie più prestigiose del mondo.

Camminare all'interno delle antiche stradine del quartiere della Universidad Civil è semplicemente fantastico e diventa una meta obbligata non solo per gli studenti che qui, a Salamanca, hanno scelto di continuare la propria carriera accademica, ma anche per il viaggiatore appassionato di storia e di cultura. L'atmosfera è speciale, siamo al cospetto di un centro storico con un patrimonio UNESCO tra i più interessanti del mondo, della Capitale della cultura europea del 2002 e di una delle città più turistiche della Spagna. A due passi dalle due cattedrali di Salamanca, nel Patio de las Escuelas (Calle de los Libreros), troviamo la bella facciata in arenaria decorata nel 1534, che visitiamo inizialmente con uno scopo ben preciso, non diverso da quello di tanti studenti: cercare la mitica ranocchia dell'università di Salamanca!  Si, proprio così... una piccola rana portafortuna scolpita nel portale. Lo sguardo vaga da una parte all'altra, tra stemmi scolpiti, papi, re (Ferdinando V e Isabella I, noti come re cattolici, che finanziarono i lavori) e figure mitologiche... difficile trovarla da subito, mimetizzata nel colore rosa della pietra, ma quando la individui tutto cambia: speranze ed entusiasmi si annidano nel cuore dello studente che riesce a fare sua l'immagine della ranocchia, perché sa che da quel preciso momento, come vuole la leggenda, avrà successo nello studio e nella vita. Provate a cercarla insieme ad una moltitudine di persone a naso in su... volete un piccolo aiuto? Cercate il teschio e troverete la rana! Non possiamo dirvi altro, altrimenti vi togliamo il gusto di uno degli eventi più ricercati dalla popolazione studentesca della Spagna. C'è stato  riferito che la tradizione popolare considera il rospo un simbolo della lussuria e questo qui sta sulla fronte del teschio come monito agli studenti di non lasciarsi andare alle tentazioni dimenticando la retta via dello studio e del sapere. Probabilmente Hernán Cortés, il condottiero che sottomise l'impero azteco al Regno di Spagna e che studiò a Salamanca non fece in tempo a conoscere la leggendaria ranocchia, ma forse Miguel Cervantes, autore del Don Chisciotte della Mancia, si. La facciata in stile plateresco dell'edificio  Escuelas Mayores sorge sopra un doppio portale ad archi e si divide in tre sezioni orizzontali: la prima sezione è dedicata ai re cattolici, quelli dell'Inquisizione, dell'espulsione degli ebrei dalla Spagna e del finanziamento al viaggio di Cristoforo Colombo; la seconda sezione è dedicata a Carlo V, imperatore del Sacro Romano Impero; la terza allude al Papato, che ha sostenuto lo sviluppo dell'Università nel tempo. Alla sinistra e alla destra delle tre sezioni sono raffigurate varie scene mitologiche a rappresentare le virtù della vita e i loro opposti.

La storia dell'Università di Salamanca riflette gli avvenimenti dell'Europa degli ultimi otto secoli, così come è accaduto per altre storiche università. Durante il Medioevo la vita accademica veniva scelta dal papato, sostituito poi dai sovrani di Spagna a partire dal XVI secolo. I regolamenti dettati da costoro avevano il compito di scegliere non solo le materie d'insegnamento, ma anche libri e autori e questo fino alle riforme del secolo dell'Illuminismo. Nel diritto c'era la giurisprudenza giustinianea e romana, nella medicina c'erano Ippocrate e Galeno, mentre la filosofia non poté prescindere dagli insegnamenti di Aristotele, così come da quelli di Euclide negli studi matematici e astronomici. Durante il periodo dell'Umanesimo si distinguono in particolare gli studi di Antonio de Nebridja (anche noto con il cognome di Lebridja, dal paese di origine), che in seguito proseguì l'educazione accademica all'Università di Bologna, per poi rientrare come professore ordinario di grammatica e retorica. Costui è considerato  uno dei più grandi filosofi del suo tempo ed è in particolare conosciuto per i suoi scritti sulla grammatica della lingua castigliana: egli aveva capito quanto fosse importante la conoscenza della lingua locale nella comunicazione tra i sovrani ed i doti con il proprio popolo; fino ad allora infatti i testi venivano scritti in latino e la sua 'Grammatica' (1492) fu il primo libro a concentrarsi sullo studio delle regole di una lingua europea diversa dal latino. A Nebridja è inoltre attribuito uno dei primi dizionari di latino-spagnolo e la partecipazione all'elaborazione della Bibbia  Poliglotta Complutense, la prima edizione multilingue mai stampata dell'intera Bibbia.

Durante il periodo successivo si ebbero nuovi importanti insegnamenti accademici, tra cui quelli teologici e filologici di frate Luis de León, che fu anche retore del centro accademico. Quando entrate nella piazza della Escuelas Mayores noterete al centro la sua statua, a far da guardia al grande portale, e sembra quasi sentirlo dire, ancora una volta: " Dicebamus externa die..." (Il giorno precedente dicevamo...), riprendendo il discorso lasciato ben quattro anni prima. Questi furono anni passati in prigione, in quanto venne arrestato durante l'Inquisizione per aver tradotto il Cantico di Salomone contenuto nella Bibbia ebraica. Durante tutto il Cinquecento e per gran parte del secolo successivo, e cioè nel periodo dell'Umanesimo, della Riforma protestante e delle nuove scoperte geografiche, Salamanca si ritrovò al centro di una delle correnti intellettuali e filosofiche più importanti della storia della Spagna: la Scuola di pensiero di Salamanca si radica principalmente nel lavoro di Francisco de Vittoria, conosciuto per i primi contributi formativi a quello che poi sarebbe diventato il diritto internazionale e noto per le sue riflessioni teologiche sulla 'giusta guerra' e sul rispetto del diritto degli indigeni nelle nuove colonie che andavano formandosi. Insieme all'Università di Coimbra, in Portogallo, il pensiero accademico della scuola di Salamanca fu il più importante di tutta la penisola Iberica. La dottrina giuridica della Scuola, per esempio, ha posto fine al concetto medievale del diritto giurisprudenziale, rivendicando elementi di libertà non abituali per tale periodo storico.

Il prestigio accademico dell'Università castigliana attirò studenti provenienti da tutta l'Europa continentale, con la più alta concentrazione di 6500 iscritti alla fine del Cinquecento. Secoli più tardi, nel 1857, una legge della pubblica istruzione imperniata in una nuova pianificazione centralista della nazione e conosciuta come Legge Moyano, portò alla riduzione di alcune delle facoltà, come quelle di teologia, di legge, filosofia e delle arti. Fu così che il tradizionale ruolo di egemonia del sapere da Salamanca passò a Madrid e alla sua università. Negli anni '30 e '40 dello scorso secolo, nel quadro di una nuova politica generale, l'Università si posizionò con le ideologie dominanti del Movimento fascista spagnolo, quello della Falange Española, che si sarebbe poi trasformato nel Partito unico franchista. Nel 1940 venne ripristinata la facoltà di teologia e di diritto canonico nella nuova indipendente Università Pontificia di Salamanca. Solo negli anni settanta il periodo di rigido controllo politico, amministrativo e culturale dell'intera istituzione, riuscì ad allentatisi e questo grazie alla Legge Villar Palasi, che conferiva una certa autonomia in materia di insegnamenti e ricerca. Il punto di svolta si raggiunse tuttavia solo nel 1983 con la Riforma Universitaria spagnola.

Oggi, l'Università di Salamanca conta 30.446 iscritti, con circa 25.000 nuove matricole per l'anno accademico 2010/2011; a questi numeri si aggiungono numerosissimi gli studenti Erasmus e quelli d'interscambio linguistico e culturale. Accanto ai campus originari di Salamanca troviamo anche le sedi distaccate di Avila, di Béjar e di Zamora, per un totale di sedici facoltà ed oltre 250 programmi di laurea.  Il programma Erasmus a Salamanca è parte del più ampio Programa de Aprendizaje Permanente (LLP) 2007/2013 della Unione Europea, per maggiori informazioni consigliamo di contattare l'Ufficio di Relazioni Internazionali (in spagnolo Servicio de Relaciones Internacionales) della Università al numero +34 923 29 44 00 ext 1025 o richiedere informazioni all'indirizzo email [email protected]

 

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