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101 cose da
fare e vedere in Sardegna parte 3
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Eccovi la terza parte delle 101
cose imperdibili da fare e vedere in Sardegna. Per
conoscere i luoghi migliori da visitare e viaggiare in modo
interessante.
Stavolta partiamo dalla lettera I: Isuledda, lago
Flumendosa, lingua sarda, Maddalena, mangiare in Sardegna,
monumenti naturali, Nora, Nuoro, nuraghi, Ogliastra, Oliena,
Orgosolo, oro nero, Pan di zucchero, Porto Cervo, Porto
Rotondo ecc. 25 punti, partendo dalla
I fino alla S di Santa Caterina di Pittinuri.
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51.
Isuledda, Porto Pollo (Isola
dei Gabbiani)
L'Isuledda è una penisola unita alla terraferma
da una sottile striscia di sabbia bianca, un tombolo come si dice, largo
circa 50 metri. Da una parte si apre la spiaggia dell'Arenaria, alla
fine della spiaggia del Liscia, e dall'altra la spiaggia di Porto Puddu. Si
trova nel comune di Palau. La sabbia è a grana grossa e dorata.
piuttosto grossa di color crema. Dalla spiaggia si si può ammirare il
panorama dell'isolotto Cavalli e, in lontananza, le Isole Spargi, Spargiotto
e Budelli, oltre alle coste della Corsica. Si arriva all'Isuledda
dalla SS 133 bis, superando il ponte sul fiume Liscia. Sulla
penisola c'è un villaggio turistico e le due baie, esposte ai venti per
quasi tutto l'anno, sono meta di appassionati
del windsurf e vela che qui arrivano da ogni parte del mondo.
In particolare la baia di Ponente, sopravento, ha vento costante e piccole
onde, mentre quella di Levante, sottovento, è vicina alla baia di Porto
Pollo e offre invece acqua calma e raffiche di vento. Una perfetta palestra
naturale è stata definita dagli amanti del windsurf e del kitesurf!
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52.
Lago Flumendosa, Omodeo e
Cusano
Il lago Flumendosa si trova nella bellissima Ogliastra, nella parte centro ovest della Sardegna, alle pendici del Monte
Gennargentu tra boschi di leccio, rovere e macchia mediterranea. È il più
alto tra i laghi artificiali della Sardegna e viene alimentato dal fiume
omonimo. Lo scopo principale di questo invaso era la produzione di energia
elettrica. Oggi il lago rappresenta un'attrattiva sportiva e turistica
di incantevole bellezza, una vera attrazione turistica, ed è possibile
navigarlo su un battello, con una gita di un paio di ore. È vicinissimo al
percorso del Trenino Verde col quale è collegato. Un altro grande invaso artificiale e il lago
Omodeo; è stato a
lungo il più grande lago artificiale d'Europa e deve il suo nome al
progettista della diga, l'ingegner Angelo Omodeo, un grande esperto di opere
idrauliche, risale al 1924. Questo lago ha permesso di modernizzare con
acqua e canali tutto il settore agricolo sardo. L'Omodeo è una meta
turistica molto interessante perché circondato da altopiani basaltici ed
aspre montagne che rappresentano una Sardegna affascinante e selvaggia. Si
possono fare bellissime passeggiate e trekking di vari livelli, canoe e
kayak. Un lago molto frequentato è quello
di Gusana, nel territorio di Gavoi, nella Barbagia di Ollolai. Ha una lunghezza di circa 5 chilometri,
ed è perfettamente
integrato nell'ambiente circostante, tutto intorno i boschi di grandi
lecci. Vi si arriva da Gavoi prendendo la Strada statale 128 (Gavoi-Fonni),
che costeggia il lago di Gusana. Le sue acque
attraggono turisti e sportivi.
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53. Lingua sarda
Più che un dialetto sardo si può parlare di una vera e propria lingua in cui
sono evidenti legami con il latino. Grazie alla situazione geografica
isolata della Sardegna, poche sono state le influenze straniere, per cui il
sardo è la lingua neolatina che è rimasta più vicina alla base originaria.
Vi si trovano ancora elementi di greco e lo spagnolo (dal 1327 al 1720 la
Sardegna è stata infatti dominata alla Spagna e lo spagnolo era lingua
ufficiale nei tribunali e nelle scuole).
Da zona a zona sono stati
individuati quattro dialetti corrispondenti alle aree geografiche:
- Nuorese, parlato nel centro dell'isola e a Nuoro;
- Gallurese, parlato nella parte Nord-Orientale della Sardegna;
- Sassarese, nella città di Sassari e vicinnanze;
- Logudorese, parlato nel centro-Nord della Sardegna;
- Campidanese, nel Sud dell'isola.
Il Gallurese ed il Sassarese hanno subito un'influenza continentale,
soprattutto da parte del toscano. Un discorso particolare sono i dialetti di
Alghero, di derivazione catalana e dell'isola di San Pietro di derivazione
genovese, legati alle peculiari vicende storiche dei due luoghi.
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54. La Maddalena
Da non perdere una visita delle isole dell'arcipelago della Maddalena, nella parte nord ovest della Sardegna.
Di fronte a Palau
(partendo da Palau si arriva alla Maddalena in 45 minuti di traghetto)
questo arcipelago è davvero
un paradiso naturale (e parco protetto) con spiagge bianche e acque caraibiche.
Spiagge da sogno nell'Arcipelago della Maddalena sono: Bassa Trinità, Spalmatore, Cala Francese, Punta Cannone, Monti d'a Rena, Cala Lunga, Punta
Tegge (con la grande scogliera) e Abbatoggia (le spiagge del Morto, dello
Strangolato e altre piccole insenature). Da non perdere un giro sulla strada
panoramica della Maddalena, circa 20 chilometri di percorso con vista
mozzafiato sulle coste delle isole. Il centro principale dell'arcipelago è
la Maddalena, con la animatissima Piazza Garibaldi, dove si affaccia il
municipio, che da su via Garibaldi, piena di negozi, mentre nella parte più
antica dell'abitato si incontrano bei palazzi del 1800.
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55.
Mangiare in Sardegna
Il pane in Sardegna ha mille forme e mille sapori
diversi, il più famoso è il pane carasau o carta musica: sottilissime
sfoglie di pane cotto nel forno fino a diventare croccanti. Prende il nome
di pane guttiau quando viene condito con olio e sale. Tra i primi
piatti in malloreddus, piccoli gnocchetti sardi conditi con sugo di
salsiccia e zafferano; i culorgiones, ravioli ripieni di formaggio, con
pochi spinaci e conditi di solito con il sugo di pomodoro; tradizionale è il
pane frattau, pane carasau inzuppato nel brodo di carne disposto a strati
con sugo di pomodoro e pecorino; la fregola, una pasta ottenuta con palline
di semola e acqua, condita nei ristoranti di oggi con vongole e cozze.
Prodotto tipico è la bottarga, ovvero uova di pesce (in genere muggine o
tonno) essiccate, molto saporita, usata come antipasto, in fettine sottili,
o grattugiata per condire i primi. Il suo utilizzo più comune è sugli
spaghetti all'olio o alle vongole. In Sardegna la più grande produzione
viene fatta a Cabras. Le carni sono molto importanti, agnello,
capretto, maiale, generalmente cotto
arrosto.
Per gli amanti della carne, consigliato il porceddu, un maialino da latte,
cotto per diverse ore.
Per il pesce oltre alle zuppe piccanti, il pesce si cucina
prevalentemente arrosto. Molto particolare è Sa burrida, una zuppa
fredda di pesce, tipica della zona settentrionale della Sardegna, viene
preparata marinando in aceto il pesce (gattuccio soprattutto) con l’aggiunta
di pinoli e noci tritati. Grande varietà di sapori nei formaggi tra i quali
spiccano il pecorino e il fiore sardo. Numerosissime le varietà di
dolci che
si differenziano da zona a zona. Il dolce più famoso sono le seadas, sottili
sfoglie di pasta ripiene di formaggio, fritte e condite con miele caldo.
Questa specialità ha diversi nomi in Sardegna (seada, sevadas, sebadas e
simili). Le formaggelle, che sono
cestini di pasta sottile riempiti di ricotta. Le pardulas sono dischi
di pasta cotti al forno, preparati con farina, uova e strutto, e ripieni di
pecorino, scorza di limone e zafferano. Molto famosa è la pasticceria
sarda secca, si citano i papassini, rombi di pasta frolla alle mandorle
coperti di glassa, e il pan di sapa, fatto con il mosto cotto. I paesi
dell’interno nel Nuorese, sono conosciuti per la produzione del torrone
sardo, fatto con miele e frutta secca, come noci, mandorle e nocciole.
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56.
Monumenti naturali in Sardegna
Si tratta di formazioni naturali uniche,
meraviglie della natura tali da potersi considerare veri e propri monumenti,
qualche esempio? Lo scoglio chiamato Pan di Zucchero, i faraglioni di Masua,
Su Sterru (la voragine più profonda d'Europa, quasi 300 m che
purtroppo però non si vede molto bene), Su Suercone, le
colonne di Carloforte, la Perda' E Liana di Gairo (un picco alto oltre 1200
m che s'innalza dal nulla), il canyon di Su Gorroppu (Dorgali) ecc.
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57. Nora
Sulla piccola penisola del capo di Pula sorse la prima città
dell'isola, Nora appunto. Nora fu prima fenicia, poi punica, romana e fu abbandonata nel
medioevo. I resti che potete ammirare oggi risalgono principalmente al
periodo romano: le terme, il foro, il teatro romano, i resti di una villa
patrizia con il pavimento decorato finemente, il sistema delle strade con lo
scolo delle acque.
Per arrivare da Cagliari si segue la SS 195 per Teulada sino al km 27, dove
si svolta per Pula. Attraversato il centro abitato e imboccata la via Nora
si arriva all'area archeologica dopo 3 km.
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58. Nuoro
È la capitale della Sardegna centrale, la parte pastorale e
montagnosa, è rimasto un piccolo centro con notevole fervore culturale. Un
tempo un piccolo borgo di case di pietra raccontato da Grazia Deledda,
premio Nobel per la letteratura nel 1926, oggi ha decisamente mutato pelle,
e lo testimonia il Museo di arte moderna che qui trovate, gestito in passato
dalla stessa curatrice, donna, giovane e ovviamente sarda, che oggi gestisce
la Galleria di Arte Moderna di Roma. Ha dato i natali anche al poeta
Sebastiano Satta. Interessante sul colle Santo Onofrio il Museo della vita e
delle tradizioni popolari sarde, con 15 sale dedicate ai vari argomenti, i
costumi maschili e femminili, i gioielli, i tipi di pane, gli amuleti ect.
Altro museo è stato allestito nella casa natale di Grazia Deledda, dove la
scrittrice nacque nel 1871. Nella Chiesa della Solitudine, salendo sul monte
Ortobene, è stata sepolta la scrittrice.
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59.
Nuraghi
Cosa sono i nuraghi? Quali nuraghi visitare in Sardegna? La
pietra in Sardegna è sinonimo di nuraghe. Qui 1500 anni a.C. iniziò a
svilupparsi la civiltà nuragica, la cui nascita in parte è ancora
misteriosa, così come la fine, circa 600 anni dopo. I nuraghi erano in
pratica castelli preistorici, costruzioni all'avanguardia, edificati a forma
di tronco di cono, con una cupola come copertura, realizzato con pietre
messe l'una sull'altra, senza nessun cemento, solo incastrate l'una
sull'altra. La più tipica architettura preistorica insomma, oramai divenuti
un vero e proprio simbolo della Sardegna. La loro funzione è tutt'ora
dubbia: tempio, tomba o reggia? Intorno al Nuraghe, spesso fortificato, si
trova il villaggio nuragico, formato da piccole costruzioni in pietra a
pianta circolare. Dei nuraghi sorprende la maestria e la monumentalità delle
costruzioni ma anche la capillarità della diffusione: più di 7.000 oggi i
nuraghi presenti, 20.000 nel lontano passato. È incredibile che la civiltà
nuragica sia da sempre avvolta nel mistero, ancora oggi, certi misteri non
sono stati chiariti, nonostante gli strumenti di ricerca e studio che
abbiamo a disposizione. I nuraghi più belli e più importanti dell'isola
sono: Su Nuraxi, il nuraghe per eccellenza, a Barumini, Santu Antine a
Torralba e Nuraghe Losa di Abbasanta. Se dovete scegliere per vedere i
nuraghi andate a Barumini, un grande villaggio nuragico dichiarato nel 1997
Patrimonio dell'Unesco dell'Umanità.
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60.
Ogliastra
Il suo territorio aspro e l'isolamento secolare sono la sua
caratteristica. Il paesaggio è caratterizzato dai tacchi, picchi di roccia
che svettano su altipiani e vallate, con i fianchi scoscesi e senza
vegetazione. Il tacco più famoso è Sa Perda ÈLiana, un torrione isolato
alto 1293 m, inconfondibile silhouette che si staglia all'orizzonte,
visibile da grandi distanze in molte località dell'Ogliastra. Il centri
principali della zona sono Lanusei e Tortolì. La bellezza delle coste unita
alla bellezza e all'autenticità dell'interno hanno fatto di molte località
di questa zona un'attrattiva crescente, in particolare Baunei, Santa Maria
Navarrese e Marina di Gairo.
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61.
Olbia
Olbia
custodisce
nel suo ventre reperti antichissimi. Durante lo scavo
del tunnel che permette di attraversare la città agevolmente da nord a sud,
sono state scoperte ben 24 navi antiche appartenenti a tre diversi periodi
storici della città. Le navi più antiche sono del periodo Romano imperiale,
quando la città era un importante centro, altre appartengono al periodo in cui
pisani ricostruirono il porto creando le condizioni per la ripresa
economica. La storia della città è molto antica ma importante è anche il suo
sviluppo recente con l'aeroporto e il porto (anche se ha pagato un alto
prezzo quanto a sviluppo edilizio caotico). Anche questa città è circondata
da straordinari ambienti naturali... leggi la guida di
Olbia.
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62.
Oliena
Ai piedi del monte Corrasi sorge la città di
Oliena,
caratteristico paese situato alle falde del Supramonte nella barbagia. Il
paesaggio è caratterizzato da sorgenti d'acqua e vigneti. È famosa per i suoi
vini e per i bellissimi costumi che si possono ammirare il 21 agosto alla
festa di San Lussorio e la domenica di Pasqua nella processione. Nei vicoli
del paese potete ancora vedere le vecchie case dall'aspetto interessante
e la
bella chiesa di Santa Croce in pietra con il campanile a vela. Un'escursione
interessante è quella alla sorgente Su Gologone, che porta a una
scenografica sorgente carsica la cui acqua va a formare un piccolo laghetto.
Nei pressi anche il villaggio nuragico di Tiscali. Nell'abitato troverete due
chiese, una in basso quella di Sant'Ignazio di Loyola, del 1601e in alto, la
chiesa di Santa Maria,edificato nel 1200 anche se fortemente rimaneggiata.
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63.
Orgosolo
Orgosolo
è una cittadina della Barbagia di Ollolai in provincia di Nuoro, sul
versante nord del Gennargentu, famosa per i suoi murales realizzati a
partire dal 1970, che paiono gridare contro la modernità che incombe. Il
primo murale venne realizzato da un gruppo anarchico milanese nel 1969
durante la contestazione giovanile. Questo murale ispirò in seguito alcuni
insegnanti della scuola media locale che coinvolsero i loro studenti in una
sperimentazione sulla pittura murale. Da allora sono cambiate le immagini e
i temi trattati ma i murales sono rimasti e si sono moltiplicati. Celebre
anche la tradizionale festa dell'Assunta. Nella parte est dell'abitato si
trova la chiesa di San Pietro. Belle le tradizionali case in pietra
semplici e solide le tipiche viuzze tortuose. Trovate altri murales a San Sperate, Villamar e Serramanna.
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64.
Oristano
Oristano
si trova sulla costa occidentale dell'isola, nella piana del
Campidano. Ha tradizionalmente una vocazione agropastorale, la sagra locale
più importante, la Sartiglia, una straordinaria saga cavallerizza legata
proprio al propiziarsi buoni raccolti (e non una buona pesca). Il centro
storico di Oristano conserva ancora tratti di architettura medievale. La
cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta, risale al 1200, anche se ha
subito molti rimaneggiamenti...Continua a leggere su
Oristano.
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65.
Ossidiana, oro nero della Sardegna
Un
tempo l'ossidiana, un vetro vulcanico, era uno dei prodotti più
ricercati dell'antichità. Molto importante per l'isola, usata come merce di scambio
nel periodo nuragico tra
i sardi e i popoli continentali, è stata l'oro nero del
Monte Arci, vicino
ad Oristano. Si tratta di vetro nero vulcanico, materiale dal
quale si ricavavano, prima della scoperta dei metalli, gli utensili più
preziosi per l'uomo. Ancora oggi se ne possono rinvenire pezzi lungo i
percorsi montani. Nel Monte Arci, grazie al giacimento situato nella
località di Conc' 'e Cannas, il più grande di tutto il Mar
Mediterraneo, si approvvigionavano le genti prenuragiche e nuragiche a partire dal
5000 a.C.. Ha dell'incredibile il fatto che, ancora oggi, vengono prodotte
lame per bisturi in ossidiana, che alcuni chirurghi preferiscono rispetto
all'acciaio per il taglio più netto e l'assenza di particolato metallico,
possibile causa di allergia.
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66.
Pan di zucchero
Quello
che viene chiamato "Pan di Zucchero", è un isolotto di calcare, un faraglione bianco che
emerge vicino alla costa, con pareti verticali e una parte piana alla
sommità. Si trova nella zona di Masua, un piccolo centro abitato nella zona
di Iglesias, a sud ovest della Sardegna. È alto 133 metri ed è uno dei
monumenti naturali della Sardegna che, oltre ad essere bianco e alto, è
attraversato da profonde gallerie a livello del mare.
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67.
Porto Cervo
Porto
Cervo, è la "capitale" della Costa Smeralda frequentatissima in
estate da gente famosa e ricca (e da chi vuole sembrarlo), con il
porticciolo turistico pieno di yacht, la famosa Piazzetta, cuore della
cittadina, dalla quale si snodano i vicoli pieni di negozi di lusso. Il centro
più antico si sviluppa intorno al porto vecchio, mentre Porto Cervo Marina
sorge a ridosso dell'attrezzatissimo porto turistico affollato di yacht e
barche a vela. Qualche chilometro a sud di Porto Cervo si svolge la vita
mondana più intensa, quella dei locali esclusivi e delle discoteche. Altri
luoghi cult della zona sono Porto Raphael e Porto Rotondo.
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68. Porto Rotondo
Porto
Rotondo in provincia di Olbia è una celebre località balneare
situata su un promontorio tra il Golfo Aranci e la Costa Smeralda.
L'insediamento originario nasce intorno al porticciolo con case eleganti e
moderne. A partire dagli anni '60 è diventato un luogo frequentato dal jet
set internazionale. Stessa cosa per Porto Cervo, la località più importante
del tratto costiero della costa Smeralda che va dal Golfo di Cumiana a
quello di Cannigione in Gallura. Tutta la costa deve la sua fama e lo
sviluppo al sogno di alcuni investitori che nel 1960 comprarono più di 3000
ha di terreno vicino al mare...Continua a leggere su
Porto Rotondo.
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69.
Posada
Posada
è un bellissimo borgo lungo la costa nord ovest, è un'apprezzata oasi
naturalistica con lo stagno vicino alla spiaggia di Orville che ospita i
fenicotteri rosa e gli aironi cenerini. La zona è meta preferita di numerose
specie di uccelli e comprende la foce del Rio Posada e gli stagni di Tundu e
Longu. Famoso il castello di Posada, chiamato della Fava.
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70. Pula
A 30 chilometri a sud da Cagliari troviamo
Pula con le sue piccole
baie, ma anche le lunghe spiagge bordate dalle pinete. Antico centro in
epoca fenicia, Pula vanta un grande patrimonio archeologico, gli scavi di
Nora, la città più antica della Sardegna; è uno spettacolo ammirare i resti
archeologici sullo sfondo del mare. La visita agli scavi archeologici
permette di vedere le rovine di case con bellissimi mosaici sul pavimetno, resti delle
terme, il teatro, le strade in cui si riconosce il sistema fognario, il tempio
e l'importante santuario. Vari reperti sono custoditi nel
Museo archeologico
comunale di Pula, in corso Vittorio Emanuele 67.
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71.
Quartu Sant'Elena
La
città di Quartu Sant'Elena è un insediamento di antichissime
origini. Negli ultimi decenni è divenuta, con più di 80 mila abitanti, la terza città
della Sardegna. Interessante la secentesca chiesa
parrocchiale di Sant'Elena. Molto frequentato in estate il suo litorale, il
Poetto di Quartu, con alle spalle lo stagno di
Molentargius, molto interessante
per il birdwatching, soprattutto per i fenicotteri rosa. Molti se ne vanno a
vedere questi uccelli dai tratti unici, nella Camargue, nel sud della
Francia. Ma la possibilità di vederli così da vicino è una prerogativa
della Sardegna e delle sue bellezze.
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72. Saline di Cagliari
Le
Saline di Cagliari, già conosciute dai Fenici, oggi non più attive, si
trovano sulla fascia costiera, sul litorale del Poetto. Oggi sono un
ambiente spettacolare. È ancora vivo nella zona del cagliaritano il ricordo
del duro lavoro nelle saline: d'estate sotto il sole cocente, d'inverno
con il freddo;
si lavorava seminudi con i piedi nell'acqua e con una pala in mano. Grazie a
questo faticoso lavoro si è creata una laguna considerata tra le più belle
d'Europa e che ospita numerosi esemplari di fauna, come il fenicottero rosa
appunto: lo stagno di Molentargius. Ora la salina non produce più.
Prima l'inquinamento, poi la scarsa convenienza hanno cancellato un'attività
che per duemila anni è stata parte delle storia di Cagliari.
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73.
San Teodoro
San
Teodoro è una famosa località turistica sulla costa nord est della
Sardegna, poco a sud di Olbia. È considerata l'inizio della Gallura.
Tantissimi gli alberghi, i villaggi turistici e le ville. Le spiagge sono
bellissime, molto frequentate, davanti al paese Calandra, andando verso nord la Spiaggia della Cinta, 5 km di sabbia bianca, separata dal retrostante
stagno di San Teodoro, una laguna pescosa e preferita da tante specie di
uccelli. Verso nord è il promontorio di Capo Coda Cavallo con le magnifiche
scogliere inframmezzate da calette, è questa la cosiddetta Costa Dorata.
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74.
Sant'Antioco
Sant'Antioco
è una bella isola della costa sud est della Sardegna, collegata
alla terraferma da un ponte, un istmo artificiale di circa 3 km costruito
dai cartaginesi e completato dai romani con un ponte. È la quarta isola
italiana per dimensioni dopo Sicilia, Sardegna e Elba. Fu fondata dai Fenici
nell'VIII secolo a.C. Nel museo archeologico locale trovate i tanti reperti
archeologici del periodo punico-romano. L'altro centro dell'isola, oltre a
Sant'Antioco città, è Calasetta, piccolo porto da cui partono i traghetti
per l'isola di San Pietro (Carloforte).
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75.
Santa Caterina di Pittinuri
Santa
Caterina di Pittinuri è una piccola località lungo la
costa ovest affacciata sul litorale formato da grandissime rocce calcaree,
molto erose e quindi arrotondate; sul suo promontorio trovate una torre, qui
il panorama è davvero bellissimo. A nord di Oristano invece, nei pressi
della località di S'Archittu, il calcare e di colore giallastro e le rocce
sono ricche di fossili, come si capisce dal nome, qui trovate un grande e
bellissimo arco naturale di roccia a livello del mare, ideale
per gli amanti dei tuffi.
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